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giovedì, novembre 02, 2023

"Now and Then" dei Beatles: La Canzone Inedita che Ha Affascinato i Fan

 



I Beatles sono senza dubbio una delle band più iconiche nella storia della musica pop e rock. Il loro catalogo musicale è costellato di brani indimenticabili che hanno catturato i cuori di milioni di fan in tutto il mondo. Ma c'è una canzone, in particolare, che è stata fonte di grande curiosità e discussione tra i beatlesiani: "Now and Then."

La Canzone Misteriosa

"Now and Then" è una canzone mai pubblicata dei Beatles. La sua storia è avvolta nel mistero e ha alimentato la speculazione tra i fan per molti anni. La canzone è stata registrata negli anni '90 ed è stata scritta principalmente da John Lennon, con il contributo di Paul McCartney. La registrazione originale è stata effettuata durante le sessioni dell'album "Anthology 1," una raccolta di materiale inedito dei Beatles.

La canzone è notevole per la sua atmosfera intima e malinconica. La voce di John Lennon è tenera e vulnerabile, mentre la melodia è dolce e coinvolgente. "Now and Then" cattura l'essenza delle ballate acustiche dei Beatles, con testi che riflettono su un amore perduto e i ricordi di un passato lontano.

La Speculazione dei Fan

La mancanza di una pubblicazione ufficiale di "Now and Then" ha portato i fan dei Beatles a chiedersi il motivo. Molte teorie sono emerse nel corso degli anni. Alcuni credono che la canzone sia stata scartata perché i Beatles non erano soddisfatti della registrazione o che non si adattava al sound dell'epoca in cui è stata registrata. Altri ritengono che ci siano state questioni legali o disaccordi tra i membri della band e gli eredi di Lennon e McCartney riguardo alla pubblicazione.

L'Attuale Stato della Canzone

Sebbene "Now and Then" non sia mai stata ufficialmente pubblicata, alcune versioni demo della canzone sono trapelate su Internet. Queste registrazioni non ufficiali hanno permesso ai fan di ascoltare un'anteprima di questa canzone tanto desiderata. La qualità del suono potrebbe non essere perfetta, ma ha comunque permesso ai fan di apprezzare il talento compositivo di Lennon e McCartney.

Il Fascino Duraturo dei Beatles

La storia di "Now and Then" è solo uno dei tanti esempi del fascino duraturo dei Beatles. Anche dopo decenni dalla loro separazione, la band continua a catturare l'immaginazione delle nuove generazioni di appassionati di musica. La loro musica è intramontabile e le storie dietro le canzoni, come "Now and Then," aggiungono un ulteriore strato di mistero e affetto.

"Now and Then" dei Beatles rimane una canzone misteriosa e inedita che affascina i fan. La sua storia, avvolta nel mistero, aggiunge un altro capitolo alla leggenda dei Beatles. Mentre la canzone potrebbe non essere stata pubblicata ufficialmente, il suo impatto sulla comunità dei fan dei Beatles è innegabile. La sua bellezza e il suo fascino persistono nel tempo, proprio come la musica dei Beatles stessi.








lunedì, gennaio 16, 2023

If these walls could sing : il nuovo documentario sugli Abbey Road Studios

 




Nessuno studio di registrazione ha assistito a scene così tumultuose come quelle di Abbey Road.
Ci sono stati litigi, crolli, sessioni alimentate dalla droga e la minaccia di trasformare l'edificio in un parcheggio.

In un nuovo documentario, giustamente intitolato If These Walls Could Sing, la star degli Oasis, Noel Gallagher, afferma che la band è stata cacciata dall'istituzione di 90 anni per essere troppo rumorosa.
Ed Elton John dice che "poteva sentire l'odore della paura" quando è entrato nel locale come giovane artista discografico.
Album classici come The Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd, The Bends dei Radiohead e la maggior parte dei dischi dei Beatles sono stati realizzati lì.

Sono stati i Fab Four del Merseyside a fare dello studio londinese la loro casa. Mentre la maggior parte dei musicisti erano limitati a sessioni di tre ore, i Beatles divennero così famosi che potevano rimanere nelle stanze senza finestre per tutto il tempo che volevano.

Ma ciò si rivelò rischioso, perché la band aveva bisogno di fuggire sul tetto dell'edificio a due piani per prendere aria fresca. John Lennon una volta andò lassù dopo aver assunto LSD e il resto della band si precipitò a farlo scendere, temendo che avrebbe tentato di volare via.

