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sabato, luglio 07, 2018

L’importanza del turnista per un artista



Il turnista (anche detto session man) è un musicista assunto per suonare per un determinato progetto musicale oppure, su commissione, in appoggio ad un artista singolo o ad un gruppo musicale di cui non è membro stabile. Si tratta di artisti a cui è richiesto un alto grado di affidabilità e adattabilitá per quanto riguarda lo stile ed il repertorio.

Capita spesso che il singolo artista, trovandosi bene con un turnista, lo scelga per più progetti musicali o addirittura per tutta la carriera trasformandolo di fatto in un membro fisso del gruppo. 

Ed è in questi casi che, crescendo l’empatia e  l’esperienza con l’artista, il session man e il suo strumento diventano un elemento fondamentale e identificativo del solista stesso. 

Per fare un esempio abbiamo artisti come Bruce Springsteen accompagnato da anni dalla celebre E Street band, oppure Phil Collis che dall’inizio della sua carriera da single si è affidato al trio Leland Sklar al basso, Chester Thompson alla batteria e Daryl Stuermer alla chitarra solista; ma se guardiamo in casa nostra abbiamo un perfetto esempio con Vasco Rossi affiancato da anni da Maurizio Solieri e Steve Burns alle chitarre e Claudio Golinelli al basso.

Tutti questi musicisti hanno contribuito in modo significativo al successo dell’artista, ogni canzone, ogni album ed ogni live con altri componenti non sarebbe stato la stessa cosa, certo in alcuni casi l’incidenza è maggiore che in altri, ma in ogni caso rappresentano un tesoro prezioso per il solista.

A proposito di questo volevo parlarvi di un musicista e session man che fino a poco tempo fa ignoravo oscurato ai molti dal Mito che per tutta la sua carriera ha accompagnato. Il suo nome è Johnatan Moffet e per tutta la sua carriera artistica è stato il batterista ufficiale di Michael Jackson.

In realtà Moffett ha nella sua carriera collaborato saltuariamente anche con altri grandi artisti del calibro di Lionel Richie, Madonna, George Michael e anche dal 1998 al 2001 con Vasco Rossi; in ogni caso l’esperienza più duratura e importante, addirittura a partire dal 1979 con i Jackson five, l’ha avuta proprio con Michael. 

Anche se condividiamo lo stesso strumento, non ho scelto lui in quanto batterista ma perchè penso che sia un esempio lampante di come il suo modo di suonare sia stato una delle caratteristiche identificative della musica di Jackson. 

A supporto di questo vi consiglio di andare su youtube e cercarvi le sue performance registrate per un sito di batteristi chiamato DRUMEO, di cui io sono un attento e appassionato spettatore; in queste session Moffet suona i brani più famosi come Smooth Criminal, Beat it, Jam ecc. e lo fa con una precisione e dovizia che in un attimo ti catapulta all’interno del brano. In realtà quello che balza all’occhio non è una bravura o tecnica eccelsa, ma dalle prime battute riesci a capire quanto lui possa aver contribuito alla buona riuscita del pezzo, soprattutto in un artista dove la parte ritmica era fondamentale. Ed ecco che, addentrandosi nel tecnico, un banale 4/4 suonato con quel suono e con la sua tecnica ti riporta immediatamente a quando hai sentito per la prima volta quel brano distogliendo per un attimo l’attenzione alla vove di Michael e, nel caso di Beat it, al solo del grande Van halen. Insomma quando un musicista riesce a fare questo è sicuramente da lodare e da ammirare al di là di tutto. 

Sicuramente ce ne saranno altri identificativi e riconoscibili come lui...e non è detto che li analizzeró, se vi fa piacere, in qualche post futuro.

Ecco alcuni link per sentire Moffet:

IL DOGUI


sabato, giugno 30, 2018

Le regole di buona condotta di un pubblico non pagante


I locali che fanno musica dal vivo, dal punto di vista del musicista, non sono mai abbastanza...nella zona di Milano e hinterland, ci sono sedi storiche e inaccessibili ai molti....non solo per qualità musicali ma anche per ignote ragioni "politiche", e poi esistono tante piccole realtà che nonostante le numerose difficoltà (SIAE, volumi e vicinato, problemi logistici) vanno avanti con passione proponendo un calendario di band e di generi eterogeneo per la gioia di un pubblico che abbia voglia una sera di deliziare, molto spesso a poco prezzo o  gratis, i padiglioni auricolari con della sana MUSICA.

Ma visto che sono in prima persona coinvolto in questo mondo come musicista vorrei dare a voi pubblico qualche piccolo suggerimento, semiserio, di buona condotta che una persona dovrebbe adottare se assiste ad un concerto di questo tipo. Attenzione, nessuno vuole imporre niente..sia ben chiaro..però sappiate che il vostro comportamento sia in positivo che in negativo influenza la buona riuscita di una serata, anche la performance di ogni musicista:

1) Informati prima se il locale dove prevedi di andare quella sera avrà una band dal vivo e soprattutto che genere o che musica propone, se vuoi una serata romantica parlando sottovoce con la tua lei/lui o se non ti piace il genere proposto cambia locale.

2) La zona palco è sacra, prima del concerto è preferibile non salire mai o non avvicinarsi agli strumenti...se per caso prendi dentro un cavo o fai cadere una chitarra potresti provocare degli infarti fulminanti ai musicisti.

3) La performance di una band dal vivo non è la trasmissione radiofonica "Disco richiesta", tutti hanno già una scaletta definita....e al 90% non accontenteranno mai il tipo di turno che si avvicina e chiede un brano particolare..

