Il suono è la sensazione che nasce nell'uomo quando una perturbazione meccanica si propaga in un mezzo elastico facendolo vibrare. Il suono contraddistingue tutta la nostra vita. Ogni minuto della nostra giornata si accompagna ad un suono, ad una melodia. La musica è la colonna sonora di ogni istante della nostra esistenza. Ogni uomo, ogni giorno, ogni minuto, ogni istante crea la propria playlist e condiziona le sue azioni e la sua libertà.

lunedì 29 gennaio 2018

La Spada nella Roccia....il Musical Rock!

La Spada nella Roccia....un musical solo per bambini?? Niente affatto, quando in uno spettacolo musicale è il rock che fa da padrone, lo show diventa immediatamente dinamico, emozionante, dal ritmo travolgente, irresistibilmente coinvolgente capace di trasportare il pubblico pagante in un viaggio divertente, energico, dal battito incalzante.
Un' ottima e ben curata regia di Sandra Bertuzzi, scenografie spettacolarizzate da video proiezioni di Federico Zuntini, coreografie maestose ed imponenti di Daniele Palumbo, attori-cantanti talentuosi e spartiti rockeggianti scritti a quattro mani da due artisti di fama internazionale: Piero Monterisi ed Emanuele Brignola.

Monterisi è un batterista che iniziò la sua carriera musicale nel 1986 con Franco Dani e successivamente con Alberto Camerini. Note le collaborazioni con Carosone, Silvestri, Gazzè, ma degno di nota il lavoro con la PFM dove partecipa al fortunato tour in Giappone. Il 2006 vede Monterisi coinvolto in un nuovo progetto musicale rock e Blues elettrico anni '70 con Federico Zampaglione dei Tiromancino ed il bassista Emanuele Brignola, con il quale, appunto, collabora alla stesura della partitura musicale de "La Spada nella Roccia".
La trama è fedele all' originale, famosa per mettere in evidenza valori importanti quali l'umiltà, la fedeltà, la giustizia e la lealtà e dove, durante quasi 2 ore di spettacolo, gli spettatori si fanno trasportare dal frenetico ritmo del rock combattendo, cantando e...ballando insieme ai protagonisti della storia.

sabato 27 gennaio 2018

Identità Musicale: Boyd Tinsley - Dave Matthews Band

Oggi parleremo di uno strumento, e di un musicista, che nell'immaginario collettivo poco hanno a che fare con la musica Rock ma in questo caso hanno creato delle sonorità del tutto originali contribuendo al successo della Dave Matthews Band: Boyd Tinsley e il suo violino.

Prima di tutto se non conoscete la Dave Matthews Band vi invito ad andare ad ascoltare la loro musica; fanno un genere rock misto funky ma sono in grado di spaziare su tanti ritmi e sonorità rendendoli molto piacevoli all'ascolto e mai banali. Di sicuro il loro leader, che dà il nome alla band, è un musicista molto capace ed è anche l'autore principale di tutti i pezzi; timbro vocale subito riconoscibile e faccia da "sbruffone" che gli ha permesso di partecipare anche a qualche film di Hollywood. 
Un altro membro fondamentale è secondo me il batterista Carter Beauford; idolatrato dai loro fan al pari di Dave è un musicista davvero molto bravo, capace di creare dei ritmi sempre originali e tecnici rendendo ogni loro pezzo difficile da "coverizzare".

Ma la vera ciliegina sulla torta è il suono del violino in grado di fondersi magnificamente nel suono della Band.

Boyd Calvin Tinsley è nato a Charlottesville (Virginia) il 16 Maggio del 1964 crescendo nello stesso quartiere di Carter Beauford e Leroy Moore, il sassofonista, in una famiglia di musicisti.
L'incontro di Boyd con il violino fu del tutto casuale; in realtà il suo primo desiderio era quello di suonare la chitarra ma all'età si 12 anni si iscrisse ad una scuola di musica classica orchestrale dove si appassionò al violino diventando in poco tempo molto abile. Poco dopo formò una piccola orchestra di giovani adolescenti come lui (la Charlottesville youth orschestra) e studiò con un insegnante d'eccezione: Isador Saslav, primo violino dell'orchestra sinfonica di Baltimora. 

Fu però nel periodo universitario che Boyd cominciò ad utilizzare il suo violino nella musica rock e nelle rock band. Infatti la sua confraternita organizzava molte feste dove si esibivano musicisti suonando in Jam session tutta la notte. In quell'occasione Boyd affinava la sua grande tecnica di improvvisazione contaminando con il suo violino la musica rock e funky.

Di lì a poco cominciò a suonare in varie formazioni musicali e si può tranquillamente dire che Boyd era un musicista abbastanza celebre quando nel 1991 entrò in contatto con la Dave Matthews Band. In quell'occasione Dave gli chiese di partecipare alla registrazione di "Tripping Billies" (che vi consiglio vivamente di ascoltare).

