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lunedì, gennaio 09, 2023

I 200 più grandi cantanti di tutti i tempi

 


Il principale media statunitense Rolling Stone ha pubblicato una lista costellata di stelle di quelli che considera i 200 più grandi cantanti di tutti i tempi, e tra questi ovviamente sono presenti una serie di grandi del rock e del metal.

La lista, guidata dall'icona soul Aretha Franklin, include cantanti provenienti da pop, rock, metal, jazz, soul, r'n'b e altro ancora, con tutti, da Beyoncé a Glenn Danzig rappresentati (anche se quest'ultimo si è attestato solamente al numero 199).

Presentissimi alcuni dei più importanti frontman della musica rock: gli ex "alunni" dei Beatles John Lennon e Paul McCartney (con Lennon che appare ben 14 posti più in alto del suo compagno di band dei Beatles), la leggenda dei Led Zeppelin Robert Plant (solo al 63° posto) e l'eroe heavy metal Ronnie James Dio, che è quasi in fondo alla lista essendo al 165° posto. In effetti, la lista comprende pochi nomi per i fan dell'heavy metal, con Ozzy Osbourne, primo tra i suoi al 112° posto.

"Questa lista è stata compilata [dal] nostro staff e dai principali contributori, e comprende 100 anni di musica pop come una conversazione globale in corso", spiega Rolling Stone, "dove l'iconica cantante indiana Lata Mangeshkar si posiziona tra Amy Winehouse e Johnny Cash, e la regina della salsa Celia Cruz è lassù in classifica con Prince e Marvin Gaye".

Non tutti saranno d'accordo ma ecco dove i cantanti rock sono stati inseriti nella lista:

12 – John Lennon
14 – Freddie Mercury
26 – Paul McCartney
32 – David Bowie 
52 – Mick Jagger
63 – Robert Plant
80 – Chris Cornell
82 – Steve Perry
105 – Eddie Vedder
109 – Roger Daltrey
112 – Ozzy Osbourne 
129 – Rob Halford
134 – Axl Rose
165 – Ronnie James Dio
176 - Iggy Pop
181 - Bob Seger
199 - Glenn Danzig

domenica, dicembre 18, 2022

Keith Richards - La lingua più acida del rock

 



