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venerdì, febbraio 05, 2021

Phil Collins...i suoi primi 70 anni

 


“Da quando ho 5 anni suono la batteria, non ho fatto altri lavori ed è molto difficile pensare che altro lavoro avrei potuto fare. Mi sarebbe piaciuto fare il calciatore, il portiere.”

Philip David Charles Collins, conosciuto come Phil Collins , è un cantautore, polistrumentista e musicista britannico, noto sia come solista sia come componente dello storico gruppo dei Genesis. 

Collins è uno dei tre artisti, oltre a Paul Mcartney e Michael Jackson,  ad aver venduto oltre 100 milioni di album in tutto il mondo sia come solisti che come membri principali di una band.

Nato il 30 Gennaio 1951, ha spento da poco 70 candeline e in questo post mi piacerebbe celebrarlo non descrivendo la sua fantastica carriera, ma facendo più che altro una guida all'ascolto segnalandovi alcuni suoi brani che, secondo me, l'hanno reso il grande artista poliedrico che è attualmente, e senza dubbio uno dei miei dieci artisti preferiti in assoluto. Una sorta di percorso musicale per i pochi che non lo conoscono e per chi vorrebbe approfondire il suo lavoro.

EPOCA GENESIS

FOLLOW YOU, FOLLOW ME (1978) https://www.youtube.com/watch?v=DyDRXbP1MaY

Si tratta del primo grande successo dei Genesis, estratto dall'album "And Then There Where Three...."
La canzone è stata scritta da Tony Banks, Mike Rutherford e Phil Collins e nel video ufficiale si vede quest’ultimo ricoprire il ruolo di cantante con shaker e di batterista. “Era il nostro unico brano veramente scritto da un gruppo. Mike ha suonato il riff, poi ho iniziato a suonare una sequenza di accordi e una linea melodica, che Phil ha poi centralizzato. Ha funzionato così bene che abbia deciso di lavorarci”, ha dichiarato Tony Banks. Phil Collins invece ha sempre parlato di una grande traccia ritmica che però non doveva diventare un singolo di successo.


Ancora oggi con oltre 18 milioni di visualizzazioni, il video di “Mama” è uno dei più visti dei Genesis. La canzone è un singolo estratto dal dodicesimo album in studio del gruppo ed è il più grande successo commerciale della band dopo l’addio di Peter Gabriel. Il brano nasce dalla lettura del libro “The Moon’s Balloon” di David Niven e racconta la storia d’amore edipico tra una prostituta e un suo cliente che la chiama appunto “mamma”.

EPOCA SOLISTA


In the air tonight è il singolo di debutto da solista, incluso nell'album "Face Value" del 1981. E' senza ombra di dubbio il suo brano più rappresentativo, soprattutto per la sua costruzione musicale che "esplode" nel finale con un fill di batteria che è stato celebrato come uno dei 101 best drumming moments. La canzone, immancabile nei suoi live, diventa la protagonista principale di tutto lo show con Phil che in ogni tour tenta di coreografarla in vari modi per sbalordire il pubblico nel finale, io che ho avuto la fortuna di assistere ad un suo live sono letteralmente impazzito al suo primo colpo sui tamburi. 
Il testo in realtà non è molto festoso, infatti parla del dolore che ha provato dopo aver divorziato dalla sua prima moglie. Nel 2016 dichiarò che il brano nacque spontaneamente: “Non sono abbastanza sicuro di cosa parla la canzone, ma c'è molta rabbia, molta disperazione e molta frustrazione”.
Per farvelo godere a pieno vi lascio il link di una sua performance live.

I WISH IT WOULD RAIN DOWN (1989) https://www.youtube.com/watch?v=YcY3FH208l8

"I Wish It Would Rain Down
" è una canzone dell'album di Phil Collins '1989 "... But Seriously", con la collaborazione del grande Eric Clapton. Uno dei miei brani preferiti impreziosito dalla sontuosa chitarra di Clapton e una performance vocale perfetta. Vi consiglio di guardare anche il video, molto carino.

