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venerdì, aprile 02, 2021

Divulgare Musica in TV sembrava impossibile....e invece...

 


"SI PUO' FARE!!!!!" è questa la frase, citando il celeberrimo film "Frankenstein Jr.", che ho gridato nella mia testa quando ho cominciato a vedere su RAI TRE alle ore 20.20 il programma "via dei Matti n.0" condotto dal grande Stefano Bollani e da sua moglie Valentina Cenni.

Si perché fino a questo programma non era mai successo che qualcuno si cimentasse, a orari "normali", nel divulgare Musica nel senso più stretto del termine: 25 minuti costruiti in maniera perfetta, che uniscono il linguaggio confidenziale e la tecnica musicale, capaci di scherzare con Checco Zalone e di parlare di intervallo di quinta diminuita, il tutto in maniera molto naturale.

E secondo me la chiave sta proprio nel linguaggio, la capacità della coppia di arrivare al pubblico anche parlando di tecnica...magari affiancando l'aneddoto divertente a Leonard Bernstein. E di fatto i numeri stanno dando ragione a questo esperimento: 1 milione e mezzo di media ascolti ogni sera è il risultato che la scommessa è stata vinta.

Tutto è posizionato nella maniera perfetta: viene introdotto il tema della serata, ogni sera viene invitato un ospite mai banale e in molti casi di peso (De Gregori, Vanoni, Capossela, Silvestri ecc.), gli viene fatto fare quello che sa fare meglio, quindi cantare o suonare, in tutto questo c'è anche lo spazio per apprezzare qualche pezzo di Bollani al piano e una "spruzzata" di spiegazione tecnica che arriva anche al totale inesperto; e magari scoprire che la musica Blues veniva considerata "la Musica del Diavolo" può essere interessante anche per il telespettatore che fino ad un minuto prima guardava "Domenica live" della D'Urso.

Ovviamente da appassionato di musica mi piacerebbe che questo concetto e questa formula avesse più imitazioni in altri programmi convinto del fatto che in ogni caso la televisione, oltre all'intrattenimento frivolo che non deve mai mancare, debba essere anche veicolo di cultura in tutti gli aspetti. Negli ultimi anni abbiamo avuto la fortuna di una fruibilità di contenuti molto più ampia: dai canali tematici satellitari e digitali, alle piattaforme on demand e questo sicuramente ci ha permesso di avere più scelta su cosa vedere; detto questo pensare di "ricevere" alti contenuti anche dalla TV di stato, che ancora oggi riunisce milioni di ascoltatori, non può che far ben sperare nel futuro.

Ma rimango anche realista: secondo me la formula è vincente anche perché il programma dura poco meno di mezz'ora. Magari sentire un'ora di lezione su semitoniche, diesis e bemolle non avrebbe lo stesso impatto e forse non sarebbe neanche il luogo giusto per farlo.

In ogni caso vedere mia figlia di 8 anni seduta vicino a me che ascolta in silenzio Bollani non ha prezzo e quindi ogni sera guardo "Via dei matti n° 0" e rimango stupito, piacevolmente stupito perché imbambolato mi dico: "Quindi si può fare!". Sì, si può fare.

  

venerdì, settembre 11, 2020

YESTERDAY di Danny Boyle......storia di una musica che non morirà mai...

 


Premetto subito che se non avete ancora visto il film questo articolo potrebbe contenere SPOILER!!!

Nel 2019 Danny Boyle, regista degli acclamati Trainspotting e The Millionaire, firma questa leggera commedia musicale basata sull'immortale mito dei BEATLES.

la trama, in breve, racconta di Jack Malik  un cantautore di Lowestoft che non riesce a sfondare, seppur la sua manager e amica d'infanzia Ellie Appleton lo incoraggi a non rinunciare a tale sogno, che è più suo che non dell’uomo. Jack viene investito da un autobus durante un blackout globale, dopo il quale il mondo intero, tranne Jack, si risveglia senza il ricordo dei Beatles e della loro musica. Ancora incredulo per questo fatto decide di approfittare della situazione cominciando a cantare e a registrare le loro canzoni più famose dicendo a tutti di esserne l'unico autore conquistando in poco tempo, grazie anche ai social ed internet, un successo mondiale.

Il film è piacevole ma quello su cui mi volevo soffermare con questo articolo è proprio l'aspetto musicale e su alcuni particolari che mi sono subito balzati all'occhio:

Il primo, e secondo me il più importante, è che la musica, se fatta bene, non ha epoca; pensate che in un'epoca di evoluzione musicale rispetto agli anni sessanta, con ormai dappertutto influenze rap, trap, musica elettronica o altro, il Jack Malick propone,come nuove,canzoni che hanno più di sessantanni e il mondo, dai giovani ai più attempati, rimane semplicemente incantato da tanta bellezza. E questo secondo me lancia un messaggio forte e chiaro: se una canzone è fatta bene e trasmette emozioni non ha letteralmente età, e questo rafforza ancora di più l'idea di quanto i Beatles hanno rappresentato nella storia della musica.

