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venerdì, novembre 27, 2020

Una Romatica Storia d'Amore: B.B.King-Lucille

Ricordo ero a Praga, correva l'anno 2000, noi tutti salutavamo il vecchio millennio per accogliere con non pochi timori il nuovo millennio, il futuro, la tecnologia che cominciava a fare passi da gigante ed il terrore per il fantomatico YK2 Bug, meglio conosciuto come Millenium Bug, un orribile e mostruoso difetto informatico che si risolse in una bolla di sapone.
Mentre il mondo tecnologico faceva passi da gigante ho voluto tirare il freno a mano, davanti ad una vetrina di un vecchio negozio di dischi in pieno centro, io, appassionato di blues rock anni '60 e '70, rimanevo folgorato da un album appena uscito sul mercato discografico: Riding with The King, la prima collaborazione tra Eric Clapton ed il compianto B.B. King.
 

 
Acquistai immediatamente l'album e me innamorai, sono sempre stato convinto che prima di abbracciare l'innovazione, il "moderno", bisognerebbe avere una buona base di conoscenza, soprattutto nel campo musicale, per apprezzare a pieno ed accettare le nuove proposte.
 
Oggi cari lettori vorrei però dare attenzione a lui, al re, al quale tutti i più grandi blues man, compreso Clapton, hanno tratto ispirazione, perchè senza B.B. King diciamocelo chiaramente, il blues non sarebbe stato lo stesso, e di conseguenza nemmeno i generi che derivano dalla musica nera dei primi del '900.
Chitarrista eccellente che ha saputo prendere per mano la black music ed ha saputo accompagnarla fino agli anni 2000 sapendo rinnovarsi anno per anno.
 

 
 
Però noi non siamo abituati a descrivere banalmente la vita dei grandi artisti, non siamo qui per tediarvi, a noi piace scavare, tirare fuori le curiosità e parlare anche dei mezzi che hanno aiutato questi personaggi a diventare quello che sono diventati.
Tutti sanno che B.B. King era molto legato alla sua inseparabile Lucille, una Gibson-355, ma perchè l'ha chiamata proprio così? Non è stato di certo un caso...
 
Era il 1949 quando B.B. King venne chiamato a suonare in Arkansas in un locale, un luogo piccolo e freddo dentro al quale i propietari riscaldavano utilizzando dei bidoni riempiti con del cherosene. Durante l'esibizione due individui cominciarono a litigare (pensa quanta intelligenza, sul palco un'icona del blues e loro mani in faccia) quando all'improvviso un bidone cadde per terra facendo divampare in pochissimo tempo un incendio e provocando panico tra il pubblico.
Il locale venne evacuato e B.B. King corse fuori insieme a tutti gli altri, nel momento in cui però si rese conto di aver dimenticato la sua chitarra semi acustica all'interno si precipitò di nuovo nell'edificio per recuperarla senza pensarci su due volte.
Il giorno dopo venne a conoscenza del fatto che i due litigarono a causa di una ragazza che lavorava nel locale...ragazza di nome: Lucille.
 

 
 
Da quel momento in poi la sua Gibson-355 prese il nome di Lucille e tutte le successive, e molto più prestigiose chitarre, ebbero l'onore di adottare quel glorioso nome.
Beh, se non è una romantica storia d'amore questa...
 
Stay Rock
 
 

venerdì, ottobre 30, 2020

Steve Vai, il provino improbabile

Oggi il nostro post sarà dedicato a Steve Vai, uno dei più grandi chitarristi, punto di riferimento del rock contemporaneo e ad una sua esperienza a dir poco...impossibile...
Il chitarrista di origini italiane e più precisamente pavesi, per chi non lo sapesse ha la cittadinanza onoraria di Dorno, è conosciuto al mondo come un eccentrico polistrumentista ed uno degli shredder più tecnici ed ammirati...cos'è uno shredder? Semplicemente un musicista che con la sua notevole tecnica e velocità d'esecuzione fa girare la testa e morire di invidia molti suoi colleghi!
 
Molte delle sue competenze tecniche le ha assorbite grazie al suo maestro Satriani, ma è grazie alla sua passione per Frank Zappa che la sua vita e la sua carriera prenderanno definitivamente la strada del successo.
Decide infatti negli anni dei suoi studi presso la Berklee College of Music di Boston di inviare al suo idolo una registrazione della sua band del college, i Morning Thunder ed una trascrizione di "The Black Page" (opera di Zappa famosa per la sua complessità), riuscendo così a farsi notare dal genio che ingaggia il giovane Vai come trascrittore di partiture.