Ci stiamo avvicinando al Natale e tutti siamo più buoni o forse dovremmo esserlo.....ma c'è chi nel mondo del rock è famoso per non avere peli sulla lingua e dire ciò che pensa dei propri colleghi senza mezze misure: Keith Richard, la lingua più acida del rock.
Di solito non lo fa con un intento calcolato per cercare copertura mediatica; è proprio un desiderio di  Richards di esprimere il suo sé naturale.  Per oltre mezzo secolo, il chitarrista ha operato esclusivamente secondo le sue regole, e dopo averlo fatto così bene per così tanto tempo, non c'è modo che il chitarrista abbia intenzione di modificare i suoi metodi per il futuro.
Una volta, Richards fu costretto a scusarsi con Mick Jagger per mantenere vivo il futuro dei Rolling Stones, ma questa fu un'anomalia. Per il resto degli insulti in questa lista, Richards rimane fermo e non nutre alcun rimpianto per come le sue vittime abbiano interpretato le sue osservazioni.
Ecco i suoi più duri attacchi :
vs. PrinceNel 1981, il "Purple One" faceva da supporto per la band britannica a Los Angeles quando il loro pubblico reagì male e iniziò a sabotare lo show del musicista. Mick Jagger intervenne personalmente per assicurarsi che Prince rispettasse il resto delle sue date di supporto al gruppo, ma Richards era meno ospitale del suo compagno di band. "Un moscerino sopravvalutato, Prince deve scoprire cosa significa essere un principe. Questo è il problema di conferire un titolo a te stesso prima di averlo dimostrato", ha detto crudelmente Richards poco dopo l'evento. "Il suo atteggiamento quando ha aperto per noi è stato offensivo per il nostro pubblico. Non cerchi di cavarsela così quando stai suonando contro una folla di Stones. È un principe che pensa di essere già un re. Buona fortuna a lui", ha poi aggiunto. Otto anni dopo, Richards disse al Los Angeles Times: "Per me, Prince è come i Monkees. Penso che sia molto abile nel manipolare il business della musica e dell'intrattenimento".
vs. Elton John : Richards gettò per la prima volta ombra su Elton John quando Rolling Stone lo intervistò nel 1988. Al chitarrista quando gli è stato chiesto di fornire i suoi pensieri su una serie di canzoni pop contemporanee, tra cui "I Don't Wanna Go On With You Like That" di Elton, rispose che sembrava una canzone finta, costruita solo per fare soldi. Dopo la morte della principessa Diana, Elton ha rielaborato 'Candle In The Wind' come tributo alla sua amica scomparsa e questo ha irritato Richards. Una canzone solo per lo showbiz, ha detto a EW nel 1997.
vs. Bee Gees : Richards disse brutalmente a Rolling Stone nel 1969: "Beh, sono nel loro piccolo mondo fantastico. Basta leggere di cosa parlano nelle interviste... Quanti abiti hanno e quel tipo di merda. È tutta roba da bambini, non è vero?"
vs. Metallica : Innegabilmente, i Rolling Stones hanno influenzato un numero incommensurabile di band. Per la maggior parte di queste, Richards è orgoglioso del loro impatto sugli altri. Tuttavia, un gruppo da cui il chitarrista non vuole essere classificato come influenzato sono i Metallica. "Milioni di persone sono innamorate dei Metallica e dei Black Sabbath. Ho solo pensato che fosse un grande scherzo", ha detto al New York Daily News nel 2015. Richards ha continuato bruscamente: "Non so da dove venga l'ispirazione dei Metallica, ma se viene da me, allora sono fottuto".
vs. David Bowie : In un'intervista del 2008, Richards ha affermato che "Changes" era l'unica canzone di Hunky Dory che riusciva a ricordare. Ha commentato: "È tutta finzione. È tutta fottutamente finzione. Non ha nulla a che fare con la musica. Lo sa anche lui". Il Rolling Stone ha aggiunto a sangue freddo: "Non riesco a pensare a nient'altro che abbia fatto che mi faccia rizzare i capelli".
Un bel personaggio il nostro Keith.....

venerdì, maggio 07, 2021

La Royal Mail omaggia Sir Paul con 12 francobolli

La Royal Mail, azienda postale britannica famosa nota ai collezionisti e non,  ha rivelato le immagini di una serie di 12 francobolli speciali per onorare la leggenda della musica Sir Paul McCartney.
Il set di francobolli principali presenta una selezione di otto LP che hanno definito la carriera dell'ex Beatle dal suo primo album solista, McCartney, pubblicato nel 1970, fino al suo ultimo album, McCartney III, che è stato registrato e pubblicato durante il lockdown nel 2020.
Sarà disponibile anche un foglio in miniatura di quattro francobolli, con fotografie che coprono tre decenni di Sir Paul nello studio di registrazione.
La Royal Mail ha collaborato strettamente con il protagonista della collezione, ed infatti l'ex Beatle ha avuto un coinvolgimento personale nelle immagini utilizzate ed in tutti i prodotti che verranno pubblicati.
Sir Paul ha scritto o co-scritto 188 dischi che sono andati in classifica nel Regno Unito, ed addirittura 91 hanno raggiunto la top 10 e 33 sono saliti fino al primo posto.
È l'artista di maggior successo nella storia ufficiale della classifica britannica ed è stato premiato con più di 60 dischi d'oro.
Sir Paul è uno dei soli tre artisti musicali singoli ad essere presente in un'emissione di francobolli dedicata dalla Royal Mail: gli altri sono David Bowie (2017) e Sir Elton John (2019).
David Gold di Royal Mail ha dichiarato: "Paul McCartney rimane una figura vitale al centro del rock e del pop, un artista la cui eredità è immensa, ma il cui lavoro continua a generare attenzione popolare e plauso della critica.
Questa emissione di francobolli dedicata è un giusto tributo a una delle icone musicali molto amate e venerate del Regno Unito."
I francobolli sono in vendita il 28 maggio.