E qui mi collego al secondo particolare che mi ha colpito del film e cioè mettermi a pensare a che mondo sarebbe stato se non fossero mai esistiti alcuni pilastri della musica....se non fossero mai esistiti i Pink Floyd, I Beatles appunto, Michael Jackson e tanti altri.....di sicuro sarebbe stato un mondo musicalmente molto più povero. E' vero voi mi direte "va beh ce ne sarebbero stati altri a colmare quel vuoto" si ma sarebbero stati ugualmente all'altezza??

Il terzo e ultimo particolare è senza dubbio una costatazione che il regista ha voluto trasmettere indirettamente: e cioè che in questo momento forse viviamo un periodo musicale abbastanza povero di genialità e di originalità tanto che basta che venga proposta una canzone, che si porta dietro 60 anni, a sbaragliare completamente il campo calpestando qualsiasi artista contemporaneo.

Eh questo ultimo concetto viene avvalorato da una bellissima scena del film: Ed Sheeran, che nel film impersona se stesso, colpito dalle canzoni "nuove" di Jack gli propone di fargli da spalla nel tour europeo della star che come prima tappa avrebbe avuto la città di Mosca; Jack accetta di buon grado l'invito e per quella data ha la geniale idea di proporre il brano "Back in U.S.S.R." che i Beatles composero nel 1968. Alla fine ritrovandosi in un locale di Mosca per rilassarsi, Ed Sheeran si complimenta per la performance e per l'idea della canzone a tema "Russia", Jack ringraziandolo sostiene di averla scritta nel viaggio in aereo tra Londra e Mosca proprio per l'occasione. Allora Ed, colpito da questa facilità di scrittura di Jack gli propone una sfida: i due sarebbero dovuti andare dietro il palco del locale e in dieci minuti avrebbero dovuto scrivere una canzone completamente nuova, mai composta prima. Jack accetta e la sfida inizia; Comincia a esibirsi Ed che propone una canzone sulla falsa riga del suo stile, comunque oracchiabile e carina.
Quando arriva il turno di Jack, si siede al piano e comincia ad intonare "THE LONG AND WINDING ROAD": tutto il pubblico compreso ED rimane completamente senza parole e quando arriva il turno di votare Ed zittisce il pubblico dicendo "Credo proprio che non ci sia bisogno di votare....chi mi sta vicino mi aveva sempre detto che prima o poi sarebbe arrivato qualcuno molto più bravo di me..e credo che sia arrivato...questa è una delle canzoni più belle che abbia mai ascoltato...e il fatto che tu l'abbia composta in 10 minuti è sconcertante....Direi proprio che ci troviamo di fronte a Mozart e Salieri, che sono io.....

e come si dice....quando non c'è gara c'è poco da fare..

IL DOGUI

venerdì, luglio 17, 2020

Rock e Scienza





Una scoperta di qualche anno fa ha davvero dell'incredibile.
Siamo nel 2012 ed in California, più precisamente alla UCLA, due docenti, Daniel Blumstein, ordinario del Dipartimento di ecologia e biologia evoluzionistica e Gary Bryant, docente di scienze della comunicazione, conducono uno studio analizzando le colone sonore dei film.
Per la precisione 102 colonne sonore di film appartenenti a quattro generi: avventura, drammatico, horror e guerra. Ben presto lo studio rivela che ogni genere è contraddistinto da una composizione musicale ben definita, per esempio nel genere drammatico si prediligono bruschi cambiamenti di frequenza, verso l'alto e verso il basso, nel genere horror invece hanno suoni molto distorti e grida, soprattutto di voci femminili.
E così lo studio, con l'aiuto del compositore Peter Kaye, si sposta su un piano di sperimentazione.
E dopo aver creato musiche originali sulla base dei vari parametri musicali identificati, vennero presentate e fatte ascoltare ad un gruppo di volontari sottoposti a differenti condizioni.
Come scrive lo stesso Blumstein nell'articolo pubblicato sulla rivista Biology Letters: "Abbiamo voluto vedere se era possibile aumentare o sopprimere i sentimenti di chi ascolta in base a ciò che sta succedendo in contemporanea alla musica".
Durante l'esperimento ai volontari veniva fatta ascoltare musica in modalità neutra, senza distorsioni o cambi di ritmo, oppure veniva presentata con un crescendo di volume e distorsioni. Tutto questo per ottenere poi dai partecipanti una votazione riguardo alla felicità o tristezza che generava l'ascolto.
Il risultato fu che la musica generata da distorsioni fu valutata come più emozionante, ma anche carica di emozioni negative. Ascoltare musica rock distorta pare sia simile all'ascolto di grida di animali in difficoltà. Ci genera emozioni forti, animalesche. Per questo Gary Bryant ha affermato che: "Questo studio aiuta a spiegare perché la distorsione del rock eccita le persone: tira fuori l'animale in noi"

