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martedì, luglio 04, 2023

Le 10 migliori collaborazioni nel rock: Unione di talenti leggendari -

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Nel mondo della musica rock, le collaborazioni tra artisti sono spesso occasioni speciali in cui il talento si unisce per creare qualcosa di eccezionale. In questo articolo, esploreremo dieci delle migliori collaborazioni nel rock che hanno dato vita a brani iconici e memorabili. Dalle partnership epiche ai duetti sorprendenti, queste unioni di talenti hanno lasciato un'impronta indelebile nella storia del rock. 

  • David Bowie e Freddie Mercury - "Under Pressure": La collaborazione tra due icone del rock, David Bowie e Freddie Mercury dei Queen, ha dato vita a uno dei più grandi inni di tutti i tempi. "Under Pressure" è un brano potente che combina le voci distintive di entrambi gli artisti in un crescendo di emozioni.


  • Mick Jagger e David Bowie - "Dancing in the Street": Un'altra collaborazione memorabile è stata quella tra Mick Jagger dei Rolling Stones e David Bowie. La loro versione di "Dancing in the Street" è diventata un successo globale e un classico del rock.



  • Slash e Myles Kennedy - "Anastasia": La collaborazione tra il leggendario chitarrista Slash e il talentuoso cantante Myles Kennedy ha dato vita a brani rock potenti e melodici. "Anastasia" è un esempio di come due talenti si uniscano per creare musica che tocca le corde dell'anima.


  • Robert Plant e Alison Krauss - "Raising Sand": L'incontro tra Robert Plant, ex frontman dei Led Zeppelin, e la cantante country Alison Krauss ha portato alla creazione dell'acclamato album "Raising Sand". Questa collaborazione ha dimostrato la versatilità e l'eclettismo di entrambi gli artisti.


  • Paul McCartney e Stevie Wonder - "Ebony and Ivory": Due leggende della musica, Paul McCartney e Stevie Wonder, hanno unito le loro voci in "Ebony and Ivory". Il brano affronta temi di unità e armonia tra le persone, diventando un successo planetario.


  • Eddie Vedder e Neil Young - "Rockin' in the Free World": La collaborazione tra Eddie Vedder dei Pearl Jam e Neil Young ha dato vita a un'esibizione potente e carica di energia in "Rockin' in the Free World". Questo duetto tra due voci iconiche del rock ha lasciato il segno nel panorama musicale.


  • Joe Strummer e Johnny Cash - "Redemption Song": La fusione di stili tra il leggendario frontman dei The Clash, Joe Strummer, e il mitico Johnny Cash ha prodotto una versione indimenticabile di "Redemption Song" di Bob Marley. Questo duetto ha dimostrato l'importanza della musica come strumento di cambiamento e di lotta per la giustizia.


  • Jack White e Alicia Keys - "Another Way to Die": La collaborazione tra Jack White dei The White Stripes e Alicia Keys per la colonna sonora del film di James Bond "Quantum of Solace" ha generato "Another Way to Die". Il brano combina l'energia rock di White con la voce potente di Keys, creando un risultato unico e coinvolgente.


  • Roger Waters e Eric Clapton - "Wish You Were Here": Due leggende del rock, Roger Waters dei Pink Floyd e Eric Clapton, si sono uniti per un'interpretazione intensa di "Wish You Were Here". Questo duetto è stato un tributo emozionante a uno dei brani più iconici dei Pink Floyd.


  • Chris Cornell e Chester Bennington - "Hunger Strike": La collaborazione tra i talentuosi cantanti Chris Cornell dei Soundgarden e Chester Bennington dei Linkin Park ha prodotto una performance potente e carica di emozione in "Hunger Strike". Questa unione di voci potenti è diventata un omaggio alla forza e all'energia del rock.



Le collaborazioni nel rock offrono spesso un'esperienza musicale unica, combinando il talento di artisti diversi per creare brani che rimarranno nella storia. Queste dieci collaborazioni rappresentano solo una piccola parte delle molte unioni di talenti che hanno trasformato il panorama musicale. Ogni connubio porta con sé un'energia speciale, una combinazione unica di stili e una testimonianza del potere della musica rock di unire le persone attraverso le generazioni.

domenica, dicembre 18, 2022

Keith Richards - La lingua più acida del rock

 



Ci stiamo avvicinando al Natale e tutti siamo più buoni o forse dovremmo esserlo.....ma c'è chi nel mondo del rock è famoso per non avere peli sulla lingua e dire ciò che pensa dei propri colleghi senza mezze misure: Keith Richard, la lingua più acida del rock.
Di solito non lo fa con un intento calcolato per cercare copertura mediatica; è proprio un desiderio di  Richards di esprimere il suo sé naturale.  Per oltre mezzo secolo, il chitarrista ha operato esclusivamente secondo le sue regole, e dopo averlo fatto così bene per così tanto tempo, non c'è modo che il chitarrista abbia intenzione di modificare i suoi metodi per il futuro.
Una volta, Richards fu costretto a scusarsi con Mick Jagger per mantenere vivo il futuro dei Rolling Stones, ma questa fu un'anomalia. Per il resto degli insulti in questa lista, Richards rimane fermo e non nutre alcun rimpianto per come le sue vittime abbiano interpretato le sue osservazioni.
Ecco i suoi più duri attacchi :
vs. PrinceNel 1981, il "Purple One" faceva da supporto per la band britannica a Los Angeles quando il loro pubblico reagì male e iniziò a sabotare lo show del musicista. Mick Jagger intervenne personalmente per assicurarsi che Prince rispettasse il resto delle sue date di supporto al gruppo, ma Richards era meno ospitale del suo compagno di band. "Un moscerino sopravvalutato, Prince deve scoprire cosa significa essere un principe. Questo è il problema di conferire un titolo a te stesso prima di averlo dimostrato", ha detto crudelmente Richards poco dopo l'evento. "Il suo atteggiamento quando ha aperto per noi è stato offensivo per il nostro pubblico. Non cerchi di cavarsela così quando stai suonando contro una folla di Stones. È un principe che pensa di essere già un re. Buona fortuna a lui", ha poi aggiunto. Otto anni dopo, Richards disse al Los Angeles Times: "Per me, Prince è come i Monkees. Penso che sia molto abile nel manipolare il business della musica e dell'intrattenimento".
vs. Elton John : Richards gettò per la prima volta ombra su Elton John quando Rolling Stone lo intervistò nel 1988. Al chitarrista quando gli è stato chiesto di fornire i suoi pensieri su una serie di canzoni pop contemporanee, tra cui "I Don't Wanna Go On With You Like That" di Elton, rispose che sembrava una canzone finta, costruita solo per fare soldi. Dopo la morte della principessa Diana, Elton ha rielaborato 'Candle In The Wind' come tributo alla sua amica scomparsa e questo ha irritato Richards. Una canzone solo per lo showbiz, ha detto a EW nel 1997.
vs. Bee Gees : Richards disse brutalmente a Rolling Stone nel 1969: "Beh, sono nel loro piccolo mondo fantastico. Basta leggere di cosa parlano nelle interviste... Quanti abiti hanno e quel tipo di merda. È tutta roba da bambini, non è vero?"
vs. Metallica : Innegabilmente, i Rolling Stones hanno influenzato un numero incommensurabile di band. Per la maggior parte di queste, Richards è orgoglioso del loro impatto sugli altri. Tuttavia, un gruppo da cui il chitarrista non vuole essere classificato come influenzato sono i Metallica. "Milioni di persone sono innamorate dei Metallica e dei Black Sabbath. Ho solo pensato che fosse un grande scherzo", ha detto al New York Daily News nel 2015. Richards ha continuato bruscamente: "Non so da dove venga l'ispirazione dei Metallica, ma se viene da me, allora sono fottuto".
vs. David Bowie : In un'intervista del 2008, Richards ha affermato che "Changes" era l'unica canzone di Hunky Dory che riusciva a ricordare. Ha commentato: "È tutta finzione. È tutta fottutamente finzione. Non ha nulla a che fare con la musica. Lo sa anche lui". Il Rolling Stone ha aggiunto a sangue freddo: "Non riesco a pensare a nient'altro che abbia fatto che mi faccia rizzare i capelli".
Un bel personaggio il nostro Keith.....

