Il suono è la sensazione che nasce nell'uomo quando una perturbazione meccanica si propaga in un mezzo elastico facendolo vibrare. Il suono contraddistingue tutta la nostra vita. Ogni minuto della nostra giornata si accompagna ad un suono, ad una melodia. La musica è la colonna sonora di ogni istante della nostra esistenza. Ogni uomo, ogni giorno, ogni minuto, ogni istante crea la propria playlist e condiziona le sue azioni e la sua libertà.

lunedì 23 aprile 2018

RENT Il Musical - Nazionale Milano

Una delle missioni di Jonathan Larson, autore ed ideatore di RENT, era celebrare l'arte e gli artisti. L'obiettivo di Larson, purtroppo deceduto poco prima del debutto della sua creazione a Broadway, era quella di lavorare sull'opera La Bohème e di ricollocare la storia degli artisti parigini di Giacomo Puccini nell' East Village di New York.
RENT racconta l'essere giovani a New York, la città che non dorme mai, l'essere forti, esuberanti ed estroversi, ma allo stesso tempo impauriti dagli ostacoli che la vita gli presenta. 
La parola musical può sembrare riduttiva per questa opera rock che presenta tutti i connotati di un vero e proprio melodramma; è un'opera molto particolare dove il pubblico non si trova ad assistere passivamente allo spettacolo, ma è parte integrante di esso. 
In scena il tentativo è quello di rappresentare  i sentimenti universali dell'amore, dell'amicizia, della morte contestualizzati nel periodo di fine millennio. Se al tempo della vita bohemienne la gente si trovava a combattere malattie come la tubercolosi, in Rent troviamo giovani alle prese con l'Aids, la  droga. Se un tempo gli artisti comunicavano attraverso la pittura, adesso i tempi sono evoluti, la video arte ed il cinema hanno avuto il sopravvento.    
Rent è un attuale esempio di cosa significa essere giovani, ora conquistati dall'amore ora alle prese con le difficoltà della vita.
Il segreto del successo di questo musical è sicuramente da attribuire alla sua buona dose di ottimismo, alla volontà di potercela fare, ad aver fede in quello che verrà. 

TEATRO NAZIONALE -MILANO- 31 Maggio 2018

venerdì 20 aprile 2018

Il mangia Pipistrelli: Ozzy



Alcune persone sono dotate di un fisico eccezionale, capaci di condurre una vita sregolata senza che il proprio organismo ne risenta, da questo punto di vista i musicisti rock sono un caso straordinario: droghe e alcool sono all'ordine del giorno. 
Ozzy Osbourne, ex voce e ora di nuovo cantante dei Black Sabbath, è insieme a Keith Richards e Iggy Pop un vero fuoriclasse in questa discutibile classifica. Il 61enne cantante di Birmingham in quanto a eccessi non è proprio secondo a nessuno. 
Al di là dell’uso frequente di alcool e droghe, Ozzy Osbourne combatte da tempo con una patologia simile al Parkinson ed è perfino stato in coma farmacologico in seguito a un incidente in quad-bike che gli procurò la rottura del collo. Addirittura nel 1982, ubriaco, addentò la testa di un pipistrello che gli venne lanciato sul palco, dopo averlo scambiato per un animale di gomma. 
Il pipistrello riuscì a morderlo e benché il cantante avrebbe potuto morire di rabbia, oggi è ancora qui tra noi. Già nel 2010, Ozzy è era entrato in un piccolo campione di persone il cui codice genetico era stato scomposto e analizzato. 
Il ricercatore responsabile del progetto ha definito Osbourne un "miracolo medico". Il referto spiega infatti che “Ozzy è 6.13 volte più incline rispetto alla media a cadere nella dipendenza da alcol, ma anche 1.31 volte più incline a diventare dipendente da cocaina e 2,6 volte ad avere allucinazioni causate dalla marijuana”. Il gene ADH4 di Ozzy (che è responsabile della scomposizione dell'alcol) è in grado infatti di scomporre l’alcol molto più rapidamente rispetto alla media.

