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giovedì, novembre 02, 2023

"Now and Then" dei Beatles: La Canzone Inedita che Ha Affascinato i Fan

 



I Beatles sono senza dubbio una delle band più iconiche nella storia della musica pop e rock. Il loro catalogo musicale è costellato di brani indimenticabili che hanno catturato i cuori di milioni di fan in tutto il mondo. Ma c'è una canzone, in particolare, che è stata fonte di grande curiosità e discussione tra i beatlesiani: "Now and Then."

La Canzone Misteriosa

"Now and Then" è una canzone mai pubblicata dei Beatles. La sua storia è avvolta nel mistero e ha alimentato la speculazione tra i fan per molti anni. La canzone è stata registrata negli anni '90 ed è stata scritta principalmente da John Lennon, con il contributo di Paul McCartney. La registrazione originale è stata effettuata durante le sessioni dell'album "Anthology 1," una raccolta di materiale inedito dei Beatles.

La canzone è notevole per la sua atmosfera intima e malinconica. La voce di John Lennon è tenera e vulnerabile, mentre la melodia è dolce e coinvolgente. "Now and Then" cattura l'essenza delle ballate acustiche dei Beatles, con testi che riflettono su un amore perduto e i ricordi di un passato lontano.

La Speculazione dei Fan

La mancanza di una pubblicazione ufficiale di "Now and Then" ha portato i fan dei Beatles a chiedersi il motivo. Molte teorie sono emerse nel corso degli anni. Alcuni credono che la canzone sia stata scartata perché i Beatles non erano soddisfatti della registrazione o che non si adattava al sound dell'epoca in cui è stata registrata. Altri ritengono che ci siano state questioni legali o disaccordi tra i membri della band e gli eredi di Lennon e McCartney riguardo alla pubblicazione.

L'Attuale Stato della Canzone

Sebbene "Now and Then" non sia mai stata ufficialmente pubblicata, alcune versioni demo della canzone sono trapelate su Internet. Queste registrazioni non ufficiali hanno permesso ai fan di ascoltare un'anteprima di questa canzone tanto desiderata. La qualità del suono potrebbe non essere perfetta, ma ha comunque permesso ai fan di apprezzare il talento compositivo di Lennon e McCartney.

Il Fascino Duraturo dei Beatles

La storia di "Now and Then" è solo uno dei tanti esempi del fascino duraturo dei Beatles. Anche dopo decenni dalla loro separazione, la band continua a catturare l'immaginazione delle nuove generazioni di appassionati di musica. La loro musica è intramontabile e le storie dietro le canzoni, come "Now and Then," aggiungono un ulteriore strato di mistero e affetto.

"Now and Then" dei Beatles rimane una canzone misteriosa e inedita che affascina i fan. La sua storia, avvolta nel mistero, aggiunge un altro capitolo alla leggenda dei Beatles. Mentre la canzone potrebbe non essere stata pubblicata ufficialmente, il suo impatto sulla comunità dei fan dei Beatles è innegabile. La sua bellezza e il suo fascino persistono nel tempo, proprio come la musica dei Beatles stessi.








venerdì, luglio 10, 2020

Identità musicale: John Bonham - Led Zeppelin


Ritorna finalmente una delle rubriche che i lettori del nostro blog hanno amato di più: Identità Musicale, cioè quei grandi musicisti che hanno lasciato una vera impronta nel mondo della musica rock.

Per ripartire alla grande abbiamo scelto un musicista che nonostante abbia lasciato il mondo terreno a soli 32 anni è ancora oggi uno dei punti di riferimento di tutti i batteristi rock: John Bonham.

Per darvi un'idea di quanto la sua figura fosse importante vi basti pensare che alla sua morte i Led Zeppelin, che a quel tempo dominavano la scena musicale in tutto il mondo, decisero di sciogliersi con questo comunicato:

“Desideriamo rendere noto che la perdita del nostro caro amico e il profondo senso di rispetto che nutriamo verso la sua famiglia ci hanno portato a decidere – in piena armonia tra noi ed il nostro manager – che non possiamo più continuare così come eravamo”.

John Bonham nacque il 31 Maggio del 1948 nella cittadina inglese di Redditch nel Worchestershire, e già fin da piccolo nutrì una passione per tutto quello che era percussione; una frase tratta dalla sua biografia scritta dal fratello minore Mick Bonham descrive esattamente l'infanzia percussiva di John:

“Durante i primi anni mi accorsi che John aveva la passione di percuotere gli oggetti: barattoli di biscotti, scatole di dolcetti, qualsiasi cosa producesse un suono. Per me quello fu un periodo particolarmente stressante, perché scoprii che anch’io facevo parte della finta batteria di John. Ma fu quello l’inizio della sua grande carriera”

Per evitare che la sua prima batteria diventasse effettivamente il fratello all'età di 10 anni la madre di Bonham gli regalò il suo primo rullante e successivamente il padre gli regalò un Drum kit della Premier. La cosa curiosa è che Bonham nella sua vita non prese mai nessuna lezione di batteria ma si limitò a chiedere consigli ai vari batteristi della sua città.

