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venerdì, aprile 30, 2021

I Gruppi e gli artisti rock più "odiati" di sempre? risponde un sofisticato algoritmo.

 

Devo ammettere che quando ho letto i risultati di questa ricerca, condotta dal team di BESTLIFE, sono rimasto alquanto sbalordito nel leggere i risultati, quasi incredulo; eppure come vedremo poi la sua attendibilità e l'algoritmo che ha calcolato questa "strana" classifica non ha lasciato nulla al caso.

Ebbene sì, nonostante molte di queste band hanno raggiunto un successo planetario e una carriera degna di nota, pubblico e critica li hanno spesso additati e criticati al punto di risultare molto "odiati". Ma veniamo alla classifica e poi vediamo come è stata condotta la ricerca:

  1. Nickelback
  2. Limp Bizkit
  3. Creed
  4. U2
  5. Mumford & Sons
  6. Bob Dylan
  7. Phish
  8. Radiohead
  9. KISS
  10. Dave Matthews Band
  11. Coldplay
  12. Green Day
  13. The Doors
  14. Metallica
  15. Korn
  16. Oasis
  17. Pearl Jam
  18. Rush
  19. Nirvana
  20. Spin Doctors
  21. Linkin Park

 Una classifica impietosa e che non fa sconti a nessuno, e anche se in alcuni casi si capisce come mai una band si trova in quella posizione, per altre la sorpresa è tanta, ma analizzando i criteri di ricerca che vi descriverò non è difficile capire che in alcune situazioni, nonostante il valore degli artisti, si può "scivolare" in facili critiche. 

Per trovare i 21 artisti della classifica la rivista americana online BESTLIFE ha condotto un'approfondita ricerca su Forum, parole chiave, commenti social, articoli e qualsiasi traccia on line che trattasse di questo argomento; successivamente ha deciso di utilizzare 5 valori di riferimento per stilare la classifica. 

Per prima cosa è stata analizzata la classifica delle 20 peggiori band stilata da LA Weekly, poi la lista dei 123 peggiori musicisti stilata da Vice, non contenti hanno poi preso la classifica delle 21 band più odiate creata da Ultimate Guitar e infine hanno attinto dal portale Ranker e in particolare in due sondaggi: quello delle 102 band più sopravvalutate e quello delle 421 peggiori rock band. Assegnando poi un punteggio ad ogni riferimento e dandolo in pasto ad un algoritmo che analzasse il tutto, si è arrivati a questo impietoso risultato.

 Sono proprio i Nickelback a vincere, si fa per dire, questa classifica e in questo caso la sorpesa è pari a zero: è ormai noto che nel mondo del rock la formazione di Chad Kroeger non ha mai appassionato e le critiche sono all'ordine del giorno. Ma senza stare ad analizzare le singole posizioni, per quelle lascio i giudizi e commenti a voi, vi dico quali, secondo i miei gusti personali, non dovrebbero essere presenti nell'elenco.

Mi fa male vedere la Dave Matthews band al decimo posto anche se da un certo punto di vista lo posso comprendere; la formazione è formata da ottimi musicisti, alcuni anche eccellenti come Carter Beuford alla batteria (uno dei miei idoli), ma è indubbio che la loro musica risulti un po' di nicchia, la voce di Dave Matthews o la ami o la odi e in alcuni casi non si possono veramente definire rock band.

Sorpende forse di più la presenza dei Pearl Jam al diciassettesimo posto perchè a mio modo di vedere rappresentano a pieno il prototipo di rock band: la figura carismatica di Eddie Vedder, una buona preparazione musicale e pezzi che hanno fatto la storia....ma chi sono io per dubitare della scienza?

Per molti casi però ogni artista presente in classifica ha dei punti deboli che li hanno fortemente penalizzati: Gli Oasis, amati alla follia dai loro fan, ma odiati per l'antipatia dei fratelli Gallagher, I Doors forse penalizzati dalla figura quasi divina di Jim Morrison, I Rush forse più appartnenenti al mondo PROG che ha molti fan ma anche molti detrattori, Infine i Coldplay che raccolgono un pubblico molto ampio ma vengono spesso messi sulla graticola dai cultori più critici.

Concludendo, ho già affrontato in un altro post quanto le classifiche alla fine lasciano il tempo che trovano, detto questo è indubbio che i "colleghi" di Bestlife abbiano condotto una ricerca molto approfondita e dettagliata e forse alla fine non si può far altro che accettare il risultato.... ma voi amanti del rock, quale band odiate di più?