 
 
Arrivato però a questo ambìto traguardo come farsi sfuggire dalle mani una delle sue più grandi occasioni; Steve decide quindi di proporsi come musicista e di partecipare ad un provino per entrare a tutti gli effetti a far parte della band di Zappa.
Vai racconta sempre del suo terrore quando si presentò al provino: Zappa infatti era sì famoso per essere una leggenda del rock, ma era anche molto conosciuto agli addetti ai lavori per le sue audizioni complicate e stressanti.
 
Rimane infatti nella storia l'audizione di un giovane Steve Lukhater, fondatore dei Toto, che fu letteralmente massacrato da Zappa, gli chiese di suonare alcune battute e ad ogni errore del provinato anzichè farlo riprovare gli richiese continuamente qualcosa di diverso fino a mandare il giovane talento nella crisi più profonda.
 
Steve Vai racconta che durante la sua audition Zappa gli fece prima eseguire una parte di chitarra in modo tradizionale, poi in 7/8 ed in seguito in 7/8 reggae. Non soddisfatto ed un po' sadicamente (io me lo vedo il buon vecchio Frank con un ghigno satanico sotto i baffi) aggiunse una nota dopo l'altra fino a rendere la parte fisicamente impossibile da suonare per qualsiasi essere umano dotato "solamente" di dieci dita...
 
Steve a questo punto affranto si bloccò ed ammise di non riuscire ad eseguire la richiesta, voltò le spalle in segno di sconfitta e con la coda tra le gambe si diresse verso l'uscita per tornarsene a casa, ma a quel punto Zappa lo fermò dicendogli...Sei nella band!!!
 
Che altro aggiungere, tutto il resto è storia.
 
Rock and Roll
 
 

venerdì, ottobre 09, 2020

Identità Musicale: Omaggio ad Eddie Van Halen

 


So che è banale scrivere un post per un artista recentemente scomparso, ma la prematura morte di Eddie Van Halen non rende questo fantastico chitarrista un mito.....perchè lo era già da vivo!!

Edward Lodewijk van Halen, detto Eddie, era il minore dei due figli di Jan Van Halen, sassofonista e clarinettista Jazz di Amsterdam, e di Eugenia Van Beers. Cresciuto fino a sette anni in Olanda si trasferisce poi con l'intera famiglia a Pasadena, negli Stati Uniti.

In realtà la sua passione da piccolo era il calcio ma comincio ad avvicinarsi alla musica seguendo il fratello Alex, prima imparando pianoforte e batteria, successivamente a dodici anni ha un'illuminazione quando prende in mano per la prima volta la chitarra del fratello, non lasciandola più. IL fratello poi passò così alla batteria.

I due fratelli poi nel 1972 fondarono una band insieme al cantante David Lee Roth e al Bassista Michael Anthony, che due anni dopo prese il nome di VAN HALEN.

La Band per più di vent'anni diventò il punto di riferimento sulla scena mondiale dell'Hard Rock tanto che da marzo 2019 i Van Halen sono saliti al ventesimo posto nella lista RIAA degli artisti più venduti negli Stati Uniti con 56 milioni di album negli States e oltre 80 milioni in tutto il mondo.; il gruppo ha inoltre stabilito il record di tredici n.1 nella speciale classifica Mainstream Rock Songs. 
Il canale VH1 ha classificato la band al settimo posto in una lista dei 100 migliori artisti hard rock di tutti i tempi. Nel gennaio 2007, i Van Halen sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame.

Ci sono tante curiosità che avvolgono il mito di questo grande chitarrista, primo fa tutti la tecnica che lo ha reso celebre in tutto il mondo e cioè il tapping: Il tapping consiste nell'utilizzare la mano ritmica (destra per i destrimani, sinistra per i mancini) per suonare delle note (note legate) direttamente sulla tastiera, generalmente usata per suonare intervalli molto larghi, altrimenti molto difficili da eseguire. Eddie divenne un vero e proprio punto di riferimento e maestro del tapping ed in un intervista confessò di aver appreso per la prima volta questa tecnica da Jimmy Page dei Led Zeppelin, usata dallo stesso nel brano Heartbreaker; Eddie lo stava studiando ma non riusciva a trovare un modo per suonare le veloci sezioni legate dell'inizio così, quasi per caso, scoprì il tapping. Nella stessa intervista Van Halen dichiara tuttavia di aver osservato Page mentre suonava note legate con una mano e salutava il pubblico con l'altra durante un live e, prendendo spunto da questo gesto, avrebbe iniziato a sviluppare il tapping. 

