Il suono è la sensazione che nasce nell'uomo quando una perturbazione meccanica si propaga in un mezzo elastico facendolo vibrare. Il suono contraddistingue tutta la nostra vita. Ogni minuto della nostra giornata si accompagna ad un suono, ad una melodia. La musica è la colonna sonora di ogni istante della nostra esistenza. Ogni uomo, ogni giorno, ogni minuto, ogni istante crea la propria playlist e condiziona le sue azioni e la sua libertà.

mercoledì 18 luglio 2018

Origine nome dei gruppi - PEARL JAM



Ci sono alcune teorie diverse riguardo all'origine del nome PEARL JAM e sembra che il nome abbia più significati.
C'entra la nonna Pearl, la marmellata allucinogena...e anche dell'altro:
- la prima teoria, più misteriosa ed affascinante ci dice che La nonna di Eddie si chiamava Pearl ed era sposata con un nativo indiano che aveva influenzato il suo modo di cucinare. Aveva una ricetta di una marmellata allucinogica fatta col peyote. Di qui il nome Pearl Jam.
- la seconda teoria, quella più attendibile,  la racconta direttamente il frontman Eddie:
"Ricordo quando cercavamo un nome per il gruppo che sostituisse Mookie Blaylock, ma ero più
interessato a scrivere canzoni, perchè credevo fossero più importanti, non sapendo quanto fosse
determinante e rappresentativo il nome per un gruppo. Così il nome arrivò...era composto da due parole. Una delle quali era Pearl. Il nome della mia grande nonna, sposata con un contorsionista che di solito si faceva mettere dentro una valigia. Pearl è anche un termine usato nel surf per indicare il momento in cui si prende l'onda in pieno.
Il disco migliore di Janis Joplin è Pearl.
Ma credo che la migliore giustificazione per il nome Pearl Jam sia riguardo la perla stessa e al processo secondo cui diventa tale. Prendere degli escrementi e trasformarli in qualcosa di bello...così è iniziata la nostra band...prendere le emozioni che lottavano dentro di noi e trasformarle in canzoni... in questo modo le canzoni diventavano dei veicoli con cui si affrontavano i problemi... e grazie alla musica, agli strumenti, alla voce queste canzoni prendevano forma e non erano più solo escrementi...era qualcosa di bello.
La rabbia è un energia e la merda può diventare bellezza...la prova è nella perla."

Ci piace pensare che siano vere entrambe......una perla allucinogena che risveglia i sensi....

lunedì 16 luglio 2018

Romeo & Giulietta, Shakespeare come back!


Di nuovo in scena a grande richiesta di pubblico partendo da Milano presso il Teatro degli Arcimboldi, il musical di grande successo Romeo & Giulietta Ama e Cambia il Mondo, ultimo capolavoro di David Zard, scomparso il 27 gennaio, tratto dall'opera di William Shakespeare.
Romeo & Giulietta, ultima testimonianza del talento visionario di Zard, il quale amava di che "...non posso quasi più vedere il mio spettacolo, non reggo tanta emozione, con Ama e cambia il mondo abbiamo rivoluzionato il concetto di teatro, è la dimostrazione dell'eccellenza italiana esportata nel mondo. Uno spettacolo definito kolossal, che non ha misure di definizione ed attrae spettatori di ogni età. Spettacoli come questo sono il futuro dell'intrattenimento. Con tutta la tecnologia, sono ormai pochi i concerti di grandi star che riescono a coinvolgerti veramente. Un musical come Romeo & Giulietta, invece, riesce a conquistare il pubblico perché è autentico."

Alla regia ed alla direzione artistica uno dei registi, coreografi e ballerini più prolifici ed eclettici della scena internazionale, con una carriera ventennale: Giuliano Peparini. 
Nella sua carriera Peparini è stato spesso ispirato da Shakespeare "...Romeo & Giulietta è lo spettacolo al quale sono più affezionato, amo Shakespeare da sempre e questa tragedia è costantemente fonte di ispirazione per me...riscrivere e creare questo spettacolo è stato un enorme piacere ed al tempo stesso un dolore immenso perché non sono mai riuscito a staccarmi da questa opera drammatica dall'epilogo doloroso. Ho pianto, ho riso, mi sono arrabbiato ma ho amato. Ho tanto amato svegliarmi ogni mattina e ritrovare gli artisti con e per i quali ho creato questa storia che non morirà mai..."

La versione italiana del musical è a cura dell'affermato autore Vincenzo Incenzo il quale ha scelto di mantenere la struttura drammatica originaria dell'opera ma ponendo al centro le emozioni dei personaggi.
"...impossibile resistere al profumo di Shakespeare, ed irresistibile è la tentazione di proporre a Romeo & Giulietta un vestito sempre nuovo....lo spettacolo attraverso le sue liriche, le sue scene ed i suoi attori è un inno alla bellezza ed alla differenza..." asserisce Incenzo.

45 artisti sul palco, oltre 30 ballerini ed acrobati che indosseranno oltre 200 costumi disegnati da Olivier, 55 persone di produzione tra cui 35 solo di equipe tecnica, un allestimento scenico di circa 550 mq tra palco ed aree tecniche e di backstage.
Romeo & Giulietta la storia d'amore più popolare di ogni tempo, un kolossal, con le sue musiche e le sue magiche atmosfere continuerà ad incantare il pubblico.

sabato 14 luglio 2018

Ministri + The Hives Rugby Sound Festival


Venerdì scorso, 6 Luglio, ho avuto la possibilità di assistere ad un concerto Rock dal vivo in occasione del Rugby Sound Festival al Castello di Legnano.

Quella sera si sarebbero esibiti come band principale la band svedese The Hives e come opening show I Ministri.

Il palco mi colpisce subito positivamente: spazio grande, schermi giganti laterali e soprattutto un impianto ai livelli dei festival live più famosi.

Dopo aver deliziato lo stomaco con il classico panino e salamella innaffiati da una bella birra, io e i miei colleghi del blog Dreamkoma, attorniati da non più di un migliaio di anime veniamo travolti dalle prime note dei Ministri con il loro ultimo singolo IDIOTI.



Colpevolmente conoscevo poco questa band italiana: sono un gruppo alternative rock formatosi nel 2003, i tre componenti principali, Federico Dragogna (paroliere, chitarra e cori), Davide Autelitano, detto "Divi" (voce e basso) e Michele Esposito (batteria), si conoscono fin dai tempi della scuola e dopo anni di gavetta riescono ad imporre la loro identità grazie agli ultimi due album: Tempi Bui e i soldi sono finiti.

Si capisce subito però che il loro pane è la performance live; grazie ad un buon livello di suoni, la cassa batteria con un bellissimo e potente "pitch" ma il livello della voce forse un po' troppo basso, i ragazzi dimostrano subito che non sono venuti a fare gli sparring partners di nessuno.

Poco più di un'ora di concerto dove le canzoni scorrono via benissimo e mi colpiscono piacevolmente nonostante non conoscessi gran parte del loro repertorio. E questo grazie ad un impatto sonoro potente, supportato da due ulteriori chitarristi, ed ad una buonissima tecnica dei musicisti; certo il genere dal punto di vista musicale è abbastanza limitante: zero dinamiche, nessun assolo, pochi strumenti ecc. tutte caratteristiche che alla fine fanno sembrare molti pezzi uguali agli altri; tuttavia è indubbio che questa band ha delle ottime qualità e di sicuro li terrò d'occhio magari replicando qualche live in futuro.



Dopo l'opening show, e dopo circa 40 minuti fisiologici di cambio palco e soundcheck, ecco salire gli svedesi The Hives, che a detta dei Ministri sono stati ispiratori tra gli altri della band italiana. Con queste prerogative la mia aspettativa era molto alta e forse per questo alla fine sono rimasto alquanto deluso dalla loro performance per vari aspetti che adesso cercherò di spiegarvi.

Ma prima due parole sulla band: sono in tutto 5 musicisti:

- Pelle Almqvist - Voce
- Chris Dangerous - Batteria
- Vigilante Clastroem - Chitarra
- Nikolaus Arson- Chitarra
- Dr. Matt Destruction  - Basso

si formano nel 1993 ed hanno all'attivo 5 album di genere prettamente Garage Punk.

Sul palco la band si muove molto bene, il leader Pelle Almqvist sa come portare il pubblico dalla sua parte muovendosi come un forsennato, creando non pochi problemi agli uomini di palco occupati a districare il filo del microfono che sistematicamente si impigliava in qualche ampli o strumentazione varia, e interagendo con loro. E' forse questo il primo aspetto che non mi è piaciuto: l'ossessione di uno straniero di ripetere fino allo sfinimento e a caso le tre parole in italiano che ha imparato: "grazie mile mile grazie, signori, signore".

Inoltre l'impatto sonoro, soprattutto in comparazione con i Ministri, è molto scarno e senza quelle caratteristiche che questo tipo di genere deve avere. Questo lo si può attribuire anche ad una tecnica dello strumento non eccelsa soprattutto nel mio bersaglio preferito, il batterista: la poca tecnica base nell'uso delle mani lo porta ad usare molto gli avambracci con il risultato di avere un suono poco fluido e soprattutto un eccessivo dispendio di energie. Dopo pochi brani infatti Chris Dangerous era sudato come un maratoneta all'ultimo kilometro e alla fine del concerto sicuramente sarà stato costretto a mettere le braccia dentro il ghiaccio per lo sforzo.

Complice anche la lingua inglese, che personalmente non mi porta immediatamente ad una comprensione completa del testo, la mia sensazione del "tutto uguale" tra un brano è l'altro è stata ulteriormente marcata portandomi alla noia; infatti non vi nascondo di aver levato le tende dopo circa un ora e mezza della loro performance nonostante non averresero ancora finito.

Insomma concludendo una serata tutto sommato piacevole e positiva, se dovessi fare il pagellone direi:

- MINISTRI: VOTO    7/8
- THE HIVES: VOTO 6

Almeno dal punto di vista musicale venerdì scorso La Svezia è uscita sconfitta sul campo.