La figlia maggiore di Paul McCartney, Mary, 53 anni, nata appena otto giorni dopo l'ultima sessione dell'album della band in studio, con l'LP in seguito intitolato Abbey Road, ha diretto il nuovo documentario, che ha sollecitato molte emozioni sulla sua defunta madre Linda, morta di cancro all'età di 56 anni nel 1998.
Le immagini di Linda e Paul che si esibiscono con gli Wings si possono trovare sulle pareti rivestite in legno dello studio. 
Dice al The Sun: "È sempre emozionante camminare qui e ricordare i tempi passati. Ci sono ancora immagini degli Wings sulle pareti. Molte delle persone qui mi hanno tirato dentro e mi hanno detto quanto 'ricordiamo tua madre e quanto fosse inclusiva' e questo sicuramente mi ha fatto scendere una lacrima in diverse occasioni.
Dicevano: "Veniva in mensa e prendeva una tazza di tè con noi e faceva due chiacchiere'. La adoro".

Dall'esterno, l'edificio a St John's Wood, a nord-ovest di Londra, sembra una qualsiasi casa georgiana, lo scopo per cui è stato costruito nel 1831. Fu trasformato in studi di registrazione per la musica classica solo 100 anni dopo. Un'acquisizione da parte della EMI Records e l'arrivo del rock 'n' roll cambiarono la sua reputazione. Sir Cliff Richard and The Shadows furono i primi ad usarlo ripetutamente prima che i Beatles prendessero il sopravvento.
I loro album senza tempo Revolver, The White Album e Sgt Pepper's Lonely Hearts Club Band sono stati tutti realizzati lì. Sir Paul la definì una "casa lontano da casa", ma lo staff spesso non voleva lavorare con la band più famosa del pianeta a causa delle lunghe ore di registrazione.

Mary spiega: "Sono spazi chiusi senza finestre, potrebbe essere qualsiasi momento della giornata. Alcuni degli addetti agli studi con cui ho parlato hanno detto che non volevano partecipare ad una  registrazione dei Beatles perchè a volte finivano di comporre solo alle prime luci del mattino.
"Non sapevano mai se si sarebbe arrivati a qualcosa perché il gruppo stava sperimentando. Avevano un tempo di registrazione illimitato".
Il defunto produttore Sir George Martin una volta raccontò come i Beatles prendessero pillole di "pep" per andare avanti e fumassero cannabis sul tetto dell'edificio per rilassarsi.

Dalla fine del 1960 i fan iniziarono a fare pellegrinaggi verso questa terra promessa.

Sir Elton, un tempo musicista di sessione da 15 sterline a settimana, ricorda che mentre suonava il piano nel successo degli Hollies He Ain't Heavy, He's My Brother nel 1969, Paul McCartney entrò per cantare Hey Jude per loro.
"Probabilmente non ha idea di cosa abbia significato quel momento per me, ma spero che ora capisca", dice il cantante.

Un altro musicista di sessione di Abbey Road che è diventato una superstar è il chitarrista dei Led Zeppelin Jimmy Page.
Ricorda di aver registrato il tema di Bond Goldfinger con Shirley Bassey, che ha prodotto una versione così potente che "sembrava crollasse il pavimento. Era così drammatico !!!Era qualcosa che non dimenticheresti mai !!!".

Quando Mary nacque, i Beatles si sciolsero e le sessioni notturne finirono.Padre di cinque figli, Paul si assicurò di avere tempo per la sua famiglia in crescita tra una registrazione e l'altra con gli Wings.

Lavorare ad Abbey Road non era così armonioso per i Pink Floyd.
Il loro cantante originale Syd Barrett "perse le sue biglie" secondo il membro della band David Gilmour. Le droghe sono state in gran parte la causa della caduta di Barrett, che è morto all'età di 60 anni nel 2006, dopo aver lasciato l'industria musicale nel 1972.
Il bassista Roger Waters dice: "È andato così veloce e non è più tornato, è stato profondamente scioccante e lo è ancora".

Le mura di Abbey Road avrebbero sentito un sacco di fiammate degli Oasis.
Il cantante Liam Gallagher e il fratello chitarrista Noel non riescono nemmeno a mettersi d'accordo nel documentario sul fatto che una volta siano stati buttati fuori da Abbey Road o meno.
Hanno registrato due dei loro album numero più famosi, Dig Out Your Soul e Be Here Now, negli studi.
Noel afferma: "Eravamo un po' chiassosi, ci è stato chiesto di andarcene, cosa di cui eravamo abbastanza orgogliosi all'epoca. Gli Stones non sono mai stati cacciati da nessuna parte".
Liam, che descrive lo studio come una "chiesa", controbatte: "Ricordo che abbiamo fatto una festa una sera" ma che siamo stati espulsi "non è mai successo".

Avendo parlato con molti degli ingegneri del suono e dello staff, Mary ha avuto l'impressione che anche gli atti più folli, una volta accesi i microfoni e partito il nastro della registrazione, si placassero.
Dice: "Gli artisti hanno fatto festa ma non l'hanno portata in studio, c'era una professionalità nell'essere qui".