4) Quando finiamo di suonare molto spesso ci chiedono di liberare il palco il prima possibile, e la maggior parte delle volte il percorso per arrivare alla macchina con gli strumenti, dopo lo smontaggio, ci obbliga a passare in mezzo a tavoli e sedie, non fate lo sguardo scocciato se inavvertitamente con una cassa da 10KG vi prendo dentro.....

5) non ti piace la musica o la band? fai comunque un applauso alla fine di ogni brano, a te non costa niente ma per i musicisti è una carica di stima, se poi proprio non li sopporti cambia locale.

6) ancora peggio della 5, ti piace la musica o la band che suona? fai un bell'applauso alla fine di ogni brano, la performance ne guadagnerà perchè i musicisti saranno ancora più carichi. Se c'è una cosa che odio è il pubblico che non fa un applauso per tutta la serata poi a fine performance si avvicina e dice "però, siete stati veramente bravi"...ma cavoli..fammelo sapere prima no...

7) non avvicinatevi durante il concerto a dire al primo musicista accessibile " le voci non si sentono, la chitarra è troppo alta di volume" a parte che è una cosa soggettiva e poi la maggior parte delle volte c'è un tecnico audio che si occupa dei suoni....vallo a dire a lui al massimo..ma non a chi suona che non ha i poteri per correggere la cosa.

8) In alcuni brani capita che ci siano delle introduzioni strumentali..magari di atmosfera o delicate...non approfittate di quel periodo di calma per sbraitare con gli amici al tavolo...quell'assolo fa già parte del brano in esecuzione...un po' di rispetto....

9) E' buona regola non sedersi mai davanti o vicino alla cassa acustica...se il locale è molto lungo dobbiamo assicurarci che il suono arrivi fino in fondo...e va da sè che il volume a 10 centimetri dalla cassa sarà a livello di sanguinamento delle orecchie.

10) Ricorda che la maggior parte delle volte veniamo pagati una miseria....siamo lì dalle quattro del pomeriggio a montare e finiremo alle 2 del mattino...certo ci guida la passione e non ci stancheremo mai di farlo....ma avere un pubblico partecipe e caloroso ci fa dimenticare tutti i sacrifici.

Quindi la prossima volta che andrai a vedere un live, ovviamente di non professionisti, ricorda questo decalogo...anche se rispetterai solo alcune norme ogni musicista te ne sarà riconoscente....

IL DOGUI



sabato, giugno 16, 2018

L'agghiacciante fenomeno YOUNG SIGNORINO


Quando approccio un genere musicale o un nuovo artista cerco sempre di valutarlo, secondo i miei parametri, in maniera imparziale....cercando di capire del perché sta facendo successo e perché piace alla gente. In alcuni casi ci sono delle qualità nell'ambito musicale a discapito del testo, in altre la scrittura è più efficace della capacità musicale....in ogni caso, alcune volte di più e in altre di meno, ho trovato quasi sempre una qualità che ne giustificasse il successo. Ecco tutto questo è stato spazzato via quando ho tentato di capire il "fenomeno" Young Signorino.

Diamo giusto prima due o tre numeri che ci aiutino nel capire meglio la questione: Questo ragazzino con un solo "brano" dal titolo "Mmh ha ha ha" ha totalizzato circa 17.000.000, si avete capito bene dicassettemilioni, di visualizzazioni su youtube e con altri due ha totalizzato circa 6 milioni di visualizzazioni ciascuno...per avere un ordine di grandezza è il doppio degli abitanti di New York.

Ora di fronte a questi numeri ci si deve per forza interrogare sul perché, e quindi per prima cosa sono andato ad ascoltare i brani per capire se c'era qualche qualità artistica.....zero assoluto; questo tipo non ha doti canore...non suona nessuno strumento...non scrive i testi perché testi non ce ne sono e quindi non c'è il minimo appiglio a cui aggrapparsi. Quindi bisogna per forza analizzare la cosa da un altro lato e cioè quello del fenomeno studiato a tavolino...e qui vengono i dolori.

Se io mi svegliassi la mattina e pensassi di lanciare un fenomeno levando la qualsivoglia caratteristica che un artista musicale deve avere mi prenderebbero tutti per scemo, sarebbe più credibile che mi candidassi come nuovo attaccante dell'inter, e chi conosce le mie "doti" calcistiche sa che è quanto di più fantasioso ci possa essere; e allora dove sta il problema...purtroppo il problema siamo noi.

Facendo una tara e togliendo 5.000.000 di visualizzazioni date dalla curiosità rimane comunque un grosso numero di utenti che segue questa persona e chi ha studiato la cosa a tavolino ha colto questo tipo di "disagio" e cioè che molti non sentono più il bisogno di ascoltare musica..ma usano un rumore come colonna sonora della giornata per svariate ragioni; e credetemi questa cosa è per me assurda.

Poi è chiaro che devi condire il tutto con altre chicche; nelle interviste lui sostiene di essere il figlio di Satana, e lo afferma convinto, la sua faccia tatuata è paragonabile a un foglio di appunti di un bambino delle elementari ecc. ecc. ma rimane comunque preoccupante che un prodotto del genere abbia successo.

Sono sicuro, o più che altro lo spero, che sia solo un fuoco di paglia e tra poco tempo non sentiremo più parlare di lui ma rimane in ogni caso un esperimento riuscito e di successo per chi l'ha pensato e uno schiaffo alla nostra cultura e intelligenza per chi l'ha subito. Mi va bene che ascoltiate di tutto, dal liscio al folk bavarese passando per il neo melodico napoletano....l'importante è che non perdiate mai di vista il fatto che per fare musica bisogna emettere delle note in sequenza, con regole ben precise...tutto il resto è niente.