mercoledì 18 aprile 2018

Una serata da passare sul divano a "guardare" il rock

Rumble: Il grande spirito del rock (Rumble: The Indians Who Rocked the World) è un documentario canadese del 2017 diretto da Catherine Bainbridge e Alfonso Maiorana.
Il film mostra l'impatto dei musicisti indigeni in Canada e negli Stati Uniti nello sviluppo della musica rock. Tra gli artisti mostrati, Charley Patton, Mildred Bailey, Link Wray, Jesse Ed Davis, Stevie Salas, Buffy Sainte-Marie, Robbie Robertson, Randy Castillo, Jimi Hendrix e molti altri.
Il titolo del film si riferisce al componimento strumentale pionieristico chiamato "Rumble", pubblicato nel 1958 dal gruppo americano Link Wray & His Ray Men. Questo pezzo strumentale fu importante per molti artisti.
Ci sono molte sezioni in cui musicisti influenti parlano dei contributi portati dagli artisti indigeni, compresi commenti di Quincy Jones, George Clinton, Taj Mahal, Martin Scorsese, John Trudell, Steven Tyler e altri.

lunedì 16 aprile 2018

Teatro Regio di Torino: "Evita"

"...ho solo un'ambizione personale: che il giorno in cui si scriverà il capitolo meraviglioso della storia di Peròn, di me si dica questo: c'era, al fianco di Peròn, una donna che si era dedicata a trasmettergli le speranze del popolo. Di questa donna si sa soltanto che il popolo la chiamava: Evita..."

Arriva finalmente in Italia al Teatro Regio di Torino dal 04 al 09 maggio, il musical "Evita", un'edizione in lingua originale di Andrew Lloyd Webber, liriche di Tim Rice e regia di Bob Tomson  e Bill Kenwright.
Lo Show è un musical liberamente ispirato alla vita di Evita Peròn, moglie del Presidente argentino Juan Domingo Peròn.
La prima esecuzione di Evita fu un'incisione discografica, come era già stato per Jesus Christ Super Star, nel 1975 e raggiunse il disco di Platino nel Regno Unito.
Il debutto teatrale avvenne nel 1978 in un teatro nel West End a Londra e poco dopo fu portato con successo anche a Broadway.
Tra i brani più famosi dello spettacolo è da evidenziare senza alcun dubbio Don't Cry for Me Argentina, cantata da Evita dal balcone della Casa Rosada al suo paese ed alla gente il giorno della proclamazione dell'elezione a Presidente del marito. 
Evita è un musical ambizioso, che s'ispira alla tradizione dell'opera italiana nell'alternanza tra canto e recitativo, e che trae la sua forza dall'interazione tra stili musicali diversi: rock, pop, tango, folklore spagnolo si mescolano a suggestioni di Puccini e di Britten per creare una partitura piena di tensione drammatica e di canzoni indimenticabili. Si passa da brani più classici come Requiem for Evita a ritmi tipicamente latini come Buenos Aires o And teh Money Kept Rolling In (And Out) a pezzi tipicamente rock come Oh, What a Circus e Peron's Latest Flame.  
Andrew Lloyd Webber e Tim Rice mettono in luce gli aspetti positivi e negativi di una figura femminile controversa, in una serie di quadri musicali che seguono la strabiliante carriera di Eva e la sua tragica fine; uno spettacolo che tratta del fascino ambiguo dei leader carismatici e dei populismi esaltandone gli aspetti più glamour e scomodi.

Teatro Regio -Torino- dal 04 al 09 maggio 2018

sabato 14 aprile 2018

Umbria Jazz: l'esperienza musicale da provare una volta nella vita




Se non avete mai visitato Perugia vi consiglio caldamente di farlo; è una città bellissima, non solo architettonicamente, ma nei suoi vicoli c'è un'atmosfera che ti riporta indietro nel tempo e in ogni angolo si respira storia e cultura.
Questa cultura, nella sua declinazione musicale, viene amplificata ogni mese di luglio durante il festival di Umbria Jazz.

Questa manifestazione, che vide la sua prima edizione nel 1973, nasce da un'idea del commerciante e appassionato di jazz Carlo Pagnotta; questi, all'interno di un caffè nel centro storico di Perugia adesso chiuso, propose il suo progetto a due esponenti di spicco della neonata Regione Umbria che dimostrarono subito di gradire l'idea coinvolgendo l'assessore al turismo dell'epoca. Fu stilato un programma artistico con la collaborazione di Alberto Alberti, all'epoca il principale manager italiano nel mondo Jazz, e in poco tempo venne organizzata l'edizione n°1. E si partì subito con il botto: in piazza IV Novembre a Perugia ci fu la prima data italiana dei Weather Report con un altissima affluenza di pubblico nonostante la poca promozione.