Chiunque sia stato ad Abbey Road saprà che è difficile guidare sulla strada fuori a causa dei turisti che ricreano la copertina dell'album dei Fab Four dove camminano sull'attraversamento zebrato.
Si scopre che alcuni automobilisti non hanno la pazienza di aspettare, anche quando Sir Paul esce.
Mary spiega con un sorriso: "Hai visto quel pezzo alla fine del documentario in cui quella macchina quasi lo investe sulle strisce pedonali? "Lo abbiamo filmato, poi mentre ce ne stavamo andando, si è avvicinato e questa macchina non si è fermata per lui".

If These Walls Could Sing uscirà su Disney+ il 6 gennaio.

lunedì, gennaio 09, 2023

I 200 più grandi cantanti di tutti i tempi

 


Il principale media statunitense Rolling Stone ha pubblicato una lista costellata di stelle di quelli che considera i 200 più grandi cantanti di tutti i tempi, e tra questi ovviamente sono presenti una serie di grandi del rock e del metal.

La lista, guidata dall'icona soul Aretha Franklin, include cantanti provenienti da pop, rock, metal, jazz, soul, r'n'b e altro ancora, con tutti, da Beyoncé a Glenn Danzig rappresentati (anche se quest'ultimo si è attestato solamente al numero 199).

Presentissimi alcuni dei più importanti frontman della musica rock: gli ex "alunni" dei Beatles John Lennon e Paul McCartney (con Lennon che appare ben 14 posti più in alto del suo compagno di band dei Beatles), la leggenda dei Led Zeppelin Robert Plant (solo al 63° posto) e l'eroe heavy metal Ronnie James Dio, che è quasi in fondo alla lista essendo al 165° posto. In effetti, la lista comprende pochi nomi per i fan dell'heavy metal, con Ozzy Osbourne, primo tra i suoi al 112° posto.

"Questa lista è stata compilata [dal] nostro staff e dai principali contributori, e comprende 100 anni di musica pop come una conversazione globale in corso", spiega Rolling Stone, "dove l'iconica cantante indiana Lata Mangeshkar si posiziona tra Amy Winehouse e Johnny Cash, e la regina della salsa Celia Cruz è lassù in classifica con Prince e Marvin Gaye".

Non tutti saranno d'accordo ma ecco dove i cantanti rock sono stati inseriti nella lista:

12 – John Lennon
14 – Freddie Mercury
26 – Paul McCartney
32 – David Bowie 
52 – Mick Jagger
63 – Robert Plant
80 – Chris Cornell
82 – Steve Perry
105 – Eddie Vedder
109 – Roger Daltrey
112 – Ozzy Osbourne 
129 – Rob Halford
134 – Axl Rose
165 – Ronnie James Dio
176 - Iggy Pop
181 - Bob Seger
199 - Glenn Danzig

venerdì, gennaio 29, 2021

Il produttore musicale



Per la storia della musica, una figura a dir poco strategica e fondamentale è stata e sempre sarà quella del PRODUTTORE DISCOGRAFICO. Questa professione ha permesso ad innumerevoli capolavori di prendere forma: come bozze di idee, demo fumose e scheletri di canzoni siano state trasformate in vere e proprie opere compiute.

Tra i principali protagonisti di epoche passate che hanno reso alcune band e canzoni immortali segnalo Harvey Philip Spector, nato il 26 dicembre del 1939 a New York è scomparso qualche giorno fa, il 16 gennaio 2021. Uno dei più influenti e rivoluzionari produttori discografici della storia della musica. Il suo approccio era a dir poco maniacale al limite dell’esasperazione: non si limitava solo a produrre l’album, ma ne seguiva scrupolosamente ogni piccolo passo. Riusciva ad immedesimarsi in ogni singolo lavoro che produceva, egli stesso era sia compositore che musicista e sapeva cogliere perfettamente tutte le esigenze di ogni artista che trattava.

Pioniere di alcuni gruppi femminili degli anni sessanta come The Crystals e The Ronettes, Spector ha collaborato con alcuni dei più grandi musicisti della scena mondiale. Tra l’altro è stato anche l’inventore del cosiddetto “Wall of Sound”: una speciale tecnica di registrazione che consisteva nell’aggiunta di strumenti tipici della musica orchestrale (archi, ottoni, timpani ecc.) alle classiche strumentazioni rock. Il risultato finale era quello di un suono unisono e di un effetto riverbero che avvolgeva l’ascoltatore in quello che lo stesso Spector definì “un approccio wagneriano al rock and roll”. In Inghilterra Spector produsse uno dei primi singoli di John Lennon da solista, Instant Karma!, e continuò la sua collaborazione con i Fab Four anche dopo lo scioglimento dei Beatles. Nel 1970, infatti, cooperò con George Harrison per l’album All Things Must Pass. Sempre nello stesso anno fu contattato da Eric Clapton per produrre un singolo del suo nuovo gruppo, Derek and the Dominos. Appena un anno più tardi Phil Spector lavorò di nuovo con Lennon ad uno dei suoi più grandi successi: Imagine.