ANOTHER DAY IN PARADISE (1989) https://www.youtube.com/watch?v=Qt2mbGP6vFI

"Another Day in Paradise" è stato pubblicato come primo singolo da “...But Seriously” e affronta come tema il problema dei senzatetto. Phil Collins canta la canzone in terza persona, mentre osserva un uomo che attraversa la strada e ignora una donna senzatetto. Il cantante implora gli ascoltatori di non chiudere un occhio perché, tracciando un'allusione religiosa, "è solo un altro giorno per te e per me in paradiso". Collins si rivolge anche direttamente a Dio cantando: "Oh Signore, non c'è più niente che qualcuno possa fare? Oh Signore, ci deve essere qualcosa che puoi dire". “Another Day in Paradise” è stato l’ultimo singolo numero uno degli anni 80 e il primo degli anni 90.


Scritta per la colonna sonora del film “Due vite in gioco”, “Against All Odds” è una ballad in cui il protagonista implora la ex sapendo che la riconciliazione è contro ogni previsione. Il singolo ha raggiunto il numero 2 nel Regno Unito il numero 1 della Billboard Hot 100 negli Stati Uniti. Con il tempo la canzone è stata interpretata da diversi cantanti che hanno conquistato il primo posto in classifica. Nel 2000 è stato il turno di Mariah Carey e i Westlife, mentre nel 2005 è stato il turno di Steve Brookstein, primo vincitore di The X Factor. Vi lascio il Link della bellissima versione Live.

Nonostante ultimamente sia falcidiato da numerosi problemi alla schiena, Phil continua ad esibirsi live anche se fa male vederlo esibirsi con bastone e sedia....in ogni caso è lodevole quanta ancora energia abbia, segno di un enorme amore per quella che è stata la sua unica ragione di vita...la musica. Una curiosità; da qualche anno nei suoi concerti Phil è accompagnato alla batteria dal figlio Nicholas...che ha preso tutti i geni del padre. Lo stesso Nicholas dovrebbe accompagnarlo anche nella tanto annunciata reunion dei Genesis che purtroppo ha subito uno stop nel progetto per via del Covid.

Lunga vita a Phil..... buon ascolto

IL DOGUI


 

venerdì, gennaio 08, 2021

Storie e curiosità sui videoclip

 

La realizzazione di videoclip come strumento di promozione da parte di una band o di un artista si perde già dagli inizi del secolo scorso. Se dapprima però veniva usato unicamente per dare una versione visiva alla canzone, e quindi a sincrono con performance live come facevano i Beatles, è alla fine degli anni '70 che nacquero i primi videoclip come forma d'arte complementare alla canzone ma molto spesso che andava ad aggiungere contenuti e arricchire il brano stesso.

A partire dal 1981, con la nascita di MTV, il videoclip diventa mainstream e tutti gli artisti dell'epoca cominciarono a dargli la giusta importanza considerandolo un forma artistica indipendente dal brano stesso o che comunque riuscisse ad aggiungere popolarità alle loro canzoni. Per fare questo però il livello qualitativo doveva raggiungere quasi quella di un film racchiuso però in pochi minuti. E' per questo che molti registi cinematografici si avvicinarono a questo mondo mettendo al servizio dell'artista le loro doti e capacità; Martin Scorsese, John Landis, Brian De Palma, Tim Burton sono solo alcuni dei grandi registi cinematografici ad aver girato videoclip, realizzando in molti casi delle vere e proprie chicche che in alcuni casi hanno raggiunto un successo maggiore del brano stesso.