Lo studio poi è proseguito abbinando all'ascolto dei medesimi brani la visione di brevi video neutri ( persone che camminano per strada o persone che sorseggiano un caffè) ed il risultato generato dagli stessi volontari fu che distogliere la concentrazione dal solo ascolto faceva perdere ogni stimolo. Tutta la musica veniva percepita in modo più neutro.

Quindi ascoltate la musica rock , sempre, ma mi raccomando....rigorosamente al buio ed in silenzio….con meno distrazioni possibili.

P.s.:  A questo link trovate l'articolo presente sulla rivista Biology Letters

sabato, ottobre 06, 2018

Le classifiche "il meglio di....": oggettività contro soggettività....


Quante volte ci siamo imbattuti su youtube, sui social o nei siti specializzati di musica nelle famose classifiche: "i dieci migliori batteristi/chitarristi/bassisti di sempre" "le dieci migliori canzoni rock della storia" "i dieci migliori assoli di chitarra" e chi più ne ha più ne metta. Ma le domande sorgono spontanee: chi stabilisce questa classifica?? chi decide l'ordine della classifica? come fanno a starci 10 posizioni in un mare magnum di canzoni, di artisti ecc.? beh la risposta è del tutto soggettiva, e cioè di chi stila la classifica, e alla fine si perde il senso di tutto.

Per mia opinione personale è infatti impossibile creare una classifica o un elenco che vada bene a tutti, e che soprattutto sia oggettivamente esaustiva; la musica è quasi impossibile "rinchiuderla" in giochini di questo tipo. Ma allora perchè lo fanno?

Contrariamente a quanto si pensi questo tipo di classifiche sono seguitissime e hanno milioni di visualizzazioni, e se devo dirvela tutta mi diverte anche a me consultarle; perché è nella natura umana guardarle al fine poi di contestarle: "Eh ma è inammissibile che non ci sia quello" "Come fa ad essere al nono posto Tizio e al terzo Sempronio?" e quindi dopo il vero protagonista di quei post o video diventa la sezione commenti dove si aprono dibattiti che saranno infiniti perché nessuno avrà mai la risposta esatta.

Ma in fondo il bello della musica è anche questo: non può essere imprigionata da numeri, da classifiche, come lo sport ad esempio; abbiamo visto molte volte che qui non vige la legge della meritocrazia, tecnica non vuol dire sempre bravura, una cosa fatta negli anni sessanta, quando c'erano tante cose da inventare e anche tecnologie diverse, non può essere paragonata a un qualcosa fatto ai giorni nostri e quindi alla fine va bene così.

Eh ma in tutto questo c'è un però: in mezzo a tutto l'universo musicale ci sono sempre degli artisti o delle canzoni che non possono mai mancare, e questa cosa influenza anche chi le classifiche le stila. E quindi...come fare una classifica dei migliori chitarristi senza inserire Jimi Hendrix o Eric Clapton? E Jaco Pastorius tra i bassisti? e Ian Paice tra i batteristi? e in questo modo si rischia di fare delle cose che per il 70 % sono tutte uguali perdendo tutto il bello.

Allora molto meglio stilare un elenco del tutto libero da qualsiasi vincolo oggettivo, creando veramente qualcosa di personale che può piacere o meno ma che comunque rispecchia la personalità e i gusti di chi redige la classifica. Sarebbe divertente vedere gente che mette Ghigo Renzulli, chitarrista dei Litfiba, in classifica non inserendo per esempio nei primi dieci Mark Knopfler..... non sarebbe più divertente??
Soprattutto sai che commenti piccanti che prenderebbe!!!!

IL DOGUI







sabato, settembre 29, 2018

Stradarte: la mappa degli artisti di Strada a Milano


Quante volte ci è capitato di passeggiare per le vie del centro di Milano e ,tra una vetrina e l'altra, ci siamo trovati di fronte ad un capannello di persone affascinate dallo spettacolo di un'artista di strada.

Personalmente l'arte di strada la trovo fantastica: arricchisce culturalmente una città, dà gioia ai cittadini e in molti casi, permette ad artisti di elevata bravura di esprimersi al meglio avendo il giusto riscontro di pubblico.