Un'altra curiosità era la sua maniacale adorazione per Eric Clapton, all'epoca dei Cream, tanto che all'età di 14 anni sapeva quasi tutti i suoi assoli, più tardi poi dichiarerà che non era mai stato in grado di eseguirli identici a Clapton, che lo considerava un extraterrestre della chitarra, ma di averli poi fatti suoi con la sua tecnica e le sue conoscenze.

Tra le tante collaborazioni di Eddie c'è anche quella con Michael Jackson per il brano Beat It. Quincy Jones, allora produttore di Jackson, lo chiamò per eseguire l'assolo di questa mitica canzone ed Eddie lo fece senza richiedere alcun compensoe e, come si dice, "buona la prima". Quell'assolo diverrà poi un momento chiave del brano rendendolo ancora più bello e riconoscibile; Al tal proposito si può citare un curioso aneddoto: alcuni anni più tardi Jennifer Batten, turnista di Jackson, eseguì lo stesso assolo in uno studio di registrazione in cui, per casualità, era presente anche van Halen; ascoltate le prime note dell'assolo, Eddie si recò nello studio adiacente e chiese a Batten di rifarlo con la sua Kramer 5150. Una volta terminato le chiese di farglielo rivedere perché non avendolo più rifatto dall'epoca della registrazione l'aveva dimenticato.

Forse non tutti sanno che nel primo film di Ritorno al futuro, Mary McFly obbliga il padre ad ascoltare dei rumori che vengono dallo spazio, ma non provengono in realtà dallo spazio. Sono dei suoni che vengono proprio dalla chitarra di Van Halen.


Infine una delle curiosità più affascinanti riguardano la sua mitica chitarra: la mitica FRANKENSTRAT. Eddie se la costruì da solo comprando un corpo ed un manico della Boogie Bodies per circa 80 dollari e, una volta assemblati i pezzi, diede vita a quella che sarebbe poi diventata la sua leggendaria Frankenstrat. A causa dei pick-up single-coil, tuttavia, essa aveva un suono troppo fino rispetto alla Gibson ES-335 usata in precedenza, che montava pick-up humbuckers ma che risultava troppo pesante: fu così che decise di prendere il meglio delle due montando un pick-up della Gibson sulla Frankenstrat allargando l'alloggiamento per il pick-up senza preoccuparsi del risultato estetico. Poi intervenne anche sul look della chitarra, dapprima verniciando strisce nere su fondo bianco (il risultato lo si può vedere nella copertina del primo disco) e negli anni a seguire vennero aggiunte strisce rosse, stile che divenne poi uno dei tratti più riconoscibili dei Van Halen.

Insomma Eddie Van Halen è stato veramente un artista con un'identità musicale, anche i meno appassionati riuscirebbero a riconoscere uno dei suoi mitici assoli, per non parlare di canzoni come Jump, Ain't' talking 'Bout love, Panama e Running with the Devil.

IL DOGUI
 









venerdì, luglio 03, 2020

The Beatles: il Mistero si infittisce




I nostri storici lettori sicuramente ricorderanno i post Dreamkoma di qualche anno fa dove abbiamo analizzato con attenzione tutti i messaggi occulti che una delle band più famosa al mondo (forse la più famosa) inseriva nelle foto delle copertine delgi album, nei titoli e nei testi delle loro canzoni.
Stiamo logicamente parlando dei Beatles, i 4 ragazzotti di Liverpool inseriti a pieno titolo nella storia musicale mondiale.
Il gruppo dei Fab Four è sempre stato accompagnato da un alone di mistero, forse voluto, forse no, forse qualche strategia di marketing, comunque al loro obiettivo sono riusciti ad arrivare senza troppe difficoltà. I famosi misteri che hanno da sempre stuzzicato le curiosità dei fan vanno dalla presunta morte di Paul McCartney annunciata da un DJ ai messaggi satanici comprensibili solo ascoltando al contrario il brano, alle simbologie occulte presenti nelle copertine degli album "Abbey Road" e "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band".
Oggi vogliamo invece soffermarci sul mistero più duraturo per i Beatlemaniaci; più che mistero oserei quasi dire un gioco di illusionismo degno del miglior David Copperfield... era il 1962 quando Brain Epstain, manager della band, acquistò per 161£ (pari quasi a 4.600$ odierni) due splendide Gibson acustiche J-160E, una della prime chitarre elettroacustiche prodotte dalla Gibson Guitar Corporation, ottenuta inserendo un pick-up singolo, un controllo di tono ed uno di volume in una chitarra acustica, ottenendo così un prodotto ben apprezzato da musicisti del livello di Barry Gibb, Elvis Costello, Steve Marriott e...George Harrison e John Lennon.
La Gibson venne utilizzata per la prima volta da Lennon ad Abbey Road durante l'incisione di "Love Me Do" e "P.S. I Love You" ed anche se Lennon la utilizzò per un periodo relativamente breve compose molti altri successi da tutti noi conosciuti fino al 1963 quando la suonò insieme ad Harrison durante la registrazione di una puntata di "Thank You Luchy Star".
Sempre nel 1963 alla fine del leggendario concerto di Natale al Finsbury Park Astoria Theater di Londra, la chitarra venne rubata...venne smarrita...venne dimenticata...quello che accadde in realtà non si è mai scoperto e non si è mai saputo, l'unica cosa certa è che il tecnico di allora, un certo Mal Evans, non dormì sonni tranquilli, definì infatti l'episodio della sparizione uno dei momenti più bassi della sua carriera (e come biasimarlo), oltretutto Lennon giocò molto su questo episodio continando a dire al povero malcapitato che avrebbe definitivamente perso il suo lavoro se non avesse ritrovato il prezioso strumento.

