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mercoledì, dicembre 09, 2020

Scarecrow - Heavy Metal dalla Russia





Oggi vi vogliamo fra scoprire una band, non molto conosciuta in Italia, che incarna il vero spirito dell'heavy metal oscuro e misterioso del' Est Europa
Si chiamano Scarecrow. E li abbiamo intervistati per voi. 

- Ciao, ci raccontate il vostro background artistico? Da dove venite?

Siamo della città chiamata Perm, persa tra le infinite paludi umide e le impenetrabili foreste nebbiose, che si estendono ai piedi degli antichi Monti Urali. È molto buio e freddo in questa regione - temperature gelide e continue bufere di neve per la maggior parte dell'anno. Nei mesi più caldi, piove più spesso. Queste terre sono piene di terrificanti leggende antiche, strani culti, mostri, fantasmi, prigioni, gulag e pazzi. Probabilmente è tutto.

Siamo cresciuti in Russia negli anni '90 del XX secolo - tempo di vera illegalità, quindi non ha senso essere sorpresi dalla nostra tristezza. Quando sei fermamente convinto fin dall'infanzia che non ti aspetta assolutamente nulla di buono, c'è costante oscurità, freddezza e recinzioni di cemento intorno, è difficile cantare di amore, gentilezza, San Francisco e fiori nei tuoi capelli. Ascolta Worm of Anger - questa canzone parla di questo.

- Parlatemi della vostra band, come e perché è nata?

Il gruppo è nato nel 2013. Eravamo musicisti che suonavano principalmente blues e jazz, ma eravamo anche affezionati alla musica più pesante. Il gruppo si riunì gradualmente. Ci è voluto molto tempo e lavoro per trovare il suono giusto. Abbiamo fatto molti concerti in posti molto brutti, spesso gratuitamente e di fronte a sale vuote, ma questa è stata apparentemente l'esperienza da attraversare. Quando abbiamo deciso di registrare il primo album, eravamo completamente pronti e sapevamo cosa volevamo in termini di suono e concetto. Alla fine, tutto ha funzionato. La nostra musica ha trovato i suoi ascoltatori in tutto il mondo.

- Come si definisce il vostro suono?

È una miscela di molti generi, proporzioni in continua evoluzione. La nostra musica è basata sul classico heavy blues rock britannico della fine degli anni '60 e dei primi anni '70. Led Zeppelin, Black Sabbath, Budgie ecc. Ma non siamo fermi e cerchiamo di portare molti altri elementi nella nostra musica - folk, jazz, elementi di progressive rock, funk, musica orchestrale classica, ecc.

- Qual' è il gruppo o il genere che ascoltate che sia più lontano dalla musica che fate?

Non lo so nemmeno. Ascoltiamo molta musica di vari generi e sembra che molto di questo sia completamente diverso da quello che suoniamo, ma alla fine, penso che queste influenze influenzino la nostra creatività in un modo o nell'altro. E se questo non si riflette nella musica dei Scarecrow , allora si manifesta in altri progetti - "Artemis' The Endless Journey ", per esempio.



- Quanto è difficile suonare il vostro genere musicale e quanto interesse c'è oggi da parte del pubblico e delle compagnie discografiche per la musica heavy metal originale e le tracce inedite?

Domanda interessante. L'hard rock classico trova sempre il suo ascoltatore, ma ora, ovviamente, non si può parlare dell'ascesa che ha portato questo genere alle vette negli anni '60 e '70. E questo è assolutamente naturale: la cultura non si ferma, cambia, e il modo in cui ci relazioniamo con questi cambiamenti è una questione completamente diversa. Tuttavia, non siamo immobili e cerchiamo di sviluppare il genere, introducendo nuovi elementi in esso e ai nostri ascoltatori piace.

Per quanto riguarda le etichette discografiche - ora ce ne sono molte e ovviamente c'è chi tra loro è interessato al genere, lo sviluppa e lo sostiene, tuttavia, in questi giorni, è quasi sempre underground.