IL DOGUI


venerdì, novembre 20, 2020

I FIGLI D'ARTE NEL ROCK


Vivere nella lussuria e nei privilegi può offrire molte opportunità, da una vita sfrenata e piena di lusso alla facilità di diventare ciò che si desidera. Essere figli d’arte, spesso, ha i suoi lati negativi, soprattutto se si decide di intraprendere la carriera del proprio genitore famoso. Altre volte, invece, i giovani appaiono più razionali, meno eccentrici e scelgono di proposito di tenersi ben lontano dal mondo della celebrità e da tutto ciò che esso comporta. Tuttavia, il lavoro e la dedizione sono comunque fattori importanti per il successo. «Se nasci in mezzo alla musica e l’ami, ti appartiene. Che tu abbia successo o no» ha detto Otis Redding III, figlio della celebre voce soul. 

Sono cresciuti all’ombra dei miti rock e pop, non si fanno condizionare, però la fama dei padri li schiaccia. Nessuno riesce a essere altrettanto grande. Solo Jeff Buckley ha superato papà Tim, tragica voce folk. Poi, a 31 anni, è annegato nel Mississippi. La storia dei padri e figli del rock è lunga e ha esempi illustri: Jakob Dylan, che assomiglia a Bob com’era trent’anni fa, ha cancellato il suo nome entrando nei Wallflowers. Anche lui, come il papà, compone, canta e suona la chitarra. Ha scelto l’«invisibilità» Zack Starkey, che suona la batteria con Who e Oasis ed è pure salito su un palco con l’augusto genitore, Ringo Starr. Julian Lennon, il 43enne figlio di John e della sua prima moglie Cynthia, dopo una discreta carriera negli anni ’80 ora vuole ripubblicare i suoi vecchi album. Anche il fratellastro Sean (la mamma è Yoko Ono) voleva fare il musicista. Ha inciso due album negli anni ’90.

Altri figli del rock… 
Il leader dei Green Day sposa nel 1994 Adrienne Nesser e l’anno seguente nasce Joseph Marciano “Joey” Armstrong attualmente batterista dei SWMRS. Anche il secondo figlio, Jakob Danger Armstrong nato nel 1998, è un musicista membro dei Mt. Eddy. 

Jason Bonham (15 luglio 1966). A soli 5 anni si può vedere nel film “The Song Remains The Same” sotto gli occhi dell’orgoglioso papà John. Nel 1984 fa parte degli Airrace, nel 1987 dei Virginia Wolf e quindi nel 1988 suona nell’album ‘Outrider’ di Jimmy Page. Quindi due album come Bonham (1989-1992), collaborazione con Paul Rodgers, la nuova formazione chiamata Motherland ed in seguito altri due dischi questa volta come Jason Bonham Band. Inutile elencare le tantissime altre joint venture di Jason che vanno dai Foreigner agli UFO, da Slash alla reunion dei Led Zeppelin. Jason è un batterista affermato, turnista di fama internazionale che ha assistito i Led Zeppelin dietro le pelli nella loro ultima, magnifica Reunion, il Celebration Day del 2007. 

In ambito “metal” si inserisce Lauren Harris (6 luglio 1984), figlia di Steve Harris, bassista degli Iron Maiden. Nella sua band c’è il chitarrista Rick Baum (Deepset) che vanta una collaborazione con Nicko McBrain nei McBrain Damage. Disco di debutto datato 2008 e tour di supporto per i padrini Maiden nel 2007 in giro per il mondo. 

Ora è il turno della londinese Kelly Michelle Lee Osbourne (27 ottobre 1984) figlia del leggendario Ozzy. Kelly sale agli onori della cronaca nel 2002 con la serie di MTV dedicata alla sua allegra famigliola (“The Osbournes”), composta anche dal fratello Jack e dalla sorella Aimee. Ha pubblicato tre album agli inizi del terzo millennio, Shut Up e Changes, nel 2002 e, successivamente Sleeping In The Nothing, nel 2005. Si tratta di dischi in pieno stile Pop Rock, pur traendo chiara ispirazione dal Punk. 

ROBERT TRUJILLO, il navigato bassista californiano (Suicidal Tendencies/Metallica) ha due figli avuti dal matrimonio con Chloé: Tye e Lulah. Il ragazzo (classe ’05), già membro di una band chiamata The Helmets, a soli dodici anni viene reclutato dai Korn per sostituire in tour (sette date sudamericane nella primavera del 2017) il bassista Reginald “Fieldy” Arvizu: FENOMENO! 