venerdì, novembre 13, 2020

Un buon libro da leggere - Amore Morte & Rock 'n' roll




In questo periodo di secondo lockdown poco importa che viviate in zona rossa, gialla od arancione. Sicuramente avrete più tempo per dedicarvi ad una buona lettura, magari alla sera prima di addormentarvi od in una pausa di lavoro mentre siete in smart working.
Vi consiglio allora "Amore, morte & Rock 'n' roll" del giornalista Ezio Guaitamacchi. Il titolo del libro è già evocativo ed incarna fin dall'immagine di copertina lo spirito cupo del rock. 
Misteri, circostanze oscure, silenzi ed omissioni ci portano alla scoperta degli ultimi giorni di esistenza di 50 rockstar mondiali.
Ai più forse non sembra il mestiere più pericoloso del mondo, ma leggendo le ultime ore dei nostri beniamini ci accorgiamo che suonare la batteria in un gruppo metal od essere il frontman di una band rock aumenta vertiginosamente le possibilità di morire in circostanze misteriose ed oscure. O forse tutto ciò serve per rendere immortale il ricordo del beniamino prematuramente scomparso? La risposta la canta Sting in 50.000, brano scritto dopo la scomparsa di Prince, quando sussurra …."le rockstar non muoiono mai, semplicemente svaniscono…".
E così potrete leggere di una Amy Winehouse, controllata giorno e notte da un bodyguard con il compito di proteggerla dai suoi eccessi di droga ed alcool, che muore nell'unica notte in cui viene lasciata sola nella sua stanza, o di un David Bowie che a pochi giorni dalla sua scomparsa per un tumore, contattò il suo produttore e disse di avere trovato il miglior modo per promuovere il suo album, appena uscito, e nel giro di 48 ore la notizia della sua dipartita su tutte le testate del mondo fece incrementare le vendite del suo ultimo lavoro. E poi rimarrete stupiti dal racconto di chi ha vissuto gli ultimi istanti in compagnia delle rockstar. Scoprirete la telefonata che scatenò il delirio suicida in Michael Hutchence, cantante degli Inxs, o la luce accecante che portò via Lou Reed nel suo giardino di casa, raccontata dalla sua compagna Laurie Anderson.
Le nostre Rockstar preferite ci lasciano senza parole in vita e da morti e forse aveva proprio ragione Sting…..non muoiono mai.

venerdì, giugno 05, 2020

Collaborazione a sei mani per un gioiello del rock (Fripp-Eno-Bowie)