- In questo momento difficile riuscite a  fare musica?

Assolutamente sì, questo è esattamente quello che stiamo facendo in questi tempi difficili. Stiamo registrando il secondo album. E ad essere onesti, è difficile, ma non più del solito. Se viveste per un paio d'anni nelle paludi della Russia centrale, la frase "Tempi difficili" assumerebbe un significato completamente diverso per voi ragazzi!

venerdì, maggio 29, 2020

ANGELI & DEMONI - II PARTE


DEMONI

Seconda parte dedicata ai frontmen del panorama rock più estremo. Capaci di coniugare voce acuta ad un’estensione profonda ed un eccezionale ritmo timbrico, ipnotico, coinvolgente. La maggioranza dei quali utilizza la cosiddetta voce DEATH.
Parliamo di una tecnica vocale ottenuta tramite l'utilizzo del diaframma, il quale controlla il debito d'aria responsabile della potenza sonora; l'aria immagazzinata viene "buttata fuori" cercando di produrre attraverso la gola dei suoni rauchi e cavernosi o gutturali (growl). Una disciplina che richiede tempo dedicato ad esercizi e allenamenti fisici, necessari per poter sostenere le performance richieste nei concerti per più di 2 ore: se fosse utilizzata la gola, le corde vocali verrebbero gravemente danneggiate.
Il canto death è un cantato brutale, raschiato, praticamente urlato che viene usato per esprimere rabbia, disperazione o malinconia.

Demoni di oggi …


Per la manifesta spettacolarizzazione delle tenebre e delle forze oscure, i miei designati sono:

- Olve Eikemo alias Abbath Doom personaggio occulto con una voce growl catramosa arricchita da ululati e stridii dai suoni sgradevoli ma impeccabili per ritmo trascinante e suono carico di assoluta qualità: POSSEDUTO;

- Shagrath, all'anagrafe Stian Thoresen, vocalist dei Dimmu Borgir perfeziona il genere e riesce a collocarsi in una nicchia piuttosto ampia, grazie alle scelte stilistiche che si discostano sia da un growl ossessivo, che rischia di divenire inascoltabile, sia da eccessi baroccamente commerciali o intellettuali, cantando in autentico growl, circondato da sussurri e voci inquiete: SATANICO;

- Kristian Eivind Espedal nome d’arte Gaahl, inquietante cantante black metal norvegese, in passato frontman di Trelldom, Gorgoroth e God Seed, sfoggia una voce tenebrosa che può variare i registri nello stesso respiro. Le sue parti vocali variano da ritmi lenti e malinconici a veloci e travolgenti: DIABOLICO;

- Corey Taylor degli Slipknot è un cantante versatile, con il suo growl è capace di sfondare i timpani ma anche far venire i brividi quando canta in clean. Nella sua band utilizza una maschera dalle fattezze horror per esprimere violenza e crudeltà nelle parole cantate: RABBIOSO.



Demoni di ieri …


Parliamo di Cantanti con la “C” maiuscola, pionieri del suono e del controllo vocale, da tutti rispettati e presi come fonte d’ispirazione:


- Ronald James Padavona (alias James Dio), è stato il Frontman carismatico di band come i Raimbow, i Black Sabbath e i DIO. E’ considerato una delle voci più grandi della storia del rock nonché uno dei padri fondatori e massimi esponenti dell’heavy metal. La sua voce dal vivo era incredibile, poderosa per potenza, come un colpo di cannone. Ammirato e stimato da molti suoi colleghi.
Una voce con dizione chiara e un vibrato pieno, risonante a tal punto da creare un effetto altamente graffiante: BELZEBU’;