IL DOGUI

sabato, giugno 09, 2018

Evergreen - il nuovo Album di Calcutta


Dopo l'album di esordio Mainstream, che gli ha permesso di farsi conoscere al grande pubblico, Edoardo D'Erme, in arte Calcutta, esce con il suo secondo progetto Evergreen e lo fa con il suo solito stile che lo contraddistingue....in punta di piedi.

Calcutta è sicuramente uno degli esponenti più interessanti della nuova ondata del genere Indie Rock: sonorità basiche, pochi strumenti registrati e testi "espliciti", termine riportato da Spotify per identificare una canzone con linguaggi volgari o scurrili; ecco se aprite il suo album su Spotify vicino ad ogni canzone c'è il termine "esplicita".

Ed è proprio la forma di scrittura che mi colpisce in lui; basta con le canzoni d'amore infarcite di frasi da "baci perugina" o da frasi per dire e non dire.....bisogna secondo me avvicinarsi di più a quella che è la realtà di tutti i giorni...a come si esprimono e vivono le storie d'amore i giovani di oggi.
E allora preferisco frasi come "Tutte le strade mi portano alle tue mutande" del brano "Orgasmo" perchè tanto alla fine gira e rigira si arriva sempre lì...allora perchè non essere diretti fin da subito..no?

10 brani in tutto nell'abum, in realtà nove perchè la traccia numero 6 intitolata Dateo è un brano di pochi secondi strumentale, che scorrono molto bene; diretti e facili da capire sia come suono che come testo...sono tutti brani che non hanno bisogno del continuo ascolto per arrivare sia in positivo che in negativo.

Questa la tracklist:

- Briciole
- Paracetamolo
- Pesto
- Kiwi
- Saliva
- Dateo
- Hubner
- Nuda Nudissima
- Rai
- Orgasmo

La prima cosa che viene in mente quando si leggono i titoli dei brani è "ma che cavolo di titoli sono?". E su questo tema c'è un divertente aneddoto raccontato da Calcutta in un'intervista radiofonica: di solito quando si registrano i brani in sala di registrazione, si attribuisce ad ogni traccia salvata sul computer un nome utile solo a ricordare al tecnico o all'artista il brano registrato...successivamente in post produzione e al momento dell'invio alla casa discografica quei nomi vengono modificati con il titolo definitivo. Ecco quest'ultimo passaggio, o per pigrizia o per disattenzione, non è stato fatto e quindi la casa discografica si è vista arrivare i nomi originali e poi non c'è stato più tempo di modificarli...il risultato è una serie di titoli assurdi e al tempo stesso originali che forse hanno contribuito a rendere più "personaggio" l'artista.

Un'altra cosa curiosa è la scelta delle location per la promozione del disco. Di solito gli artisti scelgono negozi di musica tipo "Feltrinelli" o altri per il lancio del disco; Calcutta invece in  questi giorni la promozione la sta facendo in tutta italia negli Autogrill delle autostrade; potrebbe capitare quindi che tra un Camogli e una Rustichella vi imbattiate in una sua performance live chitarra e voce, e questo non c'è che dire è una trovata geniale.

Concludendo è un album che vi consiglio, che magari non apprezzerete nella sua interezza ma che sicuramente vi colpirà per alcune sue caratteristiche originali, in ogni caso penso che a questa nuova corrente di artisti come Calcutta gli vada riconosciuto il giusto spazio in questo periodo di desolazione musicale.

IL DOGUI


sabato, maggio 05, 2018

Auto-Tune: doping musicale o nuova forma di espressione?

L'Auto-Tune è un software proprietario creato da Antares Tecnologies nel 1997 per la manipolazione dell'audio; in pratica permette di modificare l'intonazione e mascherare piccoli errori e imperfezioni della voce, anche se molto spesso negli ultimi tempi va di moda spacciarlo per creare effetti di distorsione della voce.

Infatti questo strumento è sulla "bocca" di tutti grazie, o per colpa, del largo utilizzo che ne fanno gli artisti della musica "Trap". In realtà come spesso accade questo nuovo sottogenere dell'hip hop ha delle origini che nascono dal disagio, dalla povertà e dalla droga; infatti le cosiddette "trap house" sono delle case abbandonate nei sobborghi americani che vengono usate per lo spaccio di droga. Quando però il populismo prende il sopravvento ecco che qualsiasi persona che voglia fare musica senza avere nessuna base tecnica spiattella delle frasi a caso, molto spesso ripetitive, con testi che di cupo e disagio non hanno proprio niente: soldi, belle donne, beni materiali sono il "leitmotiv" dei nuovi "artisti trap" contemporanei.

Il concerto del 1° Maggio dello scorso weekend è stata la vetrina ideale per "trappare" alla grande mandando a quel paese, tra una canzone e l'altra, qualsiasi politico e/o persona influente del nostro paese, con la benedizione della folla.

Tornando all'Auto-Tune, io lo trovo uno strumento utile laddove se ne faccia uso e non abuso. Mi è capitato spesso nelle sale di registrazione che si correggessero alcune note calanti o piccoli errori che evitano di registrare nuovamente la traccia e molto spesso fanno risparmiare un sacco di tempo. Ci può stare infatti che un qualsiasi cantante, benché bravo, prenda una nota non giusta al 100% o cali in un acuto difficoltoso; ecco in questi casi la correzione elettronica è un grosso aiuto.

Quando però l'Auto-Tune viene utilizzato per tutta la performance e soprattutto in situazioni live ecco che entriamo, secondo me, nel "doping" musicale. Qualsiasi aiuto deve essere usato in situazioni dove alla base c'è una tecnica vocale; non si deve utilizzare questo strumento come una via preferenziale per non studiare canto o per mascherare un talento che non c'è. Altrimenti si rischia che la musica diventi alla portata di tutti...senza sforzo e questo sarebbe un vero delitto.