IL DOGUI

mercoledì 11 luglio 2018

Origine del nome dei gruppi - DEPECHE MODE






Nel 1976, Vince Clarke, Mark Pex e Andrew Fletcher formano una band che risponde al nome di No Romance in China, senza però ottenere molto successo. Di conseguenza, nel 1979, Vince fonda un nuovo gruppo insieme a Martin Lee Gore, leader di un'altra band underground, i Norman and the Worms. La nuova formazione viene dapprima battezzata French Look, e poi rinominata Composition of Sound, quando anche Andrew si unisce ai due. Però, manca ancora un vero cantante, e così, quando nel 1980 Vince sente l'allora sconosciuto David Gahan cantare una reinterpretazione di Heroes di David Bowie in un locale, gli propone di unirsi alla formazione. David Gahan (per tutti, Dave Gahan) accetta. Dietro suggerimento del nuovo arrivato, la band cambia ancora una volta nome, assumendo quello definitivo di Depeche Mode, tratto da un'omonima rivista di moda francese dell'epoca (Dépêche mode) , che può essere tradotto come gazzettino di moda, ma che viene spesso erroneamente tradotto come moda passeggera, moda veloce, moda pronta oppure nuova moda, a causa della confusione della parola francese dépêche col verbo se dépêcher (spicciarsi o sbrigarsi).

sabato 7 luglio 2018

L’importanza del turnista per un artista



Il turnista (anche detto session man) è un musicista assunto per suonare per un determinato progetto musicale oppure, su commissione, in appoggio ad un artista singolo o ad un gruppo musicale di cui non è membro stabile. Si tratta di artisti a cui è richiesto un alto grado di affidabilità e adattabilitá per quanto riguarda lo stile ed il repertorio.

Capita spesso che il singolo artista, trovandosi bene con un turnista, lo scelga per più progetti musicali o addirittura per tutta la carriera trasformandolo di fatto in un membro fisso del gruppo. 

Ed è in questi casi che, crescendo l’empatia e  l’esperienza con l’artista, il session man e il suo strumento diventano un elemento fondamentale e identificativo del solista stesso. 

Per fare un esempio abbiamo artisti come Bruce Springsteen accompagnato da anni dalla celebre E Street band, oppure Phil Collis che dall’inizio della sua carriera da single si è affidato al trio Leland Sklar al basso, Chester Thompson alla batteria e Daryl Stuermer alla chitarra solista; ma se guardiamo in casa nostra abbiamo un perfetto esempio con Vasco Rossi affiancato da anni da Maurizio Solieri e Steve Burns alle chitarre e Claudio Golinelli al basso.

Tutti questi musicisti hanno contribuito in modo significativo al successo dell’artista, ogni canzone, ogni album ed ogni live con altri componenti non sarebbe stato la stessa cosa, certo in alcuni casi l’incidenza è maggiore che in altri, ma in ogni caso rappresentano un tesoro prezioso per il solista.

A proposito di questo volevo parlarvi di un musicista e session man che fino a poco tempo fa ignoravo oscurato ai molti dal Mito che per tutta la sua carriera ha accompagnato. Il suo nome è Johnatan Moffet e per tutta la sua carriera artistica è stato il batterista ufficiale di Michael Jackson.

In realtà Moffett ha nella sua carriera collaborato saltuariamente anche con altri grandi artisti del calibro di Lionel Richie, Madonna, George Michael e anche dal 1998 al 2001 con Vasco Rossi; in ogni caso l’esperienza più duratura e importante, addirittura a partire dal 1979 con i Jackson five, l’ha avuta proprio con Michael. 

Anche se condividiamo lo stesso strumento, non ho scelto lui in quanto batterista ma perchè penso che sia un esempio lampante di come il suo modo di suonare sia stato una delle caratteristiche identificative della musica di Jackson. 

A supporto di questo vi consiglio di andare su youtube e cercarvi le sue performance registrate per un sito di batteristi chiamato DRUMEO, di cui io sono un attento e appassionato spettatore; in queste session Moffet suona i brani più famosi come Smooth Criminal, Beat it, Jam ecc. e lo fa con una precisione e dovizia che in un attimo ti catapulta all’interno del brano. In realtà quello che balza all’occhio non è una bravura o tecnica eccelsa, ma dalle prime battute riesci a capire quanto lui possa aver contribuito alla buona riuscita del pezzo, soprattutto in un artista dove la parte ritmica era fondamentale. Ed ecco che, addentrandosi nel tecnico, un banale 4/4 suonato con quel suono e con la sua tecnica ti riporta immediatamente a quando hai sentito per la prima volta quel brano distogliendo per un attimo l’attenzione alla vove di Michael e, nel caso di Beat it, al solo del grande Van halen. Insomma quando un musicista riesce a fare questo è sicuramente da lodare e da ammirare al di là di tutto. 

Sicuramente ce ne saranno altri identificativi e riconoscibili come lui...e non è detto che li analizzeró, se vi fa piacere, in qualche post futuro.

Ecco alcuni link per sentire Moffet:

IL DOGUI


mercoledì 4 luglio 2018

Origine del nome del gruppo - GOO GOO DOLLS

La formazione originale della band comprendeva Johnny Rzeznik (chitarra, voce), Robby Takac (basso, voce) e George Tutuska (batteria,percussioni).
Takac e Tutuska erano stati amici di vecchia data a scuola e hanno incontrato Rzeznik mentre suonava nella band The Beaumonts con il cugino di Takac,
Paul Takac e il caro amico Michael Harvey che è stato l'ispirazione per la band.Il trio ha scelto il loro nome da un annuncio di True Detective per un giocattolo chiamato Goo Goo Doll, una bambola che faceva "goo goo" quando veniva messa a testa in giù."Eravamo giovani e noi eravamo una band che suonava solo nel garage di casa che non cercava di ottenere un accordo con le case discografiche, avevamo un concerto quella sera e avevamo bisogno di un nome: è il migliore che abbiamo trovato, e per qualche strano motivo è rimasto quello per sempre . Se avessi avuto altri cinque minuti,avrei scelto un nome migliore ", dichiarò John.
Altre fonti dicono invece che quando si chiamavano Sex Maggots (letteralmente "vermi del sesso") i giornali locali si rifiutavano di pubblicare articoli su di loro quindi Jonny Rzeznik (cantante) trovò su una rivista la pubblicità di una bambola che faceva "goo goo" quando veniva messa a testa in giù.

lunedì 2 luglio 2018

Ed a grande richiesta...Mamma Mia! Il Musical

Oggi parliamo di un musical acclamatissimo, con sold out in ogni teatro dove è andato in scena, con più di 200 mila spettatori in 110 repliche e che si avvia ad essere il più visto degli ultimi 10 anni: MAMMA MIA!
Mamma Mia! è uno di quei musical che si sogna un po' tutta la vita, soprattutto per chi è cresciuto sulle note degli Abba, è uno spettacolo super femminista in cui le donne sono le vincitrici assolute. Una favola in cui a vincere è l'Amore con la A maiuscola, quello di una figlia per il proprio padre e l'ineguagliabile amore di Mamma.
La storia al centro della commedia musicale brilla per romanticismo e divertimento, ironia e delicatezza, dove il protagonista è l'amore maturo accanto a quello giovanile. 
Tra le bellezze di un'isoletta greca del Mar Mediterraneo la giovane Sofia sta organizzando il suo matrimonio. Ma prima di vivere il suo sogno d'amore, fa di tutto per realizzare il suo più grande desiderio: essere accompagnata all'altare dal padre che non ha mai conosciuto prima. Per questo, di nascosto, chiama sull'isola i tre fidanzati storici di sua madre per scoprire chi di loro è l'uomo giusto.

Il successo di questa nuova ed incredibile produzione? 
Una scena più ricca e spettacolare, grandissime sorprese offerte dalla nuova ambientazione, che lascia a bocca aperta gli spettatori grazie ad un pontile sospeso su vera acqua di mare, con una barca ormeggiata ed un vero bagnasciuga.
Un team esclusivamente italiano, che ha realizzato tutto lo spettacolo traducendo integralmente i dialoghi e le canzoni degli Abba che torneranno a suonare grazie ad un'orchestra dal vivo.
Un cast di attori amatissimi dal grande pubblico: Luca Ward, Paolo Conticini e Sergio Muniz per i protagonisti maschili e Sabrina Marciano ed Eleonora Facchini per le protagoniste femminili.

Si partirà il 29 Settembre 2018 presso l'Arena di Verona fino ad arrivare...almeno per il momento al 9 e 10 marzo 2019 a Bari al Teatro Team.

sabato 30 giugno 2018

Le regole di buona condotta di un pubblico non pagante


I locali che fanno musica dal vivo, dal punto di vista del musicista, non sono mai abbastanza...nella zona di Milano e hinterland, ci sono sedi storiche e inaccessibili ai molti....non solo per qualità musicali ma anche per ignote ragioni "politiche", e poi esistono tante piccole realtà che nonostante le numerose difficoltà (SIAE, volumi e vicinato, problemi logistici) vanno avanti con passione proponendo un calendario di band e di generi eterogeneo per la gioia di un pubblico che abbia voglia una sera di deliziare, molto spesso a poco prezzo o  gratis, i padiglioni auricolari con della sana MUSICA.

Ma visto che sono in prima persona coinvolto in questo mondo come musicista vorrei dare a voi pubblico qualche piccolo suggerimento, semiserio, di buona condotta che una persona dovrebbe adottare se assiste ad un concerto di questo tipo. Attenzione, nessuno vuole imporre niente..sia ben chiaro..però sappiate che il vostro comportamento sia in positivo che in negativo influenza la buona riuscita di una serata, anche la performance di ogni musicista:

1) Informati prima se il locale dove prevedi di andare quella sera avrà una band dal vivo e soprattutto che genere o che musica propone, se vuoi una serata romantica parlando sottovoce con la tua lei/lui o se non ti piace il genere proposto cambia locale.

