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lunedì, gennaio 16, 2023

If these walls could sing : il nuovo documentario sugli Abbey Road Studios

 




Nessuno studio di registrazione ha assistito a scene così tumultuose come quelle di Abbey Road.
Ci sono stati litigi, crolli, sessioni alimentate dalla droga e la minaccia di trasformare l'edificio in un parcheggio.

In un nuovo documentario, giustamente intitolato If These Walls Could Sing, la star degli Oasis, Noel Gallagher, afferma che la band è stata cacciata dall'istituzione di 90 anni per essere troppo rumorosa.
Ed Elton John dice che "poteva sentire l'odore della paura" quando è entrato nel locale come giovane artista discografico.
Album classici come The Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd, The Bends dei Radiohead e la maggior parte dei dischi dei Beatles sono stati realizzati lì.

Sono stati i Fab Four del Merseyside a fare dello studio londinese la loro casa. Mentre la maggior parte dei musicisti erano limitati a sessioni di tre ore, i Beatles divennero così famosi che potevano rimanere nelle stanze senza finestre per tutto il tempo che volevano.

Ma ciò si rivelò rischioso, perché la band aveva bisogno di fuggire sul tetto dell'edificio a due piani per prendere aria fresca. John Lennon una volta andò lassù dopo aver assunto LSD e il resto della band si precipitò a farlo scendere, temendo che avrebbe tentato di volare via.

La figlia maggiore di Paul McCartney, Mary, 53 anni, nata appena otto giorni dopo l'ultima sessione dell'album della band in studio, con l'LP in seguito intitolato Abbey Road, ha diretto il nuovo documentario, che ha sollecitato molte emozioni sulla sua defunta madre Linda, morta di cancro all'età di 56 anni nel 1998.
Le immagini di Linda e Paul che si esibiscono con gli Wings si possono trovare sulle pareti rivestite in legno dello studio. 
Dice al The Sun: "È sempre emozionante camminare qui e ricordare i tempi passati. Ci sono ancora immagini degli Wings sulle pareti. Molte delle persone qui mi hanno tirato dentro e mi hanno detto quanto 'ricordiamo tua madre e quanto fosse inclusiva' e questo sicuramente mi ha fatto scendere una lacrima in diverse occasioni.
Dicevano: "Veniva in mensa e prendeva una tazza di tè con noi e faceva due chiacchiere'. La adoro".

Dall'esterno, l'edificio a St John's Wood, a nord-ovest di Londra, sembra una qualsiasi casa georgiana, lo scopo per cui è stato costruito nel 1831. Fu trasformato in studi di registrazione per la musica classica solo 100 anni dopo. Un'acquisizione da parte della EMI Records e l'arrivo del rock 'n' roll cambiarono la sua reputazione. Sir Cliff Richard and The Shadows furono i primi ad usarlo ripetutamente prima che i Beatles prendessero il sopravvento.
I loro album senza tempo Revolver, The White Album e Sgt Pepper's Lonely Hearts Club Band sono stati tutti realizzati lì. Sir Paul la definì una "casa lontano da casa", ma lo staff spesso non voleva lavorare con la band più famosa del pianeta a causa delle lunghe ore di registrazione.

Mary spiega: "Sono spazi chiusi senza finestre, potrebbe essere qualsiasi momento della giornata. Alcuni degli addetti agli studi con cui ho parlato hanno detto che non volevano partecipare ad una  registrazione dei Beatles perchè a volte finivano di comporre solo alle prime luci del mattino.
"Non sapevano mai se si sarebbe arrivati a qualcosa perché il gruppo stava sperimentando. Avevano un tempo di registrazione illimitato".
Il defunto produttore Sir George Martin una volta raccontò come i Beatles prendessero pillole di "pep" per andare avanti e fumassero cannabis sul tetto dell'edificio per rilassarsi.

Dalla fine del 1960 i fan iniziarono a fare pellegrinaggi verso questa terra promessa.

Sir Elton, un tempo musicista di sessione da 15 sterline a settimana, ricorda che mentre suonava il piano nel successo degli Hollies He Ain't Heavy, He's My Brother nel 1969, Paul McCartney entrò per cantare Hey Jude per loro.
"Probabilmente non ha idea di cosa abbia significato quel momento per me, ma spero che ora capisca", dice il cantante.