Le collaborazioni con i Fab Four terminarono nel 1973 a causa di divergenze artistiche e problemi di carattere personale dovuti ai primi sintomi di follia di Spector. Nel 1977, infatti, mentre Phil lavorava all’album di Leonard Cohen “Death Of A Ladies Man”, andò in escandescenza e minacciò l’artista con una pistola.


Il suo carattere burrascoso, eccentrico ed ossessivo, alla fine, sfociò nell’omicidio di Lana Clarkson. Fu condannato a 19 anni di reclusione per omicidio di secondo grado. Da oltre dieci anni era in prigione dove morte all’età di 81 anni.

Nella musica possiamo avere due declinazioni, nella quale l'artista è indipendente nel processo creativo  e quella di produttore, generalmente quella di maggiore successo commerciale dove il musicista è un semplice interprete della visione sonora e delle idee del produttore.

Nel nostro amato mondo ROCK tra i protagonisti di categoria segnalo Butch Vig che è riuscito a rendere orecchiabile il rock alternativo chiamato “grunge” provocando l’enorme successo del genere agli inizi degli anni ’90 con i Nirvana e l’album “Nevermind”. Poi, ha proseguito con il progetto Garbage, una band alternative rock da lui fondata nel 1993, nella quale suonò come batterista. La sua carriera di produttore proseguì con gli Smashing Pumpkins fino ad arrivare ai Wasting Light e Sonic Highways dei Foo Fighters. 

Altra figura di “peso” è stata quella di Rick Rubin. Guru della produzione, fondatore della Def Jam Records, figura chiave nello sviluppo del suono hip-hop anni ’80, produttore storico di Beastie Boys, Slayer e Red Hot Chili Peppers. Molti degli album da lui prodotti, come Californication dei Red Hot Chili Peppers, presentano volumi molto alti che vanno spesso a discapito della qualità. Ciononostante, Rubin è stato più volte riconosciuto come una figura chiave nella storia della produzione discografica.

Profilo ancora più importante è stato George Martin, il quinto beatle, l’uomo che ha reso realtà i sogni di quattro ragazzi poco più che ventenni con una minima esperienza musicale e tante ambizioni. È in gran parte suo il merito del successo dei Beatles. Sue le orchestrazioni di I Am the Walrus, suo il lavoro di collage in Strawberry Fields Forever. La grandezza di George Martin è stata quella di essere complice dei Beatles nel processo di trasformazione del rock and roll da musica di intrattenimento ad arte. 

Concludo questa selezione di professionisti della musica con Robert John "Mutt" Lange che è stata la figura di riferimento per quanto riguarda i successi e del rock live.Tra le decine e decine di successi cito un disco in particolare che ha rappresentato una svolta importante per la musica rock commerciale, trattasi di Pyromania (1983) dei Def Leppard. Con il loro terzo album la band raggiunge dei livelli inimmaginabili.  Il look, il suono, il marketing, il coinvolgimento del pubblico femminile, non erano mai stati spinti così in alto da una rock band. Pyromania è la genesi di un mostro commerciale (1983-87) che sarà imitato da centinaia di band che esaspereranno l’approccio finendo spesso per diventare grottesche e ridicole. I Def Leppard raccontano come il processo compositivo fu molto lungo e travagliato. Il batterista Rick Allen ricorda Mutt: “ragazzi venite in studio con il vostro materiale ma non credeteci troppo perché lo cambieremo". Ci vollero 11 mesi e oltre 700.000 sterline (dell'epoca...) per completare un album che avrebbe potuto rovinare la Phonogram e i giovanissimi Leppard. Il risultato fu stupefacente, un album che superò i 10 milioni di copie vendute negli Usa. Pubblicato il 20 gennaio 1983 vide la band andare in tour negli Usa per 40 date come spalla a Billy Squier. Alla fine del tour i Leppard erano diventati il gruppo principale e le arene di medie dimensioni erano diventati stadi da oltre 50.000 posti. Sempre con Mutt, supereranno i 10 milioni di copie vendute anche con il seguente album "Hysteria" entrando così a far parte del club degli unici 5 gruppi al mondo ad avere raggiunto questo traguardo negli Usa.