2) La zona palco è sacra, prima del concerto è preferibile non salire mai o non avvicinarsi agli strumenti...se per caso prendi dentro un cavo o fai cadere una chitarra potresti provocare degli infarti fulminanti ai musicisti.

3) La performance di una band dal vivo non è la trasmissione radiofonica "Disco richiesta", tutti hanno già una scaletta definita....e al 90% non accontenteranno mai il tipo di turno che si avvicina e chiede un brano particolare..

4) Quando finiamo di suonare molto spesso ci chiedono di liberare il palco il prima possibile, e la maggior parte delle volte il percorso per arrivare alla macchina con gli strumenti, dopo lo smontaggio, ci obbliga a passare in mezzo a tavoli e sedie, non fate lo sguardo scocciato se inavvertitamente con una cassa da 10KG vi prendo dentro.....

5) non ti piace la musica o la band? fai comunque un applauso alla fine di ogni brano, a te non costa niente ma per i musicisti è una carica di stima, se poi proprio non li sopporti cambia locale.

6) ancora peggio della 5, ti piace la musica o la band che suona? fai un bell'applauso alla fine di ogni brano, la performance ne guadagnerà perchè i musicisti saranno ancora più carichi. Se c'è una cosa che odio è il pubblico che non fa un applauso per tutta la serata poi a fine performance si avvicina e dice "però, siete stati veramente bravi"...ma cavoli..fammelo sapere prima no...

7) non avvicinatevi durante il concerto a dire al primo musicista accessibile " le voci non si sentono, la chitarra è troppo alta di volume" a parte che è una cosa soggettiva e poi la maggior parte delle volte c'è un tecnico audio che si occupa dei suoni....vallo a dire a lui al massimo..ma non a chi suona che non ha i poteri per correggere la cosa.

8) In alcuni brani capita che ci siano delle introduzioni strumentali..magari di atmosfera o delicate...non approfittate di quel periodo di calma per sbraitare con gli amici al tavolo...quell'assolo fa già parte del brano in esecuzione...un po' di rispetto....

9) E' buona regola non sedersi mai davanti o vicino alla cassa acustica...se il locale è molto lungo dobbiamo assicurarci che il suono arrivi fino in fondo...e va da sè che il volume a 10 centimetri dalla cassa sarà a livello di sanguinamento delle orecchie.

10) Ricorda che la maggior parte delle volte veniamo pagati una miseria....siamo lì dalle quattro del pomeriggio a montare e finiremo alle 2 del mattino...certo ci guida la passione e non ci stancheremo mai di farlo....ma avere un pubblico partecipe e caloroso ci fa dimenticare tutti i sacrifici.

Quindi la prossima volta che andrai a vedere un live, ovviamente di non professionisti, ricorda questo decalogo...anche se rispetterai solo alcune norme ogni musicista te ne sarà riconoscente....

IL DOGUI



sabato 23 giugno 2018

RIP Vinnie

Un pensiero a chi scrive la storia della musica dalla redazione di Dreamkoma....RIP Vinnie

mercoledì 20 giugno 2018

L'origine dei nomi dei gruppi - SOUNDGARDEN



Da dove derivano i nomi dei più famosi gruppi rock della storia ? Da una visione mistica, da un ricordo, dalla casualità o solo dalla fantasia del frontman o del fondatore del gruppo ? Nel caso della band di Seattle dal nome di una delle 6 sculture pubbliche ospitate dal National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) campus, denominata appunto Sound Garden dal suo autore, Douglas Hallis. La scultura adiacente al Magnuson Park di Seattle è composta da dodici tubi simili a canne d'organo alti oltre sei metri e produce con il vento un suono rude e sordo ed affascinava un giovane Chris Cornell nei suoi pomeriggi passati a zonzo per Seattle mentre ricercava l'ispirazione giusta per le sue ballate.
Con la scomparsa del frontman del gruppo, il 18 maggio 2017, i fan hanno trasformato il parco in un improvvisato memoriale, lasciando ai piedi del Sound Garden fiori e album in vinile per omaggiare uno dei nuovi eroi del rock. 

lunedì 18 giugno 2018

A 9 anni dal debutto, We Will Rock You

A circa 9 anni dal debutto del 2009, dopo i grandi successi, dopo essere stato definito uno degli show più rappresentati al mondo e dopo essere entrato nella Top 10 degli show più longevi nella storia del Wets End, We Will Rock You è pronto a tornare nei teatri italiani riportando in scena i più grandi successi dei Queen
Non si tratterà di una replica del precedente spettacolo ma di un nuovo ed inedito show con  una produzione nuova, completamente originale sia nella regia, sia nella scenografia che nelle coreografie.
Lo spettacolo è stato prodotto da Ben Elton in collaborazione con Roger Taylor e Brian May ed ha debuttato al Dominion Theater di Londra il 12 maggio 2002, mentre ha debuttato in Italia il 4 dicembre del 2009 all'Allianz Teatro di Milano, riscuotendo anche nel nostro paese un grande successo di pubblico. A decretare una tale accoglienza la scelta, forse un po' azzardata ma condivisa dai Queen stessi, di mantenere le canzoni in inglese (tranne due)e di tradurre e riadattare solo i dialoghi.
Storia, personaggi e le musiche originali, che verranno eseguite dal vivo, saranno mantenute, ma il musical avrà una concezione appositamente concepita per il nostro paese da Claudio Trotta. 
La nuova produzione punterà a sottolineare l'aspetto politico, attuale e visionario dello show e con grande lungimiranza ha ipotizzato, in un futuro dove il rock viene bandito, una società vittima della globalizzazione più totale e alla mercè di una multinazionale che controlla non solo la musica ma la vita dei singoli individui.

Bologna (dal 7 al 9 Dicembre 2018)
Montecatini (22 Dicembre 2018)
Bergamo (18 Gennaio 2019)
Milano (dal 1 al 17 Febbraio 2019)
Genova (dal 21 al 23 Febbraio 2019)
Reggio Calabria (8 Marzo 2019)
Catanzaro (9 Marzo 2019)
Bari (16 e 17 Marzo 2019)
Firenze (dal 22 al 24 Marzo 2019)

sabato 16 giugno 2018

L'agghiacciante fenomeno YOUNG SIGNORINO


Quando approccio un genere musicale o un nuovo artista cerco sempre di valutarlo, secondo i miei parametri, in maniera imparziale....cercando di capire del perché sta facendo successo e perché piace alla gente. In alcuni casi ci sono delle qualità nell'ambito musicale a discapito del testo, in altre la scrittura è più efficace della capacità musicale....in ogni caso, alcune volte di più e in altre di meno, ho trovato quasi sempre una qualità che ne giustificasse il successo. Ecco tutto questo è stato spazzato via quando ho tentato di capire il "fenomeno" Young Signorino.

Diamo giusto prima due o tre numeri che ci aiutino nel capire meglio la questione: Questo ragazzino con un solo "brano" dal titolo "Mmh ha ha ha" ha totalizzato circa 17.000.000, si avete capito bene dicassettemilioni, di visualizzazioni su youtube e con altri due ha totalizzato circa 6 milioni di visualizzazioni ciascuno...per avere un ordine di grandezza è il doppio degli abitanti di New York.

Ora di fronte a questi numeri ci si deve per forza interrogare sul perché, e quindi per prima cosa sono andato ad ascoltare i brani per capire se c'era qualche qualità artistica.....zero assoluto; questo tipo non ha doti canore...non suona nessuno strumento...non scrive i testi perché testi non ce ne sono e quindi non c'è il minimo appiglio a cui aggrapparsi. Quindi bisogna per forza analizzare la cosa da un altro lato e cioè quello del fenomeno studiato a tavolino...e qui vengono i dolori.

Se io mi svegliassi la mattina e pensassi di lanciare un fenomeno levando la qualsivoglia caratteristica che un artista musicale deve avere mi prenderebbero tutti per scemo, sarebbe più credibile che mi candidassi come nuovo attaccante dell'inter, e chi conosce le mie "doti" calcistiche sa che è quanto di più fantasioso ci possa essere; e allora dove sta il problema...purtroppo il problema siamo noi.

Facendo una tara e togliendo 5.000.000 di visualizzazioni date dalla curiosità rimane comunque un grosso numero di utenti che segue questa persona e chi ha studiato la cosa a tavolino ha colto questo tipo di "disagio" e cioè che molti non sentono più il bisogno di ascoltare musica..ma usano un rumore come colonna sonora della giornata per svariate ragioni; e credetemi questa cosa è per me assurda.

Poi è chiaro che devi condire il tutto con altre chicche; nelle interviste lui sostiene di essere il figlio di Satana, e lo afferma convinto, la sua faccia tatuata è paragonabile a un foglio di appunti di un bambino delle elementari ecc. ecc. ma rimane comunque preoccupante che un prodotto del genere abbia successo.

Sono sicuro, o più che altro lo spero, che sia solo un fuoco di paglia e tra poco tempo non sentiremo più parlare di lui ma rimane in ogni caso un esperimento riuscito e di successo per chi l'ha pensato e uno schiaffo alla nostra cultura e intelligenza per chi l'ha subito. Mi va bene che ascoltiate di tutto, dal liscio al folk bavarese passando per il neo melodico napoletano....l'importante è che non perdiate mai di vista il fatto che per fare musica bisogna emettere delle note in sequenza, con regole ben precise...tutto il resto è niente.