Anche io, con la mia orchestra, ho partecipato ad un concerto del 1° Maggio in un quartiere di Milano; tra gli artisti in programmazione c'era anche Laura Fedele. Per chi non la conoscesse Laura è una cantante Jazz/blues abbastanza nota nel panorama musicale italiano. Tra le sue varie attività è stata anche docente di canto jazz al Conservatorio di Milano. Assistendo alla sua esibizione si rimane sbalorditi dalla sua tecnica vocale e dalla perfezione di intonazione che derivano da lunghi anni di studio, allenamento e sudore; credetemi che in questo caso se ci fosse stato sotto l'auto-tune non avrebbe avuto nessuna chance di intervenire in qualche correzione. E se vogliamo proprio dirla tutta laddove c'è una tecnica e talento del genere qualche difetto di intonazione non fa che rendere l'artista umano e ancora più emozionale.

Se trasferissimo il concetto su qualsiasi strumento voi apprezzereste un chitarrista che grazie ad un software non usasse la mano sinistra per fare accordi o note? un  batterista che non usasse i piedi perchè ha una base  elettronica che gli replica la cassa e il charleston? penso proprio di no. E se la risposta è si mi spiace per voi.

IL DOGUI


sabato, marzo 31, 2018

Musica Italiana: uno spiraglio di luce nel buio più nero.....o almeno spero

Lo ammetto, non mi piacciono x niente gli interpreti italiani che stanno impazzando negli ultimi tempi nelle classifiche: figli per la maggior parte di talent televisivi e assolutamente incapaci di camminare con le loro gambe senza una produzione dietro e una schiera di autori condannati all'anonimato che sfornano canzoni per loro.
Certo è che se la domanda di mercato è fatta perlopiù da un pubblico di fascia adolescenziale o giù di li il risultato che si ottiene è quello di ascoltare per esempio una canzone della "vecchia che balla" fino al suicidio...canzone che peraltro stanca già dopo le prime note di intro. Oltre a questi artisti "usa e getta" mi stanno molto deludendo anche i cosiddetti "Big" della canzone che ormai vengono "ascoltati" o si va al loro live quasi a scatola chiusa, indipendentemente dalla qualità del loro lavoro più recente.....ed ecco lanciare il nuovo singolo di Tizio o di Caio solo per la loro reputazione...appiattendo così la qualità musicale del nostro paese.

In questo scenario apocalittico da me disegnato riesco però ancora a trovare artisti che hanno la forza di portare avanti la loro identità, con la loro indipendenza, con la loro difficoltà di farsi notare ed ascoltare ma in ogni caso fedeli al loro credo musicale. Certo l'obbiettivo è comunque quello di diventare "Mainstream", e alcuni di loro lo stanno già diventando, ma nessuno ha detto che si può essere popolari senza essere musicisti e cantautori di talento...anzi la meritocrazia in ambito musicale dovrebbe essere l'unico metro di giudizio.

Di seguito vi segnalo qualche artista che secondo il mio parere sta onorando il cantautorato italiano che  per molti anni ci ha regalato meravigliosi artisti e che da un po' di tempo sembrava sopito.

CALCUTTA: Nome d'arte di Edoardo D'Erme, cantautore nato a Latina. Questo ragazzo di 29 anni ha cominciato a mettersi in luce con la pubblicazione dell'album "Mainstream" (titolo non a caso se pensiamo a quanto detto sopra) nel 2015. Dopo anni di gavetta in piccoli club del Lazio raggiunge la notorietà nazionale con il singolo Cosa mi manchi a fare, primo singolo estratto dall'album, e successivamente con Gaetano, Frosinone e Oroscopo. La sua scrittura è diretta, senza giri di parole con sonorità molto influenzate dall'indie rock ma che spaziano anche sul reggae e sul funky. Con gli ultimi singoli Orgasmo e Pesto sta ulteriormente confermando la sua bravura sperando che non si perda nello sporco mondo dello "Showbiz".

BRUNORI SAS: Dario Brunori, questo è il suo vero nome, non è certo un'artista di primo pelo. Ha già all'attivo quattro album che hanno avuto tantissimo successo di critica e nel tempo si è creato un gruppo nutrito si "seguaci" che lo seguono ormai da diversi anni. Con l'ultimo lavoro A Casa tutti Bene e il singolo di apertura La Verità, Brunori ha aumentato la sua visibilità e notorietà in maniera esponenziale portandolo anche a condurre un programma su RAI3 tutt'ora in onda. Le sue influenze attingono chiaramente a mostri sacri come Lucio Battisti,Rino Getano Dalla e De Gregori ma in ogni caso Brunori riesce ad avere una sua identità che lo rende molto credibile e riconoscibile.

CESARE CREMONINI: Artista che secondo me ha fatto un percorso al contrario, tutti ce lo ricordiamo andare in giro per i colli bolognesi con la sua Vespa, ma già in quelle canzoni estive e leggere si capiva che sotto sotto il talento c'era. Ed infatti con la maturità acquisita ha cominciato a scrivere canzoni veramente belle e mai banali. L'ultimo lavoro Possibili Scenari è molto piacevole all'ascolto e dimostra ancora una volta che se un'artista ha talento può avere successo mantenendo sempre la sua identità senza piegarsi alle Major e alle canzoncine di un'estate.

THE GIORNALISTI: Questa band ormai sulla bocca di tutti è il caso emblematico di come ci si possa piegare alla moda del momento solo per un po' di notorietà in più. Il loro album Completamente Sold out era di ottima fattura con canzoni che rimandavano al cantautorato semplice degli anni sessanta, poi il loro leader Tommaso Paradiso si è montato un po' la testa; ed ecco sfornare la hit della scorsa estate Riccione duettare "da solo on the night" con Elisa. Speriamo che l'ultimo album in uscita li riporti sulla retta via.