Un altro musicista di sessione di Abbey Road che è diventato una superstar è il chitarrista dei Led Zeppelin Jimmy Page.
Ricorda di aver registrato il tema di Bond Goldfinger con Shirley Bassey, che ha prodotto una versione così potente che "sembrava crollasse il pavimento. Era così drammatico !!!Era qualcosa che non dimenticheresti mai !!!".

Quando Mary nacque, i Beatles si sciolsero e le sessioni notturne finirono.Padre di cinque figli, Paul si assicurò di avere tempo per la sua famiglia in crescita tra una registrazione e l'altra con gli Wings.

Lavorare ad Abbey Road non era così armonioso per i Pink Floyd.
Il loro cantante originale Syd Barrett "perse le sue biglie" secondo il membro della band David Gilmour. Le droghe sono state in gran parte la causa della caduta di Barrett, che è morto all'età di 60 anni nel 2006, dopo aver lasciato l'industria musicale nel 1972.
Il bassista Roger Waters dice: "È andato così veloce e non è più tornato, è stato profondamente scioccante e lo è ancora".

Le mura di Abbey Road avrebbero sentito un sacco di fiammate degli Oasis.
Il cantante Liam Gallagher e il fratello chitarrista Noel non riescono nemmeno a mettersi d'accordo nel documentario sul fatto che una volta siano stati buttati fuori da Abbey Road o meno.
Hanno registrato due dei loro album numero più famosi, Dig Out Your Soul e Be Here Now, negli studi.
Noel afferma: "Eravamo un po' chiassosi, ci è stato chiesto di andarcene, cosa di cui eravamo abbastanza orgogliosi all'epoca. Gli Stones non sono mai stati cacciati da nessuna parte".
Liam, che descrive lo studio come una "chiesa", controbatte: "Ricordo che abbiamo fatto una festa una sera" ma che siamo stati espulsi "non è mai successo".

Avendo parlato con molti degli ingegneri del suono e dello staff, Mary ha avuto l'impressione che anche gli atti più folli, una volta accesi i microfoni e partito il nastro della registrazione, si placassero.
Dice: "Gli artisti hanno fatto festa ma non l'hanno portata in studio, c'era una professionalità nell'essere qui".

Chiunque sia stato ad Abbey Road saprà che è difficile guidare sulla strada fuori a causa dei turisti che ricreano la copertina dell'album dei Fab Four dove camminano sull'attraversamento zebrato.
Si scopre che alcuni automobilisti non hanno la pazienza di aspettare, anche quando Sir Paul esce.
Mary spiega con un sorriso: "Hai visto quel pezzo alla fine del documentario in cui quella macchina quasi lo investe sulle strisce pedonali? "Lo abbiamo filmato, poi mentre ce ne stavamo andando, si è avvicinato e questa macchina non si è fermata per lui".

If These Walls Could Sing uscirà su Disney+ il 6 gennaio.

venerdì, aprile 30, 2021

I Gruppi e gli artisti rock più "odiati" di sempre? risponde un sofisticato algoritmo.

 

Devo ammettere che quando ho letto i risultati di questa ricerca, condotta dal team di BESTLIFE, sono rimasto alquanto sbalordito nel leggere i risultati, quasi incredulo; eppure come vedremo poi la sua attendibilità e l'algoritmo che ha calcolato questa "strana" classifica non ha lasciato nulla al caso.

Ebbene sì, nonostante molte di queste band hanno raggiunto un successo planetario e una carriera degna di nota, pubblico e critica li hanno spesso additati e criticati al punto di risultare molto "odiati". Ma veniamo alla classifica e poi vediamo come è stata condotta la ricerca:

  1. Nickelback
  2. Limp Bizkit
  3. Creed
  4. U2
  5. Mumford & Sons
  6. Bob Dylan
  7. Phish
  8. Radiohead
  9. KISS
  10. Dave Matthews Band
  11. Coldplay
  12. Green Day
  13. The Doors
  14. Metallica
  15. Korn
  16. Oasis
  17. Pearl Jam
  18. Rush
  19. Nirvana
  20. Spin Doctors
  21. Linkin Park

 Una classifica impietosa e che non fa sconti a nessuno, e anche se in alcuni casi si capisce come mai una band si trova in quella posizione, per altre la sorpresa è tanta, ma analizzando i criteri di ricerca che vi descriverò non è difficile capire che in alcune situazioni, nonostante il valore degli artisti, si può "scivolare" in facili critiche. 