IL DOGUI

mercoledì 13 giugno 2018

RISVEGLIO MUSCOLARE A SUON DI ROCK







Come ogni sabato mattina la sveglia suona presto....molto presto per i miei standard e ci si dirige in radio, precisamente a RADIO PUNTO a San Vittore Olona ( MI ), con la voglia di mettersi alla prova e di trasmettere la miglior colonna sonora rock per il vostro risveglio mi siedo davanti al microfono ed alla regia e la tensione sale.
Si perchè sarai pur da solo in una stanzina ma ti immagini i radioascoltatori che indaffarati nella loro spesa settimanale al supermercato, od intenti nelle pulizie domestiche oppure in preda a stati di sonno post venerdì con la sola voglia di bere un buon caffè, ti mettono alla prova, ti ascoltano e vogliono essere coccolati, ascoltati, partecipi della tua trasmissione.
Succede sempre così, anche a me, durante le mie lunghe giornate passate in auto quando ascolto la radio penso che quella canzone o che quella voce sia lì per me, per farmi pensare, ridere, entusiasmare o solo per svagarmi. E' la stessa sensazione che provi quando hai in mente un ritornello, una strofa e poi, quasi per magia, la senti risuonare nel tuo stereo.....sarà la teoria dell'attrazione...sarà fortuna.....sarà casualità....non so ma sicuramente è per te ...e ne sei fiero.
Tutto questo provo quando leggo il countdown in regia e poi viaaaaaaaa si parte......cerco di trasmettere le emozioni che provo e quelle che mi fate provare voi.....
Questo sabato saranno emozioni fortissime.......dalle ore 10 fino alle 12 su RADIO PUNTO ( FM 88,15 oppure sul canale 861 DTV oppure via web scaricando le app per android ed apple )

sabato 9 giugno 2018

Evergreen - il nuovo Album di Calcutta


Dopo l'album di esordio Mainstream, che gli ha permesso di farsi conoscere al grande pubblico, Edoardo D'Erme, in arte Calcutta, esce con il suo secondo progetto Evergreen e lo fa con il suo solito stile che lo contraddistingue....in punta di piedi.

Calcutta è sicuramente uno degli esponenti più interessanti della nuova ondata del genere Indie Rock: sonorità basiche, pochi strumenti registrati e testi "espliciti", termine riportato da Spotify per identificare una canzone con linguaggi volgari o scurrili; ecco se aprite il suo album su Spotify vicino ad ogni canzone c'è il termine "esplicita".

Ed è proprio la forma di scrittura che mi colpisce in lui; basta con le canzoni d'amore infarcite di frasi da "baci perugina" o da frasi per dire e non dire.....bisogna secondo me avvicinarsi di più a quella che è la realtà di tutti i giorni...a come si esprimono e vivono le storie d'amore i giovani di oggi.
E allora preferisco frasi come "Tutte le strade mi portano alle tue mutande" del brano "Orgasmo" perchè tanto alla fine gira e rigira si arriva sempre lì...allora perchè non essere diretti fin da subito..no?

10 brani in tutto nell'abum, in realtà nove perchè la traccia numero 6 intitolata Dateo è un brano di pochi secondi strumentale, che scorrono molto bene; diretti e facili da capire sia come suono che come testo...sono tutti brani che non hanno bisogno del continuo ascolto per arrivare sia in positivo che in negativo.

Questa la tracklist:

- Briciole
- Paracetamolo
- Pesto
- Kiwi
- Saliva
- Dateo
- Hubner
- Nuda Nudissima
- Rai
- Orgasmo

La prima cosa che viene in mente quando si leggono i titoli dei brani è "ma che cavolo di titoli sono?". E su questo tema c'è un divertente aneddoto raccontato da Calcutta in un'intervista radiofonica: di solito quando si registrano i brani in sala di registrazione, si attribuisce ad ogni traccia salvata sul computer un nome utile solo a ricordare al tecnico o all'artista il brano registrato...successivamente in post produzione e al momento dell'invio alla casa discografica quei nomi vengono modificati con il titolo definitivo. Ecco quest'ultimo passaggio, o per pigrizia o per disattenzione, non è stato fatto e quindi la casa discografica si è vista arrivare i nomi originali e poi non c'è stato più tempo di modificarli...il risultato è una serie di titoli assurdi e al tempo stesso originali che forse hanno contribuito a rendere più "personaggio" l'artista.

Un'altra cosa curiosa è la scelta delle location per la promozione del disco. Di solito gli artisti scelgono negozi di musica tipo "Feltrinelli" o altri per il lancio del disco; Calcutta invece in  questi giorni la promozione la sta facendo in tutta italia negli Autogrill delle autostrade; potrebbe capitare quindi che tra un Camogli e una Rustichella vi imbattiate in una sua performance live chitarra e voce, e questo non c'è che dire è una trovata geniale.

Concludendo è un album che vi consiglio, che magari non apprezzerete nella sua interezza ma che sicuramente vi colpirà per alcune sue caratteristiche originali, in ogni caso penso che a questa nuova corrente di artisti come Calcutta gli vada riconosciuto il giusto spazio in questo periodo di desolazione musicale.

IL DOGUI


lunedì 4 giugno 2018

Daniele, un sogno diventa realtà...

Segnatevi questa data: Napoli 7 dicembre 2018. Sarà la prima del musical che racchiuderà la musica di Pino Daniele in un tour che girerà per tutta Italia nel 2019. La maestria di Daniele verrà portata in scena nei più prestigiosi teatri d'Italia con il nome di "Musicanti".
Il musical è legato ad un grande nome della musica, quello di Fabio Massimo Colanti, uno tra i più stretti collaboratori del bluesman partenopeo, con il quale cominciò a collaborare nel 1996 e la sua firma nella sua lunga carriera è stata praticamente costante in tutti i dischi. Dopo la sua scomparsa ne ha rilevato lo studio romano in Piazza Mazzini, ed ha provato a rimettere in ordine la sua vita, artistica e privata, così colpita dalla scomparsa del grande maestro, e così si è armato di tempo e coraggio e si è gettato in un lavoro da far tremare i polsi: portare appunto le canzoni di Pino a teatro.
"Il progetto - afferma Colasanti- nasce dal mio bisogno di colmare il vuoto artistico e personale che ha lasciato la prematura scomparsa di Pino. Dalla scelta dei brani è scaturito il mio primo dilemma. Altrettanto impegnativo per me è stato raccontare Pino e la sua musica senza di lui, senza averlo accanto. Musicanti è un'opera emotivamente avvincente e appassionante."
I ruoli saranno affidati ad attori che sapranno cantare, non grandi voci, ma artisti capaci di portare in scena recitando e cantando le storie di Daniele e della sua città. Verranno utilizzati gli arrangiamenti originali, in scena sarà presente James Senese con il suo sax, Tony Esposito con i suoi tamburi, purtroppo De Piscopo non riuscirà a seguire tutta la tournée, quindi in sua sostituzione ci sarà Alfredo Golino, per lui comunque le porte saranno sempre aperte, ogni sera, per la scena della jam session, arriverà quando vuole, per lui una seconda batteria sarà sempre a disposizione.
Lo show racconta la storia di Antonio, un uomo che torna a Napoli dopo 25 anni, dopo averla lasciata da bambino, alla morte della madre. Detesta questa città, ma ha ricevuto un lascito testamentario dal padre, che gli affida uno storico locale del porto...basta, non sveliamo altro, non vediamo solo l'ora di poter rivivere le emozioni e la passione che il grande bluesman ci ha regalato durante la sua sfolgorante carriera.

Bologna 19-20 gennaio 2019
Padova 25-26 gennaio 2019
Firenze 14-15 febbraio 2019
Torino 23-24 febbraio 2009
Milano dal 7 al 17 marzo 2019
Roma dal 7 al 12 maggio 2019

lunedì 28 maggio 2018

Oggi parleremo di un' anticipazione nonché di una gradita sorpresa per tutti i fans di un'icona metal, uno dei maestri del genere che è entrato a far parte di diritto dell'olimpo dei cantanti metal di sempre posizionandosi nel 2006 al 16° posto nella classifica stilata da Hit Parader: Jonathan Houseman Davis.
Davis è diventato famoso per aver fatto parte dei Korn, gruppo musicale iniziatore del genere Nu Metal insieme ai Deftones. Dopo essere stato leader del gruppo dal 1994 al 2016, dopo aver pubblicato ben 12 album e dopo aver venduto più di 30 milioni di copie di dischi, ha annunciato il suo debutto da solista durante una chiaccherata facebook con i suoi fans.
I Korn sono di fatto stati messi in stand-by e Davis si è dedicato anima e corpo allo sviluppo del suo personale progettto: 
"I Korn si prenderanno un po' di vacanza il prossimo anno, così io avrò un po' di tempo per lavorare sulla mia roba".
"Me lo stanno chiedendo in tanti: il mio disco solista arriverà la prossima estate, alla fine sono riuscito a finirlo: ho iniziato nel 2008, quindi sono dieci anni che ci sto lavorando. Sono molto eccitato."
Non mancherà di certo il tour che vedrà protagoniste anche alcune città italiane come Firenze e con il il Firenze Rocks.
Ma i fans più accaniti si staranno chiedendo...ma qual' è la sorpresa in tutto questo??
Davis, nella sua lista di cose da fare nella sua vita, ha progetti molto ambiziosi, tra i quali ha rivelato di voler scrivere un musical con colonna sonora Metal, novità assoluta per il genere teatrale:
"Molto tempo fa stavo parlando con Clive Barker di un musical dark, ma non se ne è fatto niente" ha dichiarato Davis" - "E' decisamente sulla mia lista delle cose da fare, ma sarebbe davvero un dark Metal musical, non certo una cosa stupida!".
Caro Davis, siamo tutti ansiosi di goderci il tuo futuro progetto, sicuramente un progetto ambizioso fuori dagli schemi, non di facile produzione ma da uno così...possiamo aspettarci di tutto.
Stay Tuned!

venerdì 25 maggio 2018

Cervello e Musica



L'emozioni causate dalla musica sono dovute nient’altro che ad un rilascio di dopamina nel cervello. Che cos'è la dopamina? E’ l’ormone del piacere, associato anche all'atto del cibarsi, del dissetarsi e al mondo della sessualità. Avete presente quei deliziosi brividi che avete quando il vostro pezzo preferito di musica raggiunge il suo apice? Di fatto la musica fa da sottofondo nella nostra vita, si tratta di un’arte che da piacere, stimola i ricordi e ci fa condividere emozioni. 
Gli stimoli dovuti a questi elementi dipendono da un circuito cerebrale sottocorticale del sistema limbico che gestiscono le risposte fisiologiche agli stimoli emotivi. L’aspetto curioso è che da studi scientifici pare che gli stimoli emotivi legati a musica, cibo, sesso e aggiungiamo anche droghe attivino tutti un sistema in comune.
In una serie di esperimenti pubblicati su Nature Neuroscience, i ricercatori hanno determinato che la musica provoca delle vere e proprie inondazioni di dopamina negli amanti della musica. Questo spiega perché gli adolescenti sono così appassionati della loro musica? Perché i fan dei Grateful Dead continuano a seguire la band di città in città? Perché un appassionato di opera vedrà infinite volte l’Aida? Sembra che la scienza vada in quella direzione. Salimpoor ed i suoi colleghi hanno concluso: “Se gli stati emotivi indotti dalla musica possono portare al rilascio di dopamina, come i nostri risultati indicano, si può cominciare a spiegare perché le esperienze musicali sono così valutate. 