venerdì, marzo 12, 2021

Il rock sbanca Sanremo per la prima volta



Dopo 71 edizioni ed a 70 anni precisi da quel lontano 1951 in cui nacque il festival della canzone italiana,  finalmente il rock sbanca Sanremo con la vittoria dei Maneskin con il brano "Zitti e Buoni". 
Molti hanno parlato di rivoluzione, di cambiamento, di distacco dal solito cliché sanremese, ma se analizziamo bene la genesi del successo della band romana le risposte ci portano in un'altra direzione. 
Fino alla serata finale la classifica parlava di un Ermal Meta in prima posizione e di Arisa sul gradino più basso del podio. La votazione delle giurie delle prime serate, quella demoscopica, composta da un campione statisticamente rappresentativo di almeno 300 persone selezionate tra abituali fruitori di musica, l'orchestra, composta dai musicisti e coristi professionisti componenti l’orchestra del Festival, e la Sala Stampa composta dai giornalisti accreditati dalla Rai, aveva portato al solito risultato con canzoni melodiche e dal testo nazionalpopolare in corsa per la vittoria finale. E quindi eravamo pronti all'ennesima vittoria in un festival che dalla sua storia e' sempre stato avulso dalla realtà e dai cambiamenti musicali che avvenivano fuori dal teatro dell'Ariston. Non dimentichiamo che a cavallo della più grande rivoluzione musicale, quella sviluppatasi negli anni 60/70, a Sanremo trionfavano artisti come Nicola Di Bari, Peppino di Capri e Iva Zanicchi che avevano poco a che fare con gli artisti in voga sulla scena internazionale e parlo dei Pink Floyd, Led Zeppelin, The Who, David Bowie solo per citarne alcuni. Negli anni 80 al Festival vincevano Riccardo Fogli, Tiziana Rivale, Massimo Ranieri che pochissimo avevano in comune con gli artisti che spopolavano nel mondo come Bruce Springsteen, AC/DC, Michael Jackson per citarne alcuni. Gli anni 90 e 2000 addirittura hanno visto ritirare l'ambita palma di Sanremo da meteore del palco come i Jalisse e Giò Di Tonno in coppia con Lola Ponce. Ma con l'avvento degli ultimi anni del 2000 qualcosa e' cambiato. La giuria popolare ha iniziato ad avere più peso ed i direttori artistici del festival, a causa degli ascolti in netto calo, hanno deciso di portare sul palco i cantanti emergenti usciti dai talent. Marco Carta, Valerio Scanu, Emma, Marco Mengoni, e poi recentemente Mahmood ne sono la prova incontrovertibile. 
Questa e' stata la vera rivoluzione. La giuria popolare, che grazie al televoto, vota i suoi beniamini usciti dai talent. Li segue sui social, ne decreta vittorie e vendite. Li osanna e li porta in trionfo. Non e' la rivoluzione del rock. E' la rivoluzione dei talent e del pubblico, specialmente nella fascia 20/30 anni che vota quel cantante che ha visto in TV.
I Maneskin, forti del loro percorso a X-Factor, e della loro giovane età ne sono l'esempio più lampante. Insomma non sarà una rivoluzione ma quest'anno finalmente una canzone che ci piace parecchio e che ascolteremo per molto tempo e poi staremo Zitti e Buoni

martedì, gennaio 05, 2021

Un regalo di Buon Anno - Podcast Rock


Ci siamo lasciati alle spalle un nefasto 2020 e quindi, per cominciare, lo staff di Dreamkoma vi augura un sentito Buon 2021.
Ma tutto ciò non basta. Dreamkoma e' sempre attenta alle novità ed alle tendenze e quindi ha deciso di farvi un regalo.
Da qualche giorno sono disponibili sulle più importanti piattaforme online ( Spotify, Spreaker, Google Podcast e molte altre ) i nostri podcast.
Si chiamano Rock Pills, ovvero pillole di rock, e vi cureranno dai piccoli acciacchi della vita. Una al giorno e scoprirete curiosità e notizie sulle star del rock e non solo.  
Una volta al mese vi racconteremo anche un abbinamento Rock e Vino nella rubrica Rock 'n Wine. Un modo diverso per assaggiare il nostro caro amato rock.
Ora non rimane che ascoltarli ed attendere ogni settimana una nuova puntata di Rock Pills, il podcast rock da godersi in 5 minuti.

venerdì, ottobre 30, 2020

Steve Vai, il provino improbabile

Oggi il nostro post sarà dedicato a Steve Vai, uno dei più grandi chitarristi, punto di riferimento del rock contemporaneo e ad una sua esperienza a dir poco...impossibile...
Il chitarrista di origini italiane e più precisamente pavesi, per chi non lo sapesse ha la cittadinanza onoraria di Dorno, è conosciuto al mondo come un eccentrico polistrumentista ed uno degli shredder più tecnici ed ammirati...cos'è uno shredder? Semplicemente un musicista che con la sua notevole tecnica e velocità d'esecuzione fa girare la testa e morire di invidia molti suoi colleghi!
 
Molte delle sue competenze tecniche le ha assorbite grazie al suo maestro Satriani, ma è grazie alla sua passione per Frank Zappa che la sua vita e la sua carriera prenderanno definitivamente la strada del successo.
Decide infatti negli anni dei suoi studi presso la Berklee College of Music di Boston di inviare al suo idolo una registrazione della sua band del college, i Morning Thunder ed una trascrizione di "The Black Page" (opera di Zappa famosa per la sua complessità), riuscendo così a farsi notare dal genio che ingaggia il giovane Vai come trascrittore di partiture.