Per trovare i 21 artisti della classifica la rivista americana online BESTLIFE ha condotto un'approfondita ricerca su Forum, parole chiave, commenti social, articoli e qualsiasi traccia on line che trattasse di questo argomento; successivamente ha deciso di utilizzare 5 valori di riferimento per stilare la classifica. 

Per prima cosa è stata analizzata la classifica delle 20 peggiori band stilata da LA Weekly, poi la lista dei 123 peggiori musicisti stilata da Vice, non contenti hanno poi preso la classifica delle 21 band più odiate creata da Ultimate Guitar e infine hanno attinto dal portale Ranker e in particolare in due sondaggi: quello delle 102 band più sopravvalutate e quello delle 421 peggiori rock band. Assegnando poi un punteggio ad ogni riferimento e dandolo in pasto ad un algoritmo che analzasse il tutto, si è arrivati a questo impietoso risultato.

 Sono proprio i Nickelback a vincere, si fa per dire, questa classifica e in questo caso la sorpesa è pari a zero: è ormai noto che nel mondo del rock la formazione di Chad Kroeger non ha mai appassionato e le critiche sono all'ordine del giorno. Ma senza stare ad analizzare le singole posizioni, per quelle lascio i giudizi e commenti a voi, vi dico quali, secondo i miei gusti personali, non dovrebbero essere presenti nell'elenco.

Mi fa male vedere la Dave Matthews band al decimo posto anche se da un certo punto di vista lo posso comprendere; la formazione è formata da ottimi musicisti, alcuni anche eccellenti come Carter Beuford alla batteria (uno dei miei idoli), ma è indubbio che la loro musica risulti un po' di nicchia, la voce di Dave Matthews o la ami o la odi e in alcuni casi non si possono veramente definire rock band.

Sorpende forse di più la presenza dei Pearl Jam al diciassettesimo posto perchè a mio modo di vedere rappresentano a pieno il prototipo di rock band: la figura carismatica di Eddie Vedder, una buona preparazione musicale e pezzi che hanno fatto la storia....ma chi sono io per dubitare della scienza?

Per molti casi però ogni artista presente in classifica ha dei punti deboli che li hanno fortemente penalizzati: Gli Oasis, amati alla follia dai loro fan, ma odiati per l'antipatia dei fratelli Gallagher, I Doors forse penalizzati dalla figura quasi divina di Jim Morrison, I Rush forse più appartnenenti al mondo PROG che ha molti fan ma anche molti detrattori, Infine i Coldplay che raccolgono un pubblico molto ampio ma vengono spesso messi sulla graticola dai cultori più critici.

Concludendo, ho già affrontato in un altro post quanto le classifiche alla fine lasciano il tempo che trovano, detto questo è indubbio che i "colleghi" di Bestlife abbiano condotto una ricerca molto approfondita e dettagliata e forse alla fine non si può far altro che accettare il risultato.... ma voi amanti del rock, quale band odiate di più?

IL DOGUI


venerdì, novembre 20, 2020

I FIGLI D'ARTE NEL ROCK


Vivere nella lussuria e nei privilegi può offrire molte opportunità, da una vita sfrenata e piena di lusso alla facilità di diventare ciò che si desidera. Essere figli d’arte, spesso, ha i suoi lati negativi, soprattutto se si decide di intraprendere la carriera del proprio genitore famoso. Altre volte, invece, i giovani appaiono più razionali, meno eccentrici e scelgono di proposito di tenersi ben lontano dal mondo della celebrità e da tutto ciò che esso comporta. Tuttavia, il lavoro e la dedizione sono comunque fattori importanti per il successo. «Se nasci in mezzo alla musica e l’ami, ti appartiene. Che tu abbia successo o no» ha detto Otis Redding III, figlio della celebre voce soul. 