Questi ulteriori risultati spiegherebbero anche perché la musica viene utilizzata efficacemente in rituali, dal marketing o nei film per manipolare gli stati edonistici. I nostri risultati forniscono la prova neurochimica che intense risposte emotive alla musica coinvolgono i circuiti di ricompensa e servono come punto di partenza per indagini più dettagliate degli substrati biologici che sono alla base delle forme astratte di piacere “.

mercoledì 23 maggio 2018

Protezione Solare







Siamo pronti alla prima tintarella ?? Già vi vedo....dopo 2 ore di macchina, tra l'altro passate in coda, finalmente dall'autostrada vedi il mare....chiudi gli occhi e ti vedi già sdraiato sotto l'ombrellone sul lettino....giornale o libro sottobraccio e poi non manca più niente per godersi una giornata di tranquillo relax....sicuri ??? non manca proprio nulla ?? Ma certo che ci manca qualcosa....la musica da ascoltare con le cuffiette....da poter canticchiare in inglese maccheronico sottovoce senza farti sentire dal vicino....ma cosa ci ascoltiamo ????
Ci aiuta il nostro dottore preferito....Mr. Massimo Cotto che per una perfetta protezione solare ci consiglia :


  • Kings Of Leon - Find Me
  • Simple Minds - Alive and Kicking
  • Eddie Cochran - Summertime Blues
  • The Cure - Friday I'm in Love
  • AC/DC - Anything Goes
  • R.E.M. - Radio Free Europe
  • The Beatles - Across the Universe
  • The Del Fuegos - Night on the Town
  • T.REX - Children of Revolution
  • Richie Valens - La Bamba
Beh....non ci resta che sperare nelle previsioni del tempo per il prossimo weekend e poi.......SI PARTE !!!!

venerdì 18 maggio 2018

Stage diving



Stage diving è l'atto con il quale, durante un concerto musicale (solitamente rock, soprattutto metal e punk),una persona, musicista o spettatore, si tuffa dal palco sulla folla sottostante. 
Solitamente la persona tuffatasi sulla folla viene passata poi da persona a persona nell'atto chiamato surf sul pubblico (in inglese crowd surfing). 

Molto prima che la parola fosse inventata, lo staging pubblico si svolse durante il primo concerto olandese dei Rolling Stones al Kurhaus di Scheveningen l'8 agosto 1964. 
Molti musicisti hanno fatto del palcoscenico una parte del loro spettacolo teatrale: Jim Morrison era uno dei primi interpreti noto per essere saltato tra la folla in diversi concerti; Iggy Pop è spesso accreditato per aver reso popolare la fase di stage diving nella musica rock popolare. Inizialmente visto come estremo ed aggressivo, il tuffo in palcoscenico è diventata comune nelle performance hardcore punk e trash metal. 

Rischi e incidenti.

Come si può immaginare questa pratica è certamente spettacolare, ma molto rischiosa sia per l’incolumità di chi la esegue sia per chi la subisce, il pubblico. Un esempio è quando Peter Gabriel del Genesis stage si è tuffato durante la fine della loro canzone "The Knife", atterrando sul suo piede, slogandosi così la caviglia. Il 20 agosto 2010, Charles Haddon, il cantante del gruppo inglese Ou Est Le Swimming Pool, è morto dopo una performance a Pukkelpop, in Belgio. Si è suicidato saltando da un palo delle telecomunicazioni nel parcheggio degli artisti dietro le quinte. Haddon è stato riferito di essere stato angosciato dopo aver temuto di aver ferito gravemente una giovane ragazza in precedenza dopo uno staging. 
Nel 2012, il cantante Randy Blythe della band heavy metal americana Lamb of God è stato incriminato (e poi prosciolto) da accuse di omicidio colposo in relazione alla morte di un fan nella Repubblica Ceca dopo che il tifoso è rimasto ferito dopo essere stato spinto fuori dal palco. Nel febbraio 2014, il giudice federale Jan E. DuBois ha stabilito che Fishbone doveva pagare $ 1,4 milioni a una donna che si è rotta il cranio e la clavicola durante un concerto a Philadelphia nel 2010 quando Angelo Moore si è tuffato e si è posato su di lei. Un altro incidente mortale sul palcoscenico si è verificato a maggio 2014 a New York City durante un'esibizione della band metalcore Miss May I. Sebbene il fan fosse in grado di andarsene dopo essere caduto dal palco, il concerto è stato interrotto dopo essere svenuto. Più tardi è morto in ospedale. 

10 Most Epic Stage Dives
https://www.youtube.com/watch?v=PGX2fTDQqIY

mercoledì 16 maggio 2018

Dottore soffro di emicrania








Dottore buongiorno, soffro di emicrania .......cosa posso fare ??? Ascoltare della buona musica stando in silenzio in una stanza buia. Ma che musica ??? che brani scelgo ?? Non si preoccupi le scrivo la ricetta con tutte le canzoni da ascoltare, rigorosamente in questo ordine:


  • Bob Mould - Voices in my head - La ballata catartica che ti accompagna verso l'emicrania
  • Mike Posner - I Took a Pill in Ibiza - La sensazione di impotenza verso il dolore 
  • David Bowie - Starman  - Il genio ci viene in aiuto e ci fa volare 
  • Joni Mitchell - Circle Game - La coccola per il nostro mal di testa
  • Tom Rush - Wrong end of the rainbow - Per superare il dolore con il sorriso
  • Youssou N'Dour feat. Neneh Cherry - 7 Seconds - E la nostra mente supera il dolore e si apre
  • Natalie Merchant - Ophelia - Tante voci diverse un coro unico
  • The Velvet Underground - I'll be your Mirror - Il soave suono dell'amore
Grazie mille Dr. Massimo Cotto..........

lunedì 14 maggio 2018

50° Anniversario per HAIR

L'atteso appuntamento con la produzione di fine anno dell'Accademia MTS Musical! The School sarà il 9 giugno 2018 alle 20.45 al Teatro Nazionale CheBanca! con il revival del Musical che più ha rappresentato il movimento hippie degli anni '60: HAIR.
Un musical che fece il suo debutto nel 1968, un musical che racconta la cultura hippie, la spontaneità ed emancipazione dalle costrizioni della vita sociale e la rivoluzione sessuale di quegli anni attraverso le vicende di un gruppo di giovani di New York che si ribellano alla guerra in Vietnam. In generale è una rappresentazione delle idee e della vita dei giovani ribelli del tempo, dalla solidarietà interraziale al pacifismo, fino all'ambientalismo.
Una caratteristica peculiare del musical è quella di aver debuttato al di fuori di Broadway e di aver suscitato parecchie polemiche per alcune scene in cui gli attori erano completamente nudi sul palco a derisione dell'America e della sua bandiera.
Hair è stato definito dalla critica il primo musical rock, ma non si può ridurre solo al rock il genere musicale della colona sonora, MacDermot ha infatti integrato diversi generi musicali che vanno dal funk allo studio di ritmi tribali della tribù africana dei Bantu chiamata Kwela. Per questa versione 2018 dello spettacolo, pensata in occasione del 50° anniversario del debutto a Broadway e forte dell'aver ottenuto i diritti per la sua rappresentazione in Italia su licenza della Tams-Witmark Music Library, si avvarrà di una band dal vivo di sette elementi, diretta dal maestro Angelo Racz, mentre le canzoni saranno tutte interpretate in lingua originale.
Il cast, scelto scrupolosamente dalla rosa degli allievi dell'accademia, è composto da ben 58 elementi.
Ricordiamo infine un'ultima curiosità: i fortunati spettatori presenti in sala il 9 giugno, per ambientarsi in una cornice tipicamente fine anni '60, dovrà presentarsi al Teatro Nuovo di Milano con un dress code in stile hippie...siete pronti??

venerdì 11 maggio 2018

C'era una volta il VINILE



Parliamo del tempo in cui la musica si "toccava" prima di ascoltarla. Si andava nei vecchi, cari negozi di dischi, almeno una volta a settimana, manco si trattasse di andare a messa. 
Un'abitudine apparentemente dismessa con l'avvento dei nuovi apparecchi e materiali di ascolto, un universo che agli inizi del nuovo millennio sembrava in declino ed alla sua fine definitiva con l’era del libero download. 
Invece: oggi, in epoca di piena sviluppo virtuale e digitale, il vinile è tornato. Rappresenta una nicchia di mercato, ma comunque una nicchia in crescita. 
Sabato 21 aprile, nei negozi indipendenti sparsi in giro per il mondo si è tenuta l’11esima edizione del Record Store Day, giornata mondiale di orgoglio del disco in vinile. Stimolo per gli appassionati è il fatto che le case discografiche distribuiscono, solo negli storici esercizi specializzati che aderiscono, edizioni limitate di singoli, Lp ed Ep contenenti qualche inedito di questo o quell'artista. Il tutto rigorosamente su supporto in vinile. Anche quest’anno ce n’è per tutti i gusti: dal singolo 7 pollici dei Led Zeppelin Friends/Rock and Roll al 12 pollici di LEt's dance di David Bowie, dalla ristampa in 3.500 copie di Satanic Majesties dei Rolling Stones al picture disc in 5mila copie di estratto dall'ultima fatica discografica degli U2. 