Tra i diversi lavori che sottolineano lo spessore vi elenco i seguenti:

AC/DC – Highway to Hell, 1979

AC/DC – Back in Black, 1980

Foreigner – 4, 1981

Def Leppard – High 'N' Dry, 1981

AC/DC – For Those About to Rock We Salute You, 1981

Def Leppard – Hysteria, 1987

Bryan Adams – Waking Up the Neighbours, 1991

Def Leppard – Adrenalize (executive producer), 1992

Michael Bolton – The One Thing, 1993

Stevie Vann – Stevie Vann, 1995

Bryan Adams – 18 til I Die, 1996

Nickelback – Dark Horse, 2008

Maroon 5 – Hands All Over, 2010


venerdì, luglio 03, 2020

The Beatles: il Mistero si infittisce




I nostri storici lettori sicuramente ricorderanno i post Dreamkoma di qualche anno fa dove abbiamo analizzato con attenzione tutti i messaggi occulti che una delle band più famosa al mondo (forse la più famosa) inseriva nelle foto delle copertine delgi album, nei titoli e nei testi delle loro canzoni.
Stiamo logicamente parlando dei Beatles, i 4 ragazzotti di Liverpool inseriti a pieno titolo nella storia musicale mondiale.
Il gruppo dei Fab Four è sempre stato accompagnato da un alone di mistero, forse voluto, forse no, forse qualche strategia di marketing, comunque al loro obiettivo sono riusciti ad arrivare senza troppe difficoltà. I famosi misteri che hanno da sempre stuzzicato le curiosità dei fan vanno dalla presunta morte di Paul McCartney annunciata da un DJ ai messaggi satanici comprensibili solo ascoltando al contrario il brano, alle simbologie occulte presenti nelle copertine degli album "Abbey Road" e "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band".
Oggi vogliamo invece soffermarci sul mistero più duraturo per i Beatlemaniaci; più che mistero oserei quasi dire un gioco di illusionismo degno del miglior David Copperfield... era il 1962 quando Brain Epstain, manager della band, acquistò per 161£ (pari quasi a 4.600$ odierni) due splendide Gibson acustiche J-160E, una della prime chitarre elettroacustiche prodotte dalla Gibson Guitar Corporation, ottenuta inserendo un pick-up singolo, un controllo di tono ed uno di volume in una chitarra acustica, ottenendo così un prodotto ben apprezzato da musicisti del livello di Barry Gibb, Elvis Costello, Steve Marriott e...George Harrison e John Lennon.
La Gibson venne utilizzata per la prima volta da Lennon ad Abbey Road durante l'incisione di "Love Me Do" e "P.S. I Love You" ed anche se Lennon la utilizzò per un periodo relativamente breve compose molti altri successi da tutti noi conosciuti fino al 1963 quando la suonò insieme ad Harrison durante la registrazione di una puntata di "Thank You Luchy Star".
Sempre nel 1963 alla fine del leggendario concerto di Natale al Finsbury Park Astoria Theater di Londra, la chitarra venne rubata...venne smarrita...venne dimenticata...quello che accadde in realtà non si è mai scoperto e non si è mai saputo, l'unica cosa certa è che il tecnico di allora, un certo Mal Evans, non dormì sonni tranquilli, definì infatti l'episodio della sparizione uno dei momenti più bassi della sua carriera (e come biasimarlo), oltretutto Lennon giocò molto su questo episodio continando a dire al povero malcapitato che avrebbe definitivamente perso il suo lavoro se non avesse ritrovato il prezioso strumento.

Il mistero si infittì quando la sei corde 4 anni più tardi riapparve come per incanto in un negozio di chitarre a San Diego e nessuno ricordò come ci arrivò. Non sapendo la storia e soprattutto la provenienza dello strumento, venne rivenduta ad un ragazzo per 175$ che prima la strimpella e successivamente la rivende allo stesso prezzo ad un amico che casualmente, durante una lezione di chitarra, vede sulla copertina della rivista "Guitar Aficionado" una foto del figlio di Harrison che imbraccia che cosa? La J160-E del padre, copia identica della sua. McCaw, questo  il nome del ragazzo fortunato, nota che il numero di serie della Gibson in copertina è molto simile al numero di serie della sua, insospettito contatta l'autore di "Beatles Gear Andy Babiuk" che autentica la chitarra come quella di proprietà di Lennon.
Il ragazzo stupito rilasciò poi una dichiarazione dove affermò che per lui quella chitarra era troppo, non aveva più il coraggio di tenerla in casa.
La Gibson J160-E appartenuta seppur per breve tempo a John Lennon è stata battuta all'asta nel 2015 durante le audizioni di Julien's Live a Beverly Hills superando tutte le stime, è stata infatti venduta alla cifra record di 2,41 milioni di dollari ad un compratore anonimo.
Mistero risolto? Non direi...la mia domanda è: perchè McCaw l'ha ceduta a cuor leggero? Solo per una forma inaspettata di rispetto? Se avremo delle novità in merito vi faremo sapere.
Rock and Roll.