Ovviamente come tutte le cose ci vuole una regolamentazione a queste esibizioni per le seguenti ragioni:

- Elevare la qualità degli spettacoli evitando di far esibire anche chi l'Arte non sa neanche dove sta di casa
- Evitare che ci siano spettacoli troppo vicini l'uno all'altro che di fatto si disturberebbero a vicenda
- Evitare che ci siano discussioni fra i vari artisti o qualche "mafia" che gestisca i posti e gli orari più strategici.
- Avere la tranquillità che lo spettacolo non violi qualche regolamentazione urbana con il rischio di multe ecc.

Per questa ragione, per adesso solo nel comune di Milano, da un po' di tempo è nata la piattaforma web Stradarte; Se sei un artista e vuoi esibirti per le strade della città in questo sito, previa registrazione, puoi prenotare nelle varie giornate e secondo disponibilità il tuo spazio di 2 ore che ti permetterà di avere l'esclusiva non solo dell'orario ma anche del posizionamento nella città. In questo modo si ha la certezza che lo spettacolo non venga "intralciato" da altri artisti e che sopratutto venga regolamentato seguendo le normative urbanistiche.

Infatti nella registrazione al sito l'artista deve descrivere in cosa consiste il suo spettacolo e il numero di persone di cui è composto ma , se utilizza della strumentazione, deve specificarne in dettaglio la tipologia in modo tale da capire se il suono possa superare i decibel consentiti per legge. inoltre la regola principale è che ogni strumentazione elettrica deve essere auto alimentata, con batterie ecc., impedendo "l'attacco" a qualsiasi impianto di esercizi commerciali limitrofi all'esibizione.

Ma ovviamente questa piattaforma non è solo utile per gli artisti ma anche per il pubblico; infatti indicando la data, l'orario e la tipologia di spettacolo si ottiene una mappa dettagliata di tutti gli artisti che si esibiranno e questo è decisamente un grosso vantaggio. Se per esempio mi trovo ad assistere per caso ad un'esibizione che mi è piaciuta molto in questa piattaforma ho la possibilità di capire quando e dove quell'artista si esibirà le volte successive.

Non posso ancora rivelarlo ufficialmente ma anche io, insieme alla mia orchestra, mi esibirò per le strade di Milano...se in una delle prossime domeniche vi ritroverete una Piazza Duomo piena di gente....saprete perchè ;-).

Per informazioni collegatevi al sito milano.stradarte.it

IL DOGUI






mercoledì, giugno 13, 2018

RISVEGLIO MUSCOLARE A SUON DI ROCK







Come ogni sabato mattina la sveglia suona presto....molto presto per i miei standard e ci si dirige in radio, precisamente a RADIO PUNTO a San Vittore Olona ( MI ), con la voglia di mettersi alla prova e di trasmettere la miglior colonna sonora rock per il vostro risveglio mi siedo davanti al microfono ed alla regia e la tensione sale.
Si perchè sarai pur da solo in una stanzina ma ti immagini i radioascoltatori che indaffarati nella loro spesa settimanale al supermercato, od intenti nelle pulizie domestiche oppure in preda a stati di sonno post venerdì con la sola voglia di bere un buon caffè, ti mettono alla prova, ti ascoltano e vogliono essere coccolati, ascoltati, partecipi della tua trasmissione.
Succede sempre così, anche a me, durante le mie lunghe giornate passate in auto quando ascolto la radio penso che quella canzone o che quella voce sia lì per me, per farmi pensare, ridere, entusiasmare o solo per svagarmi. E' la stessa sensazione che provi quando hai in mente un ritornello, una strofa e poi, quasi per magia, la senti risuonare nel tuo stereo.....sarà la teoria dell'attrazione...sarà fortuna.....sarà casualità....non so ma sicuramente è per te ...e ne sei fiero.
Tutto questo provo quando leggo il countdown in regia e poi viaaaaaaaa si parte......cerco di trasmettere le emozioni che provo e quelle che mi fate provare voi.....
Questo sabato saranno emozioni fortissime.......dalle ore 10 fino alle 12 su RADIO PUNTO ( FM 88,15 oppure sul canale 861 DTV oppure via web scaricando le app per android ed apple )