 
 
Arrivato però a questo ambìto traguardo come farsi sfuggire dalle mani una delle sue più grandi occasioni; Steve decide quindi di proporsi come musicista e di partecipare ad un provino per entrare a tutti gli effetti a far parte della band di Zappa.
Vai racconta sempre del suo terrore quando si presentò al provino: Zappa infatti era sì famoso per essere una leggenda del rock, ma era anche molto conosciuto agli addetti ai lavori per le sue audizioni complicate e stressanti.
 
Rimane infatti nella storia l'audizione di un giovane Steve Lukhater, fondatore dei Toto, che fu letteralmente massacrato da Zappa, gli chiese di suonare alcune battute e ad ogni errore del provinato anzichè farlo riprovare gli richiese continuamente qualcosa di diverso fino a mandare il giovane talento nella crisi più profonda.
 
Steve Vai racconta che durante la sua audition Zappa gli fece prima eseguire una parte di chitarra in modo tradizionale, poi in 7/8 ed in seguito in 7/8 reggae. Non soddisfatto ed un po' sadicamente (io me lo vedo il buon vecchio Frank con un ghigno satanico sotto i baffi) aggiunse una nota dopo l'altra fino a rendere la parte fisicamente impossibile da suonare per qualsiasi essere umano dotato "solamente" di dieci dita...
 
Steve a questo punto affranto si bloccò ed ammise di non riuscire ad eseguire la richiesta, voltò le spalle in segno di sconfitta e con la coda tra le gambe si diresse verso l'uscita per tornarsene a casa, ma a quel punto Zappa lo fermò dicendogli...Sei nella band!!!
 
Che altro aggiungere, tutto il resto è storia.
 
Rock and Roll
 
 

venerdì, ottobre 02, 2020

Clapton falling in love with Blackie...

Oggi la nostra attenzione sarà rivolta al figlio di una ragazza madre cresciuto con l'illusione che i nonni fossero i genitori, al ragazzo deriso e maltrattato dalla società inglese che ha dovuto lottare contro un'infanzia difficile, un'adolescenza ribelle, una vita piena di dolore, contro dipendenze varie e contro lo spettro della morte che più volte ha bussato alla sua porta: Eric Clapton.


 

Penso che questo nome nel panorana blues mondiale non abbia bisogno di presentazioni, un musicista che sin da giovane si è trovato subito a suo agio con la chitarra, non per niente i risultati arrivarono prestissimo, già sul finire degli anni sessanta era già considerato una leggenda.

Slowhand, così soprannominato dagli addetti ai lavori non tanto per la sua lentezza nel suonare lo strumento a sei corde ma tanto per i tempi effettivi in cui Clapton sostituisce le corde dello stesso strumento (...e questo non tutti lo sanno), nei primi anni settanta era già acclamato in tutto il mondo per il suo stile ed il suo tocco inconfondibile vantando collaborazioni con gruppi ed artisti che vanno dagli Yardbirds ai Cream, da John Mayall & The Bluesbreackers ai Blind Faith, dai Delaney & Bonnie ai Derek and The Dominos fino ad arrivare a collaborazioni con i Rolling Stones ed un certo Jimi Hendrix che amichevolmente lo chiamava "il professore".

Come però già fatto in precedenza in un altro post dedicato a Keith Richards, non vorrei togliere spazio a chi ha contribuito al successo di Clapton: la sua amata Blackie, la sua Stratocaster costruita personalmente dal chitarrista nel 1970, la Fender che ha fatto la storia del Blues.

La storia d'amore tra Blackie e Clapton è romantica e vale la pena raccontarla.


 

Era il 1970 quando Slowhand acquistò sei Stratocaster degli anni '50, ne ragala una a Stevie Winwood, una a George Harrison ed una a Pete Townshend; le 3 superstiti le smonta e con la sensibilità che lo ha sempre contraddistinto sceglie il meglio dei pezzi smontati creando così la Fender più nota e amata nella storia del rock.

Uno strumento straordinario con una struttura perfettamente bilanciata, un corpo leggerissimo con forme sinuose, un manico di proporzioni ideali e pickup particolarmente potenti per quell'epoca.

Un rapporto di reciproca ammirazione tra lo strumento e chi lo suonava, una "love story" durata per ben 20 anni interrotta, se così si può dire, solo dal tempo e dall'usura che anche l'infaticabile Blackie ha dovuto subire...il manico si assottiglia e gli slot dei tasti si allargano, verso la fine degli anni '80 non ce la fa più ed Eric decide di ritirarla.

Sarà battuta nel 2004 all'asta per quasi un milione di dollari; la rispettabile conclusione di uno strumento che ha ispirato generazioni di musicisti tra cui uno dei più grandi di tutti. Eric Clapton.

venerdì, settembre 18, 2020

Sanremo Rock


Forse in pochi sanno che il più longevo contest nazionale per artisti o gruppi italiani emergenti della musica rock e' il Sanremo Rock. 
Nato ormai nel lontano 1987 come appendice del famosissimo ed internazionale Festival della Canzone Italiana, il Sanremo Rock ha visto calcare il proprio palco da artisti in gara, all'epoca semi-sconosciuti, che oggi sono conosciuti ai più. Parliamo dei Bluvertigo, Ligabue, Denovo, Carmen Consoli, CCCP, Modà e dei Litfiba. 
E come ospiti internazionali ?? Beh che dire.....se vi dicessi Duran Duran, Spandau Ballet, Paul Simon, George Harrison e Paul McCartney. Il meglio del meglio della musica rock.
Quest'anno, la 33° edizione, e' stato premiato un gruppo heavy metal bolognese. I Magenta#9.
Hanno sbaragliato la concorrenza di altri artisti emergenti con il brano "Non si può" uscito durante il lockdown e suonato davanti a 200 persone presenti al Teatro Ariston tutte rigorosamente con la mascherina.
Il video realizzato con tecnica cartoon e' ambientato ovviamente a Bologna e racconta l'evasione dei componenti del gruppo dal carcere per poter suonare in un locale ......ma non vi dico altro.... guardatelo

venerdì, luglio 31, 2020

Sid Vs Mick - Sane Rivalità


In qualsiasi ambito, in qualsiasi realtà, da quando l'uomo ha messo piede sulla Terra, le rivalità, le guerre fredde, i contrasti, l'antagonismo, sono sempre esistiti.
Russia - Usa, McEnroe - Borg, Paul Gauguin - Van Gogh, Ferrari - Porshe; sta proprio nell'indole dell'uomo la competizione, ed è secondo me grazie a quest'ultima che si ha la possibilità di non accontentarsi mai, di cercare la perfezione, di mettersi in discussione per non annoiarsi e non annoiare, insomma la benzina giusta per fare sempre meglio.
Come potrebbero non esistere le contese, gli antagonismi nel mondo della musica... Ricordiamo infatti i più celebri, dai Deep Purple vs Led Zeppelin, agli U2 vs REM, dai Megadeth vs Metallica, ai Nirvana vs Guns N'Roses, dai Duran Duran vs Spandau Ballet, ai Beatles vs Rolling Stones... già, gli Stones...