Dopo la registrazione del brano Boyd cominciò a suonare con la nascente band come "guest", quando i suoi impegni con gli altri progetti che ancora manteneva glie lo consentivano. E' solo nel 1992 che Boyd entra a far parte come musicista fisso nella lineup della Band. E' infatti il suono del suo violino a caratterizzare i brani del gruppo portandoli ad una identità molto riconoscibile e soprattutto originale. 

Un'altra particolarità che lo rende unico è sicuramente l'aspetto fisico; la sua corporatura massiccia e muscolosa, è un vero appassionato di sport e pratica il tennis assiduamente, non incarna esattamente lo stereotipo del violinista, ogni volta che lo si vede suonare sembra che da un momento all'altro il violino si frantumi nelle sue possenti mani; ma poi dalle prime note si rimane allibiti nel vedere con quale delicatezza e sapienza "accarezzi" quelle corde con il suo archetto.

La prima volta che suonò con la Dave Matthews Band disse "Quando sentii le canzoni suonate da questi musicisti capii subito che c'era qualcosa di speciale; mi sembrò la roba più potente che avessi mai sentito da molto tempo" ...e se lo dice lui...

venerdì 26 gennaio 2018

La colonna del Falko: WHO - QUADROPHENIA (1979)


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Oggi vi parlerò di un film cult del 1979, basato sulle canzoni di un disco memorabile e forse il più leggendario degli WHO: QUADROPHENIA (1973).

Il titolo è una variazione lessicale del termine “schizofrenia”, utilizzato nell’accezione di “disturbo dissociativo dell’indentità”: quadrophenia riflette le quattro personalità di Jimmy (il giovane protagonista) e che rappresentano ciascun componente degli Who. 

Ambientato nell'Inghilterra dei primissimi anni '70 il film racconta appunto la storia di Jimmy Cooper, ragazzo appartenente alla banda giovanile dei Mods che in quegli anni si scontrava ripetutamente con i rivali Rockers, creando scompiglio nelle città inglesi. E’ anche uno scontro di valori e di stili di vita: i Mods (dall'inglese Modernists) erano giovani ben vestiti che guidavano scooter italiani come Lambretta e Vespa. Erano contrapposti ai Rockers, il cui stile è quello dei seguaci del rock and roll americano anni Cinquanta: giubbotti di pelle e grosse motociclette.

curiosità:
tra i personaggi presenti nella pellicola del film-cult c’è "Asso" (in inglese Ace Face) interpretato da STING,nella sua prima apparizione cinematografica, considerato l'idolo dei Mods, sempre in sella ad uno scooter: una fantastica Vespa super accessoriata, con una fanaleria esagerata.

La Vespa è stata esposta al Museo Piaggio, in occasione della fortunata mostra “La Vespa e il cinema” (2011).

E oggi? I Mods non sono estinti, anzi: in UK vi sono numerosi clubs e blog che vi s’ispirano.
E prolificano anche in Asia: a Jakarta c’è un gruppo di appassionati con sito web dedicato (themodgeneration.com). Il look Mod affascina le nuove generazioni. Gli stilisti di oggi se ne sono accorti e reinterpretano stili e gusti dei fabulous sixties.



giovedì 25 gennaio 2018

Si ritira dalla scena SIR ELTON JOHN

Elton John dice addio alle scene. Il prossimo tour che sta per cominciare sara' l'ultimo. "Le priorità sono cambiate. Ho figli, voglio essere parte della loro vita", ha detto Rocket Man" in un evento-spettacolo a New York. Cantante e musicista istrionico, divertente, appassionato e appassionante, unico nel suo genere per la capacità di scrivere canzoni, precorrere i tempi ed essere capace di restare sulla cresta d'onda senza mai seguirla fino in fondo. Insomma capace di ditinguersi dalla massa e sapersi fare amare come solo una rockstar può fare.  Lo salutiamo con alcune delle sue frasi più famose .

“Sin da quando in un'intervista ho detto che ero bisessuale mi sembra che ci siano il doppio di persone che mi salutano per strada.”
Sir Elton John
“Adoro ogni minuto della paternità - stare svegli tutta la notte, cambiare i pannolini, il fatto che i bambini piangano - la trovo davvero divertente e stimolante. Ti mette in connessione con il mondo in un modo nuovo.”
Sir Elton John
“Le band di oggi devono imparare il proprio mestiere facendosi largo tra il duro lavoro che abbiamo fatto noi quando eravamo giovani interpreti.”
Sir Elton John



mercoledì 24 gennaio 2018

Sanremo ROCK






Immagino che non sarete tra quelli che stanno aspettando con ansia e frenesia l'inizio del Festival della canzone Italiana del prossimo 6 Febbraio ma quest'anno, per noi rocker, ci saranno due sorprese molto gradite.