Dall'Italia... 
Lenny Ligabue, figlio del famoso Luciano, ha scelto di seguire le orme del padre e anche lui lavora nel mondo della musica. Sui social, Lenny è molto seguito e quello che subito si percepisce è la propensione al black and white che caratterizza la maggior parte delle sue foto in cui mostra la sua grande passione per la musica. In particolar modo Lenny ha una vera e propria predilezione per l'heavy metal. Infine, ha collaborato con il padre suonando la batteria per la canzone dell’ultimo album “La cattiva compagnia”. 
LA SCOMMESSA 
Eli Hewson, all’anagrafe Elijah Bob Patricius Guggi Q Hewson, è il terzo figlio di Bono (U2)ed Alison Stewart (dopo Jordan, imprenditrice, e Memphis Eve, nota attrice), ed è nato il 18 agosto 1999. Da piccolo ha sofferto d’asma, e per questo ha dato il nome della sua band ad un oggetto legato a questo: inhaler, infatti, vuol dire inalatore. La band di cui è il frontman fa musica rock s’ispira alla new wave dei Joy Division. Ascoltate su Spotify “My honest face”: FIGLIO D'ARTE!

venerdì, luglio 24, 2020

Booklet & Cover disco





(da in alto a sinistra: 1984, Van Halen -1983; The Dark Side of the Moon, Pink Floyd -1973; Houses of the Holy, Led Zeppelin – 1973; Axis: Bold As Love, The Jimi Hendrix Experience -1967: Strange Days, The Doors -1967; Born in the USA, Bruce Springsteen -1984; Abbey Road, The Beatles – 1969; The Velvet Underground & Nico, Velvet Underground -1967).



Abbiamo dischi il cui artwork è frutto di una collaborazione diretta con l’artista, che interviene attivamente nel definire l’identità (se non altro visiva) dell’oggetto-disco. L’idea che in un dato periodo storico (sommariamente, tra gli anni 60 e l’inizio dei 90) estetiche, percorsi, e immaginari di rottura furono veicolati da prodotti di largo consumo in grado di raggiungere un pubblico che altrimenti difficilmente li avrebbe intercettati, contribuendo a un generale “risveglio di massa” nelle coscienze dei giovani figli del boom.

Agli inizi anni ’90, ricordo gli acquisti dei primi CD (Compact Disk) musicali; il nuovo formato audio con qualità sonora migliore e la grande capacità di immagazzinamento del supporto ottico rispetto alle mitiche cassette. Inoltre, i CD permettevano di poter dare maggiore rilevanza a tutto il progetto artistico attraverso il cofanetto che conteneva le cover, con il formato più visibili, le grafiche ed i vari contenuti espressi nell'opuscolo che pagina dopo pagina descriveva il testo delle canzoni e la rappresentazione visiva dell’artista: la giusta via di mezzo tra il vinile e le già citate cassette.

In un negozio di musica la scelta avveniva tra i vari scaffali scrutando e curiosando alla ricerca della “sorpresa” qualcosa che attirasse per l’originalità dell’immagine; dal titolo o dalla grafica utilizzata etc..In definitiva che stuzzicasse l’appetito all'acquisto: dal desiderio di immergersi nel mondo, anticipato dalla copertina prima, e poi contenuto nel librettino.

Alcuni booklet non sono solo testi e parole delle canzoni ma scrigni di pensieri, dediche e immagini che rappresentano e valorizzano quanto poi è inciso con le note musicali. La storia ha sancito che non sempre l’importanza o la popolarità degli album sia dovuto “solo” alla musica ma si evince come il prodotto artistico sia tout court di parole, musica e IMMAGINE: molte considerate vere e proprie opere d’arte. Di contro, ci sono dischi la cui qualità in senso musicale è altamente discutibile ma che nonostante questo rappresentano dei tasselli importanti nella storia della musica , solo grazie alla loro copertina.

La copertina di un disco in molti di casi condensa l’indefinita serie di attività che portano al disco o di cui lo stesso rappresenta un punto di snodo. Dagli anni Settanta, gli artisti incominciano a intendere la loro pratica non più in funzione del prodotto finale (l’oggetto/opera da esporre in un museo e/o vendere in una galleria) ma come processo – un termine che diventa parola chiave – un fenomeno che la critica d’arte americana Lucy Lippard nel 1973 definisce “dematerialization of the art obejct”. In questo modo, tutta una serie di pratiche prima considerate “collaterali” diventano elementi fondamentali della pratica artistica, per esempio il lavoro dell’artista in studio così come la produzione di libretti, poster, cartoline e dischi per l’appunto.