Eh voi se avete un artista italiano emergente che vale la pena di ascoltare...fatemelo sapere nei commenti.

ILDOGUI



sabato, marzo 17, 2018

Alternative Rock: Istruzioni per l'uso (o l'ascolto)


Continuiamo la rubrica che vi aiuta ad approcciare ad un genere mai sentito prima sperando, con assoluta umiltà, di allargare i vostri orizzonti musicali.

Oggi parliamo di un genere emerso negli anni ottanta e diventato poi molto famoso negli anni novanta: il Rock alternativo o per dirla "english" Altenative Rock. Per alternativo si definisce di solito un genere musicale che attinge al rock cosiddetto "mainstream" ma si esprime in maniera molto più forte con suoni distorti, testi trasgressivi e più in generale è una sorta di ribellione ai canoni del genere Rock.

Di solito i gruppi o gli artisti appartenenti a questa categoria hanno debuttato nella scena auto producendosi o affidando le loro sorti ad etichette indipendenti tipiche, agli inizi degli anni ottanta, della cultura punk che a quel tempo stava fiorendo. Alcuni di questi poi nel tempo sono anche diventati "mainstream", cito fra tutti i R.E.M. che nascono come band alternative per poi diventare una band di successo mondiale.

E' anche vero che il genere alternative non attinge solo ed esclusivamente alla musica rock ma può essere declinato benissimo con lo stesso concetto di base a tutti i generi musicali.

Ma non sono qui per tediarvi con la storia ma invece voglio raccontarvi cosa mi ha fatto ascoltare ed apprezzare di questo genere chi mi ha "inizializzato" all'alternative rock.
Il tutto nasce dal mio ingresso in una band che voleva portare sui palchi di Milano questo genere e dallo studio della scaletta che avrei dovuto poi suonare, e principalmente i gruppi appartengono ad un periodo abbastanza recente:


A Perfect Circle - 3 LIBRAS - Mer de Noms (2000)

3 libras è una delle mie canzoni preferite di questo gruppo statunitense che forse non è la vera icona dell'alternative ma di sicuro è un buon modo per iniziare con questo genere. Parte con sonorità molto dolci per poi aprirsi e finire con suoni distorti e voce "gridata". Ritmo bellissimo e mai banale...insomma un  gran bel pezzo.

Audioslave  - Show me how to live - Audioslave (2002)

Questo gruppo è stato in realtà un mash up di due storiche band: i Rage against the Machine più il compianto Chris Cornell, leader dei Soundgarden. Fecero in tutto tre album insieme prima di sciogliersi. La canzone che ho scelto, che fa parte del primo loro lavoro, è un po' identificativa del disagio che provava Chris prima della sua tragica scelta, Dimmi come vivere gridava al cielo e probabilmente nessuno gli ha dato risposta. Il suo timbro è perfetto per farti sentire tutta la sua ribellione e le sonorità "distorte" contribuiscono a trasmetterlo all'ascoltatore.

Incubus - Are you In?  - Morning View (2001)

Band californiana veramente di grande talento che spazia orizzontalmente su tanti generi musicali, sempre con ottimi risulati. In particolare questa canzone potrebbe essere ascoltata e apprezzata anche da cultori di funky blues e R&B, da sottolineare la linea di basso che mi ha entusiasmato fin dal primo ascolto.

Creed - Higher - Human Clay (1999)

Manco a dirlo anche questa band viene dallo stato a stelle e strisce. L'album in questione ha ottenuto 11 dischi di platino ed attualmente è al 54° posto dei 100 album più venduti negli stati uniti. La canzone è un classico esempio di alternative puro...da ascoltare con i finestrini abbassati sulla Route 66.

Stone Temple Pilots - Interstate Love Song - Purple (1994)

Forte influenza country per questa canzone della band di San Diego, nel 2006 questo album è stato inserito al 63° posto nella classifica 100 migliori album di chitarra di tutti i tempi della rivista guitar world

Muse - Uprising  - The Resistance (2009)

Finalmente una band fuori dai confini statunitensi, la band britannica è ormai diventata, a merito, molto mainstream ma comunque è riuscita a mantenere il sound alernativo ed elettronico legato a questo genere. E' praticamente impossibile non farsi travolgere dal ritmo incalzante di questo pezzo, e la voce di Mathew Bellamy è una delle più belle del panorama contemporaneo.

Allora forza createvi la vostra playlist con questi suggerimenti e buon divertimento.

IL DOGUI






sabato, marzo 10, 2018

Experience Milano, la nuova location del rock


L'EXPO 2015 ha portato alla città di Milano ed ai milanesi, aldilà di mille polemiche, numerosi benefici: alcune zone della città sono rifiorite diventando dei nuovi centri residenziali moderni e all'avanguardia, la città ha ormai assunto una cultura cosmopolita sia nei locali che nell'arte.

Oltre a questo si sta cercando di utilizzare tutti gli spazi costruiti per il sito expo per altri scopi futuri. Uno di questi, e ne siamo contenti, è quello di adibire circa 400.000 mq come spazio per concerti ed eventi.

Ecco che nasce Experience Milano, aperto nella fine del 2016, un parco di intrattenimento aperto al pubblico, per offrire una nuova e rinnovata esperienza di svago e divertimento sotto il profilo artistico, culturale e sportivo.

Un ricco palinsesto di eventi iniziative e manifestazioni che in Experience hanno trovato una location adeguata e spaziosa.

Quello che più ci interessa è però lo spazio dedicato alla musica, l'Open Air Theatre che ad oggi ha una capacità di circa 17.000 persone (il Forum di assago ne tiene 11.000) e che in poco tempo diventerà il nuovo punto di riferimento della musica milanese.