venerdì, aprile 24, 2020

The Beatles in concerto - 24 Giugno 1965



La facoltà umana che mi ha sempre colpito è sicuramente la fantasia. Saper immaginare vuol dire poter sentire delle emozioni senza averle vissute. Trovarsi immersi in un'epoca od in luogo che non esiste o che è già passato. Come fossimo seduti in una macchina del tempo.
Ed oggi, in un periodo di lockdown completo, la fantasia e l'immaginazione ci portano ad un concerto storico : The Beatles al Vigorelli di Milano il 24 Giugno 1965

Il tour del quartetto di Liverpool in Italia cominciò proprio da Milano e quindi quel concerto è rimasto nella storia come il primo in Italia della band.
In quegli anni si era soliti esibirsi un paio di volte al giorno e fu così anche in quella caldissima giornata di fine Giugno. I Beatles di esibirono al pomeriggio davanti a 7 o forse 8 mila persone e poi alla sera ci fu il sold out, con 20 mila posti occupati.

Abituati ai concerti dei giorni nostri, con scenografie da migliaia di euro e scalette lunghissime, forse saremmo rimasti delusi, i Beatles suonarono per circa 35 minuti e la scaletta fu veramente essenziale con sole 12 canzoni :  

1. Twist and shout
2. She’s a woman
3. I’m a loser
4. Can’t buy me love
5. Baby’s in black
6. I wanna be your man
7. A hard day’s night
8. Everybody’s trying to be my baby
9. Rock and roll music
10. I feel fine
11. Ticket to ride
12. Long tall Sally

Non troviamo Yesterday perché la versione definitiva fu incisa solo 10 giorni prima negli storici Abbey Road Studios.

Per noi i Beatles sono forse il gruppo più famoso al mondo, in grado di unire almeno 3 generazioni di rocker, ma all'epoca venivano visti come degli strani musicisti vestiti di nero che incitavano la folla a distruggere ed a mettere a soqquadro i palazzetti di tutta Europa e quindi i giornali dell'epoca, all'indomani del concerto, non furono generosi con i commenti, come si può leggere dall'articolo apparso su " La Stampa" del 25 Giugno 1965 : " Scene di fanatismo sotto un sole caldissimo. Nessuno è riuscito a sentire i Beatles fra il pubblico urlante del Vigorelli. La folla era quasi tutta composta da ragazzi sui quindici anni: secondo un sociologo americano l'ammiratore tipico è un giovane dall'intelligenza sottosviluppata - Molti vuoti nel Velodromo allo spettacolo pomeridiano, anche perché tanti genitori hanno tenuto a casa i loro figli. « Portateci da Ringo » supplicavano piangendo a dirotto due fanciulline sul prato del velodromo Vigorelli. La prima esibizione italiana dei Beatles era terminato da quarto d'ora e ancona gruppetti di ragazze  spettinate e con le vesti in disordine, s'abbracciavano singhiozzando disperatamente. Nel pomeriggio di oggi, sotto un sole che spaccava la testa, stretti tra migliaia di giovani che, arrampicati sulle sedie, strillavano a perdifiato, abbiamo avuto un'esperienza diretta del fanatismo al quale i quattro zazzeruti musicanti possono trascinare una folla anche se, e sia detto ad onore dei nostri ragazzi, non ci sono state le scene selvagge di vandalismo e. di distruzione avvenute a Parigi e in altre città. Ma lo spettacolo, e s'intende quello offerto dal pubblico, è stato ugualmente impressionante. Per trentacinque minuti, quanto è durata l'esibizione, un fragore assordante, disumano, ininterrotto, ha coperto le voci e gli strumenti del quartetto, nonostante le decine e decine di amplificatori sparsi dappertutto. Tutti hanno visto i Beatles, nessuno li ha uditi. Può essere utile ricordare, a questo proposito, il giudizio di un sociologo americano sulla ammiratrice tipica dei Beatles: « è una ragazza da 13 a 16 anni, di estrazione modesta, di razza bianca, di intelligenza inferiore alla media ». In mezzo a tanto fragore, i più composti nelle loro giacche attillate e con gli alti collettoni, erano proprio i Beatles."



Scritto by Spillo

mercoledì, maggio 23, 2018

Protezione Solare







Siamo pronti alla prima tintarella ?? Già vi vedo....dopo 2 ore di macchina, tra l'altro passate in coda, finalmente dall'autostrada vedi il mare....chiudi gli occhi e ti vedi già sdraiato sotto l'ombrellone sul lettino....giornale o libro sottobraccio e poi non manca più niente per godersi una giornata di tranquillo relax....sicuri ??? non manca proprio nulla ?? Ma certo che ci manca qualcosa....la musica da ascoltare con le cuffiette....da poter canticchiare in inglese maccheronico sottovoce senza farti sentire dal vicino....ma cosa ci ascoltiamo ????
Ci aiuta il nostro dottore preferito....Mr. Massimo Cotto che per una perfetta protezione solare ci consiglia :


  • Kings Of Leon - Find Me
  • Simple Minds - Alive and Kicking
  • Eddie Cochran - Summertime Blues
  • The Cure - Friday I'm in Love
  • AC/DC - Anything Goes
  • R.E.M. - Radio Free Europe
  • The Beatles - Across the Universe
  • The Del Fuegos - Night on the Town
  • T.REX - Children of Revolution
  • Richie Valens - La Bamba
Beh....non ci resta che sperare nelle previsioni del tempo per il prossimo weekend e poi.......SI PARTE !!!!

venerdì, marzo 02, 2018

Il significato delle CORNA nella musica rock.