La prima è la presenza tra i big dei Decibel, gruppo rock fortemente legato alla città di Milano e in particolare al liceo classico Giovanni Berchet dove Ruggeri e Muzio erano compagni di classe, e al limitrofo liceo scientifico Einstein, dove studiava Capeccia; i tre amici, accomunati da gusti musicali poco consueti in Italia per quell’epoca (Glam rock e Proto-punk), nei primissimi anni ’70 si scambiano suggestioni e stimoli musicali, quindi iniziano a suonare talora insieme, talora in gruppi diversi. Dopo anni di musica d'avanguardia e rock puro si sciolgono e Ruggeri comincia ad inizi anni '80 una carriera solista piena di riconoscimenti e successi. Ma il senso della band è troppo forte e dopo qualche tentativo, come sul palco dell'Ariston nel 2010, la reunion si completa con una conferenza stampa nello storico liceo milanese nel 2016. E dopo un nuovo disco "Noblesse Oblige" ed un fortunato tour di 40 date per tutta l'Italia la band ora ricalcherà il palco più famoso d'Italia.
La seconda piacevolissima sorpresa sarà, invece,  la presenza di Skin, cantante degli Skun Anansie, che duetterà con Le Vibrazioni nella serata di venerdì 9 Febbraio.
Noi abbiamo già capito per chi votare !!! e Voi ????

lunedì 22 gennaio 2018

Pretty Woman formato ROCK

ROCK. Una sola parola per descrivere le musiche di Pretty Woman il Musical presto in teatro nel 2018. E' così che Jerry Mitchell, il coreografo dello spettacolo, ha risposto alla domanda su come poteva descrivere la musica dello show: "Le canzoni saranno rock e bellissime coreografate con balli frenetici e ritmo incalzante".
E come fare ad avere una colonna sonora rock all'altezza di uno spettacolo teatrale di tale livello? Ingaggiando uno dei rocker in grado di restare per sedici settimane consecutive al top della UK Singles Chart (record tuttora imbattuto) con "(Everything I Do) I Do It For You" ed in grado di vendere più di 100 milioni di dischi in tutto il mondo in oltre 35 anni di carriera: Bryan Adams.
Per il rocker canadese sarà la prima esperienza teatrale con debutto a Manhattan in estate, con cinque settimane di anteprima all' Oriental Theater di Chicago a partire dal 13 marzo 2018.
La produttrice Paula Wagner ha garantito agli svariati fan della pellicola cinematografica del 1990 uno sforzo finanziario adeguato al successo del film.
I protagonisti chiamati a sostituire due mostri sacri come Richard Gere e Julia Roberts saranno due cantanti abituati a recitare nei musical, poco esperti di cinema e televisione ma con grande e comprovata capacità musicale: Steve Kazee e Samantha Barks.
Per Kazee il ruolo sarà meno "impegnativo" rispetto alla collega visto che l' Edward teatrale non dovrà subire nessuna miglioria interpretativa rispetto all' Edward di Gere, per la Barks invece l'impegno sarà maggiore, visto che la produzione ha deciso addolcire la figura di Vivian trasformandola da prostituta a ragazza comune finita nel giro sbagliato a causa della sua ingenuità.
La domanda a questo punto è: riuscirà la Barks a far digerire al numeroso pubblico le varianti di trama? 

sabato 20 gennaio 2018

Identità musicale: Dolores O'Riordan - The Cramberries


Non è facile per me in questi giorni scrivere di questa artista, ha fatto parte della mia gioventù e un po' di questa la sua tragica scomparsa se l'è portata via. E' altrettanto doveroso però dedicargli spazio nella mia rubrica come omaggio al suo enorme talento musicale.


Dolores Mary Eileen O'Riordan nasce a Limerick (Irlanda) il 6 Settembre 1971, ultima di ben 7 fratelli.
Non ebbe di certo un'infanzia facile; ricevette un'educazione rigida cattolica dalla madre e dall'età di 8 anni fino ai 12 venne ripetutamente abusata sessualmente da un amico di famiglia.
Questa tremenda esperienza la portò ad avere in adolescenza problemi di anoressia ma allo stesso tempo questo dolore la portò a scrivere molto e a comporre musica.
L'incontro con i Cramberries avvenne nel 1990, in sostituzione del cantante Niall Quinn, che lascia il gruppo che aveva fondato nel 1989 con Noel e Mike Hogan, chitarrista e bassista, e Fergal Patrick Lawer, batterista.

L'entrata di Dolores fece fare un significativo salto di qualità alla band che, dopo il primo album "Everybody Else is Doing It, So Why Can't We?"(1993), si affermò a livello mondiale con l'album"No need to Argue" (1994) che conteneva lo storico brano "Zombie", premiato agli MTV Music Awards come miglior canzone del 1995.

La voce di Dolores è letteralmente uno schiaffo in pieno viso, timbro molto particolare caratterizzato da vocalizzi stile "yodel" che lo rendono unico. Nello stesso album di "Zombie" è contenuta anche una traccia molto struggente che Dolores scrive ricordando il tragico evento della sua infanzia che l'ha profondamente segnata; "Ode to my Family", questo è il titolo del brano, è una netta accusa di Dolores ai genitori, che nonostante gli abusi, non avevano fatto niente per impedirlo ignari, forse, del dolore della figlia.