Dovete sapere che la band di Jagger non era vista di buon occhio non solo dai Fab Four ma anche dal gruppo punk rock britannico più influente della storia: i Sex Pistols.
Infatti l'obiettivo della punk band era proprio quello di riportare con i piedi per terra i pezzi grossi della scena rock di quegli anni, e guarda caso gli Stones erano i primi attori, mentre questi ultimi non si fecero scalfire dalle loro provocazioni pensando che il punk non fosse un nuovo genere musicale e che cercavano, malamente, di imitare il rock senza però riuscirci.
Oggi vogliamo però raccontarvi che quando in uno dei due schieramenti è presente un Uomo con la U maiuscola, anche le guerre più sanguinose possono trasformarsi in storie a lieto fine.

Sid Vicious entrò nella band nel 1977 in sostituzione di Glenn Matlock, si definiva un fan sfegatato della band, ed anche se era un vero disastro in campo musicale ( Lydon affermò che la prima prova con Sid al basso fu infernale, non sapeva proprio suonare ) grazie al suo look, alla sua attitudine punk ed al suo comportamento pazzoide riuscì a lasciare il segno.
Sid era un giovane ragazzo problematico, con alle spalle un'adolescenza burrascosa, padre assente, madre tossicodipendente, e quando conobbe Nancy Spungen, ragazza con la fama di eroinomane, l'instabilità mentale del ragazzo ebbe un tracollo definitivo.
La storia tra i due nacque infatti sotto il segno della dipendenza, dell'eccesso; Nancy a detta di Lydon, era una persona orribile, votata all'autodistruzione ed il suo stile di vita l'ha portata alla morte il 12 Ottobre del 1978, in una camera d'albergo che condivideva con Sid Vicious, ritrovata pugnalata in una pozza di sangue.
Non sapremo mai se sia stato lui ad assassinarla o se sia stato un suicidio o un incidente, i due amanti erano sempre strafatti e come afferma Loyd "di misterioso in questa morte non c'è proprio niente", perché chiunque abbia mai avuto a che fare con certe sostanze sa benissimo che certi "incidenti" possono accadere.
Purtroppo però nascondersi dietro certi alibi non è servito a nulla, Vicious era l'unico presente sulla scena del crimine e di conseguenza venne accusato di omicidio ed arrestato.

Vicious si ritrovò così dietro le sbarre, finanziariamente al tracollo, Malcolm McLaren, il manager della band, non alzò un dito per aiutarlo, la situazione sembrava ormai definitivamente compromessa quando un ragazzo poco più grande di lui che divenne famoso intonando " Satisfaction" si accollò tutte le spese legali garantendo a Sid gli avvocati che lo seguirono durante la vicenda giudiziaria.

La turbolenta vita di Sid Vicious si interruppe bruscamente 4 mesi dopo a causa di una overdose.
Jagger non pubblicizzò mai questo suo nobile gesto, si sentì in dovere semplicemente di aiutare una persona in difficoltà, amico o "nemico" che fosse.
Stay Rock

venerdì, luglio 17, 2020

Rock e Scienza





Una scoperta di qualche anno fa ha davvero dell'incredibile.
Siamo nel 2012 ed in California, più precisamente alla UCLA, due docenti, Daniel Blumstein, ordinario del Dipartimento di ecologia e biologia evoluzionistica e Gary Bryant, docente di scienze della comunicazione, conducono uno studio analizzando le colone sonore dei film.
Per la precisione 102 colonne sonore di film appartenenti a quattro generi: avventura, drammatico, horror e guerra. Ben presto lo studio rivela che ogni genere è contraddistinto da una composizione musicale ben definita, per esempio nel genere drammatico si prediligono bruschi cambiamenti di frequenza, verso l'alto e verso il basso, nel genere horror invece hanno suoni molto distorti e grida, soprattutto di voci femminili.
E così lo studio, con l'aiuto del compositore Peter Kaye, si sposta su un piano di sperimentazione.
E dopo aver creato musiche originali sulla base dei vari parametri musicali identificati, vennero presentate e fatte ascoltare ad un gruppo di volontari sottoposti a differenti condizioni.
Come scrive lo stesso Blumstein nell'articolo pubblicato sulla rivista Biology Letters: "Abbiamo voluto vedere se era possibile aumentare o sopprimere i sentimenti di chi ascolta in base a ciò che sta succedendo in contemporanea alla musica".
Durante l'esperimento ai volontari veniva fatta ascoltare musica in modalità neutra, senza distorsioni o cambi di ritmo, oppure veniva presentata con un crescendo di volume e distorsioni. Tutto questo per ottenere poi dai partecipanti una votazione riguardo alla felicità o tristezza che generava l'ascolto.
Il risultato fu che la musica generata da distorsioni fu valutata come più emozionante, ma anche carica di emozioni negative. Ascoltare musica rock distorta pare sia simile all'ascolto di grida di animali in difficoltà. Ci genera emozioni forti, animalesche. Per questo Gary Bryant ha affermato che: "Questo studio aiuta a spiegare perché la distorsione del rock eccita le persone: tira fuori l'animale in noi"

Lo studio poi è proseguito abbinando all'ascolto dei medesimi brani la visione di brevi video neutri ( persone che camminano per strada o persone che sorseggiano un caffè) ed il risultato generato dagli stessi volontari fu che distogliere la concentrazione dal solo ascolto faceva perdere ogni stimolo. Tutta la musica veniva percepita in modo più neutro.

Quindi ascoltate la musica rock , sempre, ma mi raccomando....rigorosamente al buio ed in silenzio….con meno distrazioni possibili.

