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lunedì, febbraio 06, 2023

Tributo ai Led Zeppelin - Kennedy Center

                                        

Quando Billboard e Rolling Stone mettono insieme le loro liste delle "migliori canzoni di tutti i tempi", ci sono alcuni brani che sai per certo che saranno inclusi. "Stairway to Heaven" dei Led Zeppelin è sicuramente uno di questi.

Ha tutto: la bellezza di una ballata, il grunginess di una canzone rock, una graffiante voce solista e la grandezza della band. "Stairway to Heaven" ci porta in un viaggio musicale, e anche le persone che non sono necessariamente amanti dei Led Zeppelin o fan del rock classico non possono fare a meno di annuire o cantarla insieme.

Naturalmente, è stata anche così onnipresente (o esagerato, come alcuni sostengono) da diventare un meme tra i musicisti. I cartelli con scritto "No Stairway to Heaven" nei negozi di chitarre indicano quanto siano stufi della canzone molti chitarristi, e quando la stazione radio dell'Oregon KBOO ha detto agli ascoltatori che non avrebbero mai più suonato la canzone se qualcuno avesse promesso $10.000, il cantante dei Led Zepelin Robert Plant stesso ha chiamato e ha fatto la donazione.

I musicisti possono spesso stancarsi di eseguire le loro canzoni più e più volte, ma è una storia diversa quando qualcun altro ci mette la sua versione. E in un concerto tributo ai Led Zeppelin al Kennedy Center il 2 dicembre 2012, le leggende del rock Heart e il figlio di John Bonham, il batterista originale dei Led Zeppelin scomparso nel 1980 all'età di 32 anni, hanno eseguito una versione di "Stairway to Heaven" che ha emozionato i membri sopravvissuti della band, tanto da farli scattare in piedi e portarli alle lacrime.

Aiuta il fatto che Ann Wilson degli Heart fosse stata una grande fan della canzone da quando aveva 19 anni e che la sua voce abbia una qualità simile a quella di Robert Plant. Ma ciò che rende questa performance così epica è il contrasto tra i suoi inizi semplici e l'enorme climax che si genera con un'orchestra e un coro completo che indossa le bombette in omaggio a Bonham, che ne portava sempre una durante i concerti.

E' un'emozione unica notare che il pubblico diventa sempre più eccitato man mano che la canzone si costruisce e vedere Robert Plant, Jimmy Page e John Paul Jones chiaramente intimoriti dalla loro musica eseguita con tale eccellenza. Come disse, scherzando,  un commentatore presente all'evento: "Penso che questa sia la prima volta che i Led Zeppelin abbiano provato quello che la gente ha provato ascoltandoli per tutta la vita"
Vale sicuramente la pena guardarlo e goderselo fino in fondo













lunedì, gennaio 09, 2023

I 200 più grandi cantanti di tutti i tempi

 


Il principale media statunitense Rolling Stone ha pubblicato una lista costellata di stelle di quelli che considera i 200 più grandi cantanti di tutti i tempi, e tra questi ovviamente sono presenti una serie di grandi del rock e del metal.

La lista, guidata dall'icona soul Aretha Franklin, include cantanti provenienti da pop, rock, metal, jazz, soul, r'n'b e altro ancora, con tutti, da Beyoncé a Glenn Danzig rappresentati (anche se quest'ultimo si è attestato solamente al numero 199).

Presentissimi alcuni dei più importanti frontman della musica rock: gli ex "alunni" dei Beatles John Lennon e Paul McCartney (con Lennon che appare ben 14 posti più in alto del suo compagno di band dei Beatles), la leggenda dei Led Zeppelin Robert Plant (solo al 63° posto) e l'eroe heavy metal Ronnie James Dio, che è quasi in fondo alla lista essendo al 165° posto. In effetti, la lista comprende pochi nomi per i fan dell'heavy metal, con Ozzy Osbourne, primo tra i suoi al 112° posto.

"Questa lista è stata compilata [dal] nostro staff e dai principali contributori, e comprende 100 anni di musica pop come una conversazione globale in corso", spiega Rolling Stone, "dove l'iconica cantante indiana Lata Mangeshkar si posiziona tra Amy Winehouse e Johnny Cash, e la regina della salsa Celia Cruz è lassù in classifica con Prince e Marvin Gaye".

Non tutti saranno d'accordo ma ecco dove i cantanti rock sono stati inseriti nella lista:

12 – John Lennon
14 – Freddie Mercury
26 – Paul McCartney
32 – David Bowie 
52 – Mick Jagger
63 – Robert Plant
80 – Chris Cornell
82 – Steve Perry
105 – Eddie Vedder
109 – Roger Daltrey
112 – Ozzy Osbourne 
129 – Rob Halford
134 – Axl Rose
165 – Ronnie James Dio
176 - Iggy Pop
181 - Bob Seger
199 - Glenn Danzig

venerdì, maggio 01, 2020

ANGELI & DEMONI - I PARTE

ANGELI E DEMONI: le voci hard rock.