venerdì, maggio 25, 2018

Cervello e Musica



L'emozioni causate dalla musica sono dovute nient’altro che ad un rilascio di dopamina nel cervello. Che cos'è la dopamina? E’ l’ormone del piacere, associato anche all'atto del cibarsi, del dissetarsi e al mondo della sessualità. Avete presente quei deliziosi brividi che avete quando il vostro pezzo preferito di musica raggiunge il suo apice? Di fatto la musica fa da sottofondo nella nostra vita, si tratta di un’arte che da piacere, stimola i ricordi e ci fa condividere emozioni. 
Gli stimoli dovuti a questi elementi dipendono da un circuito cerebrale sottocorticale del sistema limbico che gestiscono le risposte fisiologiche agli stimoli emotivi. L’aspetto curioso è che da studi scientifici pare che gli stimoli emotivi legati a musica, cibo, sesso e aggiungiamo anche droghe attivino tutti un sistema in comune.
In una serie di esperimenti pubblicati su Nature Neuroscience, i ricercatori hanno determinato che la musica provoca delle vere e proprie inondazioni di dopamina negli amanti della musica. Questo spiega perché gli adolescenti sono così appassionati della loro musica? Perché i fan dei Grateful Dead continuano a seguire la band di città in città? Perché un appassionato di opera vedrà infinite volte l’Aida? Sembra che la scienza vada in quella direzione. Salimpoor ed i suoi colleghi hanno concluso: “Se gli stati emotivi indotti dalla musica possono portare al rilascio di dopamina, come i nostri risultati indicano, si può cominciare a spiegare perché le esperienze musicali sono così valutate. 

Questi ulteriori risultati spiegherebbero anche perché la musica viene utilizzata efficacemente in rituali, dal marketing o nei film per manipolare gli stati edonistici. I nostri risultati forniscono la prova neurochimica che intense risposte emotive alla musica coinvolgono i circuiti di ricompensa e servono come punto di partenza per indagini più dettagliate degli substrati biologici che sono alla base delle forme astratte di piacere “.

sabato, aprile 14, 2018

Umbria Jazz: l'esperienza musicale da provare una volta nella vita




Se non avete mai visitato Perugia vi consiglio caldamente di farlo; è una città bellissima, non solo architettonicamente, ma nei suoi vicoli c'è un'atmosfera che ti riporta indietro nel tempo e in ogni angolo si respira storia e cultura.
Questa cultura, nella sua declinazione musicale, viene amplificata ogni mese di luglio durante il festival di Umbria Jazz.

Questa manifestazione, che vide la sua prima edizione nel 1973, nasce da un'idea del commerciante e appassionato di jazz Carlo Pagnotta; questi, all'interno di un caffè nel centro storico di Perugia adesso chiuso, propose il suo progetto a due esponenti di spicco della neonata Regione Umbria che dimostrarono subito di gradire l'idea coinvolgendo l'assessore al turismo dell'epoca. Fu stilato un programma artistico con la collaborazione di Alberto Alberti, all'epoca il principale manager italiano nel mondo Jazz, e in poco tempo venne organizzata l'edizione n°1. E si partì subito con il botto: in piazza IV Novembre a Perugia ci fu la prima data italiana dei Weather Report con un altissima affluenza di pubblico nonostante la poca promozione.

Come spesso accade questo tipo di manifestazioni subì anche delle ingerenze politiche, erano i cosiddetti "anni di piombo", obbligando la direzione artistica a sospendere per alcuni anni il festival diventato ormai troppo politicizzato. La rinascita si ebbe nel 1982 e da quel momento il festival non ha mai bucato un anno.

Anche se il nome è rimasto quello originale dal 1985 Umbria Jazz è diventato un festival che accoglie tanti altri generi musicali: dal rock, al blues, al funky..ed è per questo che è una tappa fondamentale per chi è appassionato di musica.

Dopo la riapertura poi si cercò una certa stanzialità nell'organizzazione degli eventi; il 90% dei concerti infatti si sono concentrati nella città di Perugia, all'inizio coinvolta con altre città della regione, dando una maggiore comodità al visitatore che evitava così spostamenti scomodi.

Sostanzialmente da anni la manifestazione si suddivide su tre grandi palchi all'aperto:

- Piazza IV Novembre
- Giardini Carducci
- Arena Santa Giuliana 

più una serie di club, teatri e locali per session più "intime".

Un'altra particolarità interessante è che nelle prime due location, IV Novembre e Carducci, si esibiscono artisti da tutto il mondo collezionando quasi dieci ore di musica, per palco, a cui il visitatore può assistervi totalmente gratis e senza il pagamento di alcun biglietto o ingresso.
Vero è che ogni anno i grandi nomi della musica si esibiscono nell'unica location, Arena Santa Giuliana, che prevede il pagamento di un biglietto; in ogni caso il prezzo è molto accessibile e il visitatore può tranquillamente fare un mix tra le due situazioni portandosi a casa un bagaglio di ascolto musicale che non ha eguali.

La mia esperienza personale è difficile esprimerla a parole; ho avuto la fortuna di partecipavi in 4 anni diversi e soprattutto ho usufruito del sostegno di un ex-collega e amico che abita proprio a Perugia sia per un'aiuto nell'alloggio che nella scoperta di questo festival.