Si comincerà a Giugno con Liam Gallagher and the Killers, Pearl Jam, Noel Gallagher, Queen of the Stoneage, Offspring.
A luglio invece sarà di scena il ritorno di Eminem e per finire, per il momento, a settembre saranno in programma i Tirthy seconds to Mars.

Quindi se siete di Milano tenete sott'occhio il calendario di experience Milano sul sito www.experiencemilano.it

IL DOGUI

sabato, marzo 03, 2018

Il Ritorno degli Evanescence


Dopo il successo mondiale dell'album Fallen del 2003, che ha portato questo gruppo statunitense a vincere 4 Grammy e ad avere 315 mila visualizzazioni per il brano Bring me to life, Gli Evanescence e la loro leader Amy Lee tornano in tour e saranno al teatro degli Arcimboldi a Milano il giorno 19 Marzo 2018.

Questo live porterà in scena, oltre ai brani di successo, l'album Synthesis uscito nel Novembre dello scorso anno.

Synthesis è un progetto molto diverso da Fallen, che mette molto più in primo piano la voce di Amy Lee; un album che dal punto di vista sonoro risulta molto più "morbido", introspettivo. Le potenti chitarre elettriche, i massicci suoni della batteria di Fallen lasciano spazio ad una strumentazione più orchestrale.

E' infatti per questo che nel nuovo Live Amy Lee sarà circondata da una vera e propria orchestra e per l'occasione arrangerà i brani di successo in una chiave più acustica.

Sicuramente i fan che hanno apprezzato questa band in passato si troveranno un po' spiazzati nel sentire i nuovi Evanescence ma probabilmente la ragione è dalla loro parte visto che il tour è quasi sold out in mezza Europa. Personalmente ritengo Synthesis un album al di sotto rispetto a Fallen, un po' monocorde: Amy ha di sicuro un timbro vocale bellissimo e molto coinvolgente ma già alla quinta traccia ci si accorge che non c'è una variazione sul tema principale e l'ascolto comincia un po' a stancare.

Diverso sarà l'impatto di un live. Io sono stato ad un loro concerto e mi è piaciuto molto per questo motivo sono certo che la voce di Amy Lee saprà regalare delle forti emozioni al suo pubblico. Vi consiglio comunque di comprare i biglietti che stanno velocemente per finire.

IL DOGUI

sabato, febbraio 24, 2018

Concerti Live o Fake?



La performance Live rimane per qualsiasi artista la parte preferita di questo "lavoro". L'emozione, l'adrenalina e la carica che ti trasmette il pubblico sono delle sensazioni inimitabili che molto spesso sono le stesse che prova lo spettatore che assiste al live, creando una specie di simbiosi tra l'artista e il pubblico.

Se in passato il concerto era una delle tappe di un progetto musicale, adesso è ormai diventato la quasi unica fonte di guadagno per un musicista. Con l'avvento della tecnologia la vendita dei dischi, digitali e non, rappresenta ormai una piccola parte di introito; è forse per questo che l'artista e i loro manager si concentrano molto di più sul live, non solo dal punto di vista delle quantità di date ma anche dalla qualità dello spettacolo. Gli investimenti nella creazione dello show sono elevati e ormai la tendenza non è più solo curare l'aspetto acustico ma anche quello visivo.

Ogni genere musicale ha la sua location ideale che amplifica ancora di più queste emozioni: il teatro per le performance unplugged (di cui ho parlato nel post delle scorse settimane), i grandi stadi e spazi pubblici per la musica rock in generale e il palasport per il pop.

Ma la domanda è: cosa cercate in una performance live del vostro artista preferito? Cosa dovrebbe fare il performer per non deludere il proprio pubblico?

Personalmente ritengo indispensabile che ci sia una perfezione dal punto di vista canoro e strumentale e questo sta diventando sempre meno una cosa scontata. In passato cantare e suonare dal vivo era molto più fedele al progetto registrato in studio e sicuramente il pubblico lo apprezzava; I tecnici in studio utilizzavano pochissimi filtri alla voce, auto-tune, registrazioni di strumenti su più tracce ecc. facilitando il compito all'artista nel ricreare live le atmosfere del disco.

Oggi invece la tecnologia risolve tante cose: stonature, ottave vocali irraggiungibili, strumenti che non ci sono ecc. e quindi molti artisti sopperiscono a queste mancanze creando nel live uno spettacolo che distoglie l'attenzione dello spettatore sull'aspetto acustico distraendolo con luci, laser, filmati proiettati in enormi video wall, ballerini, tracce pre-registrate e chi più ne ha più ne metta.
Il pubblico, stordito più da quello che ha visto che da quello che ha ascoltato, si dimenticherà della stonatura, della canzone preferita cantata due ottave sotto la tonalità originale, del fatto che alla fine erano in quattro musicisti su quel palco ma sembrava di sentire l'orchestra della scala.

Per questo motivo nelle mie scelte su che live andare a vedere ho sempre privilegiato artisti su cui potevo mettere la mano sul fuoco riguardo il loro talento e devo dire che situazioni come quelle descritte precedentemente ne ho trovate poche. Certo bisogna avere l'orecchio "allenato" per scoprire eventuali magnane e fregature ma alla fine con un po' di attenzione si può capire se quello che stai ascoltando corrisponde a verità: Per esempio non è difficile capire che se una canzone viene eseguita con un arrangiamento inedito che si discosta da quello del disco è un segnale che molto probabilmente l'artista e i suoi musicisti la stanno eseguendo al 100% dal vivo; oppure se un cantante si ferma per far cantare il pubblico, che molto spesso non è a tempo, è un'altro segnale che non ci sia una traccia vocale o strumentale sotto pre-registrata.
Altri accorgimenti sono magari più difficili da osservare e dipendono dalla distanza che lo spettatore ha dal palco. Osservare il cantante se dice le parole che sentiamo, se canta al microfono quando sentiamo cantare, se un chitarrista cambia accordi al momento giusto, se il batterista colpisce il tamburo o il piatto con il tempo giusto ecc. Queste ultime accortezze sono molto amplificate nelle performance suonate durante le trasmissioni televisive. Molto spesso tutti sono in playback e non è raro vedere cantanti che non muovono le labbra a sincrono o musicisti che suonano altre note.