ANGELI di ieri.. 

In un ipotetico paradiso della musica immagino la possibilità d’ingresso solo per le anime dall'ugola d’oro…ecco come si potrebbero distinguere alcuni dei personaggi famosi e non del panorama rock di ieri e di oggi. Voci cristalline, limpide e chiare, ma anche squillanti, graffianti e grintose; parliamo sempre dell’espressione di concetti non sempre così puri e paradisiaci: sesso, droga e rock’n’roll…non dimentichiamolo!

Iniziamo con ROBERT PLANT, un canto intenso ed emotivo, a tratti dolce ma sempre pronto ad esplodere. Un timbro suadente e ben concentrato sulle note medio alte che si è espresso in tanti memorabili vocalizzi e acute sirene orgasmiche al limite dello strillo che hanno causato nel tempo l’operazione alle corde vocali a cui è dovuto ricorrere nel ’74: ILLUMINATO.

FREDDIE MERCURY voce potente, espressiva, emozionante: magica. Il cantante non corresse mai il suo difetto ai denti per paura che potesse cambiare il suo timbro di voce. Un gruppo di ricercatori ha condotto uno studio scoprendo alcune curiosità sulla sua estensione vocale. Per prima cosa nonostante sia conosciuto dalla maggior parte come un tenore, era più un baritono. Per avvicinarsi alla verità il team ha analizzato il cantante rock Daniel Zangger-Borch, uno dei pochi in grado di imitare la voce originale di Freddie. Hanno filmato la laringe a 4.000 fotogrammi al secondo al fine di osservare come esattamente il front man dei Queen potesse essere in grado di produrre quel vibrato sbalorditivo. Quello che hanno scoperto è che utilizzava probabilmente le subarmoniche, uno stile di canto in cui le pieghe ventricolari vibrano insieme alle corde vocali. La maggior parte degli esseri umani non parlano o cantano con le pieghe ventricolari, quindi il fatto che lo facesse Freddie Mercury è abbastanza incredibile. In più, le sue corde vocali si muovevano più velocemente di altre persone: DIVINO.

IAN GILLAN la definirei una voce fuori dal comune, ricordo i suoi "urli" in Child in time. Si racconta che durante il concerto, che diede vita a la voce del cantante fu misurata in decibel durante i celebri acuti della canzone. Si dice addirittura che al momento dell'acuto più alto i decibel che generò (insieme all'amplificazione) siano stati paragonati a quelli che avrebbe generato un aereo in partenza: ANCESTRALE.

GREG LAKE timbro lirico e intenso, regalava colori e sfumature al suono maestoso del gruppo fornendo un contributo decisivo alla scalata al successo di un trio che ha dominato le scene per almeno un lustro. La sua voce piena, limpida e calda catturava il tempo. Ha regalato alla storia del rock grandissimi momenti: EMPIRICO.

ANGELI di oggi...

Ai nostri giorni ci sono delle singolarità apprezzabilissime, non hanno forse la stessa luminosa espressività dei precedenti divini citati, ma un posto nell'eden del rock lo meriterebbero sicuramente.

Salvatore "SULLY" ERNA dei Godsmack ha una voce che ricorda altri suoi colleghi più conosciuti: il timbro di Layne Staley, cantante degli Alice in Chains (del quale Sully cattura lo stile melodico in alcune liriche); il cantato di James Hetfield, voce e chitarra dei Metallica, Sully è meno aggressivo nell'estensione vocale e che lo rende all'ascolto più piacevole: SOTTOVALUTATO!

MYLES KENNEDY timbro vocale e il modo in cui lo usa senza forzarlo, lo ha fatto emergere agli occhi del Guitar Hero per eccellenza: Slash. Insieme ai suoi Conspirators, Myles è al seguito degli album e dei tour di Slash da quasi 10 anni.Il talento si esprime in una voce che porta alla mente tre o quattro cantanti tutti insieme; dalla grazia di Jeff Buckley, alla profondità di Eddie Vedder, all'estensione di Robert Plant fino ai graffi di Steve Tayler. Con la voce può fare quello che vuole: CALEIDOSCOPICO.

EDDIE VEDDER è la voce dei Pearl Jam, intensa, calda e baritonale. E’ stato tra i padri fondatori del genere Grunge degli inizi anni’90, a differenza dei suoi colleghi si distingue per una voce aspra e ben lontana dalle frequenze taglienti dei principali vocalist dell'area di Seattle del periodo. Capace di trasmettere il messaggio emotivo è un cantante con un timbro vocale inconfondibile e con una delle più belle sonorità della musica rock di tutti i tempi: ETERNO.