P.s.:  A questo link trovate l'articolo presente sulla rivista Biology Letters

venerdì, luglio 03, 2020

The Beatles: il Mistero si infittisce




I nostri storici lettori sicuramente ricorderanno i post Dreamkoma di qualche anno fa dove abbiamo analizzato con attenzione tutti i messaggi occulti che una delle band più famosa al mondo (forse la più famosa) inseriva nelle foto delle copertine delgi album, nei titoli e nei testi delle loro canzoni.
Stiamo logicamente parlando dei Beatles, i 4 ragazzotti di Liverpool inseriti a pieno titolo nella storia musicale mondiale.
Il gruppo dei Fab Four è sempre stato accompagnato da un alone di mistero, forse voluto, forse no, forse qualche strategia di marketing, comunque al loro obiettivo sono riusciti ad arrivare senza troppe difficoltà. I famosi misteri che hanno da sempre stuzzicato le curiosità dei fan vanno dalla presunta morte di Paul McCartney annunciata da un DJ ai messaggi satanici comprensibili solo ascoltando al contrario il brano, alle simbologie occulte presenti nelle copertine degli album "Abbey Road" e "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band".
Oggi vogliamo invece soffermarci sul mistero più duraturo per i Beatlemaniaci; più che mistero oserei quasi dire un gioco di illusionismo degno del miglior David Copperfield... era il 1962 quando Brain Epstain, manager della band, acquistò per 161£ (pari quasi a 4.600$ odierni) due splendide Gibson acustiche J-160E, una della prime chitarre elettroacustiche prodotte dalla Gibson Guitar Corporation, ottenuta inserendo un pick-up singolo, un controllo di tono ed uno di volume in una chitarra acustica, ottenendo così un prodotto ben apprezzato da musicisti del livello di Barry Gibb, Elvis Costello, Steve Marriott e...George Harrison e John Lennon.
La Gibson venne utilizzata per la prima volta da Lennon ad Abbey Road durante l'incisione di "Love Me Do" e "P.S. I Love You" ed anche se Lennon la utilizzò per un periodo relativamente breve compose molti altri successi da tutti noi conosciuti fino al 1963 quando la suonò insieme ad Harrison durante la registrazione di una puntata di "Thank You Luchy Star".
Sempre nel 1963 alla fine del leggendario concerto di Natale al Finsbury Park Astoria Theater di Londra, la chitarra venne rubata...venne smarrita...venne dimenticata...quello che accadde in realtà non si è mai scoperto e non si è mai saputo, l'unica cosa certa è che il tecnico di allora, un certo Mal Evans, non dormì sonni tranquilli, definì infatti l'episodio della sparizione uno dei momenti più bassi della sua carriera (e come biasimarlo), oltretutto Lennon giocò molto su questo episodio continando a dire al povero malcapitato che avrebbe definitivamente perso il suo lavoro se non avesse ritrovato il prezioso strumento.

Il mistero si infittì quando la sei corde 4 anni più tardi riapparve come per incanto in un negozio di chitarre a San Diego e nessuno ricordò come ci arrivò. Non sapendo la storia e soprattutto la provenienza dello strumento, venne rivenduta ad un ragazzo per 175$ che prima la strimpella e successivamente la rivende allo stesso prezzo ad un amico che casualmente, durante una lezione di chitarra, vede sulla copertina della rivista "Guitar Aficionado" una foto del figlio di Harrison che imbraccia che cosa? La J160-E del padre, copia identica della sua. McCaw, questo  il nome del ragazzo fortunato, nota che il numero di serie della Gibson in copertina è molto simile al numero di serie della sua, insospettito contatta l'autore di "Beatles Gear Andy Babiuk" che autentica la chitarra come quella di proprietà di Lennon.
Il ragazzo stupito rilasciò poi una dichiarazione dove affermò che per lui quella chitarra era troppo, non aveva più il coraggio di tenerla in casa.
La Gibson J160-E appartenuta seppur per breve tempo a John Lennon è stata battuta all'asta nel 2015 durante le audizioni di Julien's Live a Beverly Hills superando tutte le stime, è stata infatti venduta alla cifra record di 2,41 milioni di dollari ad un compratore anonimo.
Mistero risolto? Non direi...la mia domanda è: perchè McCaw l'ha ceduta a cuor leggero? Solo per una forma inaspettata di rispetto? Se avremo delle novità in merito vi faremo sapere.
Rock and Roll.

venerdì, giugno 19, 2020

Curiosità Rock




La musica rock è costellata di tantissime leggende, miti e curiosità. La doppia vita di Paul McCartney, i dischi da ascoltare al contrario per sentire messaggi demoniaci, le copertine dei Beatles dove poter trovare simboli e riferimenti esoterici, i capricci e le manie delle rockstar, le esibizioni live più assurde o particolari, molte vere ma molte frutto della fantasia di milioni di fans sempre in cerca di notizie particolari che possano rendere unici i propri miti.

Ma le curiosità che oggi vi voglio segnalare sono non molto conosciute e quindi spero possiate leggerle in un crescendo, sempre a bocca aperta per lo stupore. Siete pronti ?

  • Charlie Manson, uno dei serial killer più famosi della storia degli Stati Uniti, alla fine degli anni '60 era una figura marginale della scena musicale di Los Angeles ma nutriva ambizioni per diventare una rock star. I suoi provini non furono all'altezza ma sicuramente entrò in contatto con il batterista dei Beach Boys, Dennis Wilson, ed incontrò il cantautore Neil Young. Visse anche per un breve periodo nella casa di Dennis Wilson.
  •  "Because the night", successo mondiale di Patti Smith, fu in realtà scritta e registrata da Bruce Springsteen ma scartata tra le canzoni da inserire nell'album "Darkness". Patti Smith che stava lavorando all'uscita del suo album, "Easter", nello studio affianco a quello del Boss prese la canzone, ne adattò il testo per renderlo adatto ad una donna e la dedicò al marito Fred Smith.
  • Antonio Teocoli, più conosciuto come Teo Teocoli, ha iniziato la sua carriera come cantante e per 4 anni, dal 1964 al 1968, fu il cantante del gruppo beat "Quelli" che qualche anno dopo diventeranno una delle band rock italiane più conosciute al mondo con il nome di PFM, ovvero Premiata Forneria Marconi.
  • Il Teen Spirit è un deodorante prodotto per la prima volta da Mennen all'inizio del 1991, e con pesanti campagne pubblicitarie, riuscì presto a conquistarsi una nicchia di mercato tra le ragazze adolescenti americane. Ma le vendite sono state potenziate anche grazie al successo della band grunge dei Nirvana con la canzone "Smells Like Teen Spirit", anche se nel testo viene usato come dispregiativo l'utilizzo di quel deodorante perché "da ragazzini".
  • "Black Dog" dei Led Zeppelin, una delle canzoni più rappresentative della band, deve il titolo ad un cane di grossa taglia nero, probabilmente un labrador retriever che si aggirava attorno agli studi di Headley Grange dove la band stava appunto registrando. Il testo della canzone in effetti non parla in nessun modo di un cane nero ma bensì dell'amore nei confronti di una donna. 
  •  L'album "The Dark Side Of The Moon" dei Pink Floyd messo in sincrono con la pellicola " Il Mago di Oz" diretta da Fleming nel 1939 sembrano combaciare in modo perfetto. A volte tale sincronia si svela con un'affinità sensoriale, come quando la strega entra in scena in bicicletta e partono le campanelle dell'intro di "Time"; altre volte con affinità semantiche come se la canzone voglia descrivere la scena e quindi quando Dorothy torna a casa si sente cantare nel disco "Home, home again, I like to be here when I can" oppure quando nel film la protagonista inizia a correre, nel disco Roger Waters intona "no one told you when to run". Ed inoltre ogni cambio di scena corrisponde ad un nuovo brano del disco








venerdì, maggio 29, 2020

ANGELI & DEMONI - II PARTE


DEMONI

Seconda parte dedicata ai frontmen del panorama rock più estremo. Capaci di coniugare voce acuta ad un’estensione profonda ed un eccezionale ritmo timbrico, ipnotico, coinvolgente. La maggioranza dei quali utilizza la cosiddetta voce DEATH.
Parliamo di una tecnica vocale ottenuta tramite l'utilizzo del diaframma, il quale controlla il debito d'aria responsabile della potenza sonora; l'aria immagazzinata viene "buttata fuori" cercando di produrre attraverso la gola dei suoni rauchi e cavernosi o gutturali (growl). Una disciplina che richiede tempo dedicato ad esercizi e allenamenti fisici, necessari per poter sostenere le performance richieste nei concerti per più di 2 ore: se fosse utilizzata la gola, le corde vocali verrebbero gravemente danneggiate.
Il canto death è un cantato brutale, raschiato, praticamente urlato che viene usato per esprimere rabbia, disperazione o malinconia.