Come spesso accade questo tipo di manifestazioni subì anche delle ingerenze politiche, erano i cosiddetti "anni di piombo", obbligando la direzione artistica a sospendere per alcuni anni il festival diventato ormai troppo politicizzato. La rinascita si ebbe nel 1982 e da quel momento il festival non ha mai bucato un anno.

Anche se il nome è rimasto quello originale dal 1985 Umbria Jazz è diventato un festival che accoglie tanti altri generi musicali: dal rock, al blues, al funky..ed è per questo che è una tappa fondamentale per chi è appassionato di musica.

Dopo la riapertura poi si cercò una certa stanzialità nell'organizzazione degli eventi; il 90% dei concerti infatti si sono concentrati nella città di Perugia, all'inizio coinvolta con altre città della regione, dando una maggiore comodità al visitatore che evitava così spostamenti scomodi.

Sostanzialmente da anni la manifestazione si suddivide su tre grandi palchi all'aperto:

- Piazza IV Novembre
- Giardini Carducci
- Arena Santa Giuliana 

più una serie di club, teatri e locali per session più "intime".

Un'altra particolarità interessante è che nelle prime due location, IV Novembre e Carducci, si esibiscono artisti da tutto il mondo collezionando quasi dieci ore di musica, per palco, a cui il visitatore può assistervi totalmente gratis e senza il pagamento di alcun biglietto o ingresso.
Vero è che ogni anno i grandi nomi della musica si esibiscono nell'unica location, Arena Santa Giuliana, che prevede il pagamento di un biglietto; in ogni caso il prezzo è molto accessibile e il visitatore può tranquillamente fare un mix tra le due situazioni portandosi a casa un bagaglio di ascolto musicale che non ha eguali.

La mia esperienza personale è difficile esprimerla a parole; ho avuto la fortuna di partecipavi in 4 anni diversi e soprattutto ho usufruito del sostegno di un ex-collega e amico che abita proprio a Perugia sia per un'aiuto nell'alloggio che nella scoperta di questo festival.

Ivano, questo è il suo nome, non solo è un musicista cresciuto in una famiglia di musicisti ma è anche un profondo conoscitore della città di Perugia, sia per storia che per cultura, ed è in poche parole il compagno ideale per immergersi completamente nell'atmosfera di questa manifestazione. Probabilmente senza di lui non avrei colto a pieno tutte le emozioni che una esperienza del genere può regalare e di questo glie ne sarò sempre riconoscente.
La particolarità che mi aveva colpito era la conoscenza e cultura musicale del cittadino di Perugia: tramite Ivano ho conosciuto tanta gente del luogo durante i concerti e, nonostante alcuni non suonassero alcun strumento, avevano un "orecchio" critico che dimostrava enorme competenza. Immergendosi nell'atmosfera però ti viene facile dare una spiegazione a questo: in genere la cultura musicale inizia a costruirsi in ognuno di noi nella fase adolescenziale o poco prima....a quell'età il Perugino medio della mia generazione ha avuto il privilegio di vedere dal vivo nomi come Dizzy Gillespie, Chet Baker, Miles Davis, Herbie Hancock, Keith Jarret e molti altri giganti della musica; potete benissimo capire come possa essere stata formata una persona partendo da queste basi.

Al di là di tutto Umbria Jazz è un evento che almeno una volta nella vita va vissuto per tanti motivi: perché la città "trasuda" musica in ogni sua forma e ovunque, perché scopri degli artisti che non avresti mai potuto conoscere, perché riscopri che quando c'è la passione tutto il resto passa in secondo piano. Nei palchi gratuiti c'è un'assoluta libertà di conversare con i musicisti che si sono appena esibiti riscontrando in loro un'assoluta umiltà nonostante la bravura e il talento, e gli stessi musicisti te li puoi ritrovare in qualche locale la sera tardi improvvisando Jam session con i musicisti del posto unicamente per la voglia di "fare" musica e tutto questo, credetemi, arricchisce l'animo e il cuore.
W UMBRIA JAZZ.