Ma andiamo ad analizzare alcuni videoclip che, a mio parere, sono e rimarranno nella storia della musica:

PETER GABRIEL - SLEDGEHAMMER (1986) https://www.youtube.com/watch?v=OJWJE0x7T4Q

Il video è stato diretto da Stephen R. Johnson e firmato dalla Aardman Animations. Esso è stato realizzato con la tecnica dello stop motion animata, all’avanguardia in quel periodo. Il video ha avuto molto successo e ha vinto ben nove MTV Video Music Awards 1987 e un BRIT Awards 1987. In un'intervista Peter Gabriel raccontò la fatica nel realizzarlo, in particolare per la scena che vedete nella foto, dove questo treno girava intorno al suo volto, Peter dovette stare fermo per più di sei ore in modo tale che il treno ad ogni frame venisse spostato per creare appunto questa tecnica di movimento utilizzata principalmente all'epoca nei film di animazione.

BLUR - COFFE & TV (1999) https://www.youtube.com/watch?v=6oqXVx3sBOk


Il videoclip del brano è diretto da Garth Jennings e narra la storia di un contenitore del latte che parte alla ricerca del chitarrista del gruppo, Graham Coxon, apparentemente scomparso di casa. E' il classico esempio di come un video possa raccontare un qualcosa totalmente diverso rispetto al testo della canzone diventando un'opera a se stante. La storia nella sua irrealtà riesce ad essere molto divertente e a tratti commovente.



Il video di Virtual Insanity è sicuramente uno dei videoclip di musica pop più conosciuti, oltre che sicuramente quello di maggior successo dei Jamiroquai. Nel settembre 1997 ebbe dieci nomination agli MTV Video Music Awards, di cui ne vinse quattro, incluso quello più prestigioso ("video dell'anno"). Nel 2006 è stato posizionato al nono posto dagli spettatori di MTV in un sondaggio per scegliere il video più "trasgressivo" della storia.
Il video, diretto da Jonathan Glazer consiste principalmente di una inquadratura fissa su Jay Kay che esegue il brano e danza in una stanza semivuota, dal soffitto grigio e dall'atmosfera asettica. Nel corso del video tre divani di colore nero, unici oggetti d'arredamento della stanza, si muovono da soli. Di tanto in tanto sullo schermo passano scarafaggi o un corvo; alla fine si vedrà fuoriuscire sangue da sotto i divani e da una delle pareti.
Il video ebbe molti consensi per i suoi effetti speciali: il pavimento infatti sembra muoversi mentre il resto della stanza è fisso, permettendo a Kay di eseguire passi e movimenti normalmente impossibili.



Anno d'oro il 1999 per questa alternative rock band americana che in quell'anno esce con il loro album di maggior successo, "A place in the Sun", ottenendo anche il disco di Platino. Il singolo di cui parliamo , "Miserable", sarà la canzone più ascoltata dell'anno 2000, sicuramente grazie anche a questo curioso e simpatico Video: Il regista Evan Bernard decide di trasformare la band in novelli Lillipuziani, solo che al posto di Gulliver abbiamo Pamela Anderson, in quegli anni l'icona sexi per eccellenza. Dopo aver suonato in varie parti del corpo della bella Pamela il finale però non è proprio dei migliori per i musicisti: Infatti La "biondona" se li mangia ad uno ad uno in un sol boccone lasciando solo una scarpa del chitarrista come ricordo.



Buddy Holly è un singolo del gruppo musicale americano Weezer, secondo estratto dall'omonimo album di debutto e pubblicato il 7 settembre 1994.
Considerato come uno dei fiori all'occhiello del power pop moderno, per il sound che si presenta come un mix di chitarre di stampo rock e melodie pop, Buddy Holly venne pubblicato in occasione del 58º compleanno del celebre cantautore, morto in un incidente aereo.
l video del singolo venne diretto da Spike Jonze, e riprendeva la band che suonava nel locale "Arnold's", sullo scenario della serie televisiva Happy Days, per gli amanti del famoso telefilm un video da non perdere!!
Il videoclip della canzone diventò così popolare che Microsoft lo incluse tra i contenuti bonus del CD-ROM di Windows 95.