Vi suggerisco un grosso volume uscito nel 2017 per Taschen (450 pagine in formato quadrato 29×29 cm) dal titolo di per sé rivelatore: Art Record Covers raccoglie 500 copertine di dischi “d’artista”, vale a dire copertine firmate da artisti visivi – anche molto noti – dagli anni ’50 fino ai giorni nostri. Libro che mette in fila i contributi all’industria discografica di nomi quali Salvador Dalì, Jean-Michel Basquiat, Damien Hirst, Andy Warhol (suo il John Lennon in sovraccoperta) e decine e decine d’altri.

Oggi ci troviamo nella generazione dei booklet digitali. Un file in formato PDF ottenibile con l'acquisto di un album musicale su un negozio di musica digitale. Si tratta di un file formato da diverse pagine contenente foto, testi, crediti e tutto ciò che solitamente è contenuto e rintracciabile nei libretti venduti all'interno degli album musicali nella loro versione standard, acquistabile nei negozi di dischi.

Il primo esempio di booklet digitale è stato reso disponibile il 23 novembre 2004 in occasione della pubblicazione dell'album How to Dismantle an Atomic Bomb degli U2 sulla piattaforma digitale della Apple iTunes Store, la più diffusa al mondo.

Viva l'Arte!

venerdì, febbraio 02, 2018

La colonna del Falko: Simple Minds – The Breakfast Club (1985)

 Risultati immagini per Breakfast Club simple minds

Il film The Breakfast Club si apriva con alcune parole tratte dal testo di Changes di David Bowie: “And the children that you spit on/ As they try to change their worlds/ Are immune to your consultations./ They are quite aware of what they’re going through”. “E questi bambini su cui sputi / Mentre cercano di cambiare il loro mondo / Sono immuni ai tuoi consigli / Sanno bene ciò che sta loro accadendo.” 

La colonna sonora di questa pellicola contiene un titolo famosissimo dei SIMPLE MINDS, gruppo anni ’80 tra i più famosi di quei tempi insieme a U2, SPANDAU BALLET…

La band scozzese nel 1985 accettò di cantare Don’t You Forget About Me dopo che Annie Lennox, i Fixx, Bryan Ferry e Billy Idol avevano rifiutato. In realtà i Simple Minds avevano gentilmente declinato l’invito ma la loro casa discografica insistette e anche Chrissie Hynde, all’epoca moglie del frontman Jim Kerr, caldeggiò l’operazione.

I ragazzi accettarono, ma non di buon grado. 

Il pezzo spaccò; dall’Europa agli Stati Uniti al Sud Africa faceva bella mostra di sé nelle classifiche di vendita non andando mai sotto la 10a posizione. Un grandissimo successo che la band non digerì mai del tutto. Infatti ci vollero parecchi anni prima che una versione di Don’t You apparisse in un loro album, cosa che accadde soltanto nel best Glittering Prize del 1992.

Don’t You su YouTube? Ad oggi, 67.881.719 volte.


Il film descrive abbastanza fedelmente i sogni e le paure dei teen-ager della generazione X.

sabato, gennaio 13, 2018

Identità Musicale: Larry Mullen Jr. - U2


Riuscireste a riconoscere un brano solo ascoltando la batteria? Probabilmente qualcuno che suona lo strumento o un musicista dall'orecchio allenato probabilmente si.
Se invece il brano in questione fosse "Sunday Bloody Sunday" degli U2, beh, sfido chiunque di voi a non riconoscerlo solo dal groove iniziale. E' sostanzialmente questo il motivo per cui inserisco Larry Mullen Jr. a pieno titolo tra i musicisti che hanno una vera identità musicale. Bistrattato molte volte dagli "addetti ai lavori"a causa della sua poca tecnica sullo strumento, Larry rimarrà per tutti un batterista che ha saputo inventare qualcosa di nuovo, molto spesso facile da eseguire, ma non altrettanto facile da concepire.