Se volete consultare il programma di quest'anno andate su www.umbriajazz.com

IL DOGUI


venerdì 13 aprile 2018

Resilienza - vita di Rick Allen


Voglio raccontarvi la storia del musicista, RICK ALLEN, batterista della famosa rock band: i DEF LEPPARD. 

Nel 1984 fu protagonista di uno spaventoso incidente, si schiantò con la sua auto contro un muro, perdendo completamente il braccio sinistro. Tale evento gli procurò il disturbo post traumatico da stress(PTSD) che ha quasi distrutto la sua voglia di vivere. 

"Non sapevo come sarebbe stata la mia vita dopo quel terribile giorno – dice Rick. E’ stato il periodo più buio della mia vita ed ancora oggi considero me stesso ancora in "work in progress".

Per fortuna, con il tempo riuscì a risollevarsi. L'amore e la passione per la musica, il sostegno dei suoi cari e del suo gruppo, gli permisero di perfezionare il suo drum kit elettronico in modo da poter suonare con un braccio solo. 

Partecipò alla composizione dell'album Def Leppard, che vendette oltre 20 milioni di copie in tutto il mondo. Ma non ha mai dimenticato cosa significasse soffrire. 

Nel 2006,incontrò i feriti al Walter Reed Army Medical Center. 
"Mi ha commosso il loro coraggio, la loro sofferenza e ciò che avevano in testa” – ricorda. Ho passato molto tempo a parlare coi soldati e ho cercato di condividere con loro la mia esperienza di perdere un braccio e la necessità di ricostruire la mia vita.
Rick e sua moglie iniziarono a partecipare al Project Odyssey  dei WWP, un ritiro riabilitativo all'aperto che aiuta i soldati a superare lo stress da combattimento attraverso le esperienze condivise con i coetanei e a stretto contatto con la natura. Questi incontri forniscono un servizio alla comunità dando la possibilità ai veterani e i loro assistenti di uscire e godersi una giornata con gli altri soldati.

Rick ha fondato la Raven Drum Foundation, che prevede tamburi Wounded Warrior per contribuire a promuovere la guarigione dalla PTSD.

lunedì 9 aprile 2018

All'asta le porte dei grandi della musica

L’Hotel Chelsea di New York ha una storia ineguagliabile. Nel corso degli anni ha ospitato per lunghi periodi scrittori, musicisti, attori e artisti.

È stato anche il luogo in cui, nel 1978, Nancy Spungen è stata trovata pugnalata a morte nella stanza che condivideva con il bassista dei Sex Pistols, Sid Vicious. La casa d’aste Guernesy’s metterà in vendita il prossimo 12 aprile 52 porte originali che un tempo aprivano le stanze di Andy Warhol, Jack Kerouac, Jackson Pollock, Janis Joplin, Bob Dylan e molti altri.
A metterle in asta è Jim Georgiou, che ha vissuto nell’hotel dal 2002 al 2011. In quell’anno i nuovi proprietari hanno chiuso l’albergo per i lavori di ristrutturazione. Georgiou, che ha dovuto lasciare l’albergo, si è fatto dare le porte dai muratori, dal momento che sarebbero state buttate.  Tra gli inquilini illustri che hanno soggiornato dietro quelle porte, si annoverano Jimi Hendrix, Bob Marley, Jon Bon Jovi, Madonna, Liam Neeson, Iggy Pop, Tennessee Williams, Joni Mitchell, Mark Twain e Humphrey Bogart.

Le offerte per ciascuna porta del catalogo “Chelsea Doors” partono da $ 5,000 e una parte del ricavato andrà a City Harvest, una organizzazione non a scopo di lucro fondata nel 1982 per aiutare i newyorkesi in difficoltà. Georgiou ha deciso di donare parte del guadagno per via della sua storia personale. E’ stato per un periodo della sua vita senza fissa dimora, proprio in quegli anni in cui è venuto in possesso delle porte, perché nel periodo della ristrutturazione, dopo essere stato sfrattato per insolvenza nell’affitto all’Hotel  Chelsea, aveva beneficiato dell opere di bene della City Harvest.
La porta di Jim Morrison Photo courtesy: Guernsey’s
La porta di Jim Morrison Photo courtesy: Guernsey’s