30 SECONDS TO MARS - FROM YESTERDAY (2006) https://www.youtube.com/watch?v=RpG7FzXrNSs


From Yesterday è un singolo del gruppo musicale statunitense Thirty Seconds to Mars, pubblicato il 7 novembre 2006 come terzo estratto dal secondo album in studio A Beautiful Lie.
Il brano ha vinto il premio "Miglior singolo" ai Kerrang! Awards 2008, mentre il relativo videoclip, realizzato dal frontman Jared Leto, è il primo video americano realizzato in Cina.
Jared, che ha dimestichezza con il mondo del cinema, realizza un cortometraggio che va al di là della canzone stessa trasformandolo in una vera e propria storia, nel mondo degli imperatori Cinesi, tutta da gustare. Infatti per poter spiegare al meglio il tutto la canzone viene interrotta in più punti inframezzandola con scene e dialoghi.



Per questo singolare e angosciante video ritroviamo il regista Jonathan Glazer, citato in Virtual Insanity di Jamiroquai. In questo caso la macchina da presa si sotituisce al guidatore di una macchina che insegue nella notte un fuggitivo. La musica è perfetta nel descrivere la faticosa corsa dell'uomo, ormai stremato, che tenta di sottrarsi alla cattura. Il tutto intervallato da inquadrature del cantante Tom York che si trova seduto nel sedile posteriore della vettura. Il finale però in un certo senso ribalta le posizioni.....ma non ve lo svelo e vi invito a godervelo.

Per adesso ci fermiamo qui......riprenderemo di sicuro questa rubrica in futuro per segnalarvi i tanti videoclip belli, strani e curiosi. Stay Tuned

IL DOGUI




venerdì, giugno 12, 2020

Black Lives Matter : la Musica contro il razzismo e la xenofobia


Negli ultimi giorni il fatto di cronaca nera riguardante George Floyd ha scosso tutti noi e ha riacceso le proteste mai del tutto sopite dei movimenti afroamericani contro la xenofobia e il razzismo.

Nonostante negli ultimi 70 anni, grazie alle continue lotte per i diritti civili, si siano raggiunti molti obbiettivi in termini di uguaglianza, non credo si riuscirà mai a debellare del tutto qualsiasi forma di razzismo e xenofobia e purtroppo ogni tanto c'è sempre qualche notizia o avvenimento che ci fa capire che non ne siamo mai del tutto usciti e che siamo lontani dall'esserlo.

Le manifestazioni, più o meno pacifiche, che in questi giorni sfilano nelle città americane e non solo, sono soprattutto lo sfogo di gente che il razzismo lo vive quotidianamente, nelle piccole cose di tutti i giorni...la continua consapevolezza che in qualche modo nella tua vita potresti ritrovarti in una situazione dove vieni considerato diverso o inferiore ad altri.

Molti artisti e musicisti, direttamente coinvolti e vittime di queste situazioni, hanno dedicato la loro vita per la conquista e la difesa dei diritti civili;
In questo articolo però voglio parlare delle canzoni scritte dagli artisti che, anche se non direttamente vittime, sono rimasti toccati e si sono sentiti vicini a queste vicende tanto da voler lanciare messaggi di sensibilizzazione a favore di queste tematiche.

BLACKBIRD - BEATLES (THE WHITE ALBUM 1968)

Questa bellissima canzone è stata scritta da Paul Mcartney durante il tour dei Beatles "Back in the U.S." nel 1968 come reazione alle tensioni razziali esplose negli Stati Uniti nella primavera di quell'anno.
La canzone sosteneva il Movimento per i diritti civili americano che aveva avuto molta eco in Europa e sulla stampa Britannica. In particolare la canzone - ha spiegato Paul in un intervista - è stata scritta per Rosa Parks, la "blackbird" che il 1° Dicembre 1955 salì su un autobus e decise di sedersi nella parte riservata ai bianchi rifiutandosi di spostarsi in fondo, nella parte riservata alla gente di colore.