Spesso mettere in collaborazione grandi menti, imprenditori capaci, artisti dalle qualità eccelse porta ad ottenere prodotti, risultati eccellenti. Soprattutto in campo artistico e nello specifico nel mondo musicale chiedere il contributo di qualche "amico" ha sempre solleticato le aspettative dei produttori e le curiosità dei fan.
Le influenze musicali sono da sempre state d'aiuto per colmare tasselli mancanti in una produzione, per offrire freschezza e novità ai progetti, per superare blocchi creativi che purtroppo anche i più grandi hanno dovuto subire nelle loro carriere.
La collaborazione nel fare musica porta tutte le persone coinvolte a fare un salto di qualità inevitabile, collaborare significa orecchie in più, cervelli extra con cui lavorare, avere accesso al flusso di lavoro di qualcun altro ed oltretutto a tirar fuori quella parte creativa da tempo dispersa in qualche angolo.
Ma attenzione, non tutte le collaborazioni hanno un lieto fine...
Oggi cari amici rock fanatici parleremo di uno dei chitarristi più geniali di sempre, uno dei più "riconoscibili", un chitarrista con uno stile completamente differente rispetto a tutti i più grandi della sua epoca, così come il suo approccio ad uno strumento tanto semplice quanto complesso: Robert Fripp....e la sua collaborazione.
Fripp è considerato uno dei chitarristi più originali e sofisticati di sempre inserito al 62° posto nella classifica dei migliori chitarristi di tutti i tempi di Rolling Stones; a differenza degli altri grandi chitarristi della sua generazione (da Page a Clapton, da Blackmore a Jeff Back), la tecnica compositiva di Fripp non si basa sul blues ma sulla musica classica, sul jazz, sulla musica contemporanea ed etnica caratterizzata da spunti di notevole virtuosismo e marcata ecletticità.
Dal genio di Fripp senza una precisa collocazione artistica, nascono nel 1969 i King Crimson, il gruppo raprresenta sin dalle origini l'anima del suo leader, sfugge dalla catalogazione, si libera il più possibile dai vincoli, un'entità cangiante, multiforme, artisticamente alla ricerca del "senza compromesso", una band disciplinata con tanto cuore, cervello e REGOLATEZZA.
I Crimson sono il risultato dell'incrocio di strade di un manipolo di musicisti dall'indiscussa capacità strumentale e dalla superiore visione artistica, segnati da ricorrenti periodi di stasi hanno sempre saputo rinnovarsi anche grazie ai continui cambiamenti della formazione fatta eccezione per Fripp.
Durante questi periodi di "riflessione" infatti il leader dei Crimson (anche se non amava farsi così denominare) si è spesso dedicato a progetti paralleli, per soddisfare la sua vena creativa e per mettersi in gioco con sperimentazioni sempre più ardite per le quali sarebbe poi diventato famoso.
Le sinergie create da Fripp durante la sua carriera sono molte e con nomi altisonanti degni della sua fama, da Peter Gabriel a Peter Hammill, da Van Der Graaf Generator a David Sylvian e Andy Summers, ma è con l'amico e collega Brian Eno, con il quale perfezione oltretutto la tecnica detta Frippertronics, che Fripp ottiene i suoi più grandi riconoscimenti.
Era infatti il 1977 quando Eno chiamò al telefono Fripp per proporgli un progetto che contribuì a cambiare per sempre la storia del rock. Eno stava infatti collaborando a Berlino al nuovo album del Duca Bianco, Heroes, capolavoro indiscusso, e fu prorpio Eno a proporre a Bowie la collaborazione dell'amico Fripp.
La mente dei King Crimson arrivato a Berlino prese la sua chitarra e si mise a suonare sulle note di Beauty and the Beast ottenendo una registrazione perfetta al primo tentativo, anche nella title track Heroes i virtuosismi di Fripp hanno contribuito ad ottenere un riff di chitarra originale utile alla messa a punto di un gioiello del rock.
Purtroppo però anche nell'arte il dio soldo ha la potenza e la malvagità di distruggere ed inclinare anche i sodalizi più preziosi.
Infatti Fripp è al momento in disputa con gli eredi di Bowie a causa di quella che ritiene essere una dicitura impropria ed ingiusta per la sua collaborazione all'album Heroes ed al successivo album Scary Monsters.
In gioco c'è la designazione di "Featured Player", un termine usato dalla società di gestione dei diritti d'autore britannica che indica un interprete principale e che garantisce a quest'ultimo una maggiore remunerazione ed importanza.
Fripp fu riconosciuto solo come un semplice turnista ed anche se il musicista Tony Visconti e Brian Eno affermano che il motivo della chitarra che si trova alla base dell'intera canzone Heroes è stata interamente invenzione di Robert, il conferimento allo status di Featured Player non è stato accolto dagli eredi.
Che dire, a noi non resta altro che goderci in eterno il frutto di questa collaborazione, per tutto il resto, passiamo la palla a qualcun altro.
Rock and Roll
  

mercoledì, maggio 16, 2018

Dottore soffro di emicrania








Dottore buongiorno, soffro di emicrania .......cosa posso fare ??? Ascoltare della buona musica stando in silenzio in una stanza buia. Ma che musica ??? che brani scelgo ?? Non si preoccupi le scrivo la ricetta con tutte le canzoni da ascoltare, rigorosamente in questo ordine:


  • Bob Mould - Voices in my head - La ballata catartica che ti accompagna verso l'emicrania
  • Mike Posner - I Took a Pill in Ibiza - La sensazione di impotenza verso il dolore 
  • David Bowie - Starman  - Il genio ci viene in aiuto e ci fa volare 
  • Joni Mitchell - Circle Game - La coccola per il nostro mal di testa
  • Tom Rush - Wrong end of the rainbow - Per superare il dolore con il sorriso
  • Youssou N'Dour feat. Neneh Cherry - 7 Seconds - E la nostra mente supera il dolore e si apre
  • Natalie Merchant - Ophelia - Tante voci diverse un coro unico
  • The Velvet Underground - I'll be your Mirror - Il soave suono dell'amore
Grazie mille Dr. Massimo Cotto..........

venerdì, febbraio 02, 2018

La colonna del Falko: Simple Minds – The Breakfast Club (1985)

 Risultati immagini per Breakfast Club simple minds

Il film The Breakfast Club si apriva con alcune parole tratte dal testo di Changes di David Bowie: “And the children that you spit on/ As they try to change their worlds/ Are immune to your consultations./ They are quite aware of what they’re going through”. “E questi bambini su cui sputi / Mentre cercano di cambiare il loro mondo / Sono immuni ai tuoi consigli / Sanno bene ciò che sta loro accadendo.” 

La colonna sonora di questa pellicola contiene un titolo famosissimo dei SIMPLE MINDS, gruppo anni ’80 tra i più famosi di quei tempi insieme a U2, SPANDAU BALLET…

La band scozzese nel 1985 accettò di cantare Don’t You Forget About Me dopo che Annie Lennox, i Fixx, Bryan Ferry e Billy Idol avevano rifiutato. In realtà i Simple Minds avevano gentilmente declinato l’invito ma la loro casa discografica insistette e anche Chrissie Hynde, all’epoca moglie del frontman Jim Kerr, caldeggiò l’operazione.

I ragazzi accettarono, ma non di buon grado. 

Il pezzo spaccò; dall’Europa agli Stati Uniti al Sud Africa faceva bella mostra di sé nelle classifiche di vendita non andando mai sotto la 10a posizione. Un grandissimo successo che la band non digerì mai del tutto. Infatti ci vollero parecchi anni prima che una versione di Don’t You apparisse in un loro album, cosa che accadde soltanto nel best Glittering Prize del 1992.

Don’t You su YouTube? Ad oggi, 67.881.719 volte.


Il film descrive abbastanza fedelmente i sogni e le paure dei teen-ager della generazione X.

venerdì, aprile 08, 2011

David Bowie album sconosciuto


Un album di David Bowie mai pubblicato è apparso misteriosamente in rete. Il disco, intitolato Toy (e contenente pezzi rari della prima fase della carriera del duca bianco riarrangiati), doveva uscire nel 2001 ma i boss della Virgin Records si rifiutarono di pubblicarlo. Ora invece il disco è stato trovato in diversi siti di file sharing.
L’ufficio stampa di David Bowie non ha commentato il fatto Ecco la tracklist di Toy: Uncle Floyd Afraid Baby Loves That Way I Dig Everything Conversation Piece Let Me Sleep Beside You Toy (Your Turn To Drive) Hole In The Ground Shadow Man In The Heat Of The Morning You’ve Got A Habit Of Leaving Silly Boy Blue Liza Jane The London Boys