- Peter Steele, hanno scritto di lui: “colui che ha stuprato il concetto di metal, rendendolo un vortice d’incubi psicologici, dove i demoni del passato, presente e futuro logorano anime di uomini privi di speranza…”
Dotato di voce profonda e suadente con un timbro profondissimo. Geniale nel suo scrivere tanto da riuscire a creare album sempre molto eterogenei e sperimentali, fra tutti ricordo Slow Deep and Hard (1991), realizzato in poche settimane e considerato da alcuni critici il miglior album della storia del metal: ANGELO RIBELLE;

- Geoff Tate, la voce più bella, potente e tecnicamente impostata degli anni ottanta. Una voce live fiammeggiante, potete ascoltare alcuni brani come Take Hold the Flame, Roads to Madness, Eyes Of A Stranger. Nel 1987 con i sui Queensryche pubblicò Rage for Order, per espertissimi il disco con il cantato più difficile della storia della musica rock. Un disco che qualunque cantante di qualunque genere considererebbe ESAGERATO. I
I suoi concerti erano assurdi, nessuno ha mai cantato per oltre due ore live così, NESSUNO. Le sue esibizioni potete scoprirle grazie a youtube: DIAVOLO.


Nella speranza che il panorama musicale futuro ci possa offrire altri talenti dall’ugole ultraterrene… godiamoci le performances degli idoli fin qui descritti.


Bye  bye

venerdì, maggio 15, 2020

Guida all'ascolto: Metropolis Pt.2: Scenes from a memory


Ho già avuto modo più volte di parlare di una band a me molto cara, ma non mi ero mai soffermato ad analizzare uno dei miei album preferiti dei Dream Theater, è cioè il concept album "Metropolis Pt.2: Scenes from a Memory".

Innanzitutto partiamo dal concetto di CONCEPT ALBUM: vengono chiamati così infatti quelle opere dove le canzoni all'interno parlano di un tema comune oppure fanno da filo conduttore di una storia come se fossero scene di un film o atti di un'opera teatrale.

Ovviamente i Dream Theater non sono stati i precursori di questo concetto; tra i grandi concept album della storia ricordiamo SGT. PEPPER'S LONELY HEARTS CLUB BAND dei Beatles, THE RISE AND FALL OF ZIGGY STURDUST di Bowie fino ad arrivare ai celeberrimi THE DARK SIDE OF THE MOON e THE WALL dei Pink Floyd e THE LAMB LIES DOWN ON BRODWAY dei Genesis.

Anche nell'ambito Metal era abbastanza comune usare questa forma "narrativa", certo è che questo album rimane uno dei più riusciti della band nonché uno dei più amati insieme a "IMAGES AND WORDS".

E' proprio dal loro precedente lavoro che nasce la curiosità sul titolo: infatti la traccia 5 di Images and Words si chiama "Metropolis Pt. 1: The Miracle and the Sleeper", in realtà la band aveva chiamato questo brano non pensando in realtà ad una seconda parte, da li a breve però il pezzo divenne uno dei più rappresentativi dei Dream nonchè uno dei più richiesti ed apprezzati durante i concerti.

Su insistenza dei fan Mike Portnoy, batterista della band, decise di dare un seguito a quel brano in questo concept album. In realtà i riferimenti alla prima parte non sono solo nel titolo ma li ritroveremo sotto forma musicale anche all'interno dell'album sparsi qua e là.

Ma veniamo al tema narrato nel "Concept": L'album racconta la storia di Nicholas, un signore tormentato da incubi e allucinazioni che si affida alle tecniche ipnotiche di un pranoterapeuta per capire la causa dei suoi tormenti.
Scoprirà in queste sedute di avere dentro di sè lo spirito di Viktoria, una ragazza ufficialmente assassinata nel 1928 dal suo fidanzato, a sua volta suicida, accecato dalla gelosia. Il caso verrà archiviato come omicidio suicidio ma lo spirito della ragazza spinge Nicholas ad indagare ed approfondire la storia per far venir fuori la verità sul vero assassino.

