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sabato, ottobre 06, 2018

Le classifiche "il meglio di....": oggettività contro soggettività....


Quante volte ci siamo imbattuti su youtube, sui social o nei siti specializzati di musica nelle famose classifiche: "i dieci migliori batteristi/chitarristi/bassisti di sempre" "le dieci migliori canzoni rock della storia" "i dieci migliori assoli di chitarra" e chi più ne ha più ne metta. Ma le domande sorgono spontanee: chi stabilisce questa classifica?? chi decide l'ordine della classifica? come fanno a starci 10 posizioni in un mare magnum di canzoni, di artisti ecc.? beh la risposta è del tutto soggettiva, e cioè di chi stila la classifica, e alla fine si perde il senso di tutto.

Per mia opinione personale è infatti impossibile creare una classifica o un elenco che vada bene a tutti, e che soprattutto sia oggettivamente esaustiva; la musica è quasi impossibile "rinchiuderla" in giochini di questo tipo. Ma allora perchè lo fanno?

Contrariamente a quanto si pensi questo tipo di classifiche sono seguitissime e hanno milioni di visualizzazioni, e se devo dirvela tutta mi diverte anche a me consultarle; perché è nella natura umana guardarle al fine poi di contestarle: "Eh ma è inammissibile che non ci sia quello" "Come fa ad essere al nono posto Tizio e al terzo Sempronio?" e quindi dopo il vero protagonista di quei post o video diventa la sezione commenti dove si aprono dibattiti che saranno infiniti perché nessuno avrà mai la risposta esatta.

Ma in fondo il bello della musica è anche questo: non può essere imprigionata da numeri, da classifiche, come lo sport ad esempio; abbiamo visto molte volte che qui non vige la legge della meritocrazia, tecnica non vuol dire sempre bravura, una cosa fatta negli anni sessanta, quando c'erano tante cose da inventare e anche tecnologie diverse, non può essere paragonata a un qualcosa fatto ai giorni nostri e quindi alla fine va bene così.

Eh ma in tutto questo c'è un però: in mezzo a tutto l'universo musicale ci sono sempre degli artisti o delle canzoni che non possono mai mancare, e questa cosa influenza anche chi le classifiche le stila. E quindi...come fare una classifica dei migliori chitarristi senza inserire Jimi Hendrix o Eric Clapton? E Jaco Pastorius tra i bassisti? e Ian Paice tra i batteristi? e in questo modo si rischia di fare delle cose che per il 70 % sono tutte uguali perdendo tutto il bello.

Allora molto meglio stilare un elenco del tutto libero da qualsiasi vincolo oggettivo, creando veramente qualcosa di personale che può piacere o meno ma che comunque rispecchia la personalità e i gusti di chi redige la classifica. Sarebbe divertente vedere gente che mette Ghigo Renzulli, chitarrista dei Litfiba, in classifica non inserendo per esempio nei primi dieci Mark Knopfler..... non sarebbe più divertente??
Soprattutto sai che commenti piccanti che prenderebbe!!!!

IL DOGUI







sabato, dicembre 23, 2017

Identità Musicale: Flea - Red Hot Chili Peppers


"Se non vi piace questo disco, non vi piacciono i Red Hot Chili Peppers, punto" (FLEA, Stadium Arcadium 2006)

Michael Peter Balzary, meglio noto come Flea, è uno dei più istrionici e virtuosi bassisti della scena rock degli ultimi anni.
Sicuramente il suo modo di suonare ha ricoperto un ruolo da protagonista nell'identificazione della band statunitense tanto che nel 2003 la rivista Rolling Stone lo posiziona al secondo posto nella classifica dei dieci migliori bassisti di tutti i tempi.
la caratteristica principale dei Red Hot Chili Peppers è sempre stata quella di aver mescolato diversi generi musicali: Funk, Rap, Heavy Metal, Punk Rock e Alternative e senza ombra di dubbio Flea è il musicista che con il suono del suo basso meglio si è adattato alle varie contaminazioni, anzi diciamo pure che è grazie a lui se il gruppo californiano è riuscito a essere "credibile" nei vari generi che proponeva.
Una sua caratteristica tecnica è senza dubbio l'utilizzo magistrale dello "slap": questa tecnica, tipica degli strumenti a corda, consiste nell'alternarsi di "strappi" e percussioni con il pollice alle corde del basso. Soprattutto nei primi cinque album Flea con il suo "slapping" ha dato l'impronta definitiva e caratteristica dei RHCP che hanno portato la band al successo mondiale di oggi.

Inoltre i Red Hot non hanno mai avuto una lineup costante a parte Flea ed il cantante Anthony Kiedis, presenti dal 1983, nonostante questo sono riusciti ad essere sempre performanti e prolifici grazie allo "zoccolo duro" dato da questi due artisti.

Ovviamente un ruolo fondamentale l'ha giocata anche la sua personalità sopra le righe; storica è la sua apparizione al Live di Woodstock del 1999 completamente nudo sul palco con il solo strumento a coprire le parti intime. Questa sua personalità ha portato Flea anche a partecipare in qualche film degli anni novanta come personaggio minore. Cito sopra tutti il personaggio di Douglas Needles, uno degli scagnozzi di Biff, in Ritorno al futuro - parte II e Ritorno al Futuro - parte III.

Negli anni anche i più noti produttori di bassi non sono rimasti indifferenti alla bravura e tecnica di Flea, tanto da dedicargli molte linee di strumenti personalizzati con il suo nome (Music Man, Modulus, Fender) che il musicista ha sempre personalizzato anche dal punto di vista estetico facendoli diventare dei veri e propri pezzi originali. Dal canto suo Michael ha lanciato una linea di bassi per i ragazzi alle prime armi chiamati "FLEABASS". La caratteristica di questi strumenti era quella di avere delle buone prestazoni ad un prezzo contenuto.

Insomma se devo pensare ad un bassista rock con un'identità musicale ben definita Michael Peter Balzary è sicuramente uno dei pretendenti al podio. Piccola curiosità, il soprannome "Flea" (che in inglese significa Pulce) gli è stato affibbiato da compagni a scuola perchè aveva sempre il brutto vizio di trovarsi nel mezzo delle discussioni.

(released by ILDOGUI)