Ivano, questo è il suo nome, non solo è un musicista cresciuto in una famiglia di musicisti ma è anche un profondo conoscitore della città di Perugia, sia per storia che per cultura, ed è in poche parole il compagno ideale per immergersi completamente nell'atmosfera di questa manifestazione. Probabilmente senza di lui non avrei colto a pieno tutte le emozioni che una esperienza del genere può regalare e di questo glie ne sarò sempre riconoscente.
La particolarità che mi aveva colpito era la conoscenza e cultura musicale del cittadino di Perugia: tramite Ivano ho conosciuto tanta gente del luogo durante i concerti e, nonostante alcuni non suonassero alcun strumento, avevano un "orecchio" critico che dimostrava enorme competenza. Immergendosi nell'atmosfera però ti viene facile dare una spiegazione a questo: in genere la cultura musicale inizia a costruirsi in ognuno di noi nella fase adolescenziale o poco prima....a quell'età il Perugino medio della mia generazione ha avuto il privilegio di vedere dal vivo nomi come Dizzy Gillespie, Chet Baker, Miles Davis, Herbie Hancock, Keith Jarret e molti altri giganti della musica; potete benissimo capire come possa essere stata formata una persona partendo da queste basi.

Al di là di tutto Umbria Jazz è un evento che almeno una volta nella vita va vissuto per tanti motivi: perché la città "trasuda" musica in ogni sua forma e ovunque, perché scopri degli artisti che non avresti mai potuto conoscere, perché riscopri che quando c'è la passione tutto il resto passa in secondo piano. Nei palchi gratuiti c'è un'assoluta libertà di conversare con i musicisti che si sono appena esibiti riscontrando in loro un'assoluta umiltà nonostante la bravura e il talento, e gli stessi musicisti te li puoi ritrovare in qualche locale la sera tardi improvvisando Jam session con i musicisti del posto unicamente per la voglia di "fare" musica e tutto questo, credetemi, arricchisce l'animo e il cuore.
W UMBRIA JAZZ.

Se volete consultare il programma di quest'anno andate su www.umbriajazz.com

IL DOGUI


sabato, marzo 31, 2018

Musica Italiana: uno spiraglio di luce nel buio più nero.....o almeno spero

Lo ammetto, non mi piacciono x niente gli interpreti italiani che stanno impazzando negli ultimi tempi nelle classifiche: figli per la maggior parte di talent televisivi e assolutamente incapaci di camminare con le loro gambe senza una produzione dietro e una schiera di autori condannati all'anonimato che sfornano canzoni per loro.
Certo è che se la domanda di mercato è fatta perlopiù da un pubblico di fascia adolescenziale o giù di li il risultato che si ottiene è quello di ascoltare per esempio una canzone della "vecchia che balla" fino al suicidio...canzone che peraltro stanca già dopo le prime note di intro. Oltre a questi artisti "usa e getta" mi stanno molto deludendo anche i cosiddetti "Big" della canzone che ormai vengono "ascoltati" o si va al loro live quasi a scatola chiusa, indipendentemente dalla qualità del loro lavoro più recente.....ed ecco lanciare il nuovo singolo di Tizio o di Caio solo per la loro reputazione...appiattendo così la qualità musicale del nostro paese.

In questo scenario apocalittico da me disegnato riesco però ancora a trovare artisti che hanno la forza di portare avanti la loro identità, con la loro indipendenza, con la loro difficoltà di farsi notare ed ascoltare ma in ogni caso fedeli al loro credo musicale. Certo l'obbiettivo è comunque quello di diventare "Mainstream", e alcuni di loro lo stanno già diventando, ma nessuno ha detto che si può essere popolari senza essere musicisti e cantautori di talento...anzi la meritocrazia in ambito musicale dovrebbe essere l'unico metro di giudizio.

Di seguito vi segnalo qualche artista che secondo il mio parere sta onorando il cantautorato italiano che  per molti anni ci ha regalato meravigliosi artisti e che da un po' di tempo sembrava sopito.

CALCUTTA: Nome d'arte di Edoardo D'Erme, cantautore nato a Latina. Questo ragazzo di 29 anni ha cominciato a mettersi in luce con la pubblicazione dell'album "Mainstream" (titolo non a caso se pensiamo a quanto detto sopra) nel 2015. Dopo anni di gavetta in piccoli club del Lazio raggiunge la notorietà nazionale con il singolo Cosa mi manchi a fare, primo singolo estratto dall'album, e successivamente con Gaetano, Frosinone e Oroscopo. La sua scrittura è diretta, senza giri di parole con sonorità molto influenzate dall'indie rock ma che spaziano anche sul reggae e sul funky. Con gli ultimi singoli Orgasmo e Pesto sta ulteriormente confermando la sua bravura sperando che non si perda nello sporco mondo dello "Showbiz".