Durante il periodo scolastico Jonh formò vari gruppetti locali ma gli inizi non furono facili. Il suo modo di suonare veniva ritenuto troppo rumoroso tanto che i locali della zona vietarono le esibizioni di qualsiasi gruppo che avesse Bonham alla batteria.

Ma John non si scoraggiò tanta era la sua travolgente passione per le percussioni e per la maniacale idea di sound che andava ricercando; continuò lo studio autodidatta della batteria per ore e ore al giorno  tanto da trascurare i doveri famigliari visto che la sua giovane ragazza del tempo, Pat Phillips, era incinta. Pat continuò a chiedere invano a John una sicurezza economica e un lavoro stabile che permettesse alla loro nuova famiglia di cominciare una vita insieme, ma questi non erano i piani di John.

Così nel 1968, insieme all'amico Robert Plant, conosciuto tramite collaborazioni in band precedenti, formarono i Led Zeppelin. Nell'ottobre dello stesso anno si chiusero in sala di registrazione e registrarono il loro primo album dal titolo omonimo. Solo 13 ore per un album che permise a John & Co. di cominciare la loro scalata verso il successo mondiale.

Personaggio bizzarro, Bonham trascorse tutti gli anni settanta vivendo di eccessi. All'inizio della carriera, John era talmente mansueto da venire soprannominato "Bonzo" come il cane di un cartone animato; il lavoro con gli Zeppelin lo costrinse a vivere lontano dalla famiglia, che amava profondamente, e questo provocò in lui un vero shock, perché da ragazzo della campagna inglese quale era, si ritrovò a essere una superstar acclamata da milioni di persone, perennemente in viaggio lontano da casa. Il colpo più duro per lui fu quando i Led Zeppelin decisero di trasferirsi come base negli Stati Uniti; accentuò profondamente la sua dipendenza agli alcolici tanto da provocargli repentini  e violenti cambi di umore e personalità, tanto da guadagnarsi il soprannome di "the Beast".

Aldilà però della sua vita di eccessi che lo portarono alla prematura morte, john registrò 9 album con i Led Zeppelin che sono considerati universalmente le basi su cui si fonda la batteria del rock e dell'Hard Rock. 

Ritmi mai banali, sempre ricercati ed originali sia tecnicamente che come gusto musicale, ed è soprattutto a lui che si deve l'enorme successo della band. 

Per questo motivo nel 2011, a seguito di un sondaggio condotto dai lettori di Rolling Stone Magazine, è stato insignito del titolo di "miglior batterista di tutti i tempi"collocandosi al primo posto della classifica "Best Drummers of all time".

Così Bonham raccontava in un'intervista il suo rapporto con la tecnica e la teoria, che è lo spirito delle vere Identità musicali:

«Agli inizi ero interessato alle partiture musicali ed ero abbastanza bravo e veloce nella lettura, ma quando cominciai a suonare con i gruppi feci l'enorme sbaglio di abbandonare lo studio. Credo che sia fantastico essere capaci di scrivere le proprie idee in forma musicale, ma credo anche che nella batteria il feeling sia molto più importante della mera tecnica: è fantastico suonare un triplo paradiddle… ma chi si accorge veramente che lo stai facendo? Se fai troppa attenzione alla tecnica, finisce che inizierai a suonare come ogni altro batterista. Credo che quello che conti veramente sia essere originale. Quando ascolto altri batteristi, mi piace poter dire "wow… carina questa cosa, non l'avevo mai sentita prima!". Credo che essere te stesso come batterista sia molto più importante che suonare come chiunque altro.»

Bohnam divenne anche innovativo anche nella sua continua ricerca del suono, dell'accordatura giusta, e nel tempo affiancò al suo Drum kit anche elementi percussivi come Bongo e congas, e timpani sinfonici. 

Alcuni ritmi usati nei brani dei Led Zeppelin sono ancora oggi la base di studio di molti batteristi; Celeberrimo è il ritmo della canzone Fool in the rain e il mitico assolo contenuto nel brano strumentale Moby Dick.

Addirittura gli altri componenti della band decisero che l'assolo doveva essere messo fisso ad ogni scaletta dei loro tour tale era la sua originalità e bellezza; un assolo non solo tecnico ma anche con diverse timbriche e armonicità che erano impensabili a quel tempo per uno strumento "sordo" come la batteria.