Per dare qualche numero: In Italia, il mercato del vinile registra quota 13,4 milioni, ossia il 10% del mercato complessivo della musica incisa. Numeri impressionanti: il segmento è letteralmente rinato. «La cosa interessante - sottolinea Enzo Mazza, presidente di Fimi, l’associazione confindustriale che riunisce le major - sta nel fatto che il vinile non è più un fenomeno che riguarda il solo pubblico. Ci sono molti giovani, molti nativi digitali che ne sono incuriositi, iniziano a preferirlo e adesso cominciano a comprarlo. E per un motivo molto semplice: il vinile ti conduce oltre la semplice fruizione della musica. Col vinile è come se ti portassi a casa un pezzo del tuo artista preferito». 

Concludendo, come dice Giuseppe Verrini, uno tra i più grandi collezionisti italiani di vinile, proprietario di circa 75mila titoli, «i dischi quando escono costano tutti uguale, poi il tempo stabilisce quali sono i pezzi che valgono, sulla base di innumerevoli variabili. Perciò l’unico consiglio che si può dare a un appassionato è molto semplice: ascolta la musica che ti piace». La fortuna potrebbe fare il resto.

mercoledì 9 maggio 2018

ROCK THERAPY - Curarsi con il rock







Quante volte vi sarà capitato di andare dal dottore per un mal di stomaco o per un mal di testa e dopo la consueta visita, uscire dallo studio con la ricetta dei medicinali da comprare. Tante . Tantissime volte. E se, invece, per una volta quelle medicine fossero canzoni rock, di ogni epoca e luogo, da ascoltare in loop per curare tutti i nostri malanni del fisico ma anche dello spirito ?? Da oggi è possibile. Il dottore si chiama Massimo Cotto, è un giornalista, disc jockey e scrittore italiano, e le prescrizioni mediche le ha pubblicate nel libro "Rock Therapy", suddivise per titoli, o meglio per sintomi, e per ogni medicina/canzone ci spiega il motivo per cui sia adatta alla nostra malattia. Un ottimo lavoro di un grande personaggio del giornalismo musicale italiano da leggere con Spotify vicino per ascoltare e scoprire nuove sonorità e nuove sensazioni. Nei prossimi post vi carò qualche indicazione per trattare mal d'amore, mal di stomaco, insonnia.......e molto altro. Rimanete in fila .....ah dimenticavo....chi è l'ultimo ????

lunedì 7 maggio 2018

Tina: The Musical

Gambe leggendarie e intatte, corde vocali in gran forma e grinta inalterata...così si è presentata nell'ottobre 2018 nella sua ultima performance live. Grintosa, sinuosa sui tacchi, tutto vero quello che disse Mick Jagger in un'intervista su Rolling Stones: "Tina Turner è l'unica che ha la mia stessa aggressività sul palco".
Tina Turner è una star globale che è riuscita ad andare oltre ogni vincolo e pregiudizio: sgambetta infatti come una ragazzina a 78 anni ed è diventata icona del riscatto femminile e della violenza contro le donne in solitaria e in anticipo sui tempi. 
Ha avuto una vita ricca di colpi di scena, tra grandi successi, drammi personali, volontà ferrea di costruirsi una carriera da solista, cinema e tanti riconoscimenti al suo talento. Tina si è ritirata e si fa vedere solo quando ha qualcosa da dire, nel 2009 ha detto ciao al pop ed ai tour mondiali ed ha iniziato a scrivere un nuovo capitolo di una vita da romanzo.
Ma chi ha vissuto sotto i riflettori non riesce mai a spegnerli definitivamente, quindi figurarsi se può farlo una delle cantanti più famose dell'ultimo mezzo secolo.
Per capirci, dopo il film del 1993 di Angela Bassett "What's Love Got To Do With It" a lei dedicato, è in tour da Aprile 2018 "Tina: The Musical" con protagonista l'attrice Adrienne Warren.
Obiettivo del progetto raccontare una delle vite più esaltanti e sofferte della musica leggera, con successi planetari, incassi stellari e purtroppo lividi familiari (Tina lasciò il violento marito Ike fuggendo con 36 cent in tasca). 
Un musical di grande successo che trasmette al pubblico presente una carica di adrenalina tipica delle performance di Tina...parola di una settantottenne che conferma di essere "Simply the Best" anche dopo essersi ritirata dalle scene. 

sabato 5 maggio 2018

Auto-Tune: doping musicale o nuova forma di espressione?

L'Auto-Tune è un software proprietario creato da Antares Tecnologies nel 1997 per la manipolazione dell'audio; in pratica permette di modificare l'intonazione e mascherare piccoli errori e imperfezioni della voce, anche se molto spesso negli ultimi tempi va di moda spacciarlo per creare effetti di distorsione della voce.

Infatti questo strumento è sulla "bocca" di tutti grazie, o per colpa, del largo utilizzo che ne fanno gli artisti della musica "Trap". In realtà come spesso accade questo nuovo sottogenere dell'hip hop ha delle origini che nascono dal disagio, dalla povertà e dalla droga; infatti le cosiddette "trap house" sono delle case abbandonate nei sobborghi americani che vengono usate per lo spaccio di droga. Quando però il populismo prende il sopravvento ecco che qualsiasi persona che voglia fare musica senza avere nessuna base tecnica spiattella delle frasi a caso, molto spesso ripetitive, con testi che di cupo e disagio non hanno proprio niente: soldi, belle donne, beni materiali sono il "leitmotiv" dei nuovi "artisti trap" contemporanei.

Il concerto del 1° Maggio dello scorso weekend è stata la vetrina ideale per "trappare" alla grande mandando a quel paese, tra una canzone e l'altra, qualsiasi politico e/o persona influente del nostro paese, con la benedizione della folla.

Tornando all'Auto-Tune, io lo trovo uno strumento utile laddove se ne faccia uso e non abuso. Mi è capitato spesso nelle sale di registrazione che si correggessero alcune note calanti o piccoli errori che evitano di registrare nuovamente la traccia e molto spesso fanno risparmiare un sacco di tempo. Ci può stare infatti che un qualsiasi cantante, benché bravo, prenda una nota non giusta al 100% o cali in un acuto difficoltoso; ecco in questi casi la correzione elettronica è un grosso aiuto.

Quando però l'Auto-Tune viene utilizzato per tutta la performance e soprattutto in situazioni live ecco che entriamo, secondo me, nel "doping" musicale. Qualsiasi aiuto deve essere usato in situazioni dove alla base c'è una tecnica vocale; non si deve utilizzare questo strumento come una via preferenziale per non studiare canto o per mascherare un talento che non c'è. Altrimenti si rischia che la musica diventi alla portata di tutti...senza sforzo e questo sarebbe un vero delitto.

Anche io, con la mia orchestra, ho partecipato ad un concerto del 1° Maggio in un quartiere di Milano; tra gli artisti in programmazione c'era anche Laura Fedele. Per chi non la conoscesse Laura è una cantante Jazz/blues abbastanza nota nel panorama musicale italiano. Tra le sue varie attività è stata anche docente di canto jazz al Conservatorio di Milano. Assistendo alla sua esibizione si rimane sbalorditi dalla sua tecnica vocale e dalla perfezione di intonazione che derivano da lunghi anni di studio, allenamento e sudore; credetemi che in questo caso se ci fosse stato sotto l'auto-tune non avrebbe avuto nessuna chance di intervenire in qualche correzione. E se vogliamo proprio dirla tutta laddove c'è una tecnica e talento del genere qualche difetto di intonazione non fa che rendere l'artista umano e ancora più emozionale.

Se trasferissimo il concetto su qualsiasi strumento voi apprezzereste un chitarrista che grazie ad un software non usasse la mano sinistra per fare accordi o note? un  batterista che non usasse i piedi perchè ha una base  elettronica che gli replica la cassa e il charleston? penso proprio di no. E se la risposta è si mi spiace per voi.

IL DOGUI


venerdì 4 maggio 2018

The Voice: AXL ROSE



Lo studio. 
Secondo il portale concerthotels.com si può comunque stabilire in maniera scientifica chi, tra i grandi delle note, possiede la migliore voce. Secondo il criterio adottato dallo studio, che ha misurato la nota più bassa e quella più alta del repertorio di più di un centinaio di artisti, il miglior cantante sarebbe proprio il frontman dei Guns N’ Roses. “Abbiamo preso le 100 più grandi voci di tutti i tempi secondo la classifica stilata dalla rivista Rolling Stone. A questa lista, abbiamo aggiunto alcuni dei cantanti top di oggi e abbiamo poi incrociato l’elenco risultante con i dati della gamma vocale registrati da The Range Place. E nella lista abbiamo lasciato solo i cantanti di cui avevamo tutti i dati disponibili”, spiega con onestà scientifica la premessa alla classifica. 

Axl Rose incoronato. 
Le migliori prestazioni sonore prodotte davanti al microfono appartengono ad Axl Rose, che detiene lo “spread” più alto tra “la nota più alta e quella più bassa eseguita dallo stesso artista nel proprio repertorio”: cinque ottave, comprese tra il Fa basso di “There was a time” e il Si bemolle alla sesta di “Ain't it fun”. Dietro di lui Mariah Carey, seguita da Prince, Steven Tyler degli Aerosmith e il padrino del soul James Brown. 