La paternità del celebre gesto è contesa, dato che ne esistono due versioni: una con due dita alzate (indice e mignolo) e l’altra con tre (indice, mignolo e pollice). Quest’ultima, simbolo d’amore nel mondo hippie, venne introdotta dai Beatles nell’album Yellow Submarine del 1968 (fu John Lennon a essere ritratto mentre faceva le corna). 
Nello specifico, la posizione delle tre dita rimandava alla frase “I love you”, mentre la variante con indice e mignolo apparve un anno dopo, in un’immagine di Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls, contestatissimo disco dei Coven, band hard rock americana che la concepì come un’allusione demoniaca. 
A far diventare le corna un tratto distintivo dell’iconografia rock e metal fu però James Ronnie Dio, dei Black Sabbath, per inventarsi qualcosa di nuovo rispetto al segno V di vittoria con le dita e che si esibì nel noto gesto in un tour del 1980: a ispirarlo, disse, era stata la nonna italiana, che usava spesso “fare le corna” a fini scaramantici.
Da quel momento ha preso piede in tutto il popolo del rock/metal come segno di "riconoscimento" e quindi di amicizia in senso lato.I significati di "i love you" o altro sono stati attribuiti molto dopo in realtà.

I metallari americani le chiamano Devil's horn per cui suppongo che sia un qualche genere di riferimento satanico di cui si è dimenticata l'origine e adesso viene usato un pò dappertutto, anche da gruppi non proprio metal. 

E’ recente la notizia di Gene Simmons (bassista dei KISS) che ha versato 275 dollari all'ufficio americano dei brevetti per una richiesta di copyright sulle corna accompagnate da pollice aperto...no comment?!?

lunedì, febbraio 26, 2018

I 4 del New Jersey

Una produzione del Teatro Nuovo di Milano con la collaborazione del Theatrical Rights (NY); torna in Italia il pluripremiato musical campione di incassi a Broadway e nel West End di Londra: "Jersey Boys il Musical".
Un musical ispirato ai The Four Seasons, gruppo di italoamericani del New Jersey che hanno fatto la storia della musica.
Perchè gli anni '60 non vissero solo di Beatles ma anche dei brani dei The Four Seasons, conosciuti anche come Jersey Boys, interpretati addirittura da artisti di primo livello come Elvis Presley, Frank Sinatra, The Temptation, Diana Ross & The Supreme, i Muse, i Killers, Gloria Gaynor e molti altri.
Jersey Boys il Musical è un magnifico viaggio musicale tra i successi che hanno scalato le classifiche di tutto il mondo tra gli anni '50 e gli anni '70, ha debuttato a Broadway nell'agosto del 2005 ed ha vinto in quasi 11 anni di repliche tra New York, Londra e Las Vegas 54 premi tra cui il Laurence Olivier Awards (massimo riconoscimento europeo per i musical) ed i celebri Grammy Awards e Tony Awards. 
E' anche il titolo del film firmato da Clint Eastwood nel 2014, dove appunto si narra l'ascesa verso la notorietà di Frankie Valli, il chitarrista Tommy DeVito, il bassista Nick Massied il tastierista Bob Gaudio i quali hanno fondato una delle band di maggiore successo nella storia del pop rock. 
Si narra delle loro vicende artistiche e familiari, la folla, le angosce, la musica ed i trionfi segnati da un susseguirsi di alti e bassi ed anche dei loro rapporti con la mafia.
Nella versione italiana Frankie Valli è interpretato da Alex Mastromarino che grazie alla sua interpretazione ha conquistato il premio come "Migliore Attore Protagonista", Marco Stabile è DeVito, Flavio Gismondi nei panni di Gaudio e Claudio Zanelli nei panni di Massi. Regia del grande Claudio Insegno.

dal 02 al 04 marzo 2018 LAC (Lugano -Svizzera-)
dal 10 al 11 marzo 2018 Teatro Coccia (Novara)
12 marzo 2018 Nuovo Teatro Verdi (Montecatini PT)

venerdì, aprile 15, 2011

Beatles all'asta


A metà maggio si terrà un'importante asta al Saban Theatre di Beverly Hills durante la quale sarà venduto il testo originale della canzone "Lucy in the Sky with Diamonds", il celebre brano del 1967 cantato dai Beatles.