Laurence "Larry" Joseph Mullen Jr. nasce il 31 Ottobre 1961 ad Artane, quartiere a nord di Dublino. Su indicazione dei genitori comincia a 8 anni a suonare il pianoforte ma si dimostra da subito molto svogliato, così all'età di 9 anni comincia a prendere lezioni di batteria ma il suo maestro si accorge subito che Larry è un bambino abbastanza indifferente agli insegnamenti ma, al contrario, nutre una tremenda voglia di avere uno stile tutto suo ed originale.
In ogni caso la sua formazione ritmica viene molto influenzata dalla partecipazione di Larry in diverse bande come suonatore di tamburo, storica la "Artane Boys Band" di Dublino, e questo stile "marziale" sarà di fatto il suo marchio di fabbrica per tutta la sua carriera.

L'incontro con gli attuali componenti degli U2 avvenne a seguito di un volantino che Larry affisse nella sua scuola e dove cercava componenti per formare una rock band. Pochi giorni dopo l'affissione si ritrovarono a suonare nella cucina di Larry Paul Hewson (Bono), Adam Clayton, Dave Evans (the Edge) e suo fratello Dick.

Nel 1980 con la pubblicazione dell'album "Boy" gli U2 cominciarono la loro lunghissima carriera che li porterà ad essere una delle band più iconiche del panorama Rock mondiale. E sicuramente in questo successo il ruolo di Larry è da protagonista. Un batterista che ha saputo sempre mettersi al servizio del brano, senza mai strafare, senza infarcirlo di assoli fine a se stessi, ma la contrario inventando grooves che esaltassero la melodia e il testo di ogni canzone.

Fu uno dei primi ad introdurre nel proprio drum kit un timpano aggiuntivo a sinistra che, a suo dire, lo facilitava nel creare il suono che aveva in testa senza una particolare tecnica del pedale della cassa dove era abbastanza carente. Con questa aggiunta creò dei ritmi passati alla storia come per esempio l'intro di "PRIDE (In the name of Love) o "Where the Streets Have No Name".
Inoltre una delle caratteristiche degli U2 che gli ha permesso di passare indenne 4 decenni di musica è senza dubbio la loro capacità di adattarsi ai suoni del momento.
Dagli anni '80 dominati da ritmi aggressivi con sedicesimi sul charleston, ai '90 dove la musica elettronica faceva da padrone e dove Larry ha saputo introdurre sonorità nuove e del tutto funzionali a quelle melodie, per poi arrivare ai giorni nostri con un ritorno alle sonorità più acustiche e delicate.

Insomma se dovessi indicare uno dei batteristi, nella sua accezione più basica del termine e cioè "colui che tiene il tempo", più bravi della musica rock  uno dei candidati più papabili sarebbe di sicuro Larry Mullen Jr.

Un paio di curiosità: Larry ha sempre avuto una passione per due miti americani: Elvis Presley (lo si vede visitare la casa e la tomba di Presley nel video di "Rattle and Hum") e le moto Harley-Davidson. E' anche un fan svegatato della nazionale di calcio Irlandese.

IL DOGUI


venerdì, gennaio 05, 2018

La colonna del Falko: U2 – No Maps for These Territories (2001)





Bono ed Edge hanno contribuito alla colonna sonora del film documentarioNo Maps for These Territories, quasi un'autobiografia dell'autore di Neuromante.

E' stato lo stesso sito ufficiale del gruppo, U2.com, a riportare la notizia: Edge e Bono hanno contribuito, con brani scritti appositamente, alla colonna sonora di un film che in qualche modo tratta della vita di William Gibson, grande scrittore di romanzi di fantascienza, qualcuno di questi ha influenzato gli U2, in particolare nel periodo Zooropa.
Il film è stato diretto dall'ex direttore musicale britannico LA Neale, che ha lavorato ai video per gli U2 in passato e ha anche creato l'introduzione flash a U2.COM.

Prodotto con un budget minimo, 250 mila dollari, scritto e diretto da Mark Neale, il film sarebbe una sorta di road movie, un'autobiografia dell'autore padre del movimento cyberpunk, composto in gran parte da un monologo dello stesso Gibson ma con inserimenti di interviste e interventi: gli stessi Bono e Edge compaiono nel film leggendo brani dei libri di Gibson. Il film si intitola No Maps for These Territories ed è uscito nel 2001.