Successivamente all'album che li portò al successo I Cramberries pubblicarono, nel 1995 e nel 1999, altri due album ("The Faithful Departed" e "Bury the Hatched") prima di sciogliersi, anche se non ufficialmente, nel 2003.

Da solista Dolores collaborò con tante star internazionali ma anche italiane, ricordiamo su tutti Elisa e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, e realizzò anche colonne sonore per film; la prima per Spiderman 2, ma a causa dei tagli nella post produzione non vide mai la luce, e la seconda per il film di Mel Gibson "La passione di Cristo". L'ultimo suo lavoro fu l'album del 2004 "Are you listening" che conteneva 14 tracce di diversi stili musicale ma pur sempre con un fil rouge ben preciso: scrivere canzoni su storie molto personali e sugli stati d'animo della sua vita e delle persone care che le stavano attorno. Questi brani così intimi permettono all'ascoltatore di essere protagonista della sua vita come uno dei suoi amici più fidati creando in questo modo un legame speciale con il pubblico.

E' notizia di pochi giorni fa la sua scomparsa in un albergo di Londra all'età di soli 46 anni, ad oggi ancora senza una spiegazione precisa. Ci lascia una grande artista e credo che il mondo oggi sia orfano di un'identità musicale in più. RIP DOLORES

IL DOGUI




venerdì 19 gennaio 2018

La colonna del Falko: Led Zeppelin – Almost Famous (2000)

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Il Film di Cameron Crowe racconta gli anni Settanta in cui il rock si trasforma da fenomeno contro-culturale in grande progetto di marketing.
La Soundtrack che ha avuto il privilegio, fino ad allora mai concesso, di contenere canzoni della mitica rock band dei LED ZEPELLIN.
Robert Plant e Jimmy Page hanno tanto apprezzato la pellicola da concedere l’inclusione nella colonna sonora di ben quattro titoli, fra cui “That’s the way”, che sarà anche inclusa nell’album. Il film racconta le vicende di un giovane giornalista musicale incaricato di seguire il tour di un gruppo immaginario chiamato Stillwater. Nel cast compaiono anche alcuni musicisti “veri”, come Mike McCready dei Pearl Jam, Nancy Wilson delle Heart, Mark Kozelek dei Red House Painters, Peter Frampton e Bijou Phillips.
Quattro candidature e una vittoria agli Oscar 2001: migliore sceneggiatura originale (Cameron Crowe). Sei candidature e due vittorie ai BAFTA Awards 2001: migliore sceneggiatura originale (Cameron Crowe), migliore sonoro (Jeff Wexler, Doug Hemphill, Rick Kline, Paul Massey, Michael D. Wilhoit). Quattro candidature e due vittorie ai Golden Globe 2001: migliore film musicale, migliore attrice non protagonista (Kate Hudson). Grammy Award 2001 per la migliore colonna sonora in forma di compilation. Candidatura ai Nastri d’Argento 2001 per il regista del miglior film starniero (Cameron Crowe).

DA VEDERE!!

Tracklist:

"Feel flows”, Beach Boys
"America”, Simon & Garfunkel
"Sparks”, Who
"I'm waiting for the man”, David Bowie
"Every picture tells a story”, Rod Stewart
"Something in the air”, Thunderclap Newman
"Simple man”, Lynyrd Skynyrd
"Fever dog”, Stillwater
"Tiny dancer”, Elton John
"If wouldn't have made any difference”, Todd Rundgren
"Lucky trumble”, Nancy Wilson
"Your move”, Yes

martedì 16 gennaio 2018

Oh happy day

Forse non tutti sanno che la più famosa canzone gospel del nostro secolo "Oh Happy Day" deve il suo successo ad un programma radiofonico di San Francisco che iniziò a mandarla in onda ogni settimana. Registrata in una chiesa partendo da un inno religioso del XVIII secolo fu incisa da Edwin Hawkins Singers nel 1967. Fu premiata nel 1970 con il Grammy Award per la Best Soul Gospel Performance. Il testo ci invita a celebrare il giorno felice in cui Gesú lavó i miei peccati e ci insegnò a guardare, lottare e pregare. Purtroppo due giorni fa e' venuto a mancare all'età di 74 anni proprio Hawkins, stroncato da un tumore al pancreas

lunedì 15 gennaio 2018

Rip Dolores

Inizia nel peggior modo possibile il 2018.....ciao Dolores

Omaggio per il 40° dei "FOREIGNER"