Demoni di oggi …


Per la manifesta spettacolarizzazione delle tenebre e delle forze oscure, i miei designati sono:

- Olve Eikemo alias Abbath Doom personaggio occulto con una voce growl catramosa arricchita da ululati e stridii dai suoni sgradevoli ma impeccabili per ritmo trascinante e suono carico di assoluta qualità: POSSEDUTO;

- Shagrath, all'anagrafe Stian Thoresen, vocalist dei Dimmu Borgir perfeziona il genere e riesce a collocarsi in una nicchia piuttosto ampia, grazie alle scelte stilistiche che si discostano sia da un growl ossessivo, che rischia di divenire inascoltabile, sia da eccessi baroccamente commerciali o intellettuali, cantando in autentico growl, circondato da sussurri e voci inquiete: SATANICO;

- Kristian Eivind Espedal nome d’arte Gaahl, inquietante cantante black metal norvegese, in passato frontman di Trelldom, Gorgoroth e God Seed, sfoggia una voce tenebrosa che può variare i registri nello stesso respiro. Le sue parti vocali variano da ritmi lenti e malinconici a veloci e travolgenti: DIABOLICO;

- Corey Taylor degli Slipknot è un cantante versatile, con il suo growl è capace di sfondare i timpani ma anche far venire i brividi quando canta in clean. Nella sua band utilizza una maschera dalle fattezze horror per esprimere violenza e crudeltà nelle parole cantate: RABBIOSO.



Demoni di ieri …


Parliamo di Cantanti con la “C” maiuscola, pionieri del suono e del controllo vocale, da tutti rispettati e presi come fonte d’ispirazione:


- Ronald James Padavona (alias James Dio), è stato il Frontman carismatico di band come i Raimbow, i Black Sabbath e i DIO. E’ considerato una delle voci più grandi della storia del rock nonché uno dei padri fondatori e massimi esponenti dell’heavy metal. La sua voce dal vivo era incredibile, poderosa per potenza, come un colpo di cannone. Ammirato e stimato da molti suoi colleghi.
Una voce con dizione chiara e un vibrato pieno, risonante a tal punto da creare un effetto altamente graffiante: BELZEBU’;

- Peter Steele, hanno scritto di lui: “colui che ha stuprato il concetto di metal, rendendolo un vortice d’incubi psicologici, dove i demoni del passato, presente e futuro logorano anime di uomini privi di speranza…”
Dotato di voce profonda e suadente con un timbro profondissimo. Geniale nel suo scrivere tanto da riuscire a creare album sempre molto eterogenei e sperimentali, fra tutti ricordo Slow Deep and Hard (1991), realizzato in poche settimane e considerato da alcuni critici il miglior album della storia del metal: ANGELO RIBELLE;

- Geoff Tate, la voce più bella, potente e tecnicamente impostata degli anni ottanta. Una voce live fiammeggiante, potete ascoltare alcuni brani come Take Hold the Flame, Roads to Madness, Eyes Of A Stranger. Nel 1987 con i sui Queensryche pubblicò Rage for Order, per espertissimi il disco con il cantato più difficile della storia della musica rock. Un disco che qualunque cantante di qualunque genere considererebbe ESAGERATO. I
I suoi concerti erano assurdi, nessuno ha mai cantato per oltre due ore live così, NESSUNO. Le sue esibizioni potete scoprirle grazie a youtube: DIAVOLO.


Nella speranza che il panorama musicale futuro ci possa offrire altri talenti dall’ugole ultraterrene… godiamoci le performances degli idoli fin qui descritti.


Bye  bye

venerdì, maggio 08, 2020

Richards e la sua Micawber del '54




Penso che ognuno di noi sin da bambino sia stato più legato ad un particolare oggetto, canzone, persona, film rispetto ad un altro, e spesso non riusciamo a capire perfettamente come sia riuscito ad ottenere un posto di riguardo nelle nostre attenzioni..."quel giocattolo è rotto, brutto, scolorito ma lo preferisco a quello nuovo perchè...perchè non lo so.... è solamente il mio preferito".
Questo accade a tutti, anche ai mostri sacri; ai grandi attori, ai grandi artisti, ai grandi musicisti, ebbene sì, loro non sono immuni.

Oggi cari amici rock fanatici parleremo di una leggenda che ha sempre tanto incuriosito gli appassionati del genere per le sue stravaganze, per i suoi eccessi, per la sua vita sopra le righe, per i suo look da pirata dei Caraibi in tempi non sospetti...ah...effettivamente non dimentichiamo che ha interpretato il ruolo di Teague Sparrow nel film "Pirati dei Caraibi: ai connfini del Mondo"...Keith Richards ed il suo "giocattolo preferito". 

Il chitarrista dei Rolling Stones è senza dubbio uno dei più grandi chitarristi della storia, non tanto per le sue doti tecniche (mio giudizio personale) ma per la sua personalità forte e trascinante, un musicista che è riuscito e che riesce perfettamente ad incarnare ad oggi, nonostante la sua veneranda età, l'immagine di "meledetto del rock".
Non si può di certo considerare un virtuoso dello strumento, ma la sua tecnica bizzarra lo ha aiutato a pennare i più famosi riff della band, da Honky Tonk Women a Brown Sugar, da Start Me Up a Satisfaction per citarne alcuni.

Per la maggior parte degli accompagnamenti ritmici Richards è più unico che raro per l'utilizzo della cosidetta accordatura aperta, accordatura in Sol aperto (o G Tune) di cui Vivaldi è stato precursore, per offrire al proprio pubblico un suono più fluido. L'omissione della 6° corda gli permette di suonare accordi maggiori e power chords utilizzando un solo dito. La 6° corda a detta di Richards interferisce troppo con il basso e la seconda chitarra nei registri bassi.
Questo tipo di modifica è stata da lui applicata su uno dei suoi "giocattoli" preferiti, una Telecaster del 1954 ragalatagli da Eric Clapton per il suo 27° compleanno: cinque corde, PAF al manico e vai di ritmica stellare!

La Telecaster del '54 è stata soprannominata da Richards Micawber, nome dell'irreprensibile personaggio del David Copperfield di Charles Dickens, per la sua grande passione per i romanzi dell'autore inglese.
Era in origine uno strumento con caratteristiche stock e cominciò a modificarlo durante la session di Exile on Main Street. All'inizio del tour per la promozione dell'album, nel 1972, Keith utilizzò la chitarra con solo le varianti sopra citate, poi il suo tecnico Ted Newman Jones III, sostituì il pickup al manico con un hambucher  Gibson PAF fine anni '50 montato in controfase. Il pickup al ponte fu rimpiazzato da un vecchio Fender Lapsteel che aveva un suono un po' più stile Broadcaster.
Il successivo tecnico di Keith, Alan Rogan, non soddisfatto del sound ottenuto in precedenza, montò delle meccaniche Sperzel, un ponte Schecter in ottone e modificò il wiring.