STAY TUNED…
IL FALKO

venerdì, gennaio 19, 2018

La colonna del Falko: Led Zeppelin – Almost Famous (2000)

Risultati immagini per almost famous colonna sonora
Il Film di Cameron Crowe racconta gli anni Settanta in cui il rock si trasforma da fenomeno contro-culturale in grande progetto di marketing.
La Soundtrack che ha avuto il privilegio, fino ad allora mai concesso, di contenere canzoni della mitica rock band dei LED ZEPELLIN.
Robert Plant e Jimmy Page hanno tanto apprezzato la pellicola da concedere l’inclusione nella colonna sonora di ben quattro titoli, fra cui “That’s the way”, che sarà anche inclusa nell’album. Il film racconta le vicende di un giovane giornalista musicale incaricato di seguire il tour di un gruppo immaginario chiamato Stillwater. Nel cast compaiono anche alcuni musicisti “veri”, come Mike McCready dei Pearl Jam, Nancy Wilson delle Heart, Mark Kozelek dei Red House Painters, Peter Frampton e Bijou Phillips.
Quattro candidature e una vittoria agli Oscar 2001: migliore sceneggiatura originale (Cameron Crowe). Sei candidature e due vittorie ai BAFTA Awards 2001: migliore sceneggiatura originale (Cameron Crowe), migliore sonoro (Jeff Wexler, Doug Hemphill, Rick Kline, Paul Massey, Michael D. Wilhoit). Quattro candidature e due vittorie ai Golden Globe 2001: migliore film musicale, migliore attrice non protagonista (Kate Hudson). Grammy Award 2001 per la migliore colonna sonora in forma di compilation. Candidatura ai Nastri d’Argento 2001 per il regista del miglior film starniero (Cameron Crowe).

DA VEDERE!!

Tracklist:

"Feel flows”, Beach Boys
"America”, Simon & Garfunkel
"Sparks”, Who
"I'm waiting for the man”, David Bowie
"Every picture tells a story”, Rod Stewart
"Something in the air”, Thunderclap Newman
"Simple man”, Lynyrd Skynyrd
"Fever dog”, Stillwater
"Tiny dancer”, Elton John
"If wouldn't have made any difference”, Todd Rundgren
"Lucky trumble”, Nancy Wilson
"Your move”, Yes

giovedì, maggio 06, 2010

La chicca del giorno


Il 6 maggio del 1937 alle 19:25, l'LZ 129 Hindenburg, lo zeppelin più grande al mondo mai costruito, prende fuoco e viene completamente distrutto, nel giro di circa mezzo minuto, mentre cerca di attraccare al pilone di ormeggio della Stazione Aeronavale di Lakehurst nel New Jersey. Nel disastro morirono 35 persone (13 passeggeri e 22 membri dell'equipaggio) delle 97 presenti a bordo. L' Hindenburg fu il più grande oggetto volante del mondo.
Il disastro è ricordato a causa della sua straordinaria copertura da parte di cinegiornali, fotografi e della testimonianza radiotrasmessa dal campo d'atterraggio dell'annunciatore Herbert Morrison.

Le parole di Morrison non vennero trasmesse se non il giorno dopo, ma rimasero celebri le parole pronunciate al momento dell'impatto: "Oh, the humanity!".
Fino a quel giono si erano verificati altri incidenti con le aeronavi ma quello dell'Hindenburg tuttavia cambiò tutto. La fiducia del pubblico nelle aeronavi venne mandata completamente in frantumi dalle spettacolari sequenze cinematografiche e dalle registrazioni sonore dalla scena. A causa della vivida pubblicità, i trasporti con gli Zeppelin giunsero al capolinea immediatamente. L'evento segnò la fine dell'epoca del trasporto passeggeri su gigantesche aeronavi rigide.


Una foto della catastrofe venne utilizzata come copertina dell'album di un gruppo che nacque grazie a Jimmy Page e Robert Plant : i LED ZEPPELIN.


Page proveniva da un'esperienza nei Yardbirds e con alcuni membri del gruppo decise di partire per una tournée in Scandinavia, con il nome di The New Yardbirds: al termine dei concerti venne deciso di cambiare il nome del gruppo in Led Zeppelin appunto. Sulla sua origine esistono diverse spiegazioni. Secondo la più accreditata, Keith Moon e John Entwistle riferirono che un supergruppo composto da loro, Jimmy Page e Jeff Beck, sarebbe colato a picco come un Lead Zeppelin.

Richard Cole, manager degli Yardbirds, che aveva assistito al colloquio, riferì il tutto a Page.
Alcuni mesi dopo, al momento di scegliere il nuovo nome in sostituzione di "New Yardbirds" per il gruppo che aveva formato, Page ripensò al nome "Lead Zeppelin". In seguito, Page dichiarò:
« Aveva qualcosa a che fare con l'espressione popolare "un cattivo scherzo sale come un palloncino di piombo" (go over like a lead balloon) »
Il nome venne accettato da tutti, ma Lead venne cambiato nell'omòfono Led per evitare ambiguità di pronuncia, dovute al fatto che il termine lead in inglese ha due etimologie e due suoni distinti: oltre a "piombo"può significare anche "guida" .