Mick Jones alla chitarra-tastiere, Thom Gimbel alla chitarra-sassofono-flauto, Jeff Pilson al basso, Kelly Hanse alla voce, Michael Bluestein alle tastiere, Bruce Watson alle chitarre, Chris Frazier alla batteria...non sono altro che i componenti attuali della formazione dei "Foreigner", gruppo Rock anglo-statunitense formatosi nel 1976 capace di vendere nella sua carriera più di 80 milioni di album.
Il 20 luglio al termine di un concerto tenuto a Wantagh, New York, il cantante Lou Gramm, il polistrumentista Ian McDonald ed il tastierista Al Greenwood hanno fatto un'apparizione a sorpresa dopo anni dall' ultima apparizione ufficiale con il gruppo.
Mick Jones, leader e fondatore del gruppo, in tour negli USA con l'attuale band, per il quarantennale dell' uscita del primo album dei Foreigner non nega il fatto ci possa essere una reunion con i vecchi componenti stuzzicando la curiosità dei fan con la possibile uscita di un nuovo album.
Ma le sorprese per i fan più accaniti non finiscono di certo qui, per il quarantennale della nascita del gruppo, i Foreigner hanno anche annunciato un musical celebrativo dei loro maggiori successi che partirà dall' Alberta (Canada) il 10 agosto 2018 presso il Southern Alberta Jubilee Auditorium per poi passare dal 16 al 19 agosto al Northern Alberta Jubilee Auditorium.
"Jukebox Hero", questo il titolo del musical celebrativo, sarà basato sulla sceneggiatura scritta dagli ideatori di capolavori quali "The Commitments", "Across the Universe" e "The Tracey Ullman TV Show": Dick Clement e Ian Le Frenais.
Lo spettacolo teatrale, unico nel suo genere, includerà 16 tra i brani più rappresentativi della band, tra i quali "Waiting For a Girl Like You", Hot Blooded", "Urgent", "I Want to Know What Love Is" senza dimenticare il brano che omaggia il titolo dello show: "Jukebox Hero".

sabato 13 gennaio 2018

Identità Musicale: Larry Mullen Jr. - U2


Riuscireste a riconoscere un brano solo ascoltando la batteria? Probabilmente qualcuno che suona lo strumento o un musicista dall'orecchio allenato probabilmente si.
Se invece il brano in questione fosse "Sunday Bloody Sunday" degli U2, beh, sfido chiunque di voi a non riconoscerlo solo dal groove iniziale. E' sostanzialmente questo il motivo per cui inserisco Larry Mullen Jr. a pieno titolo tra i musicisti che hanno una vera identità musicale. Bistrattato molte volte dagli "addetti ai lavori"a causa della sua poca tecnica sullo strumento, Larry rimarrà per tutti un batterista che ha saputo inventare qualcosa di nuovo, molto spesso facile da eseguire, ma non altrettanto facile da concepire.

Laurence "Larry" Joseph Mullen Jr. nasce il 31 Ottobre 1961 ad Artane, quartiere a nord di Dublino. Su indicazione dei genitori comincia a 8 anni a suonare il pianoforte ma si dimostra da subito molto svogliato, così all'età di 9 anni comincia a prendere lezioni di batteria ma il suo maestro si accorge subito che Larry è un bambino abbastanza indifferente agli insegnamenti ma, al contrario, nutre una tremenda voglia di avere uno stile tutto suo ed originale.
In ogni caso la sua formazione ritmica viene molto influenzata dalla partecipazione di Larry in diverse bande come suonatore di tamburo, storica la "Artane Boys Band" di Dublino, e questo stile "marziale" sarà di fatto il suo marchio di fabbrica per tutta la sua carriera.

L'incontro con gli attuali componenti degli U2 avvenne a seguito di un volantino che Larry affisse nella sua scuola e dove cercava componenti per formare una rock band. Pochi giorni dopo l'affissione si ritrovarono a suonare nella cucina di Larry Paul Hewson (Bono), Adam Clayton, Dave Evans (the Edge) e suo fratello Dick.

Nel 1980 con la pubblicazione dell'album "Boy" gli U2 cominciarono la loro lunghissima carriera che li porterà ad essere una delle band più iconiche del panorama Rock mondiale. E sicuramente in questo successo il ruolo di Larry è da protagonista. Un batterista che ha saputo sempre mettersi al servizio del brano, senza mai strafare, senza infarcirlo di assoli fine a se stessi, ma la contrario inventando grooves che esaltassero la melodia e il testo di ogni canzone.

Fu uno dei primi ad introdurre nel proprio drum kit un timpano aggiuntivo a sinistra che, a suo dire, lo facilitava nel creare il suono che aveva in testa senza una particolare tecnica del pedale della cassa dove era abbastanza carente. Con questa aggiunta creò dei ritmi passati alla storia come per esempio l'intro di "PRIDE (In the name of Love) o "Where the Streets Have No Name".
Inoltre una delle caratteristiche degli U2 che gli ha permesso di passare indenne 4 decenni di musica è senza dubbio la loro capacità di adattarsi ai suoni del momento.
Dagli anni '80 dominati da ritmi aggressivi con sedicesimi sul charleston, ai '90 dove la musica elettronica faceva da padrone e dove Larry ha saputo introdurre sonorità nuove e del tutto funzionali a quelle melodie, per poi arrivare ai giorni nostri con un ritorno alle sonorità più acustiche e delicate.

Insomma se dovessi indicare uno dei batteristi, nella sua accezione più basica del termine e cioè "colui che tiene il tempo", più bravi della musica rock  uno dei candidati più papabili sarebbe di sicuro Larry Mullen Jr.