Il testo è stato scritto a mano su un foglio da John Lennon ed è affiancato da un disegno raffigurante quattro persone in una piccola stanza.

Quando la canzone nel 1967 uscì, all'interno dell'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, fu interpretata come un inno all' LSD, come ricordano le lettere iniziali delle tre parole che compongono il titolo. Ma Lennon respinse sempre questa ipotesi, affermando che l'ispirazione gli era giunta da un disegno in cui suo figlio Julian, a quel tempo bambino, aveva raffigurato una sua compagna di classe, andò dal padre e gli disse: "questa è Lucy in cielo con i diamanti".

Il foglio dovrebbe raggiungere una quotazione prossima ai 200,000 dollari e al di là delle polemiche il brano è stato uno dei più celebri nella storia della musica contemporanea, tanto che la rivista Rolling Stones lo ha inserito al primo posto nella sua lista dei 500 migliori di tutti i tempi.

mercoledì, aprile 13, 2011

Grazie Ringo!



Alexx Kipp è un ragazzo di 17 anni appassionato di percussioni sopravvissuto ad un tumore al cervello ed affetto dalla sindrome di Tourette (disordine neurologico con gravi tic motori), ha iniziato a suonare la batteria all'età di 8 anni e l'amore verso la musica lo ha aiutato ad affrontare i momenti più difficili della sua vita.



Circa un anno fa la famiglia Kipp si è messa in contatto con la Make-A-Wish Foundation, ente che cerca di esaudire richieste da parte di giovani con malattie potenzialmente mortali, esprimendo il desiderio del figlio: incontrare il suo idolo di sempre, il batterista dei Beatles Ringo Starr.



Alexx una mattina andò dal padre e gli disse: "Papà, ho fatto un sogno la notte scorsa, ho incontrato Ringo!" e come un miracolo dopo esattamente una settimana hanno ricevuto la chiamata da parte dell'ente che confermava alla famiglia Kipp il così atteso incontro: "Sembra che il tuo sogno si sia avverato!", esclama il padre ad Alexx.



Ed è così che il ragazzo ha ritrovato il sorriso, Alexx e Ringo si sono infatti trovati all' Hard Rock Cafè di Los Angeles dove prima l'ex Beatles gli ha regalato la batteria, e non importa se fosse proprio la sua o se invece fosse stata acquistata per l'occasione, e poi hanno suonato insieme "I am the walrus".



Ringo ha inoltre espresso la sua ammirazione per la Make-A-Wish Foundation "Queste sono cose grosse" ha detto, "Ti ridimensionano. Altro che il raffreddore del quale ti lamentavi!". Il batterista ha anche disegnato una T-shirt che sarà venduta presso tutti gli Hard Rock internazionali, ed il ricavato andrà al suo ente Lotus Foundation che supporta la Make-A-Wish.



venerdì, dicembre 03, 2010

la chicca del giorno - venerdi


Firmato l’accordo Apple Beatles, i quattro di Liverpool debuttano su iTunes
Al ritmo dei successi dei Beatles ha iniziato a muoversi anche iTunes Store! Il più grande negozio online del mondo.
Dall’inizio del 2000 si vociferava di questo accordo, più volte messo in dubbio da Yoko Ono Lennon.Con la frase apparsa il 15 novembre sul sito di iTunes: “Domani sarà un giorno indimenticabile“, è stata annunciata la tanto attesa novità Apple.
Finalmente dal 16 novembre 2010 la mela della Apple e quella dei Fab Four sono nello stesso cesto! Un segno del destino? Proprio la mela fu scelta come simbolo nel logo dei Fab Four nel 1968, quando Paul McCartney trasse ispirazione da un quadro di Magritte che aveva appena comprato.In realtà l’accordo è stato firmato dalla EMI, l’etichetta attuale del gruppo, con l’obiettivo di rendere disponibile l’intera produzione dei Beatles su iTune Store. Tredici album rimasterizzati, i due volumi della compilation “Past Masters” e le due collezioni “Red” e “Blue“.
Nel “pacchetto” acquistabile a 149 euro, anche dei piccoli documentari filmati e il film del primo concerto dei Beatles negli Stati Uniti. Per l’occasione iTunes ha curato in modo particolare la presentazione grafica del prodotto.
Paul McCartney, in un comunicato stampa, si dichiara entusiasta per questa nuova esperienza che gli farà rivivere l’emozione che provò quando le canzoni furono incise su vinile nella loro originaria versione. Sente che riceverà lo stesso amore dal suo pubblico del mondo digitale. Nello stesso comunicato stampa, Steve Jobs si dichiara onorato di accogliere il gruppo su iTunes, realizzando così il sogno iniziato dieci anni fa.