BRUNORI SAS: Dario Brunori, questo è il suo vero nome, non è certo un'artista di primo pelo. Ha già all'attivo quattro album che hanno avuto tantissimo successo di critica e nel tempo si è creato un gruppo nutrito si "seguaci" che lo seguono ormai da diversi anni. Con l'ultimo lavoro A Casa tutti Bene e il singolo di apertura La Verità, Brunori ha aumentato la sua visibilità e notorietà in maniera esponenziale portandolo anche a condurre un programma su RAI3 tutt'ora in onda. Le sue influenze attingono chiaramente a mostri sacri come Lucio Battisti,Rino Getano Dalla e De Gregori ma in ogni caso Brunori riesce ad avere una sua identità che lo rende molto credibile e riconoscibile.

CESARE CREMONINI: Artista che secondo me ha fatto un percorso al contrario, tutti ce lo ricordiamo andare in giro per i colli bolognesi con la sua Vespa, ma già in quelle canzoni estive e leggere si capiva che sotto sotto il talento c'era. Ed infatti con la maturità acquisita ha cominciato a scrivere canzoni veramente belle e mai banali. L'ultimo lavoro Possibili Scenari è molto piacevole all'ascolto e dimostra ancora una volta che se un'artista ha talento può avere successo mantenendo sempre la sua identità senza piegarsi alle Major e alle canzoncine di un'estate.

THE GIORNALISTI: Questa band ormai sulla bocca di tutti è il caso emblematico di come ci si possa piegare alla moda del momento solo per un po' di notorietà in più. Il loro album Completamente Sold out era di ottima fattura con canzoni che rimandavano al cantautorato semplice degli anni sessanta, poi il loro leader Tommaso Paradiso si è montato un po' la testa; ed ecco sfornare la hit della scorsa estate Riccione duettare "da solo on the night" con Elisa. Speriamo che l'ultimo album in uscita li riporti sulla retta via.

Eh voi se avete un artista italiano emergente che vale la pena di ascoltare...fatemelo sapere nei commenti.

ILDOGUI



lunedì, gennaio 29, 2018

La Spada nella Roccia....il Musical Rock!

La Spada nella Roccia....un musical solo per bambini?? Niente affatto, quando in uno spettacolo musicale è il rock che fa da padrone, lo show diventa immediatamente dinamico, emozionante, dal ritmo travolgente, irresistibilmente coinvolgente capace di trasportare il pubblico pagante in un viaggio divertente, energico, dal battito incalzante.
Un' ottima e ben curata regia di Sandra Bertuzzi, scenografie spettacolarizzate da video proiezioni di Federico Zuntini, coreografie maestose ed imponenti di Daniele Palumbo, attori-cantanti talentuosi e spartiti rockeggianti scritti a quattro mani da due artisti di fama internazionale: Piero Monterisi ed Emanuele Brignola.

Monterisi è un batterista che iniziò la sua carriera musicale nel 1986 con Franco Dani e successivamente con Alberto Camerini. Note le collaborazioni con Carosone, Silvestri, Gazzè, ma degno di nota il lavoro con la PFM dove partecipa al fortunato tour in Giappone. Il 2006 vede Monterisi coinvolto in un nuovo progetto musicale rock e Blues elettrico anni '70 con Federico Zampaglione dei Tiromancino ed il bassista Emanuele Brignola, con il quale, appunto, collabora alla stesura della partitura musicale de "La Spada nella Roccia".
La trama è fedele all' originale, famosa per mettere in evidenza valori importanti quali l'umiltà, la fedeltà, la giustizia e la lealtà e dove, durante quasi 2 ore di spettacolo, gli spettatori si fanno trasportare dal frenetico ritmo del rock combattendo, cantando e...ballando insieme ai protagonisti della storia.

