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lunedì, febbraio 27, 2023

Rage Against the Machine : Intervista a Tom Morello

 


In un nuovo video per la Foundation for Individual Rights and Expression (che trovi sotto)  il chitarrista dei Rage Against the Machine, Tom Morello ha raccontato al conduttore Ryan J. Downey di come la band è riuscita dopo molte peripezie a trovare la strada giusta per far conoscere la loro musica aggirando le restrizioni della censura senza dover censurare la loro arte.

Morello racconta subito il problema più grande, spiegando: "Con i Rage Against the Machine non avevamo intenzione di censurare i testi di nessuna delle nostre canzoni per la radio, quindi negli Stati Uniti non si poteva suonare la maggior parte delle canzoni del nostro disco di esordio".

Ciò ha portato a una vera e propria sfida in quanto l'Europa aveva meno restrizioni e la band ha preso piede velocemente oltreoceano, ma l'etichetta discografica statunitense non è stata in grado di cavalcare l'onda a causa delle parolacce che popolavano i testi delle tracklist presenti nel disco. Il chitarrista ricorda: "Stavamo suonando in enormi festival in Europa ma solamente in piccoli club negli Stati Uniti", poi aggiungendo: "La casa discografica statunitense era imbarazzata dal fatto di avere noi tra gli assistiti, che gli creavamo enormi problemi politici".

Dopo che tre singoli ("Killing in the Name", "Bullet in the Head" e "Bombtrack") non riuscirono a fare breccia negli Stati Uniti a causa delle parolacce incluse, il rappresentante della casa discografia propose alla band di tentare con "Freedom" come quarto singolo e diede alla band l'opportunità di girare un video sulla liberazione di Leonard Peltier assicurandosi di non inserire nella pellicola imprecazioni o parolacce.

"La ragione segreta per cui si scelse "Freedom" era che non c'erano parolacce nel testo della canzone, quindi potevano effettivamente essere in grado di portarla su MTV", ha ricordato Morello.

Come racconta il chitarrista, "Girammo il video ed era tutto fantastico. Ma quando poi lo riguardammo,  il responsabile della casa discografia ci disse che nella pellicola ad un certo punto si sentiva indistintamente un'osservazione di Zack de la Rocha che diceva così: "Porta quella merda dentro". NO! Ma allora è una maledizione, pensai" 
Ma quella affermazione improvvisa , racconta sempre Morello, non ci poteva fermare e quindi escogitarono una soluzione alternativa, sostenendo che si poteva far credere al pubblico che Zack stesse dicendo qualcosa di diverso. Ricorda: "E se stesse dicendo: "Porta lo shiteen" ( shiteen è foneticamente molto simile a shit in inglese), perché shiteen è la parola azteca per  definire la 'libertà'. E se stessimo portando lo 'shiteen' dentro e non ci fossero imprecazioni?"
Shiteen è la parola azteca per libertà e la canzone si chiamava "Freedom". Tutto a posto.

Quel disco alla fine è arrivato su MTV ed i Rage Against the Machine hanno  venduto 3 milioni di copie ed ha fatto  Leonard Peltier a una generazione completamente nuova.

"Freedom" ha fatto il suo debutto su "MTV's 120 Minutes" il 19 dicembre 1993 ed è stato in heavy rotation per MTV nella prima parte del 1994, dando alla band la piattaforma di cui avevano bisogno per sfondare con un pubblico più ampio negli Stati Uniti. 


venerdì, febbraio 12, 2021

Rock & Roll Hall of Fame 2021







La Rock & Roll Hall of Fame Foundation ha annunciato qualche giorno  i seguenti candidati per l'edizione 2021:Mary J. Blige, Kate Bush, Devo, Foo Fighters, The Go-Go's, Iron Maiden, JAY-Z, 
Chaka Khan, Carole King, Fela Kuti, LL Cool J, New York Dolls, Rage Against the Machine, Todd Rundgren, Tina Turner e Dionne Warwick

Per poter essere candidato, un singolo artista o band deve aver pubblicato la sua prima registrazione commerciale almeno 25 anni prima dell'anno di nomina. Sette dei 16 candidati sono al ballottaggio per la prima volta, tra cui Foo Fighters, The Go-Go's, Iron Maiden, JAY-Z, Mary J. Blige, Fela Kuti e Dionne Warwick. Chaka Khan è stato precedentemente nominato sia da solista che con la band Rufus. Se elette, Carole King e Tina Turner diventeranno rispettivamente la seconda e la terza artista femminile inserite due volte, dopo l'elezione di Stevie Nicks del 2019. Se i Foo Fighters venissero inseriti, per Dave Grohl sarebbe la seconda volta in carriera.

"Questo straordinario voto riflette la diversità e la profondità degli artisti e della musica che la Rock & Roll Hall of Fame celebra" afferma John Sykes, Presidente della Rock & Roll Hall of Fame Foundation. "Questi candidati hanno lasciato un impatto indelebile sul paesaggio sonoro del mondo e hanno influenzato innumerevoli artisti che li hanno seguiti."