A Woodstock, nel 1969 la canzone fu interpretata anche a tre voci da Crosby, Still & Nash:

"Blackbird singing in the dead of night
Take these broken wings and learn to fly.
All your life

You were only waiting for this moment to arise."
"Merlo che canti nel cuore della notte
prendi queste ali spezzate e impara a volare
per tutta la vita
hai atteso che questo momento arrivasse"


https://www.youtube.com/watch?v=JiL5JpUtjqY

HURRICANE - BOB DYLAN (DESIRE 1975)

La canzone è ispirata alle vicende del pugile Rubin "HURRICANE" Carter che venne accusato, senza prove, di un triplice omicidio avvenuto durante una sparatoria al La Fayette Bar nel New Jersey.
Era il 1966, Carter venne scarcerato solo nel 1985 quando un giudice Federale riaprì il caso e stabilì che non aveva avuto un equo processo e che l'accusa era basata su "motivazioni razziali". Il 26 Febbraio 1988 caddero tutte le accuse nei suoi confronti. Dylan conobbe il suo caso leggendo la sua autobiografia, THE SIXTEENTH ROUND, che lo stesso Carter gli spedì per posta. Durante il tour del 1975 Dylan tenne un concerto di beneficenza in onore di Carter al Madison Square Garden cantando per la prima volta questa canzone. Successivamente si esibiì anche alla Clinton State Prison dove Carter salì sul palco per sensibilizzare l'opinione pubblica e convincere i media a parlare del suo caso.

Rubin Carter was falsely tried.
The crime was murder "one," guess who testified?
Bello and Bradley and they both baldly lied
And the newspapers, they all went along for the ride.
How can the life of such a man
Be in the palm of some fool's hand?
To see him obviously framed
Couldn't help but make me feel ashamed to live in a land
Where justice is a game.

Rubin Carter fu ingiustamente condannato
L'accusa fu omicidio, indovina chi ha testimoniato?
Bello e Bradley ed entrambi mentirono
E i giornali, tutti ci mangiarono sopra
Come può la vita di un uomo
Essere nelle mani di qualche pazzo?
Vederlo ovviamente incastrato
Non può aiutarlo ma mi fa vergognare di vivere in un paese
Dove la giustizia è un gioco.


https://www.youtube.com/watch?v=b_SUNDJT9DY

KILLING IN THE NAME - RAGE AGAINST THE MACHINE (RAGE AGAINST THE MACHINE 1992)

Il brano fu pubblicato il 2 Novembre 1992 ma più che mai attuale se si pensa alla vicenda di George Floyd. Il testo è un accusa ben precisa: all'interno delle forze dell'ordine americane ci sarebbero alcuni membri attivi del KU KLUX KLAN, il cui simbolo è la croce che brucia.

"Some of those that work forces, are the same that burn crosses"

"Tra le forze dell'ordine ci sono gli stessi che bruciano le croci"

"Those who are died are justified
for wearing the badges
theyre the choosen whites"

"Sono morti giustificati
chi li ha uccisi indossava un distintivo

PEOPLE ARE PEOPLE - DEPECHE MODE (SOME GREAT REWARD 1984)

Uscito nel Marzo del 1984, il brano lancia una dura accusa al pregiudizio nei confronti di gente di un altra razza.
Il singolo ebbe da subito un enorme successo in tutta Europa mentre negli Stati Uniti scalò le classifiche solamente un anno dopo, nel 1985, diventando il primo brano della band ad entrare nella prestigiosa BILLBOARD HOT 100, alla posizione numero 13. Ancora oggi è considerato uno dei brani simbolo della band britannica.

"I can't undertsand
what makes a man
hate another man
help me undertsand"

"Non riesco a capire
cosa spinga un uomo
ad odiare un altro uomo
aiutami a capirlo"
BORDER SONG - ELTON JOHN (ELTON JOHN 1970)

Musica di Elton John e testo scritto da Bernie Taupin. Elton la eseguì anche recentemente durante il concerto in occasione dei 90 anni di Nelson Mandela.
La canzone fu anche ricantata e registrata da due grandi artisti: Aretha Franklin, con una interpretazione magistrale, ed Eric Clapton che la cantò in unna raccolta dedicata alle canzoni di Elton e Bernie Taupin.
Fu il primo signolo dell'artista inglese a raggiungere la classifica statunitense posizionandosi al 92° posto. Il brano, nonostante sia un gospel, presenta dei toni cupi e un chiaro messaggio contro il razzismo, soprattutto nell'ultima strofa della canzone, scritta dallo stesso Elton:

"Holy Moses let us live in peace
Let us strive to find a way to make all hatred cease
There’s a man over there
What’s his color I don’t care
He’s my brother let us live in peace"

"Santo Mosè fa che viviamo in pace
Fa che ci impegniamo a trovare un modo per porre fine all’ odio
C’è un uomo laggiù
Qual è il suo colore non mi interessa
E’ mio fratello fa che viviamo in pace"


VERSIONE DI ELTON JOHN: https://www.youtube.com/watch?v=Lm7b-32Mpbs

VERSIONE DI ARETHA FRANKLINhttps://www.youtube.com/watch?v=OzY45mZNIHU

BIKO - PETER GABRIEL (PETER GABRIEL III 1980)

Il brano racconta la vicenda di Stephen Biko, noto attivista anti-apartheid sudafricano. Biko fu arrestato dalla polizia sudafricana nel 1977 e, dopo essere stato tenuto in custodia per giorni, fu interrogato nella prigione di Walmer Street a Poth Elisabeth. Biko uscì dall'interrogatorio con evidenti e numerose ferite alla testa e morì poco dopo una volta trasferito alla prigione di Pretoria.
La versione del brano tratta dall'album comincia e finisce con le registrazioni di due canzoni sudafricane "Ngomhla sibuyayo" e "Senzeni Na?" cantate al funerale di Biko.


"You can blow out a candle
but you can’t blow out a fire
once the flames begin to catch
the wind will blow it higher
oh Biko, Biko, because Biko
Yihla Moja, Yihla Moja
the man is dead

And the eyes of the world
are watching now, watching now”.

"Potete spegnere una candela
ma non potete spegnere un fuoco
quando la fiamma comincia a bruciare
sarà proprio il vento a renderla indomabile
oh, Biko, Biko, perché Biko
l’uomo è morto.

Ma gli occhi del mondo
vi stanno guardando, ora”.


https://www.youtube.com/watch?v=luVpsM3YAgw

IL DOGUI





venerdì, maggio 18, 2018

Stage diving



Stage diving è l'atto con il quale, durante un concerto musicale (solitamente rock, soprattutto metal e punk),una persona, musicista o spettatore, si tuffa dal palco sulla folla sottostante. 
Solitamente la persona tuffatasi sulla folla viene passata poi da persona a persona nell'atto chiamato surf sul pubblico (in inglese crowd surfing). 

Molto prima che la parola fosse inventata, lo staging pubblico si svolse durante il primo concerto olandese dei Rolling Stones al Kurhaus di Scheveningen l'8 agosto 1964. 
Molti musicisti hanno fatto del palcoscenico una parte del loro spettacolo teatrale: Jim Morrison era uno dei primi interpreti noto per essere saltato tra la folla in diversi concerti; Iggy Pop è spesso accreditato per aver reso popolare la fase di stage diving nella musica rock popolare. Inizialmente visto come estremo ed aggressivo, il tuffo in palcoscenico è diventata comune nelle performance hardcore punk e trash metal. 

Rischi e incidenti.