Sono cresciuti all’ombra dei miti rock e pop, non si fanno condizionare, però la fama dei padri li schiaccia. Nessuno riesce a essere altrettanto grande. Solo Jeff Buckley ha superato papà Tim, tragica voce folk. Poi, a 31 anni, è annegato nel Mississippi. La storia dei padri e figli del rock è lunga e ha esempi illustri: Jakob Dylan, che assomiglia a Bob com’era trent’anni fa, ha cancellato il suo nome entrando nei Wallflowers. Anche lui, come il papà, compone, canta e suona la chitarra. Ha scelto l’«invisibilità» Zack Starkey, che suona la batteria con Who e Oasis ed è pure salito su un palco con l’augusto genitore, Ringo Starr. Julian Lennon, il 43enne figlio di John e della sua prima moglie Cynthia, dopo una discreta carriera negli anni ’80 ora vuole ripubblicare i suoi vecchi album. Anche il fratellastro Sean (la mamma è Yoko Ono) voleva fare il musicista. Ha inciso due album negli anni ’90.

Altri figli del rock… 
Il leader dei Green Day sposa nel 1994 Adrienne Nesser e l’anno seguente nasce Joseph Marciano “Joey” Armstrong attualmente batterista dei SWMRS. Anche il secondo figlio, Jakob Danger Armstrong nato nel 1998, è un musicista membro dei Mt. Eddy. 

Jason Bonham (15 luglio 1966). A soli 5 anni si può vedere nel film “The Song Remains The Same” sotto gli occhi dell’orgoglioso papà John. Nel 1984 fa parte degli Airrace, nel 1987 dei Virginia Wolf e quindi nel 1988 suona nell’album ‘Outrider’ di Jimmy Page. Quindi due album come Bonham (1989-1992), collaborazione con Paul Rodgers, la nuova formazione chiamata Motherland ed in seguito altri due dischi questa volta come Jason Bonham Band. Inutile elencare le tantissime altre joint venture di Jason che vanno dai Foreigner agli UFO, da Slash alla reunion dei Led Zeppelin. Jason è un batterista affermato, turnista di fama internazionale che ha assistito i Led Zeppelin dietro le pelli nella loro ultima, magnifica Reunion, il Celebration Day del 2007. 

In ambito “metal” si inserisce Lauren Harris (6 luglio 1984), figlia di Steve Harris, bassista degli Iron Maiden. Nella sua band c’è il chitarrista Rick Baum (Deepset) che vanta una collaborazione con Nicko McBrain nei McBrain Damage. Disco di debutto datato 2008 e tour di supporto per i padrini Maiden nel 2007 in giro per il mondo. 

Ora è il turno della londinese Kelly Michelle Lee Osbourne (27 ottobre 1984) figlia del leggendario Ozzy. Kelly sale agli onori della cronaca nel 2002 con la serie di MTV dedicata alla sua allegra famigliola (“The Osbournes”), composta anche dal fratello Jack e dalla sorella Aimee. Ha pubblicato tre album agli inizi del terzo millennio, Shut Up e Changes, nel 2002 e, successivamente Sleeping In The Nothing, nel 2005. Si tratta di dischi in pieno stile Pop Rock, pur traendo chiara ispirazione dal Punk. 

ROBERT TRUJILLO, il navigato bassista californiano (Suicidal Tendencies/Metallica) ha due figli avuti dal matrimonio con Chloé: Tye e Lulah. Il ragazzo (classe ’05), già membro di una band chiamata The Helmets, a soli dodici anni viene reclutato dai Korn per sostituire in tour (sette date sudamericane nella primavera del 2017) il bassista Reginald “Fieldy” Arvizu: FENOMENO! 

Dall'Italia... 
Lenny Ligabue, figlio del famoso Luciano, ha scelto di seguire le orme del padre e anche lui lavora nel mondo della musica. Sui social, Lenny è molto seguito e quello che subito si percepisce è la propensione al black and white che caratterizza la maggior parte delle sue foto in cui mostra la sua grande passione per la musica. In particolar modo Lenny ha una vera e propria predilezione per l'heavy metal. Infine, ha collaborato con il padre suonando la batteria per la canzone dell’ultimo album “La cattiva compagnia”. 
LA SCOMMESSA 
Eli Hewson, all’anagrafe Elijah Bob Patricius Guggi Q Hewson, è il terzo figlio di Bono (U2)ed Alison Stewart (dopo Jordan, imprenditrice, e Memphis Eve, nota attrice), ed è nato il 18 agosto 1999. Da piccolo ha sofferto d’asma, e per questo ha dato il nome della sua band ad un oggetto legato a questo: inhaler, infatti, vuol dire inalatore. La band di cui è il frontman fa musica rock s’ispira alla new wave dei Joy Division. Ascoltate su Spotify “My honest face”: FIGLIO D'ARTE!