I voti dei candidati vengono inviati a un organo di voto internazionale di oltre 1.000 artisti, storici e membri dell'industria musicale. Vengono presi in considerazione fattori come l'influenza musicale di un artista su altri artisti, la durata e la profondità della carriera e il corpo del lavoro, l'innovazione e la superiorità nello stile e nella tecnica.

La Rock & Roll Hall of Fame offre ai fan la possibilità di partecipare al processo di selezione con il Fan Vote. Da oggi fino al 30 aprile, i fan possono votare ogni giorno  sul sito www.rockhall.com o al Museum di Cleveland. I primi cinque artisti, selezionati dal pubblico, entreranno di diritto in un "ballottaggio dei fan" che sarà utilizzato insieme agli altri ballottaggi per selezionare gli eletti 2021. 

Gli eletti saranno annunciati a maggio 2021. La cerimonia di introduzione nella Rock & Roll Hall of Fame 2021 si svolgerà a Cleveland, Ohio, questo autunno.

I candidati sono stati annunciati sui canali social della Rock Hall e in diretta sul programma mattutino "Feedback" del canale 106 di Sirius XM VOLUME con i conduttori Nik Carter e Lori Majewski.

Dreamkoma esprime con forza il proprio voto per gli Iron Maiden ed i Foo Fighters. Sarà sufficiente per farli entrare nella Rock & Roll Hall Of Fame ?? Lo scopriremo tra qualche mese.

venerdì, giugno 12, 2020

Black Lives Matter : la Musica contro il razzismo e la xenofobia


Negli ultimi giorni il fatto di cronaca nera riguardante George Floyd ha scosso tutti noi e ha riacceso le proteste mai del tutto sopite dei movimenti afroamericani contro la xenofobia e il razzismo.

Nonostante negli ultimi 70 anni, grazie alle continue lotte per i diritti civili, si siano raggiunti molti obbiettivi in termini di uguaglianza, non credo si riuscirà mai a debellare del tutto qualsiasi forma di razzismo e xenofobia e purtroppo ogni tanto c'è sempre qualche notizia o avvenimento che ci fa capire che non ne siamo mai del tutto usciti e che siamo lontani dall'esserlo.

Le manifestazioni, più o meno pacifiche, che in questi giorni sfilano nelle città americane e non solo, sono soprattutto lo sfogo di gente che il razzismo lo vive quotidianamente, nelle piccole cose di tutti i giorni...la continua consapevolezza che in qualche modo nella tua vita potresti ritrovarti in una situazione dove vieni considerato diverso o inferiore ad altri.

Molti artisti e musicisti, direttamente coinvolti e vittime di queste situazioni, hanno dedicato la loro vita per la conquista e la difesa dei diritti civili;
In questo articolo però voglio parlare delle canzoni scritte dagli artisti che, anche se non direttamente vittime, sono rimasti toccati e si sono sentiti vicini a queste vicende tanto da voler lanciare messaggi di sensibilizzazione a favore di queste tematiche.

BLACKBIRD - BEATLES (THE WHITE ALBUM 1968)

Questa bellissima canzone è stata scritta da Paul Mcartney durante il tour dei Beatles "Back in the U.S." nel 1968 come reazione alle tensioni razziali esplose negli Stati Uniti nella primavera di quell'anno.
La canzone sosteneva il Movimento per i diritti civili americano che aveva avuto molta eco in Europa e sulla stampa Britannica. In particolare la canzone - ha spiegato Paul in un intervista - è stata scritta per Rosa Parks, la "blackbird" che il 1° Dicembre 1955 salì su un autobus e decise di sedersi nella parte riservata ai bianchi rifiutandosi di spostarsi in fondo, nella parte riservata alla gente di colore.

A Woodstock, nel 1969 la canzone fu interpretata anche a tre voci da Crosby, Still & Nash:

"Blackbird singing in the dead of night
Take these broken wings and learn to fly.
All your life

You were only waiting for this moment to arise."
"Merlo che canti nel cuore della notte
prendi queste ali spezzate e impara a volare
per tutta la vita
hai atteso che questo momento arrivasse"


https://www.youtube.com/watch?v=JiL5JpUtjqY

HURRICANE - BOB DYLAN (DESIRE 1975)

La canzone è ispirata alle vicende del pugile Rubin "HURRICANE" Carter che venne accusato, senza prove, di un triplice omicidio avvenuto durante una sparatoria al La Fayette Bar nel New Jersey.
Era il 1966, Carter venne scarcerato solo nel 1985 quando un giudice Federale riaprì il caso e stabilì che non aveva avuto un equo processo e che l'accusa era basata su "motivazioni razziali". Il 26 Febbraio 1988 caddero tutte le accuse nei suoi confronti. Dylan conobbe il suo caso leggendo la sua autobiografia, THE SIXTEENTH ROUND, che lo stesso Carter gli spedì per posta. Durante il tour del 1975 Dylan tenne un concerto di beneficenza in onore di Carter al Madison Square Garden cantando per la prima volta questa canzone. Successivamente si esibiì anche alla Clinton State Prison dove Carter salì sul palco per sensibilizzare l'opinione pubblica e convincere i media a parlare del suo caso.