Un paio di curiosità: Larry ha sempre avuto una passione per due miti americani: Elvis Presley (lo si vede visitare la casa e la tomba di Presley nel video di "Rattle and Hum") e le moto Harley-Davidson. E' anche un fan svegatato della nazionale di calcio Irlandese.

IL DOGUI


venerdì 12 gennaio 2018

La colonna del Falko: Eddie Vedder – Into the Wild (2007)


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La colonna sonora di Into the Wild è stata composta da Eddie Vedder, che ha inciso 11 canzoni insieme a ospiti come Corin Tucker delle Sleater-Kinney e il cantautore Jerry Hannan, andando a formare il lavoro che più si avvicina ad un album solista.
L'artwork del disco è a cura di Brad Klausen - ben noto ai fan dei Pearl Jam per aver creato tanti poster di concerti - e dello stesso Vedder che, sotto il suo usuale pseudonimo Jerome Turner,ne ha anche ideato il concept.
La foto di Eddie sul retro copertina è stata scattata dal celebre fotografo Anton Corbijn e risale al 1997. Fa infatti parte delle (splendide) foto promozionali realizzate per l'uscita di Yield dei Pearl Jam.
Nel booklet sono ringraziati Jon Krakauer (l'autore del libro dal quale è tratto il film), la famiglia di Chris McCandless (il protagonista del libro), l'attore che interpreta Chris McCandless nel film (Emile Hirsch) e Brian Dieker (che interpreta Rainey nel film). Speciali ringraziamenti sono riservati al regista della pellicola, Sean Penn.
Il disco è dedicato a Jill e Olivia (rispettivamente, la compagna e la figlia maggiore di Vedder) ed è in memoria di Chris McCandless.
Hard Sun, il primo singolo estratto dalla soundtrack, è una cover di Gordon Peterson (autore canadese noto anche come Indio), suonata da Ed Vedder in compagnia di Corin Tucker (leader delle Sleater-Kinney). Society è stata scritta da Jerry Hannan, che nel pezzo suona la chitarra e fa i cori. Le restanti nove canzoni che compongono il disco sono state tutte scritte, cantate e suonate da Vedder.
Di seguito, le canzoni incluse nella soundtrack di 'Into the wild':

1.      SETTINF FORTH
2.      NO CELLING
3.      FAR BEHIND
4.      RISE
5.      LONG NIGHTS
6.      TOULUMNE
7.      HARD SUN
8.      SOCIETY
9.      THE WOLF
10.  END OF THE ROAD
11. GUARANTEED

lunedì 8 gennaio 2018





Oggi parleremo di un musical ispirato al romanzo Strega - Cronache dal Regno di Oz in Rivolta di Gregory Maguire del 1995: Wicked .
Wicked racconta l'incredibile storia mai raccontata delle streghe di Oz, del rapporto tra la malvagia strega dell'Ovest, Elphaba, e Glinda, la Strega buona del Nord. Dove la loro amicizia dovrà vedersela con le loro diverse personalità, punti di vista, rivalità in amore e le reazioni al governo corrotto del Mago di Oz.
Il musical è stato messo in scena per la prima volta al Curran Theater di San Francisco nel 2003 e da quel momento li in poi è stato un susseguirsi di  successi. Ha infranto i record al box office in tutto il mondo, raggiungendo il record di incassi a New York, Los Angeles, Chicago e St. Louis, ed il record per la più grande apertura nel West End di Londra.
Il 12° musical che più a lungo è stato rappresentato a Broadway ed il 28° più a lungo rappresentato nella storia del teatro.
Con una colonna sonora Pop-Rock Wicked trasporta il pubblico in un mondo fantastico di magia e stregoneria, con set e costumi vincitori del Grammy Award e stupefacenti effetti speciali.
Beh,  cari amici di Dreamkoma, non vi resta che tastare con mano questo mondo fatato e se siete nello United Kingdom non pensateci due volte ad essere presenti a Bristol tra il 31 gennaio ed il 3 marzo 2018.

sabato 6 gennaio 2018

Identità Musicale: John Petrucci - Dream Theater

Un buon anno anche da parte mia agli amici di DreamKoma. Oggi ci occupiamo di un genere rock un po' di nicchia, e devo dire che il musicista di cui vi parlerò è sicuramente uno degli esponenti più emblematici di questo mondo: il Prog-Metal e l'inconfondibile chitarra di John Petrucci.

John Peter Petrucci nasce nel 1967 a Long Island, New York, e comincia ad avvicinarsi alla musica, ed alla chitarra, già dalla tenera età di 8 anni seguendo l'esempio di sua sorella maggiore che stava alzata fino a tarda notte per seguire le lezioni di organo. Ben presto lasciò da parte lo strumento fino a quando all'età di 12 anni l'amico Kevin Moore, tastierista, non gli chiede di formare una band. Da quel momento Petrucci inizia ad esercitarsi assiduamente, prevalentemente da autodidatta, cercando di imitare la tecnica dei suoi idoli del momento: Steve Morse, Stevie Ray Vaughan, Yngwie Malmsteen per citarne alcuni.
Con il passare degli anni si appassionerà sempre di più alla corrente metal, più in particolare il prog, che piano piano stava emergendo in quegli anni con gruppi come Metallica, Rush, Queensryche, Iron Maiden ecc.