Gossip. 
Una volta, il direttore della sala di registrazione dove fu registrato appetite 4 destruction, si era dimenticato accesi i microfoni, se ne accorse a metà strada verso casa; decise di tornare in dietro. Arrivato in sala prove vide Axl e la ragazza di Steven Adler...i 2 erano andati a "copulare”.
In pratica l'orgasmo di Rocket Queen, è quello della ragazza di Adler!Questo fu il vero motivo dell'abbandono di Steven!! ufficialmente diedero un motivo secondario: droga!Infatti Axl aveva "ordinato" a tutti che se non si fossero disintossicati, si sarebbe sciolto il gruppo, o meglio, chi non si fosse disintossicato sarebbe stato cacciato...il primo concerto dopo questa decisione salirono tutti quanti sul parco con la maglietta del centro di disintossicazione!!Steven in seguito al tour ebbe secondo Axl "problemi di droga" (in verità venne a sapere dell'orgasmo) e lasciò il gruppo...in seguito denunciò Axl per diffamazione e per istigazione alla dipendenza da cocaina.

sabato 28 aprile 2018

L'espressione di un'arte può essere solo un'ostentazione della tecnica?


Tre settimane fa al teatro Arcimboldi di Milano il chitarrista Joe Satriani ha portato in scena un progetto da lui fondato nel 1995 chiamato G3, che raccoglie i migliori chitarristi contemporanei in un tour che gira tutto il mondo. Yngwie Malmsteen, Steve Morse e Steve Vai sono stati negli anni i protagonisti di questo progetto insieme a Joe. Quest'anno invece ad affiancare Satriani c'erano John Petrucci, chitarrista dei Dream Theater, e Uli Jon Roth, ex Scorpions.

Personalmente non ho mai partecipato dal vivo a questo progetto però ho visto molti DVD a riguardo e per quest'ultima data ho avuto la testimonianza del bassista e chitarrista che suonano con me, direi molto attendibile.
La reazione che subito mi hanno trasmesso loro era un misto tra delusione e confusione. Per quasi tre ore questi maestri di tecnica hanno prodotto note a velocità e volume incredibili lasciando la maggior parte degli spettatori allibiti. Ma la domanda  che sorge è, che emozioni rimangono di una serata del genere? penso non tante.

In ogni arte, compresa la musica, la tecnica e lo studio sono fondamentali ma solo come base per esprimere meglio originalità ed emozioni. Solo con la padronanza dello strumento si hanno più possibilità di esprimere la propria idea di musica.

Se questa tecnica però rimane fine a se stessa si perde la vera essenza e alla fine si crea un muro tra lo spettatore e l'artista. Se penso per esempio alla pittura, un artista che sa fare un ritratto alla perfezione come se fosse una fotografia è di sicuro bravissimo...ma non esprimerà mai un'emozione come un quadro di Picasso o Mirò, che di sicuro sanno ugualmente disegnare ma che esprimono la loro arte in una forma espressiva originale e unica.

Poche note messe nel punto giusto e suonate a dovere valgono più di mille scale pentatoniche fatte ala velocità della luce, e se si riesce a trasmettere qualcosa ecco che entra in gioco un fattore che non si impara con lo studio ma si ha dalla nascita e cioè il talento.

Per questo se mi chiedono, "che mi dici di Joe Satriani?" io rispondo "è di sicuro uno dei più bravi chitarristi al mondo, ma sinceramente non mi piace!!". ovviamente è un mio parere....e a giudicare dal successo mondiale che ha il progetto G3 sono in tanti che non la pensano come me.

IL DOGUI






lunedì 23 aprile 2018

RENT Il Musical - Nazionale Milano

Una delle missioni di Jonathan Larson, autore ed ideatore di RENT, era celebrare l'arte e gli artisti. L'obiettivo di Larson, purtroppo deceduto poco prima del debutto della sua creazione a Broadway, era quella di lavorare sull'opera La Bohème e di ricollocare la storia degli artisti parigini di Giacomo Puccini nell' East Village di New York.
RENT racconta l'essere giovani a New York, la città che non dorme mai, l'essere forti, esuberanti ed estroversi, ma allo stesso tempo impauriti dagli ostacoli che la vita gli presenta. 
La parola musical può sembrare riduttiva per questa opera rock che presenta tutti i connotati di un vero e proprio melodramma; è un'opera molto particolare dove il pubblico non si trova ad assistere passivamente allo spettacolo, ma è parte integrante di esso. 
In scena il tentativo è quello di rappresentare  i sentimenti universali dell'amore, dell'amicizia, della morte contestualizzati nel periodo di fine millennio. Se al tempo della vita bohemienne la gente si trovava a combattere malattie come la tubercolosi, in Rent troviamo giovani alle prese con l'Aids, la  droga. Se un tempo gli artisti comunicavano attraverso la pittura, adesso i tempi sono evoluti, la video arte ed il cinema hanno avuto il sopravvento.    
Rent è un attuale esempio di cosa significa essere giovani, ora conquistati dall'amore ora alle prese con le difficoltà della vita.
Il segreto del successo di questo musical è sicuramente da attribuire alla sua buona dose di ottimismo, alla volontà di potercela fare, ad aver fede in quello che verrà. 

TEATRO NAZIONALE -MILANO- 31 Maggio 2018

venerdì 20 aprile 2018

Il mangia Pipistrelli: Ozzy



Alcune persone sono dotate di un fisico eccezionale, capaci di condurre una vita sregolata senza che il proprio organismo ne risenta, da questo punto di vista i musicisti rock sono un caso straordinario: droghe e alcool sono all'ordine del giorno. 
Ozzy Osbourne, ex voce e ora di nuovo cantante dei Black Sabbath, è insieme a Keith Richards e Iggy Pop un vero fuoriclasse in questa discutibile classifica. Il 61enne cantante di Birmingham in quanto a eccessi non è proprio secondo a nessuno. 
Al di là dell’uso frequente di alcool e droghe, Ozzy Osbourne combatte da tempo con una patologia simile al Parkinson ed è perfino stato in coma farmacologico in seguito a un incidente in quad-bike che gli procurò la rottura del collo. Addirittura nel 1982, ubriaco, addentò la testa di un pipistrello che gli venne lanciato sul palco, dopo averlo scambiato per un animale di gomma. 
Il pipistrello riuscì a morderlo e benché il cantante avrebbe potuto morire di rabbia, oggi è ancora qui tra noi. Già nel 2010, Ozzy è era entrato in un piccolo campione di persone il cui codice genetico era stato scomposto e analizzato. 
Il ricercatore responsabile del progetto ha definito Osbourne un "miracolo medico". Il referto spiega infatti che “Ozzy è 6.13 volte più incline rispetto alla media a cadere nella dipendenza da alcol, ma anche 1.31 volte più incline a diventare dipendente da cocaina e 2,6 volte ad avere allucinazioni causate dalla marijuana”. Il gene ADH4 di Ozzy (che è responsabile della scomposizione dell'alcol) è in grado infatti di scomporre l’alcol molto più rapidamente rispetto alla media.

mercoledì 18 aprile 2018

Una serata da passare sul divano a "guardare" il rock

Rumble: Il grande spirito del rock (Rumble: The Indians Who Rocked the World) è un documentario canadese del 2017 diretto da Catherine Bainbridge e Alfonso Maiorana.
Il film mostra l'impatto dei musicisti indigeni in Canada e negli Stati Uniti nello sviluppo della musica rock. Tra gli artisti mostrati, Charley Patton, Mildred Bailey, Link Wray, Jesse Ed Davis, Stevie Salas, Buffy Sainte-Marie, Robbie Robertson, Randy Castillo, Jimi Hendrix e molti altri.
Il titolo del film si riferisce al componimento strumentale pionieristico chiamato "Rumble", pubblicato nel 1958 dal gruppo americano Link Wray & His Ray Men. Questo pezzo strumentale fu importante per molti artisti.
Ci sono molte sezioni in cui musicisti influenti parlano dei contributi portati dagli artisti indigeni, compresi commenti di Quincy Jones, George Clinton, Taj Mahal, Martin Scorsese, John Trudell, Steven Tyler e altri.

lunedì 16 aprile 2018

Teatro Regio di Torino: "Evita"

"...ho solo un'ambizione personale: che il giorno in cui si scriverà il capitolo meraviglioso della storia di Peròn, di me si dica questo: c'era, al fianco di Peròn, una donna che si era dedicata a trasmettergli le speranze del popolo. Di questa donna si sa soltanto che il popolo la chiamava: Evita..."

Arriva finalmente in Italia al Teatro Regio di Torino dal 04 al 09 maggio, il musical "Evita", un'edizione in lingua originale di Andrew Lloyd Webber, liriche di Tim Rice e regia di Bob Tomson  e Bill Kenwright.
Lo Show è un musical liberamente ispirato alla vita di Evita Peròn, moglie del Presidente argentino Juan Domingo Peròn.
La prima esecuzione di Evita fu un'incisione discografica, come era già stato per Jesus Christ Super Star, nel 1975 e raggiunse il disco di Platino nel Regno Unito.
Il debutto teatrale avvenne nel 1978 in un teatro nel West End a Londra e poco dopo fu portato con successo anche a Broadway.
Tra i brani più famosi dello spettacolo è da evidenziare senza alcun dubbio Don't Cry for Me Argentina, cantata da Evita dal balcone della Casa Rosada al suo paese ed alla gente il giorno della proclamazione dell'elezione a Presidente del marito. 
Evita è un musical ambizioso, che s'ispira alla tradizione dell'opera italiana nell'alternanza tra canto e recitativo, e che trae la sua forza dall'interazione tra stili musicali diversi: rock, pop, tango, folklore spagnolo si mescolano a suggestioni di Puccini e di Britten per creare una partitura piena di tensione drammatica e di canzoni indimenticabili. Si passa da brani più classici come Requiem for Evita a ritmi tipicamente latini come Buenos Aires o And teh Money Kept Rolling In (And Out) a pezzi tipicamente rock come Oh, What a Circus e Peron's Latest Flame.  
Andrew Lloyd Webber e Tim Rice mettono in luce gli aspetti positivi e negativi di una figura femminile controversa, in una serie di quadri musicali che seguono la strabiliante carriera di Eva e la sua tragica fine; uno spettacolo che tratta del fascino ambiguo dei leader carismatici e dei populismi esaltandone gli aspetti più glamour e scomodi.