Rubin Carter was falsely tried.
The crime was murder "one," guess who testified?
Bello and Bradley and they both baldly lied
And the newspapers, they all went along for the ride.
How can the life of such a man
Be in the palm of some fool's hand?
To see him obviously framed
Couldn't help but make me feel ashamed to live in a land
Where justice is a game.

Rubin Carter fu ingiustamente condannato
L'accusa fu omicidio, indovina chi ha testimoniato?
Bello e Bradley ed entrambi mentirono
E i giornali, tutti ci mangiarono sopra
Come può la vita di un uomo
Essere nelle mani di qualche pazzo?
Vederlo ovviamente incastrato
Non può aiutarlo ma mi fa vergognare di vivere in un paese
Dove la giustizia è un gioco.


https://www.youtube.com/watch?v=b_SUNDJT9DY

KILLING IN THE NAME - RAGE AGAINST THE MACHINE (RAGE AGAINST THE MACHINE 1992)

Il brano fu pubblicato il 2 Novembre 1992 ma più che mai attuale se si pensa alla vicenda di George Floyd. Il testo è un accusa ben precisa: all'interno delle forze dell'ordine americane ci sarebbero alcuni membri attivi del KU KLUX KLAN, il cui simbolo è la croce che brucia.

"Some of those that work forces, are the same that burn crosses"

"Tra le forze dell'ordine ci sono gli stessi che bruciano le croci"

"Those who are died are justified
for wearing the badges
theyre the choosen whites"

"Sono morti giustificati
chi li ha uccisi indossava un distintivo

PEOPLE ARE PEOPLE - DEPECHE MODE (SOME GREAT REWARD 1984)

Uscito nel Marzo del 1984, il brano lancia una dura accusa al pregiudizio nei confronti di gente di un altra razza.
Il singolo ebbe da subito un enorme successo in tutta Europa mentre negli Stati Uniti scalò le classifiche solamente un anno dopo, nel 1985, diventando il primo brano della band ad entrare nella prestigiosa BILLBOARD HOT 100, alla posizione numero 13. Ancora oggi è considerato uno dei brani simbolo della band britannica.

"I can't undertsand
what makes a man
hate another man
help me undertsand"

"Non riesco a capire
cosa spinga un uomo
ad odiare un altro uomo
aiutami a capirlo"
BORDER SONG - ELTON JOHN (ELTON JOHN 1970)

Musica di Elton John e testo scritto da Bernie Taupin. Elton la eseguì anche recentemente durante il concerto in occasione dei 90 anni di Nelson Mandela.
La canzone fu anche ricantata e registrata da due grandi artisti: Aretha Franklin, con una interpretazione magistrale, ed Eric Clapton che la cantò in unna raccolta dedicata alle canzoni di Elton e Bernie Taupin.
Fu il primo signolo dell'artista inglese a raggiungere la classifica statunitense posizionandosi al 92° posto. Il brano, nonostante sia un gospel, presenta dei toni cupi e un chiaro messaggio contro il razzismo, soprattutto nell'ultima strofa della canzone, scritta dallo stesso Elton:

"Holy Moses let us live in peace
Let us strive to find a way to make all hatred cease
There’s a man over there
What’s his color I don’t care
He’s my brother let us live in peace"

"Santo Mosè fa che viviamo in pace
Fa che ci impegniamo a trovare un modo per porre fine all’ odio
C’è un uomo laggiù
Qual è il suo colore non mi interessa
E’ mio fratello fa che viviamo in pace"


VERSIONE DI ELTON JOHN: https://www.youtube.com/watch?v=Lm7b-32Mpbs

VERSIONE DI ARETHA FRANKLINhttps://www.youtube.com/watch?v=OzY45mZNIHU

BIKO - PETER GABRIEL (PETER GABRIEL III 1980)

Il brano racconta la vicenda di Stephen Biko, noto attivista anti-apartheid sudafricano. Biko fu arrestato dalla polizia sudafricana nel 1977 e, dopo essere stato tenuto in custodia per giorni, fu interrogato nella prigione di Walmer Street a Poth Elisabeth. Biko uscì dall'interrogatorio con evidenti e numerose ferite alla testa e morì poco dopo una volta trasferito alla prigione di Pretoria.
La versione del brano tratta dall'album comincia e finisce con le registrazioni di due canzoni sudafricane "Ngomhla sibuyayo" e "Senzeni Na?" cantate al funerale di Biko.


"You can blow out a candle
but you can’t blow out a fire
once the flames begin to catch
the wind will blow it higher
oh Biko, Biko, because Biko
Yihla Moja, Yihla Moja
the man is dead

And the eyes of the world
are watching now, watching now”.

"Potete spegnere una candela
ma non potete spegnere un fuoco
quando la fiamma comincia a bruciare
sarà proprio il vento a renderla indomabile
oh, Biko, Biko, perché Biko
l’uomo è morto.

Ma gli occhi del mondo
vi stanno guardando, ora”.


https://www.youtube.com/watch?v=luVpsM3YAgw

IL DOGUI