lunedì, gennaio 01, 2018

IL MUSICAL DELL'ANNO 2017

Per salutare il 2017 Dreamkoma ripercorre i 3 Musical andati in scena quest'anno che, grazie alla loro esplosività, hanno meglio rappresentato il rock in teatro.
Penso che tutti conoscano il genio di Wolfgang Amadeus Mozart, enfant prodige che grazie alla sua complessa e molteplice arte fu un indiscusso protagonista dei mutamenti culturali europei del tardo Settecento.
Bene... dimenticatelo, concentratevi e chiudete in una stanza Mozart e divertitevi a sporcare la sua musica celestiale con del buon e sano rock, mani nei capelli e stropicciateli, prendete i suoi vestiti e strappateli per dargli uno stile punk e darete così vita ad un giovane rivoluzionario tutto nuovo. Scritto ed interpretato per dar vita ad un musical di successo che unisce il sacro e il profano: Mozart in Rock - Il Musical. Un viaggio tra passato e futuro, tradizione ed innovazione, un musical che mette a nudo la vera ed autentica personalità dell'immortale artista. 
Correva l'anno 1977, esattamente il 16 Agosto, quando The King, il Re del Rock, ci lasciava. Tutto il mondo pianse quell'artista rivoluzionario che sposò la tradizione country con la musica nera, colui che inventò la definizione di cantante rock, colui che grazie alla sua presenza devastante diventò un'icona potentissima che ancora oggi sopravvive a tutto.
Elvis. The Musical - Opera teatrale che dopo 40 anni fa rivivere il mito grazie ad una biografia che attraverso le sue canzoni immortali svela allo spettatore i retroscena di una vita consacrata alla musica e sacrificata allo show-business. Sul palco rappresentate tutte le persone più incisive della sua vita, dalla madre al padre, dai componenti della band al suo agente, dalla moglie Priscilla alla sua ultima compagna. Lo spettacolo è suonato da una band dal vivo ed attraverso canzoni come "Jailhouse Rock " , " It's now or never ", " Suspicious Mind ", " My way ", " That's all right Mama ", accompagnano il pubblico in un viaggio durante il quale non potrà fare a meno di appassionarsi.
Auguriamo a tutti voi un buon fine anno 2017 ma soprattutto un buon inizio 2018 rockeggiante parlando di un musical che non ha bisogno di presentazioni, dopo ormai quasi 23 anni di successi, più di 1600 rappresentazioni, 160 artisti alternati nel cast, oltre un milione e 700 mila spettatori ( di cui oltre 300 mila tra il 2014 e il 2016 in Europa e in Italia ) è Jesus Christ Superstar che vince la nostra speciale e personale classifica di miglior musical 2017.
L'opera rock più amata di tutti i tempi di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice non conosce gli inesorabili segni del tempo che passa, anzi, si aggiorna e si rinnova di anno in anno donando al suo mito sempre più lustro.
Il Musical a causa dei suoi contenuti è stato il più contestato e discusso soprattutto dalle frange tradizionaliste più estreme ma che ebbe, grazie ad una visione più aperta e moderna, degli ammiratori tra i quali Paolo VI.
" Jesus Christ Superstar contribuirà a diffondere la figura di Gesù attraverso la musica, arrivando in tutti i continenti, a grandi, giovani e persino bambini" .
Un cast di eccellenti attori, musicisti e figuranti, scenografie suggestive e mai banali, ottima regia ed una menzione speciale al superbo Ted Neeley nel ruolo di Gesù che, dopo averlo già interpretato nel celebre film di Norman Jewison del 1973, ha voluto donare alla rappresentazione teatrale un'impronta mitica ed indelebile.



lunedì, novembre 27, 2017

Un' imperdibile "Ritratto" in teatro....

«La bellezza è superiore al genio in quanto non ha bisogno di spiegazioni»....
E' questa la frase celebre de "Il ritratto di Dorian Gray", un romanzo dello scrittore irlandese Oscar Wilde (1854-1900), considerato il manifesto dell’Estetismo e della poetica dell’art for art’s sake, per cui l’espressione artistica è libera e indipendente dai principi della morale.
Un capolavoro letterario prestato alla magia del teatro grazie ad un musical prodotto da Pierre Cardin e dal nipote Rodrigo Basilicati.
"La bellezza non ha pietà", questo il titolo della trasposizione teatrale, dopo l'anteprima mondiale al Teatro La Fenice di Venezia nel 2016 e dopo aver conquistato il pubblico di Parigi, Barcellona e Astana (Kazakistan) arriva in Italia cominciando da Roma il 1 febbraio al Teatro Sistina.
Il Musical è uno spettacolo che porta in scena, grazie a giovani talenti italiani, il linguaggio sofisticato del teatro musicale, il tema della bellezza e della sua immortalità agli occhi del tempo come scriveva Oscar Wilde nella celebre opera "Il ritratto di Dorian Gray" .
Lo spettacolo è un'opera di teatro musicale che seduce lo spettatore in un racconto psicologico sui temi romanzati da Wilde, tra monologhi e arie musicali che vanno dall'orchestra al rock.
Elenchiamo di seguito le date italiane a cui un pubblico attento ed affamato di musica non può di certo perdere:
Teatro Sistina dall'1 al 3 febbraio 2018
Teatro Colosseo di Torino dal 13 al 16 febbraio 2018
Teatro Arcimboldi di Milano dal 4 al 6 maggio 2018
Teatro Il Celebrazioni di Bologna dal 11 al 12 maggio 2018
Teatro  della Pergola a Firenze dal 17 al 20 maggio 2018
Teatro Petruzzelli di Bari dal 22 al 23 giugno 2018
Teatro di San Carlo a Napoli dal 31 luglio al 1 agosto 2018
Teatro La Fenice di Venezia dal 3 al 5 agosto 2018