Teatro Regio -Torino- dal 04 al 09 maggio 2018

sabato 14 aprile 2018

Umbria Jazz: l'esperienza musicale da provare una volta nella vita




Se non avete mai visitato Perugia vi consiglio caldamente di farlo; è una città bellissima, non solo architettonicamente, ma nei suoi vicoli c'è un'atmosfera che ti riporta indietro nel tempo e in ogni angolo si respira storia e cultura.
Questa cultura, nella sua declinazione musicale, viene amplificata ogni mese di luglio durante il festival di Umbria Jazz.

Questa manifestazione, che vide la sua prima edizione nel 1973, nasce da un'idea del commerciante e appassionato di jazz Carlo Pagnotta; questi, all'interno di un caffè nel centro storico di Perugia adesso chiuso, propose il suo progetto a due esponenti di spicco della neonata Regione Umbria che dimostrarono subito di gradire l'idea coinvolgendo l'assessore al turismo dell'epoca. Fu stilato un programma artistico con la collaborazione di Alberto Alberti, all'epoca il principale manager italiano nel mondo Jazz, e in poco tempo venne organizzata l'edizione n°1. E si partì subito con il botto: in piazza IV Novembre a Perugia ci fu la prima data italiana dei Weather Report con un altissima affluenza di pubblico nonostante la poca promozione.

Come spesso accade questo tipo di manifestazioni subì anche delle ingerenze politiche, erano i cosiddetti "anni di piombo", obbligando la direzione artistica a sospendere per alcuni anni il festival diventato ormai troppo politicizzato. La rinascita si ebbe nel 1982 e da quel momento il festival non ha mai bucato un anno.

Anche se il nome è rimasto quello originale dal 1985 Umbria Jazz è diventato un festival che accoglie tanti altri generi musicali: dal rock, al blues, al funky..ed è per questo che è una tappa fondamentale per chi è appassionato di musica.

Dopo la riapertura poi si cercò una certa stanzialità nell'organizzazione degli eventi; il 90% dei concerti infatti si sono concentrati nella città di Perugia, all'inizio coinvolta con altre città della regione, dando una maggiore comodità al visitatore che evitava così spostamenti scomodi.

Sostanzialmente da anni la manifestazione si suddivide su tre grandi palchi all'aperto:

- Piazza IV Novembre
- Giardini Carducci
- Arena Santa Giuliana 

più una serie di club, teatri e locali per session più "intime".

Un'altra particolarità interessante è che nelle prime due location, IV Novembre e Carducci, si esibiscono artisti da tutto il mondo collezionando quasi dieci ore di musica, per palco, a cui il visitatore può assistervi totalmente gratis e senza il pagamento di alcun biglietto o ingresso.
Vero è che ogni anno i grandi nomi della musica si esibiscono nell'unica location, Arena Santa Giuliana, che prevede il pagamento di un biglietto; in ogni caso il prezzo è molto accessibile e il visitatore può tranquillamente fare un mix tra le due situazioni portandosi a casa un bagaglio di ascolto musicale che non ha eguali.

La mia esperienza personale è difficile esprimerla a parole; ho avuto la fortuna di partecipavi in 4 anni diversi e soprattutto ho usufruito del sostegno di un ex-collega e amico che abita proprio a Perugia sia per un'aiuto nell'alloggio che nella scoperta di questo festival.

Ivano, questo è il suo nome, non solo è un musicista cresciuto in una famiglia di musicisti ma è anche un profondo conoscitore della città di Perugia, sia per storia che per cultura, ed è in poche parole il compagno ideale per immergersi completamente nell'atmosfera di questa manifestazione. Probabilmente senza di lui non avrei colto a pieno tutte le emozioni che una esperienza del genere può regalare e di questo glie ne sarò sempre riconoscente.
La particolarità che mi aveva colpito era la conoscenza e cultura musicale del cittadino di Perugia: tramite Ivano ho conosciuto tanta gente del luogo durante i concerti e, nonostante alcuni non suonassero alcun strumento, avevano un "orecchio" critico che dimostrava enorme competenza. Immergendosi nell'atmosfera però ti viene facile dare una spiegazione a questo: in genere la cultura musicale inizia a costruirsi in ognuno di noi nella fase adolescenziale o poco prima....a quell'età il Perugino medio della mia generazione ha avuto il privilegio di vedere dal vivo nomi come Dizzy Gillespie, Chet Baker, Miles Davis, Herbie Hancock, Keith Jarret e molti altri giganti della musica; potete benissimo capire come possa essere stata formata una persona partendo da queste basi.

Al di là di tutto Umbria Jazz è un evento che almeno una volta nella vita va vissuto per tanti motivi: perché la città "trasuda" musica in ogni sua forma e ovunque, perché scopri degli artisti che non avresti mai potuto conoscere, perché riscopri che quando c'è la passione tutto il resto passa in secondo piano. Nei palchi gratuiti c'è un'assoluta libertà di conversare con i musicisti che si sono appena esibiti riscontrando in loro un'assoluta umiltà nonostante la bravura e il talento, e gli stessi musicisti te li puoi ritrovare in qualche locale la sera tardi improvvisando Jam session con i musicisti del posto unicamente per la voglia di "fare" musica e tutto questo, credetemi, arricchisce l'animo e il cuore.
W UMBRIA JAZZ.

Se volete consultare il programma di quest'anno andate su www.umbriajazz.com

IL DOGUI


venerdì 13 aprile 2018

Resilienza - vita di Rick Allen


Voglio raccontarvi la storia del musicista, RICK ALLEN, batterista della famosa rock band: i DEF LEPPARD. 

Nel 1984 fu protagonista di uno spaventoso incidente, si schiantò con la sua auto contro un muro, perdendo completamente il braccio sinistro. Tale evento gli procurò il disturbo post traumatico da stress(PTSD) che ha quasi distrutto la sua voglia di vivere. 

"Non sapevo come sarebbe stata la mia vita dopo quel terribile giorno – dice Rick. E’ stato il periodo più buio della mia vita ed ancora oggi considero me stesso ancora in "work in progress".

Per fortuna, con il tempo riuscì a risollevarsi. L'amore e la passione per la musica, il sostegno dei suoi cari e del suo gruppo, gli permisero di perfezionare il suo drum kit elettronico in modo da poter suonare con un braccio solo. 

Partecipò alla composizione dell'album Def Leppard, che vendette oltre 20 milioni di copie in tutto il mondo. Ma non ha mai dimenticato cosa significasse soffrire. 

Nel 2006,incontrò i feriti al Walter Reed Army Medical Center. 
"Mi ha commosso il loro coraggio, la loro sofferenza e ciò che avevano in testa” – ricorda. Ho passato molto tempo a parlare coi soldati e ho cercato di condividere con loro la mia esperienza di perdere un braccio e la necessità di ricostruire la mia vita.
Rick e sua moglie iniziarono a partecipare al Project Odyssey  dei WWP, un ritiro riabilitativo all'aperto che aiuta i soldati a superare lo stress da combattimento attraverso le esperienze condivise con i coetanei e a stretto contatto con la natura. Questi incontri forniscono un servizio alla comunità dando la possibilità ai veterani e i loro assistenti di uscire e godersi una giornata con gli altri soldati.

Rick ha fondato la Raven Drum Foundation, che prevede tamburi Wounded Warrior per contribuire a promuovere la guarigione dalla PTSD.

lunedì 9 aprile 2018

All'asta le porte dei grandi della musica

L’Hotel Chelsea di New York ha una storia ineguagliabile. Nel corso degli anni ha ospitato per lunghi periodi scrittori, musicisti, attori e artisti.

È stato anche il luogo in cui, nel 1978, Nancy Spungen è stata trovata pugnalata a morte nella stanza che condivideva con il bassista dei Sex Pistols, Sid Vicious. La casa d’aste Guernesy’s metterà in vendita il prossimo 12 aprile 52 porte originali che un tempo aprivano le stanze di Andy Warhol, Jack Kerouac, Jackson Pollock, Janis Joplin, Bob Dylan e molti altri.
A metterle in asta è Jim Georgiou, che ha vissuto nell’hotel dal 2002 al 2011. In quell’anno i nuovi proprietari hanno chiuso l’albergo per i lavori di ristrutturazione. Georgiou, che ha dovuto lasciare l’albergo, si è fatto dare le porte dai muratori, dal momento che sarebbero state buttate.  Tra gli inquilini illustri che hanno soggiornato dietro quelle porte, si annoverano Jimi Hendrix, Bob Marley, Jon Bon Jovi, Madonna, Liam Neeson, Iggy Pop, Tennessee Williams, Joni Mitchell, Mark Twain e Humphrey Bogart.

Le offerte per ciascuna porta del catalogo “Chelsea Doors” partono da $ 5,000 e una parte del ricavato andrà a City Harvest, una organizzazione non a scopo di lucro fondata nel 1982 per aiutare i newyorkesi in difficoltà. Georgiou ha deciso di donare parte del guadagno per via della sua storia personale. E’ stato per un periodo della sua vita senza fissa dimora, proprio in quegli anni in cui è venuto in possesso delle porte, perché nel periodo della ristrutturazione, dopo essere stato sfrattato per insolvenza nell’affitto all’Hotel  Chelsea, aveva beneficiato dell opere di bene della City Harvest.
La porta di Jim Morrison Photo courtesy: Guernsey’s
La porta di Jim Morrison Photo courtesy: Guernsey’s