Diciamo che la passione dello stravagante chitarrista degli Stones per la sua Micawber è evidenziata dallo stato in cui si trova; vissuta, rovinata, piena di rughe dettate dal tempo e dai tour mondiali stressanti; sette tasti logorati dalla ritmica, il dot al 17° saltato via ed il body ormai scrostato e portato a legno vivo.
Leggende narrano che Richards abbia più di 4000 chitarre, ma la Telecaster Micawber, ormai in pensione ed utilizzata solo raramente in studio, rimane sempre un passo davanti alle altre...
Rock and Roll.

mercoledì, giugno 20, 2018

L'origine dei nomi dei gruppi - SOUNDGARDEN



Da dove derivano i nomi dei più famosi gruppi rock della storia ? Da una visione mistica, da un ricordo, dalla casualità o solo dalla fantasia del frontman o del fondatore del gruppo ? Nel caso della band di Seattle dal nome di una delle 6 sculture pubbliche ospitate dal National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) campus, denominata appunto Sound Garden dal suo autore, Douglas Hallis. La scultura adiacente al Magnuson Park di Seattle è composta da dodici tubi simili a canne d'organo alti oltre sei metri e produce con il vento un suono rude e sordo ed affascinava un giovane Chris Cornell nei suoi pomeriggi passati a zonzo per Seattle mentre ricercava l'ispirazione giusta per le sue ballate.
Con la scomparsa del frontman del gruppo, il 18 maggio 2017, i fan hanno trasformato il parco in un improvvisato memoriale, lasciando ai piedi del Sound Garden fiori e album in vinile per omaggiare uno dei nuovi eroi del rock. 

lunedì, giugno 18, 2018

A 9 anni dal debutto, We Will Rock You

A circa 9 anni dal debutto del 2009, dopo i grandi successi, dopo essere stato definito uno degli show più rappresentati al mondo e dopo essere entrato nella Top 10 degli show più longevi nella storia del Wets End, We Will Rock You è pronto a tornare nei teatri italiani riportando in scena i più grandi successi dei Queen
Non si tratterà di una replica del precedente spettacolo ma di un nuovo ed inedito show con  una produzione nuova, completamente originale sia nella regia, sia nella scenografia che nelle coreografie.
Lo spettacolo è stato prodotto da Ben Elton in collaborazione con Roger Taylor e Brian May ed ha debuttato al Dominion Theater di Londra il 12 maggio 2002, mentre ha debuttato in Italia il 4 dicembre del 2009 all'Allianz Teatro di Milano, riscuotendo anche nel nostro paese un grande successo di pubblico. A decretare una tale accoglienza la scelta, forse un po' azzardata ma condivisa dai Queen stessi, di mantenere le canzoni in inglese (tranne due)e di tradurre e riadattare solo i dialoghi.
Storia, personaggi e le musiche originali, che verranno eseguite dal vivo, saranno mantenute, ma il musical avrà una concezione appositamente concepita per il nostro paese da Claudio Trotta. 
La nuova produzione punterà a sottolineare l'aspetto politico, attuale e visionario dello show e con grande lungimiranza ha ipotizzato, in un futuro dove il rock viene bandito, una società vittima della globalizzazione più totale e alla mercè di una multinazionale che controlla non solo la musica ma la vita dei singoli individui.

Bologna (dal 7 al 9 Dicembre 2018)
Montecatini (22 Dicembre 2018)
Bergamo (18 Gennaio 2019)
Milano (dal 1 al 17 Febbraio 2019)
Genova (dal 21 al 23 Febbraio 2019)
Reggio Calabria (8 Marzo 2019)
Catanzaro (9 Marzo 2019)
Bari (16 e 17 Marzo 2019)
Firenze (dal 22 al 24 Marzo 2019)

lunedì, giugno 04, 2018

Daniele, un sogno diventa realtà...

Segnatevi questa data: Napoli 7 dicembre 2018. Sarà la prima del musical che racchiuderà la musica di Pino Daniele in un tour che girerà per tutta Italia nel 2019. La maestria di Daniele verrà portata in scena nei più prestigiosi teatri d'Italia con il nome di "Musicanti".
Il musical è legato ad un grande nome della musica, quello di Fabio Massimo Colanti, uno tra i più stretti collaboratori del bluesman partenopeo, con il quale cominciò a collaborare nel 1996 e la sua firma nella sua lunga carriera è stata praticamente costante in tutti i dischi. Dopo la sua scomparsa ne ha rilevato lo studio romano in Piazza Mazzini, ed ha provato a rimettere in ordine la sua vita, artistica e privata, così colpita dalla scomparsa del grande maestro, e così si è armato di tempo e coraggio e si è gettato in un lavoro da far tremare i polsi: portare appunto le canzoni di Pino a teatro.
"Il progetto - afferma Colasanti- nasce dal mio bisogno di colmare il vuoto artistico e personale che ha lasciato la prematura scomparsa di Pino. Dalla scelta dei brani è scaturito il mio primo dilemma. Altrettanto impegnativo per me è stato raccontare Pino e la sua musica senza di lui, senza averlo accanto. Musicanti è un'opera emotivamente avvincente e appassionante."
I ruoli saranno affidati ad attori che sapranno cantare, non grandi voci, ma artisti capaci di portare in scena recitando e cantando le storie di Daniele e della sua città. Verranno utilizzati gli arrangiamenti originali, in scena sarà presente James Senese con il suo sax, Tony Esposito con i suoi tamburi, purtroppo De Piscopo non riuscirà a seguire tutta la tournée, quindi in sua sostituzione ci sarà Alfredo Golino, per lui comunque le porte saranno sempre aperte, ogni sera, per la scena della jam session, arriverà quando vuole, per lui una seconda batteria sarà sempre a disposizione.
Lo show racconta la storia di Antonio, un uomo che torna a Napoli dopo 25 anni, dopo averla lasciata da bambino, alla morte della madre. Detesta questa città, ma ha ricevuto un lascito testamentario dal padre, che gli affida uno storico locale del porto...basta, non sveliamo altro, non vediamo solo l'ora di poter rivivere le emozioni e la passione che il grande bluesman ci ha regalato durante la sua sfolgorante carriera.