Il documentario è estremamente scorrevole e anche molto personale, in quanto consente di comprendere da vicino sia i processi mentali che i trigger psicologici interni di William Gibson, a volte viene spinto da una figura di guidatore invisibile con voce femminile, a volte comunica con figure esterne (nello specifico, Jack Womack e Bono).

martedì, aprile 12, 2011

Record mondiale per gli U2


Come era da tempo nell'aria è finalmente confermato, dopo il secondo concerto allo stadio Morumbi di San Paolo del Brasile, che il 360° Tour degli U2 passa alla storia come il live mondiale con i maggiori incassi di tutti i tempi nella musica dal vivo.
A darne notizia sulle pagine del suo sito è la bibbia musicale Billboard. Dopo le date brasiliane del Tour a San Paolo il 360° ha raggiunto i 558 milione di dollari incassati al botteghino. Con le prossime date la band irlandese si prepara a scalzare il Bigger Bang dei Rolling Stones che, nel Tour triennale dal 2005 al 2007, si era fermato a quota 554 milioni.
Quando il tour terminerà in Canada nel prossimo luglio, è in previsione che gli U2 raggiungeranno i 700 milioni di dollari e fra tre mesi la serie di date della band sarà stata vista da 7 milioni di persone in 30 nazioni del mondo.
Al secondo show di San Paolo gli U2 hanno eseguito i seguenti brani:

"Even better than the real thing",
"Out of control",
"Get on your boots"
"Magnificent"
"Mysterious ways"
"Elevation"
"Until the end of the world"
"I still haven't found what I'm looking for"
"Pride"
"North star"
"Beautiful day - Singing in the rain"
"Miss Sarajevo"
"Zooropa"
"City of blinding lights"
"Vertigo"
"I'll go crazy" (remix)
"Sunday bloody Sunday"
"Scarlet"
"Walk on - You'll never walk alone"
Bis:
"One"
"Amazing grace - Where the streets have no name"
"Ultraviolet"
"With or without you"
"Moment of surrender".

mercoledì, marzo 30, 2011

"Killing Bono"


Un omaggio allo star-system è la nuova commedia "Killing bono", in uscita il 1° Aprile. Il film racconta la storia di due fratelli che hanno costituito una band diventando amici e rivali musicali degli U2. Purtroppo a differenza di quest'ultimi non sono riusciti ad ottenere alcun successo. Il film è basato sulle memorie del giornalista musicale Neil McCormick che racconta:" Negli anni 1980 ho conosciuto molte band che hanno cercato di ottenere il successo ma sopraffatti dalla ricerca spasmodica della notorietà hanno commesso una miriade di errori. Anche io e la mia band abbiamo commesso molti errori" Il film ritrae quegli errori come rifiutare l'aiuto di Bono ed invece affidarsi in toto ad alcuni dirigenti musicali. Un altro errore rappresentato nel film mostra Neil che convince il fratello Ivan a non aderire agli U2 perché credeva che la propria band avrebbe avuto maggior successo.

E forse covando ancora rancore, Neil commenta così: "La differenza tra la nostra fama e quella degli U2 è stata solo del 10% e questo 10% è dipeso solo dalla loro fortuna." Membri degli U2 hanno visto il film ed hanno commentato posivitamente la pellicola. Come segno di supporto per il film, hanno donato un brano chiamato "Mission Street", che è stato registrato negli anni '80, quando la band era conosciuta come "The Hype". "Gli U2 permettendoci di utilizzare Mission Street ci hanno dato un'indicazione del loro sostegno per il film" ha affermato McCormick, che è ancora in contatto con il suo vecchio compagno di scuola Bono. Paying tribute to Rock ‘n’ Roll’s many could-have-been stars is new comedy “Killing Bono”. The movie tells the story of two brothers who started out as friends and musical rivals of U2, but who failed to achieve any success. Released on April 1, the film is based on music journalist Neil McCormick’s memoirs of the same name. He explains: “Back in the 1980s I counted all my chickens before they hatched and none of them actually hatched, I messed a lot of things up. We made a lot of mistakes and I was driven by the kind of ambition that leads to mistakes.” The movie depicts those mistakes as refusing Bono’s help and placing all of his faith in music executives. Another mistake depicted in the film shows Neil keeping his brother Ivan from joining U2 because he believed that their own band would go on to be bigger. Possibly still holding a grudge, Neil comments: “The difference between us and U2 was about 10 percent and that 10 percent was luck.” Members of U2 have seen the film and have said they enjoyed it. As a mark of support for the movie, they have donated a track called “Street Mission” which was recorded in the 80s when the band were known as ‘The Hype’. “U2 allowed us to use that (Street Mission) and it is an indication of their support for the film,” said McCormick, who is still in contact with his old school friend Bono. “They are very picky about where they allow their songs to go.”