Come si può immaginare questa pratica è certamente spettacolare, ma molto rischiosa sia per l’incolumità di chi la esegue sia per chi la subisce, il pubblico. Un esempio è quando Peter Gabriel del Genesis stage si è tuffato durante la fine della loro canzone "The Knife", atterrando sul suo piede, slogandosi così la caviglia. Il 20 agosto 2010, Charles Haddon, il cantante del gruppo inglese Ou Est Le Swimming Pool, è morto dopo una performance a Pukkelpop, in Belgio. Si è suicidato saltando da un palo delle telecomunicazioni nel parcheggio degli artisti dietro le quinte. Haddon è stato riferito di essere stato angosciato dopo aver temuto di aver ferito gravemente una giovane ragazza in precedenza dopo uno staging. 
Nel 2012, il cantante Randy Blythe della band heavy metal americana Lamb of God è stato incriminato (e poi prosciolto) da accuse di omicidio colposo in relazione alla morte di un fan nella Repubblica Ceca dopo che il tifoso è rimasto ferito dopo essere stato spinto fuori dal palco. Nel febbraio 2014, il giudice federale Jan E. DuBois ha stabilito che Fishbone doveva pagare $ 1,4 milioni a una donna che si è rotta il cranio e la clavicola durante un concerto a Philadelphia nel 2010 quando Angelo Moore si è tuffato e si è posato su di lei. Un altro incidente mortale sul palcoscenico si è verificato a maggio 2014 a New York City durante un'esibizione della band metalcore Miss May I. Sebbene il fan fosse in grado di andarsene dopo essere caduto dal palco, il concerto è stato interrotto dopo essere svenuto. Più tardi è morto in ospedale. 

10 Most Epic Stage Dives
https://www.youtube.com/watch?v=PGX2fTDQqIY

giovedì, marzo 10, 2011

Phil Collins dice addio al palco


Phil Collins, il batterista e poi anche cantante e leader (ahimé) dei Genesis ha deciso di ritirarsi dalle scene. Il musicista ha preso questa decisione a causa dei malanni fisici che da anni lo tormentano e che sembrano essere conseguenza dei troppi anni dietro alla batteria. «Credo sia il momento giusto per dire basta - ha detto l'ex leader dei Genesis - e non penso che qualcuno sentirà la mia mancanza, perché ormai io non appartengo più al mondo della musica».

Nella prima metà degli anni Settanta Phil era il glorioso batterista di una delle band più importanti nella storia del rock: i Genesis di Sua Maestà Peter Gabriel. Nel 1975, però, Gabriel decise di abbandonare l'avventura, seguito solo due anni dopo da Steve Hackett. A quel punto era meglio lasciar perdere. Collins, invece, non ha voluto accettare la sconfitta e, con i due membri superstiti, ha perpetrato il nome Genesis che avrebbe meritato ben altro destino. Nel frattempo una carriera solista più piena di ombre che di luci. A parte qualche rarissimo episodio, le canzoni di Collins sembrano il corrispettivo musicale dei romanzi Harmony. Sembrava aver raggiunto la maturità nel '97, quando almeno decise di lasciare quel che restava dei Genesis. Nient'altro che una pia illusione. Qualche anno fa la temuta reunion della band a cui Gabriel e Hackett hanno naturalmente dato subito forfait. Li abbiamo sentiti suonare al Circo Massimo di Roma e il prato è stato invaso da un insopportabile effetto karaoke. Venuto male per giunta.

venerdì, settembre 24, 2010

La chicca del giorno


Peter Gabriel, poliedrico artista inglese, nato a Chobman il 13 Febbraio 1950 ha raggiunto il successo come vocalist, flautista e percussionista dei Genesis con i quali ha iniziato a collaborare nel 1966. Dopo anni di successi indimenticabili ed apparizioni sui palchi di tutto il mondo, nel 1975 Gabriel decide di abbandonare la band e dedicarsi alla carriera solista.

Con un impostazione sperimentale e dando poca importanza alle vendite, Peter registra il suo primo album nel 1976 dando libero sfogo alla sua creatività introspettiva, anticipando temi di cultura bucolica ed agreste.

I primi quattro album sono senza titolo, o meglio hanno come titolo il suo nome e cognome, in quanto, come lui stesso ha dichiarato erano considerati copertine di una stessa rivista più che come opere indipendenti.

L'unica differenza è la copertina.

Abbiamo quindi 4 album denominati I,II, III e IV o come sono stati definiti dai critici musicali Car, Scratch, Melt e Security.

Anche negli anni futuri, quando Peter ha acconsentito a dare dei titoli ai propri album ha sempre optato per parole molto corte e monosillabi, come So, Us ed Up.