Bologna 19-20 gennaio 2019
Padova 25-26 gennaio 2019
Firenze 14-15 febbraio 2019
Torino 23-24 febbraio 2009
Milano dal 7 al 17 marzo 2019
Roma dal 7 al 12 maggio 2019

lunedì, maggio 28, 2018

Oggi parleremo di un' anticipazione nonché di una gradita sorpresa per tutti i fans di un'icona metal, uno dei maestri del genere che è entrato a far parte di diritto dell'olimpo dei cantanti metal di sempre posizionandosi nel 2006 al 16° posto nella classifica stilata da Hit Parader: Jonathan Houseman Davis.
Davis è diventato famoso per aver fatto parte dei Korn, gruppo musicale iniziatore del genere Nu Metal insieme ai Deftones. Dopo essere stato leader del gruppo dal 1994 al 2016, dopo aver pubblicato ben 12 album e dopo aver venduto più di 30 milioni di copie di dischi, ha annunciato il suo debutto da solista durante una chiaccherata facebook con i suoi fans.
I Korn sono di fatto stati messi in stand-by e Davis si è dedicato anima e corpo allo sviluppo del suo personale progettto: 
"I Korn si prenderanno un po' di vacanza il prossimo anno, così io avrò un po' di tempo per lavorare sulla mia roba".
"Me lo stanno chiedendo in tanti: il mio disco solista arriverà la prossima estate, alla fine sono riuscito a finirlo: ho iniziato nel 2008, quindi sono dieci anni che ci sto lavorando. Sono molto eccitato."
Non mancherà di certo il tour che vedrà protagoniste anche alcune città italiane come Firenze e con il il Firenze Rocks.
Ma i fans più accaniti si staranno chiedendo...ma qual' è la sorpresa in tutto questo??
Davis, nella sua lista di cose da fare nella sua vita, ha progetti molto ambiziosi, tra i quali ha rivelato di voler scrivere un musical con colonna sonora Metal, novità assoluta per il genere teatrale:
"Molto tempo fa stavo parlando con Clive Barker di un musical dark, ma non se ne è fatto niente" ha dichiarato Davis" - "E' decisamente sulla mia lista delle cose da fare, ma sarebbe davvero un dark Metal musical, non certo una cosa stupida!".
Caro Davis, siamo tutti ansiosi di goderci il tuo futuro progetto, sicuramente un progetto ambizioso fuori dagli schemi, non di facile produzione ma da uno così...possiamo aspettarci di tutto.
Stay Tuned!

lunedì, maggio 07, 2018

Tina: The Musical

Gambe leggendarie e intatte, corde vocali in gran forma e grinta inalterata...così si è presentata nell'ottobre 2018 nella sua ultima performance live. Grintosa, sinuosa sui tacchi, tutto vero quello che disse Mick Jagger in un'intervista su Rolling Stones: "Tina Turner è l'unica che ha la mia stessa aggressività sul palco".
Tina Turner è una star globale che è riuscita ad andare oltre ogni vincolo e pregiudizio: sgambetta infatti come una ragazzina a 78 anni ed è diventata icona del riscatto femminile e della violenza contro le donne in solitaria e in anticipo sui tempi. 
Ha avuto una vita ricca di colpi di scena, tra grandi successi, drammi personali, volontà ferrea di costruirsi una carriera da solista, cinema e tanti riconoscimenti al suo talento. Tina si è ritirata e si fa vedere solo quando ha qualcosa da dire, nel 2009 ha detto ciao al pop ed ai tour mondiali ed ha iniziato a scrivere un nuovo capitolo di una vita da romanzo.
Ma chi ha vissuto sotto i riflettori non riesce mai a spegnerli definitivamente, quindi figurarsi se può farlo una delle cantanti più famose dell'ultimo mezzo secolo.
Per capirci, dopo il film del 1993 di Angela Bassett "What's Love Got To Do With It" a lei dedicato, è in tour da Aprile 2018 "Tina: The Musical" con protagonista l'attrice Adrienne Warren.
Obiettivo del progetto raccontare una delle vite più esaltanti e sofferte della musica leggera, con successi planetari, incassi stellari e purtroppo lividi familiari (Tina lasciò il violento marito Ike fuggendo con 36 cent in tasca). 
Un musical di grande successo che trasmette al pubblico presente una carica di adrenalina tipica delle performance di Tina...parola di una settantottenne che conferma di essere "Simply the Best" anche dopo essersi ritirata dalle scene. 

venerdì, aprile 20, 2018

Il mangia Pipistrelli: Ozzy



Alcune persone sono dotate di un fisico eccezionale, capaci di condurre una vita sregolata senza che il proprio organismo ne risenta, da questo punto di vista i musicisti rock sono un caso straordinario: droghe e alcool sono all'ordine del giorno. 
Ozzy Osbourne, ex voce e ora di nuovo cantante dei Black Sabbath, è insieme a Keith Richards e Iggy Pop un vero fuoriclasse in questa discutibile classifica. Il 61enne cantante di Birmingham in quanto a eccessi non è proprio secondo a nessuno. 
Al di là dell’uso frequente di alcool e droghe, Ozzy Osbourne combatte da tempo con una patologia simile al Parkinson ed è perfino stato in coma farmacologico in seguito a un incidente in quad-bike che gli procurò la rottura del collo. Addirittura nel 1982, ubriaco, addentò la testa di un pipistrello che gli venne lanciato sul palco, dopo averlo scambiato per un animale di gomma. 
Il pipistrello riuscì a morderlo e benché il cantante avrebbe potuto morire di rabbia, oggi è ancora qui tra noi. Già nel 2010, Ozzy è era entrato in un piccolo campione di persone il cui codice genetico era stato scomposto e analizzato. 
Il ricercatore responsabile del progetto ha definito Osbourne un "miracolo medico". Il referto spiega infatti che “Ozzy è 6.13 volte più incline rispetto alla media a cadere nella dipendenza da alcol, ma anche 1.31 volte più incline a diventare dipendente da cocaina e 2,6 volte ad avere allucinazioni causate dalla marijuana”. Il gene ADH4 di Ozzy (che è responsabile della scomposizione dell'alcol) è in grado infatti di scomporre l’alcol molto più rapidamente rispetto alla media.

mercoledì, aprile 18, 2018

Una serata da passare sul divano a "guardare" il rock

Rumble: Il grande spirito del rock (Rumble: The Indians Who Rocked the World) è un documentario canadese del 2017 diretto da Catherine Bainbridge e Alfonso Maiorana.
Il film mostra l'impatto dei musicisti indigeni in Canada e negli Stati Uniti nello sviluppo della musica rock. Tra gli artisti mostrati, Charley Patton, Mildred Bailey, Link Wray, Jesse Ed Davis, Stevie Salas, Buffy Sainte-Marie, Robbie Robertson, Randy Castillo, Jimi Hendrix e molti altri.
Il titolo del film si riferisce al componimento strumentale pionieristico chiamato "Rumble", pubblicato nel 1958 dal gruppo americano Link Wray & His Ray Men. Questo pezzo strumentale fu importante per molti artisti.
Ci sono molte sezioni in cui musicisti influenti parlano dei contributi portati dagli artisti indigeni, compresi commenti di Quincy Jones, George Clinton, Taj Mahal, Martin Scorsese, John Trudell, Steven Tyler e altri.