Questo mio post però non vuole essere un consiglio a non andare ai concerti, anzi; Però da appassionato spettatore e da modesto musicista pretenderei non essere preso in giro, anche perchè i biglietti li pago e anche profumatamente. E quindi cercate sempre di privilegiare artisti di comprovata bravura e non creati a tavolino da case discografiche; così facendo magari le Lady Gaga, le Miley Cyrus, i Fedez e compagnia bella ce li ascoltiamo alla radio e invece spendiamo i soldi per ASCOLTARE un live che merita.

In conclusione voglio dirvi quali artisti mi hanno personalmente impressionato in performance live:

- Phil Collins
- Sting
- R.E.M.
- Pino Daniele
- Chick Corea & Electric Band
- Dream Theater
- Toto
- Rod Stewart
- Alicia Keys
- Incognito
- Litfiba

quelli che non mi sono piaciuti non ve li dirò neanche sotto tortura.......

IL DOGUI



sabato, febbraio 17, 2018

Progressive metal - Istruzioni per l'uso (o l'ascolto).


Come musicista mi piace spaziare, quando ascolto musica, in vari generi musicali: adoro il jazz (meglio dal vivo), il funky, R&B, Rock ecc. Molti di questi generi li ho conosciuti grazie alle tante persone e musicisti che ho avuto la fortuna di incrociare nell'ambito musicale; ognuno di loro, chi più e chi meno, mi ha introdotto all'ascolto di un genere musicale a me sconosciuto.

Molto spesso quando si suggerisce l'ascolto di un genere a qualcuno si selezionano degli artisti, degli album, delle canzoni che meglio possano rappresentare quello stile musicale.

E' quello che vorrei suggerirvi io partendo da questa settimana con il Progressive metal per poi spaziare su altri. Ovviamente non mi sento un'esperto di nessuno stile in particolare ma passerò a voi delle informazioni come le ho ricevute io trovando poi un riscontro positivo quando le ho ascoltate.

Giusto due parole per inquadrare il genere di oggi: il Progressive metal è quella corrente che unisce i volumi e la ruvidità del suono Heavy Metal con i virtuosismi e il suono "sinfonico" classico del progressive rock.

Molti identificano come capisaldi di questo genere tre band americane, "The Big Three":

- Queensryche
- Fates Warning
- Dream Theater

Questo genere poi ha subito varie declinazioni con altre band, dal trash prog metal dei Megadeth, ai Metallica con l'epic prog metal fino ad arrivare a nuovi approcci e sonorità più attuali con band scandinave di cui poi vi parlerò.

Se volessimo però riassumere in pochi punti le caratteristiche di una canzone prog metal sarebbero queste:

- Notevole presenza di vistuosismi di molti strumenti, assoli come se piovessero soprattutto di tastiere e chitarre
- La durata dei brani quasi sempre supera i 5 minuti arrivando anche a dei rari casi con brani di 24 minuti (vedi "Octavarium" dei Dream Theater)
- I brani si appoggiano molto spesso sull'utilizzo di tempi dispari
- Pur avendo una base Metal, i brani rimandano spesso ad altri generi come la musica classica, il jazz, la fusion ecc.
- Molto spesso vengono realizzati concept album con brani che seguono un filone narrativo unico

Detto questo se volete iniziare ad ascoltare questo genere musicale, questi sono i miei 5 "consigli per l'ascolto"

DREAM THEATER - Images and Words (1992) - Take the Time

Non si può non iniziare con loro e con l'album che a detta di molti è uno dei capisaldi del Progressive Metal. L'album è tutto bello, da ascoltare tutto d'un fiato, ma se ritieni di saper suonare bene uno strumento e non hai mai ascoltato TAKE THE TIME, forse dopo l'ascolto tornerai a studiare ancora qualcosina.

ANGRA  - HOLY LAND - Carolina IV/Nothing to Say

Band brasiliana un po' di nicchia ma di molto talento, sono andato anche a vederli dal vivo al "Rolling Stone" di Milano. Carolina IV in particolare è un melting pot di vari generi musicali molto piacevole all'ascolto, mentre Nothing to say ha un approccio molto più duro ma è un esempio calzante di ritmica dispari.

MEGADETH - A Tout Le Monde/Simphony of Destruction

Band con declinazioni che vanno sul Trash Metal. Anche qui se volete un approccio meno aggressivo vi suggerisco "A Tout Le Monde" mentre per uno schiaffo in pieno volto vi consiglio "Simphony of Destruction".

PAIN OF SALVATION - REMEDY LANE - Chain Sling

Band svedese molto talentuosa, anche questa ho avuto la fortuna di averla vista dal vivo, sono gli esponenti della nuova corrente Prog anche se sono da molti anni sulle scene. All'ascolto di questo brano in particolare ci metterete un po' a decifrare che cavolo di tempo musicale suonano.

QUEENSRYCHE  - Empire - Silent Lucidity

Forse uno dei brani più famosi di questa band americana, candidato al grammy come miglior canzone metal dell'anno 1991. Canzone di ampio respiro caratterizzata dall'accompagnamento di un'orchestra sinfonica. Da ascoltare con un impianto HI-FI con ottime prestazioni.