John venne trovato morto il 25 Settembre del 1980 in una stanza della villa di Jimmy Page a Windsor, utilizzata all'epoca per le prove. Era stato messo lì la sera prima dagli altri componenti per permettergli di smaltire l'ennesima sbornia presa durante una festa. E' pazzesco pensare che musicista sia diventato in così pochi anni di vita, e chissà cosa avrebbe potuto fare se fosse ancora oggi vivo.

Fortunatamente la sua musica vivrà in eterno!!!

IL DOGUI

venerdì, giugno 12, 2020

Black Lives Matter : la Musica contro il razzismo e la xenofobia


Negli ultimi giorni il fatto di cronaca nera riguardante George Floyd ha scosso tutti noi e ha riacceso le proteste mai del tutto sopite dei movimenti afroamericani contro la xenofobia e il razzismo.

Nonostante negli ultimi 70 anni, grazie alle continue lotte per i diritti civili, si siano raggiunti molti obbiettivi in termini di uguaglianza, non credo si riuscirà mai a debellare del tutto qualsiasi forma di razzismo e xenofobia e purtroppo ogni tanto c'è sempre qualche notizia o avvenimento che ci fa capire che non ne siamo mai del tutto usciti e che siamo lontani dall'esserlo.

Le manifestazioni, più o meno pacifiche, che in questi giorni sfilano nelle città americane e non solo, sono soprattutto lo sfogo di gente che il razzismo lo vive quotidianamente, nelle piccole cose di tutti i giorni...la continua consapevolezza che in qualche modo nella tua vita potresti ritrovarti in una situazione dove vieni considerato diverso o inferiore ad altri.

Molti artisti e musicisti, direttamente coinvolti e vittime di queste situazioni, hanno dedicato la loro vita per la conquista e la difesa dei diritti civili;
In questo articolo però voglio parlare delle canzoni scritte dagli artisti che, anche se non direttamente vittime, sono rimasti toccati e si sono sentiti vicini a queste vicende tanto da voler lanciare messaggi di sensibilizzazione a favore di queste tematiche.

BLACKBIRD - BEATLES (THE WHITE ALBUM 1968)

Questa bellissima canzone è stata scritta da Paul Mcartney durante il tour dei Beatles "Back in the U.S." nel 1968 come reazione alle tensioni razziali esplose negli Stati Uniti nella primavera di quell'anno.
La canzone sosteneva il Movimento per i diritti civili americano che aveva avuto molta eco in Europa e sulla stampa Britannica. In particolare la canzone - ha spiegato Paul in un intervista - è stata scritta per Rosa Parks, la "blackbird" che il 1° Dicembre 1955 salì su un autobus e decise di sedersi nella parte riservata ai bianchi rifiutandosi di spostarsi in fondo, nella parte riservata alla gente di colore.

A Woodstock, nel 1969 la canzone fu interpretata anche a tre voci da Crosby, Still & Nash:

"Blackbird singing in the dead of night
Take these broken wings and learn to fly.
All your life

You were only waiting for this moment to arise."
"Merlo che canti nel cuore della notte
prendi queste ali spezzate e impara a volare
per tutta la vita
hai atteso che questo momento arrivasse"


https://www.youtube.com/watch?v=JiL5JpUtjqY

HURRICANE - BOB DYLAN (DESIRE 1975)

La canzone è ispirata alle vicende del pugile Rubin "HURRICANE" Carter che venne accusato, senza prove, di un triplice omicidio avvenuto durante una sparatoria al La Fayette Bar nel New Jersey.
Era il 1966, Carter venne scarcerato solo nel 1985 quando un giudice Federale riaprì il caso e stabilì che non aveva avuto un equo processo e che l'accusa era basata su "motivazioni razziali". Il 26 Febbraio 1988 caddero tutte le accuse nei suoi confronti. Dylan conobbe il suo caso leggendo la sua autobiografia, THE SIXTEENTH ROUND, che lo stesso Carter gli spedì per posta. Durante il tour del 1975 Dylan tenne un concerto di beneficenza in onore di Carter al Madison Square Garden cantando per la prima volta questa canzone. Successivamente si esibiì anche alla Clinton State Prison dove Carter salì sul palco per sensibilizzare l'opinione pubblica e convincere i media a parlare del suo caso.

Rubin Carter was falsely tried.
The crime was murder "one," guess who testified?
Bello and Bradley and they both baldly lied
And the newspapers, they all went along for the ride.
How can the life of such a man
Be in the palm of some fool's hand?
To see him obviously framed
Couldn't help but make me feel ashamed to live in a land
Where justice is a game.