Come nei più bei romanzi gialli non mi va di "spoilerare" la fine che se volete potete scoprire ascoltando ogni brano dell'album e/o leggendo i testi degli stessi che trovate anche tradotti su internet.

Scenes from a Memory  segna il debutto alle tastiere di Jordan Rudees, che è presente tutt'ora nella band.

Uno dei segreti del concept album è quella di sapere trasmettere musicalmente le emozioni dei protagonisti della storia e le ambientazioni in cui essi vivono. In questo album ci si trova completamente catapultati in essa con un susseguirsi di brani veloci e tormentati, alternati a ballad e/o sequenze dolci di pianoforte e chitarra che accompagnano la bellissima e "multiforme" voce di James La Brie.

Trai i pezzi migliori vi segnalo Regression, Home, Trough her eyes e The spirit carries on (dove parlo di un assolo pazzesco di Petrucci in questo articolo http://dreamkoma.blogspot.com/2018/01/identita-musicale-john-petrucci-dream.html ) fino ad arrivare all'atto finale Finally Free dove Mike Portnoy  si esibisce in una serie di fill di batteria davvero impressionanti.

Insomma in questo album c'è tutto; storia, coinvolgimento, tecnica strumentistica e musica di qualità e non importa se nell'ascolto ti capiterà di skippare un brano annoiato dalle sequenze strumentali che a volte possono mettere a dura prova chi non è abituato o appassionato del genere; l'importante è scoprine l'anima dell'album e godere di alcuni passaggi musicali che sono sicuro che possano stupire anche l'ascoltatore più lontano da questo genere. L'unica cosa da non fare, regola per qualsiasi Concept album, è ascoltarlo con la modalità random inserita!!!!

Una curiosità legata a questo album: due anni dopo la sua pubblicazione, esattamente l'11 Settembre 2001, i Dream theater pubblicarono l'album Live Scenes from New York. La copertina di questo live originariamente raffigurava, le torri gemelle, la Statua della Libertà e altri simboli di New York avvolti dalle Fiamme e la sfortunata coincidenza volle che il disco usci il giorno stesso degli attentati. La casa discografica tentò in tutti i modi di ritirare le copie dal mercato e cambiare la copertina. Tuttavia alcune copie erano già state vendute e oggi risultano oggetti da collezione.

Cover originale Live Scenes from New York ritirata per attentati dell'11 Settembre


Non mi rimane che augurarvi buon ascolto......

IL DOGUI

sabato, giugno 23, 2018

RIP Vinnie

Un pensiero a chi scrive la storia della musica dalla redazione di Dreamkoma....RIP Vinnie

lunedì, maggio 28, 2018

Oggi parleremo di un' anticipazione nonché di una gradita sorpresa per tutti i fans di un'icona metal, uno dei maestri del genere che è entrato a far parte di diritto dell'olimpo dei cantanti metal di sempre posizionandosi nel 2006 al 16° posto nella classifica stilata da Hit Parader: Jonathan Houseman Davis.
Davis è diventato famoso per aver fatto parte dei Korn, gruppo musicale iniziatore del genere Nu Metal insieme ai Deftones. Dopo essere stato leader del gruppo dal 1994 al 2016, dopo aver pubblicato ben 12 album e dopo aver venduto più di 30 milioni di copie di dischi, ha annunciato il suo debutto da solista durante una chiaccherata facebook con i suoi fans.
I Korn sono di fatto stati messi in stand-by e Davis si è dedicato anima e corpo allo sviluppo del suo personale progettto: 
"I Korn si prenderanno un po' di vacanza il prossimo anno, così io avrò un po' di tempo per lavorare sulla mia roba".
"Me lo stanno chiedendo in tanti: il mio disco solista arriverà la prossima estate, alla fine sono riuscito a finirlo: ho iniziato nel 2008, quindi sono dieci anni che ci sto lavorando. Sono molto eccitato."
Non mancherà di certo il tour che vedrà protagoniste anche alcune città italiane come Firenze e con il il Firenze Rocks.
Ma i fans più accaniti si staranno chiedendo...ma qual' è la sorpresa in tutto questo??
Davis, nella sua lista di cose da fare nella sua vita, ha progetti molto ambiziosi, tra i quali ha rivelato di voler scrivere un musical con colonna sonora Metal, novità assoluta per il genere teatrale:
"Molto tempo fa stavo parlando con Clive Barker di un musical dark, ma non se ne è fatto niente" ha dichiarato Davis" - "E' decisamente sulla mia lista delle cose da fare, ma sarebbe davvero un dark Metal musical, non certo una cosa stupida!".
Caro Davis, siamo tutti ansiosi di goderci il tuo futuro progetto, sicuramente un progetto ambizioso fuori dagli schemi, non di facile produzione ma da uno così...possiamo aspettarci di tutto.
Stay Tuned!

