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lunedì, aprile 10, 2023

Il dietro le quinte di "Dream On" degli Aerosmith




"Parla della fame di essere qualcuno", ha detto Steven Tyler del primo successo degli Aerosmith. "Sogna finché i tuoi sogni diventano realtà."
Pubblicato nel 1973, all'omonimo debutto della band, "Dream On" è stato anche il primo singolo che la band abbia mai pubblicato, ed era incentrato sul non arrendersi, e "la merda che sopporti quando sei in una nuova band", secondo Tyler.

Every time that I look in the mirror
All these lines on my face getting clearer
The past is gone
Oh, it went by like dusk to dawn
Isn’t that the way?

Everybody’s got their dues in life to pay, oh, oh, oh
I know nobody knows
Where it comes and where it goes
I know it’s everybody’s sin
You got to lose to know how to win

Liricamente e musicalmente, "Dream On" misura tutti gli alti e bassi e la natura precaria del seguire i propri sogni, il tutto crescendo attorno a un coro eruttivo.

Oh, sing with me, sing for the year
Sing for the laughter, and sing for the tear
Sing it with me, if it’s just for today
Maybe tomorrow, the good Lord will take you away

Dream on
Dream on
I dream on
Dream a little, I’ll dream on
Dream on
I dream on
I dream on

La musica per "Dream On", secondo Tyler, è stata originariamente scritta su un pianoforte verticale Steinway nel soggiorno del Trow-Rico Lodge a Sunapee nel New Hampshire quattro anni prima che gli Aerosmith diventassero una band.

Scritta da Tyler quando era ancora un adolescente, "Dream On" divenne un po' un successo radiofonico per la band, anche se raggiunse solo la posizione numero 59 della Hot 100, mentre l'album, Aerosmith, raggiunse la posizione numero 21 della Billboard 200.

"La maggior parte dei critici ha stroncato il nostro primo album e ha detto che stavamo disonorando i Rolling Stones", ha detto Tyler. "Questo è un buon barometro della mia rabbia verso la stampa, che ho ancora. ' Dream On' è nato quando suonavo il pianoforte, quando avevo circa 17 o 18 anni, e non sapevo nulla di come scrivere una canzone. È stato solo piccolo sonetto che ho iniziato a suonare un giorno. Non avrei mai pensato che sarebbe diventata una vera canzone".



Nel suo libro, Does The Noise In My Head Bother You?, Tyler rivela che è stato suo padre, che era anche un musicista, a ispirare parte della canzone. Tyler si sedeva spesso sotto il pianoforte, ascoltando suo padre suonare musica classica, e diceva: "È lì che ho preso gli accordi di 'Dream On'".

La fortuna della canzone si sviluppò quando "You See Me Crying" della band, la traccia di chiusura del loro terzo album, Toys in the Attic, non entrò in classifica ed il loro manager, David Krebs, convinse l'etichetta a ripubblicare "Dream On" di nuovo nel 1975.
La seconda volta è stata la volta buona e raggiunse in classifica la posizione numero 6 su Billboard.

Sul punto di essere abbandonata dalla loro etichetta, la canzone alla fine salvò la band all'inizio della loro carriera, anche se ebbe scarsi risultati la prima volta e rimane ancora, dopo quasi 50 anni, parte dei live set della band.

giovedì, maggio 05, 2011

La "Discesa agli Inferi" di Tyler


Il leader degli Aerosmith si confessa, milioni di persone in tutto il mondo hanno ballato, urlato e cantato al ritmo delle sue canzoni; ma nonostante le storme di fan ultra-informati, nessuno probabilmente è capace di dire chi sia davvero Steven Tyler, se non lui stesso.
Il cantante degli Aerosmith ha seguito così l'esempio di Keith Richards, chitarrista dei Rolling Stones, e si è confessato davanti al mondo intero attraverso un'autobiografia, intitolata Does the Noise in My Head Bother You? (Vi disturba il casino che ho in testa?), in vendita per il momento nelle librerie americane.
Un libro che lui stesso ha definito il "racconto di una discesa agli inferi", che mostra in maniera chiara l'assunto mai banale secondo cui i soldi e il successo non fanno la felicità. Specialmente se di mezzo ci si mette una maledizione chiamata droga.

"Ho sniffato la mia Porsche, il mio aereo e la mia casa. Ho buttato via 20 milioni di dollari per colpa della droga", ha scritto il cantante, parlando di una dipendenza che lo ha perseguitato per tutta la sua carriera, sin dagli albori, quando lui e il chitarrista Joe Perry venivano chiamati "Toxic Twins" ("Gemelli tossici"). "Ecco che cosa ho avuto dalla droga. Mi ha fatto allontanare dai figli - scrive Tyler -, ha segnato in negativo la mia band, ha distrutto i miei matrimoni e spesso mi ha messo in ginocchio". Queste parole, però, appartengono a un uomo nuovo: il cantante infatti è uscito da circa un anno e mezzo dal tunnel della droga, e sembra ben intenzionato a non ricaderci.
A convincerlo - ha dichiarato Tyler al settimanale People - è stato suo figlio, che durante una visita in un centro di riabilitazione nel 2009 gli confessò in lacrime di aver temuto per lui.

Ovviamente questo libro non parla solo di droga: il cantante italo-americano (vero nome all'anagrafe: Steven Tallarico) non dimentica che nella triade del rock ci sono anche il sesso e il rock'n'roll, in abbondanza fortuna sua nella sua vita..... Tra le numerose storie d'amore (ma confessa: "l'unica meravigliosa donna che abbia mai veramente desiderato, Joan Jett, mi ha rifiutato") e tanti album che hanno segnato la storia della musica americana, i suoi quattro figli, tra cui l'attrice Liv Tyler, restano sempre il suo punto di riferimento, e nonostante gli abusi di alcool e stupefacenti sono rimasti sempre al suo fianco.