Rubin Carter fu ingiustamente condannato
L'accusa fu omicidio, indovina chi ha testimoniato?
Bello e Bradley ed entrambi mentirono
E i giornali, tutti ci mangiarono sopra
Come può la vita di un uomo
Essere nelle mani di qualche pazzo?
Vederlo ovviamente incastrato
Non può aiutarlo ma mi fa vergognare di vivere in un paese
Dove la giustizia è un gioco.


https://www.youtube.com/watch?v=b_SUNDJT9DY

KILLING IN THE NAME - RAGE AGAINST THE MACHINE (RAGE AGAINST THE MACHINE 1992)

Il brano fu pubblicato il 2 Novembre 1992 ma più che mai attuale se si pensa alla vicenda di George Floyd. Il testo è un accusa ben precisa: all'interno delle forze dell'ordine americane ci sarebbero alcuni membri attivi del KU KLUX KLAN, il cui simbolo è la croce che brucia.

"Some of those that work forces, are the same that burn crosses"

"Tra le forze dell'ordine ci sono gli stessi che bruciano le croci"

"Those who are died are justified
for wearing the badges
theyre the choosen whites"

"Sono morti giustificati
chi li ha uccisi indossava un distintivo

PEOPLE ARE PEOPLE - DEPECHE MODE (SOME GREAT REWARD 1984)

Uscito nel Marzo del 1984, il brano lancia una dura accusa al pregiudizio nei confronti di gente di un altra razza.
Il singolo ebbe da subito un enorme successo in tutta Europa mentre negli Stati Uniti scalò le classifiche solamente un anno dopo, nel 1985, diventando il primo brano della band ad entrare nella prestigiosa BILLBOARD HOT 100, alla posizione numero 13. Ancora oggi è considerato uno dei brani simbolo della band britannica.

"I can't undertsand
what makes a man
hate another man
help me undertsand"

"Non riesco a capire
cosa spinga un uomo
ad odiare un altro uomo
aiutami a capirlo"
BORDER SONG - ELTON JOHN (ELTON JOHN 1970)

Musica di Elton John e testo scritto da Bernie Taupin. Elton la eseguì anche recentemente durante il concerto in occasione dei 90 anni di Nelson Mandela.
La canzone fu anche ricantata e registrata da due grandi artisti: Aretha Franklin, con una interpretazione magistrale, ed Eric Clapton che la cantò in unna raccolta dedicata alle canzoni di Elton e Bernie Taupin.
Fu il primo signolo dell'artista inglese a raggiungere la classifica statunitense posizionandosi al 92° posto. Il brano, nonostante sia un gospel, presenta dei toni cupi e un chiaro messaggio contro il razzismo, soprattutto nell'ultima strofa della canzone, scritta dallo stesso Elton:

"Holy Moses let us live in peace
Let us strive to find a way to make all hatred cease
There’s a man over there
What’s his color I don’t care
He’s my brother let us live in peace"

"Santo Mosè fa che viviamo in pace
Fa che ci impegniamo a trovare un modo per porre fine all’ odio
C’è un uomo laggiù
Qual è il suo colore non mi interessa
E’ mio fratello fa che viviamo in pace"


VERSIONE DI ELTON JOHN: https://www.youtube.com/watch?v=Lm7b-32Mpbs

VERSIONE DI ARETHA FRANKLINhttps://www.youtube.com/watch?v=OzY45mZNIHU

BIKO - PETER GABRIEL (PETER GABRIEL III 1980)

Il brano racconta la vicenda di Stephen Biko, noto attivista anti-apartheid sudafricano. Biko fu arrestato dalla polizia sudafricana nel 1977 e, dopo essere stato tenuto in custodia per giorni, fu interrogato nella prigione di Walmer Street a Poth Elisabeth. Biko uscì dall'interrogatorio con evidenti e numerose ferite alla testa e morì poco dopo una volta trasferito alla prigione di Pretoria.
La versione del brano tratta dall'album comincia e finisce con le registrazioni di due canzoni sudafricane "Ngomhla sibuyayo" e "Senzeni Na?" cantate al funerale di Biko.


"You can blow out a candle
but you can’t blow out a fire
once the flames begin to catch
the wind will blow it higher
oh Biko, Biko, because Biko
Yihla Moja, Yihla Moja
the man is dead

And the eyes of the world
are watching now, watching now”.

"Potete spegnere una candela
ma non potete spegnere un fuoco
quando la fiamma comincia a bruciare
sarà proprio il vento a renderla indomabile
oh, Biko, Biko, perché Biko
l’uomo è morto.

Ma gli occhi del mondo
vi stanno guardando, ora”.


https://www.youtube.com/watch?v=luVpsM3YAgw

IL DOGUI