venerdì, marzo 30, 2018

ASTA MICROFONO DI JONATHAN DAVIS - KORN

L'asta del microfono del cantante dei Korn è stata progettata e realizzata dall'artista svizzero HANS RUEDI GIGER.

Per chi non lo sapesse, è stato il padre di un genere artistico basato sulla biomeccanica.
Pittore e scultore è diventato celebre grazie allo XENOMORFO, conosciuto ai più con il nome di ALIEN (film di Ridley Scott del 1979), con il quale ha vinto l'Oscar per gli effetti speciali.

Grande appassionato di musica, ha contribuito con la sua arte a disegnare copertine di album per diverse band del panorama gothic, punk, rock.

Una collaborazione importante è stata quella con il gruppo metal dei KORN: Davis, suo grande ammiratore, gli diede carta bianca per la realizzazione dell'asta.
Così, dapprima pensata nella forma di un serpente, il modello definitivo raffigura una donna dalle tipiche sembianze biomeccanoidi e dalle forme sinuose, ma al contempo austere, fortemente erotiche.

Con gli anni la scultura è diventata parte integrante dell'immaginario legato alla band ed oggetto di culto per tutti gli amanti del metal rock.

lunedì, gennaio 29, 2018

La Spada nella Roccia....il Musical Rock!

La Spada nella Roccia....un musical solo per bambini?? Niente affatto, quando in uno spettacolo musicale è il rock che fa da padrone, lo show diventa immediatamente dinamico, emozionante, dal ritmo travolgente, irresistibilmente coinvolgente capace di trasportare il pubblico pagante in un viaggio divertente, energico, dal battito incalzante.
Un' ottima e ben curata regia di Sandra Bertuzzi, scenografie spettacolarizzate da video proiezioni di Federico Zuntini, coreografie maestose ed imponenti di Daniele Palumbo, attori-cantanti talentuosi e spartiti rockeggianti scritti a quattro mani da due artisti di fama internazionale: Piero Monterisi ed Emanuele Brignola.

Monterisi è un batterista che iniziò la sua carriera musicale nel 1986 con Franco Dani e successivamente con Alberto Camerini. Note le collaborazioni con Carosone, Silvestri, Gazzè, ma degno di nota il lavoro con la PFM dove partecipa al fortunato tour in Giappone. Il 2006 vede Monterisi coinvolto in un nuovo progetto musicale rock e Blues elettrico anni '70 con Federico Zampaglione dei Tiromancino ed il bassista Emanuele Brignola, con il quale, appunto, collabora alla stesura della partitura musicale de "La Spada nella Roccia".
La trama è fedele all' originale, famosa per mettere in evidenza valori importanti quali l'umiltà, la fedeltà, la giustizia e la lealtà e dove, durante quasi 2 ore di spettacolo, gli spettatori si fanno trasportare dal frenetico ritmo del rock combattendo, cantando e...ballando insieme ai protagonisti della storia.