Una volta scoperta la sua vera vocazione John si iscrive al "Barklee College of Music" di Boston, dove inizia la sua educazione musicale di tecnica e teoria. Nello stesso college conosce i suoi futuri compagni di lavoro: John Myung, bassista elettrico, e il grande batterista Mike Portnoy. Così con l'amico Kevin Moore alle tastiere e Charlie Dominici alla voce nascono formalmente i primi Dream Theater. Dopo una prima registrazione il cantante Charlie si dilegua in un battito di ciglia e così i Dream ingaggiano un ragazzo canadese che stava studiando lirica, James La Brie. Con quest'ultima entrata i "Dream" troveranno l'assetto migliore che non cambierà per molti anni, se non con l'avvicendamento tra Kevin Moore e Derek Sherinian prima e Jordan rudees poi.

La nuova formazione dà vita ad un album che segna in maniera significativa la band come un punto di riferimento per il genere prog-metal dell'epoca; "Images and Words", questo il titolo dell'album, è un vero capolavoro, ogni traccia è un virtuosismo continuo di ogni componente della band senza però risultare stucchevole e fine a se stesso. E di certo non si è tirato indietro John: i suoi assoli non sono solo tecnicamente pazzeschi, ma hanno anche un impronta melodica assolutamente unica e molto piacevole. Lo stile che lo contraddistingue è proprio quella della raffica di note chiamata "Shredding"; in alcuni contesti il termine non viene interpretato sempre in maniera positiva, soprattutto per la cosiddetta "identità musicale"; spesso in questi casi viene esasperata molto la tecnica a discapito della melodia, ma questo non avviene con John Petrucci che grazie alla sua capacità compositiva riesce ad unire una melodia unica alla sua grande tecnica.

Per darvi un esempio di quanto appena detto, personalmente vi invito ad ascoltare la traccia "The Spirit Carries On" contenuta nel concept album "Metropolis Part. 2: Scenes from a Memory". In quel brano è contenuto un assolo spettacolare, un insieme di tecnica e melodia unici esaltati anche dalla collaborazione della batteria di Mike Portnoy che fa da colonna portante alla potenza delle note suonate da John

La sua grande tecnica l'ha portato nel 2005 anche a partecipare al mitico progetto di Joe Satriani "G3 Live"(tour mondiale che vede alternarsi sul palco 3 grandissimi interpreti della chitarra).

John Petrucci ha per diverso tempo utilizzato chitarre Ibanez fino a formalizzare successivamente una collaborazione con la Ernie Ball/Music Man, con cui ha firmato un modello di chitarra a sei corde e una variante a sette corde, dove John diventerà uno dei maggiori esponenti di questa tecnica.

Insomma se sei un chitarrista e/o appassionato del genere metal NON puoi esimerti dall'ascoltare i Dream Theater ed il loro grande chitarrista John Petrucci.

Il Dogui

venerdì 5 gennaio 2018

La colonna del Falko: U2 – No Maps for These Territories (2001)


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Bono ed Edge hanno contribuito alla colonna sonora del film documentarioNo Maps for These Territories, quasi un'autobiografia dell'autore di Neuromante.

E' stato lo stesso sito ufficiale del gruppo, U2.com, a riportare la notizia: Edge e Bono hanno contribuito, con brani scritti appositamente, alla colonna sonora di un film che in qualche modo tratta della vita di William Gibson, grande scrittore di romanzi di fantascienza, qualcuno di questi ha influenzato gli U2, in particolare nel periodo Zooropa.
Il film è stato diretto dall'ex direttore musicale britannico LA Neale, che ha lavorato ai video per gli U2 in passato e ha anche creato l'introduzione flash a U2.COM.

Prodotto con un budget minimo, 250 mila dollari, scritto e diretto da Mark Neale, il film sarebbe una sorta di road movie, un'autobiografia dell'autore padre del movimento cyberpunk, composto in gran parte da un monologo dello stesso Gibson ma con inserimenti di interviste e interventi: gli stessi Bono e Edge compaiono nel film leggendo brani dei libri di Gibson. Il film si intitola No Maps for These Territories ed è uscito nel 2001.

Il documentario è estremamente scorrevole e anche molto personale, in quanto consente di comprendere da vicino sia i processi mentali che i trigger psicologici interni di William Gibson, a volte viene spinto da una figura di guidatore invisibile con voce femminile, a volte comunica con figure esterne (nello specifico, Jack Womack e Bono).

giovedì 4 gennaio 2018

La playlist di Dreamkoma 2017

Non esiste un blog di musica serio senza la propria playlist dell'anno appena trascorso e quindi anche noi vi vogliamo far conoscere le nostre scelte. Solo musica rock ??? Troppo facile e scontato e poi bisogna dar il giusto peso alle canzoni che ci hanno fatto sorridere, cantare e sognare da gennaio a dicembre. D'obbligo anche uno sguardo alle canzoni in italiano.....dai alla fine sono quelle che abbiamo canticchiato almeno una volta ....e dopo tante chiacchiere ecco la nostra scelta.