venerdì, gennaio 07, 2011

I nuovi album del 2011


U2, Duran Duran, Foo Fighters. Ma anche Lady Gaga, Muse, Britney Spears, Duran Duran, Marilyn Manson, Mary J. Blige e Kiss: il 2011 sarà segnato da moltissime uscite discografiche.
Si parte con la star del momento, Lady Gaga. A febbraio torna invece una celeberrima band anni Ottanta, i Duran Duran. Simon Le Bon e soci hanno intitolato il cd 'All You Need Is Now', già disponibile (ma solo 9 brani su 12) in digitale dal 21 dicembre. Sempre a febbraio tornano i Kiss, che rientreranno in studio per cominciare la registrazione del successore di 'Sonic Boom'. «Se tutto va per il verso giusto – hanno dichiarato – faremo uscire il nuovo disco nel corso dell’anno nuovo». A inizio aprile tocca ai Foo Fighters, che saranno in concerto in Italia al Rock In Idrho a Milano (Fiera di Rho) il 15 giugno. Nuovo album anche per i Muse. La band di Matthew Bellamy inizierà a registrare la prossima primavera e il cd uscirà entro la fine del prossimo anno. Nonostante l’incidente alla schiena di Bono e il tour stratosferico che ha registrato vari sold out in giro per il mondo, gli U2 sono riusciti a trovare anche il tempo di registrare un nuovo cd. Lo storico manager Paul McGuinness ha detto in un’intervista all’Irish Times: «Mi aspetto un nuovo album degli U2 prima di quanto qualcuno pensi, direi all’inizio del 2011, prima della prossima tappa del tour americano che inizia in maggio». Il titolo è ancora provvisorio, potrebbe essere 'Songs of Ascent'. Ma è certo che la band ha già suonato tre brani inediti dal vivo e Bono ha preannunciato di avere pronte una trentina di canzoni. Uscirà l’8 marzo il nuovo album di Avril Lavigne. Molto romantico il titolo del nuovo lavoro dell’ex punkeggiante cantautrice canadese, 'Goodbye Lullaby'. Ma nel 2011 sono attesi anche i nuovi lavori della reginetta del Pop Britney Spears, della regina del soul Mary J. Blige, del reverendo Marilyn Manson e della spumeggiante Nelly Furtado. Il suo quinto album sarà in inglese, a differenza dell’ultimo lavoro, 'Mi Plan', con cui Nelly ha tentato di guadagnare un’altra fetta di mercato nell’America Latina.

martedì, dicembre 28, 2010

La chicca del giorno


Irlanda, dicembre 2010. Chissà se il capotreno oltre alla consueta frase "Signori, tutti in carrozza, il treno parte!" ha aggiunto anche:

"Signori, tutti in carrozza, il treno parte e se guardate nel posto affianco al vostro potete notare due sconosciuti signori che rispondono al nome di Bono e The Edge".

Proprio così, cantante e chitarrista del famoso gruppo U2, più abituati ai jet privati, alle limousine ed agli elicotteri, per una volta hanno dovuto accontentarsi di sedersi, anche se in prima classe, in uno scomodo seggiolino di un treno come qualsiasi altro passeggero.

Il tutto è accaduto sulla tratta da Corl a Dublino, diretto delle 14,20, perchè il volo dei due che proveniva dall' Australia è stato dirottato su Cork in quanto l'aeroporto della capitale era stato chiuso per neve.

Barry Kenny della Irish Rail ha riferito che Bono e The Edge dopo essersi comodamente seduti tra gli altri viaggiatori sono stati scambiati addirittura per due membri di una cover band degli U2....che occhio!!

venerdì, dicembre 17, 2010

Il Tour più ricco del 2010


Secondo la classifica stilata dalla rivista Billboard i Bon Jovi hanno registrato di maggiore successo live dell'anno con incassi di $ 146.5 m
Hanno incassato questa cifra enorme tra il 20 novembre 2009 e 28 Novembre 2010 con la vendita di 1.591.154 biglietti in 69 concerti nell'ambito del loro tour The Circle
Intervistato sull'argomento, il cantante Jon Bon Jovi ha detto che i fans hanno acquistato i biglietti " perché sono disposti a spendere i loro dollari usa e getta"

