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giovedì, settembre 30, 2010

recensione della settimana


A THOUSAND SUNS -pubblicato il 14 settembre 2010 negli Stati Uniti.
Si chiama A Thousand Suns ed è il quarto studio album dei californiani Linkin Park.
Per chi, come me, è rimasto affezionato a quelle sonorità che distinguevano questa band al tempo del suo esordio con Hybrid Theory non sarà semplice dover dare un giudizio su questo loro nuovo lavoro.
Quindici canzoni, in teoria. Una sola, in pratica. Considerando, quindi, questa nuova fatica nella sua totalità non si può non dire che si tratta di un’opera completa che raccoglie dentro di sé tutti gli ingredienti che potrebbero farne un successo: mixaggio da manuale, produzione impeccabile e tutto quell’impegno che trasuda dalla perfetta omogeneità dei suoni. Un lavoro che vede la crescita ed il cambiamento stilistico di questi sei ragazzi. Cambiamento già apprezzabile ascoltando il singolo di lancio The Catalyst (il video è in questa stessa pagina) in cui quello che è l’essenza che ha sempre caratterizzato la musica di questo gruppo è solo un sottofondo.

giovedì, settembre 02, 2010

La recensione della settimana - The Catalyst ( Linkin Park )

Il singolo "The Catalyst" si trova all'interno dell'album "A Thousand Suns".
L'album è una vera e propria miscela di generi, Hip-Hop, Rock, Beat elettronici, un pizzico di Metal e forse Indie si alternano nei 50 minuti di Cd circa.
Ma torniamo al singolo ......il brano è un interessante connubio di rock/elettronica mischiato alla straordinaria vocalità furiosa di Chester Bennington. Il risultato è un suono che rimanda alle saghe gotiche buie e nebbiose.
Il testo evoca l'apocalisse, ed in uno scenario di devastazione, il genere umano, con le spalle al muro, impreca, chiede aiuto a Dio stesso, e menzionando dei peccati da lui commessi (the sins of our hands, the sins of our tongues, the sins of our fathers, the sins of our young) cerca forse un modo per redimersi anche se è troppo tardi. Le chitarre in background urlano e si fanno spazio tra strofe che richiamano la nenia dei canti di preghiera.

Ma come un fulmine a ciel sereno, le nuvole cominciano a diradarsi e la tempesta cessa nel finale del pezzo. Comincia a spiovere ma si continuano a vedere i segni lasciati dalla tempesta.Il risveglio dall'incubo.
Il video, girato da Joe Hahn, conferisce ancor più un senso di claustrofobia e riesce a far delineare meglio l'idea di cupezza a cui rimandano le note del brano il quale trova il punto di sua massima apertura nella parte finale in cui si abbandonano le sonorità electro per dar spazio alla vera natura musicale della band, quella rock ovviamente.

Una curiosità : il brano farà parte della colonna sonora del videogioco della Electronic Arts, Medal of Honor.