  • The Violence - Rise Against
  • 7 - Catfish and the Bottlemen
  • The Man - The Killers
  • Walk on Water - Thirty Seconds to Mars
  • Down to the Bottom - Dorothy
  • One Night Only - The Struts
  • Girlhood - The Preatures
  • Rum for Cover - The Killers
  • Shape of You - Ed Sheeran
  • Bon Appetit - Katy Perry
  • No Vacancy - OneRepublic
  • Thuder - Imagine Dragons
  • The Sky is a Neighborhood - Foo Fighters
  • American Soul - U2
  • Riccione - Thegiornalisti
  • Occidentali' Karma - Francesco Gabbani
  • Dig Down - Muse
  • Pezzo di me - Levante, Max Gazze'
  • Pamplona - Fabri Fibra, Thegiornalisti
  • Volare - Fabio Rovazzi, Gianni Morandi 
  • Too Much - Il Pagante
  • Despacito - Luis Fonsi, Daddy Yankee
Se ti e' piaciuta la nostra playlist seguici sabato mattina dalle 10 alle 12 su Radio Punto in risveglio muscolare.....sempre ON AIR

lunedì 1 gennaio 2018

IL MUSICAL DELL'ANNO 2017

Per salutare il 2017 Dreamkoma ripercorre i 3 Musical andati in scena quest'anno che, grazie alla loro esplosività, hanno meglio rappresentato il rock in teatro.
Penso che tutti conoscano il genio di Wolfgang Amadeus Mozart, enfant prodige che grazie alla sua complessa e molteplice arte fu un indiscusso protagonista dei mutamenti culturali europei del tardo Settecento.
Bene... dimenticatelo, concentratevi e chiudete in una stanza Mozart e divertitevi a sporcare la sua musica celestiale con del buon e sano rock, mani nei capelli e stropicciateli, prendete i suoi vestiti e strappateli per dargli uno stile punk e darete così vita ad un giovane rivoluzionario tutto nuovo. Scritto ed interpretato per dar vita ad un musical di successo che unisce il sacro e il profano: Mozart in Rock - Il Musical. Un viaggio tra passato e futuro, tradizione ed innovazione, un musical che mette a nudo la vera ed autentica personalità dell'immortale artista. 
Correva l'anno 1977, esattamente il 16 Agosto, quando The King, il Re del Rock, ci lasciava. Tutto il mondo pianse quell'artista rivoluzionario che sposò la tradizione country con la musica nera, colui che inventò la definizione di cantante rock, colui che grazie alla sua presenza devastante diventò un'icona potentissima che ancora oggi sopravvive a tutto.
Elvis. The Musical - Opera teatrale che dopo 40 anni fa rivivere il mito grazie ad una biografia che attraverso le sue canzoni immortali svela allo spettatore i retroscena di una vita consacrata alla musica e sacrificata allo show-business. Sul palco rappresentate tutte le persone più incisive della sua vita, dalla madre al padre, dai componenti della band al suo agente, dalla moglie Priscilla alla sua ultima compagna. Lo spettacolo è suonato da una band dal vivo ed attraverso canzoni come "Jailhouse Rock " , " It's now or never ", " Suspicious Mind ", " My way ", " That's all right Mama ", accompagnano il pubblico in un viaggio durante il quale non potrà fare a meno di appassionarsi.
Auguriamo a tutti voi un buon fine anno 2017 ma soprattutto un buon inizio 2018 rockeggiante parlando di un musical che non ha bisogno di presentazioni, dopo ormai quasi 23 anni di successi, più di 1600 rappresentazioni, 160 artisti alternati nel cast, oltre un milione e 700 mila spettatori ( di cui oltre 300 mila tra il 2014 e il 2016 in Europa e in Italia ) è Jesus Christ Superstar che vince la nostra speciale e personale classifica di miglior musical 2017.
L'opera rock più amata di tutti i tempi di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice non conosce gli inesorabili segni del tempo che passa, anzi, si aggiorna e si rinnova di anno in anno donando al suo mito sempre più lustro.
Il Musical a causa dei suoi contenuti è stato il più contestato e discusso soprattutto dalle frange tradizionaliste più estreme ma che ebbe, grazie ad una visione più aperta e moderna, degli ammiratori tra i quali Paolo VI.
" Jesus Christ Superstar contribuirà a diffondere la figura di Gesù attraverso la musica, arrivando in tutti i continenti, a grandi, giovani e persino bambini" .
Un cast di eccellenti attori, musicisti e figuranti, scenografie suggestive e mai banali, ottima regia ed una menzione speciale al superbo Ted Neeley nel ruolo di Gesù che, dopo averlo già interpretato nel celebre film di Norman Jewison del 1973, ha voluto donare alla rappresentazione teatrale un'impronta mitica ed indelebile.