I Bon Jovi hanno registrato anche il più alto incasso live-act del 2008, avendo preso $ 210m con il loro Lost Highway tour.
E' la terza volta che la stessa band si trovi in cima alla classifica dei tour di Billboard per due volte in tre anni. Prima di loro è successo ai Grateful Dead che hanno realizzato l'impresa nel 1991 e il 1993 ed ai Rolling Stones nel 1998 e 1999. Jon Bon Jovi, 48 anni, si è detto 'molto orgoglioso' del successo della band ed inoltre ha aggiunto che la vittoria "Non significa nulla per il pubblico, ma nel settore è un grande risultato"

Il Circle Tour è cominciato in Nord America e dopo un'esibizione di 12 performances alla London's O2 Arena ha toccato paesi come il Giappone, l'Australia e la Nuova Zelanda.
Finirà in Portogallo il 31 luglio 20.

Al secondo posto della classifica si sono posizionati gli U2 che hanno incassato $ 131.5m per la seconda tappa del loro tour 360 Degree Tour, che ha attratto1.312.784 persone in 22 spettacoli.

Essi sono stati seguiti da AC / DC, al terzo posto con $ 122.6m , e Lady Gaga, al quarto posto con $ 116.2m.
I Black Eyed Peas, al momento top della classifiche britanniche con The Time (Dirty Bit), completano la top five con incassi per $ 81.6m.

venerdì, luglio 09, 2010

La settimana delle canzoni che hanno cambiato la storia - One


One è una canzone degli U2, uscita come singolo nel marzo 1992, estratto dall'album Achtung Baby pubblicato nel novembre 1991.

Un lungo dibattito accompagnò le diverse interpretazioni del termine One, che dà il titolo alla canzone. I tre videoclip che furono girati per promuovere il singolo apportano ciascuno un nuovo significato alla parola. Il primo, girato a Berlino da Anton Corbijn, vede Bono confessare a suo padre che è stato affetto dal virus HIV: One sarebbe dunque un figlio gay. La seconda versione propone un panorama di fiori rigogliosi e bufali, su cui campeggia un pioggia di carte con scritto sopra la parola One in diverse lingue. Da notare che la foto di copertina ritrae un'opera di David Wojnarowicz, noto pittore omosessuale statunitense, e che gli stessi bufali provengono da una sua opera. Il terzo video mostra Bono seduto in un bar, mentre beve birra e fuma un sigaro. Le angolazioni con cui fu ripreso, aggiunte alla luce soffusa, diedero adito alle critiche che videro nel video un'affinità con la pubblicità della Heineken.
La versione più ovvia vede nel testo semplicemente una difficile relazione amorosa: due persone che non riescono a mantenere stabile il rapporto per continui litigi e ferite reciproche. Un'intervista a The Edge su Q Magazine sembra avvalorare questa tesi: il chitarrista si sentiva spesso dire che la canzone veniva suonata ai matrimoni e rispondeva stupito:"ma avete ascoltato il testo? Non è quel genere di canzone". Alcune interpretazioni vedono in One l'unicità in senso spirituale, altri tendono ad associare il testo alla riunificazione tedesca, visto il periodo speso dalla band in Germania.
Ciò nonostante, l'interpretazione più popolare è la versione che considera il testo parlare in verità della vita passata assieme al padre da Bono, dopo che questi perse la madre all'età di quattordici anni.

mercoledì, marzo 17, 2010

La chicca del giorno




Ogni anno il 17 marzo gli occhi del mondo sono puntati sull'Irlanda vistosamente intinta nel suo colore per definizione, il verde, per celebrare il giorno di San Patrizio. Due gli ingredienti imprescindibili che garantiscono agli irlandesi una notte di divertimento:

Musica e Birra.

Facile accostare la birra alla famosa Stout conosciuta in tutto il mondo, la Guinness, ed è altrettanto facile accostare la musica agli U2, gruppo rock formatosi nel 1976 che vanta la vendita di 155 milioni di dischi ed il maggior numero di Grammy Awards ricevuti (22).
Il gruppo all'esordio era formato da Adam Clayton, David Howell Evans (The Edge), Dick Evans e Paul David Hewson (soprannominato Bono Vox) e prese il nome di Feedback, ma quando nel 1979 uscì dalla formazione Dick Evans presero il nome di U2, ispirato al celebre aereo-spia americano che fu abbattuto il 6 maggio 1960 durante una missione di spionaggio sull'Unione Sovietica.