Buon ascolto.

IL DOGUI









sabato, febbraio 10, 2018

La dura legge dell'UNPLUGGED


Con il termine "Unplugged"(letteralmente "Non collegato) ci si riferisce ad una performance, live o registrata, acustica e non amplificata elettronicamente. A dare maggior risalto a questo tipo di performance è stato il canale "MTV" e più precisamente con la trasmissione "MTV Unplugged" che ha sfornato numerose performance live che poi sono diventati anche dei dischi.

In realtà questo termine è stato sdoganato attribuendolo a esibizioni live con strumenti prettamente acustici ma comunque collegati elettronicamente ad amplificatori e casse acustiche.

Non c'è dubbio però che questo tipo di versione smaschera difetti che l'elettronica sapientemente nasconde ed allo stesso tempo esalta le qualità molto spesso modificate artificialmente dalla tecnologia.

Si fa prima a dire quale artista non ha sfoggiato nella sua carriera un'esibizione unplugged, però in questo maremagnum di acustica ci sono delle eccellenti esibizioni; Di seguito cercherò di indicarvi una playlist di brani di vari artisti che secondo me sono stati esaltati da questa "artigianalità":

ALANIS MORISSETTE - Unplugged - No Pressure Over Cappuccino (1999)
Voglio iniziare con questa grande artista canadese perchè per me questo album è stata una "malattia"; l'ho ascoltato fino allo sfinimento ed ogni volta coglievo delle sfumature di un giro di basso, di un fill di batteria o di un acuto travolgente. Alanis è in una forma vocale eccellente e riesce creare un'atmosfera celestiale in ogni canzone accarezzandola con il suo timbro. La line up di musicisti è molto ricca: batteria, due chitarre acustiche, pianoforte, quartetto d'archi, percussionista e fra tutti cito il bassista Chris Chaney che suona magistralmente un magnifico basso acustico. Oltre a consigliarvi l'ascolto completo il brano "No Pressure over Cappuccino" è una vera chicca e lo inserisco nella mia playlist.

LAURYN HILL - MTV Unplugged - So Much Things To Say (2002)
Immaginatevi questa magnifica artista seduta su uno sgabello con la sola chitarra acustica circondata dal pubblico seduto per terra in doveroso silenzio ad ascoltare una voce unica. E' l'ambientazione di questa performance dove Lauryn si mette musicalmente a nudo, circa 11 brani suonati e cantati solo da lei intervallati da racconti di vita. Un album anche con difetti, rotture della voce e "sbagli" che lo fanno diventare ancora più vero ed emozionante. In particolare vi consiglio l'ascolto di "So Much things to say" dove alla fine del brano Lauryn si commuove fermandosi più volte e facendo fatica quasi a finire il brano dalla troppa emozione.

ERIC CLAPTON  - Unplugged - Layla (1992)
Beh c'è poco da dire, Eric è magistrale anche in acustico.

Alicia Keys  - Unplugged  - Heartburn (2005)
La principessa dell'R&B sfoggia una performance piena di carica e talento, supportata da una band di grande livello e soprattutto da due ragazze e un ragazzo ai cori di rara bravura. In questo album vi segnalo il brano Heartburn, un vero manifesto del groove R&B

R.E.M. - Unplugged 1991/2001: The Complete Session - Radio Song
Questo album è una raccolta di varie performance acustiche nella band in dieci anni di carriera; Michael Stipe ha una voce magnetica e, come si dice spesso, farebbe diventare emozionante anche la lettura dell'elenco telefonico. In particolare vi segnalo questa canzone che già adoravo nella versione originale di "Out of Time" però in questo arrangiamento mancando la voce rap ha acquistato maggiore qualità.

Bryan Adams  - MTV Unplugged - Heaven (1997)
Torniamo in Canada dal re delle "Ballads", album acustico non da mettere ai primi posti però ho voluto inserirlo nella playlist perché ogni volta che ascolto il brano Heaven con la prima strofa voce/chitarra mi viene sempre fuori quel senso di invidia nei suoi confronti. Mi sono immaginato mille volte attorno ad un falò' in spiaggia con la chitarra in mano a cantare questa canzone con la sua voce, sono sicuro che il gentil sesso non avrebbe resistito.

Nirvana - MTV Unplugged in New York - The Man Who Sold The World (1994)
Kurt Cobain ci ha lasciato troppo presto e ogni sua performance live è merce rara. In questo concerto acustico Kurt mette tutta la sua fragilità in ogni parola cantata e in ogni nota suonata. Tracce tutte belle ma "the Man who sold the World" l'ascolterei all'infinito.

The Coors - The Coors Unplugged - Toss The Feathers (1999)
In realtà questa performance ha molto più senso in video rispetto che all'ascolto, la bellezza delle sorelle irlandesi non si discute. Il brano che voglio segnalarvi è una ballad tradizionale Irlandese molto piacevole e ottimamente eseguita. Vi segnalo l'uso da parte della batterista del "Bodhràn" tipico tamburo Irlandese che si suona percuotendolo con un piccolo mazzuolo di legno arrotondato.

Paul McCartney - Unplugged The official Bootleg - Blackbird
In questa playlist come ultimo brano non posso non citare artisti come Paul che hanno iniziato a incantare la folla quando veramente si faceva fatica a sentire il suono nelle performance live; colpa di ampli non ancora potenti come oggi e in una piccola percentuale, colpa delle migliaia di urla delle fans durante le performance dei Fab Four che oscuravano qualsiasi tipo di frequenza.
Questa versione di Blackbird è da ascoltare in cuffia alla fine di una pesante giornata.

Buon ascolto

IL DOGUI