Il mistero si infittì quando la sei corde 4 anni più tardi riapparve come per incanto in un negozio di chitarre a San Diego e nessuno ricordò come ci arrivò. Non sapendo la storia e soprattutto la provenienza dello strumento, venne rivenduta ad un ragazzo per 175$ che prima la strimpella e successivamente la rivende allo stesso prezzo ad un amico che casualmente, durante una lezione di chitarra, vede sulla copertina della rivista "Guitar Aficionado" una foto del figlio di Harrison che imbraccia che cosa? La J160-E del padre, copia identica della sua. McCaw, questo  il nome del ragazzo fortunato, nota che il numero di serie della Gibson in copertina è molto simile al numero di serie della sua, insospettito contatta l'autore di "Beatles Gear Andy Babiuk" che autentica la chitarra come quella di proprietà di Lennon.
Il ragazzo stupito rilasciò poi una dichiarazione dove affermò che per lui quella chitarra era troppo, non aveva più il coraggio di tenerla in casa.
La Gibson J160-E appartenuta seppur per breve tempo a John Lennon è stata battuta all'asta nel 2015 durante le audizioni di Julien's Live a Beverly Hills superando tutte le stime, è stata infatti venduta alla cifra record di 2,41 milioni di dollari ad un compratore anonimo.
Mistero risolto? Non direi...la mia domanda è: perchè McCaw l'ha ceduta a cuor leggero? Solo per una forma inaspettata di rispetto? Se avremo delle novità in merito vi faremo sapere.
Rock and Roll.

venerdì, maggio 08, 2020

Richards e la sua Micawber del '54




Penso che ognuno di noi sin da bambino sia stato più legato ad un particolare oggetto, canzone, persona, film rispetto ad un altro, e spesso non riusciamo a capire perfettamente come sia riuscito ad ottenere un posto di riguardo nelle nostre attenzioni..."quel giocattolo è rotto, brutto, scolorito ma lo preferisco a quello nuovo perchè...perchè non lo so.... è solamente il mio preferito".
Questo accade a tutti, anche ai mostri sacri; ai grandi attori, ai grandi artisti, ai grandi musicisti, ebbene sì, loro non sono immuni.

Oggi cari amici rock fanatici parleremo di una leggenda che ha sempre tanto incuriosito gli appassionati del genere per le sue stravaganze, per i suoi eccessi, per la sua vita sopra le righe, per i suo look da pirata dei Caraibi in tempi non sospetti...ah...effettivamente non dimentichiamo che ha interpretato il ruolo di Teague Sparrow nel film "Pirati dei Caraibi: ai connfini del Mondo"...Keith Richards ed il suo "giocattolo preferito". 

Il chitarrista dei Rolling Stones è senza dubbio uno dei più grandi chitarristi della storia, non tanto per le sue doti tecniche (mio giudizio personale) ma per la sua personalità forte e trascinante, un musicista che è riuscito e che riesce perfettamente ad incarnare ad oggi, nonostante la sua veneranda età, l'immagine di "meledetto del rock".
Non si può di certo considerare un virtuoso dello strumento, ma la sua tecnica bizzarra lo ha aiutato a pennare i più famosi riff della band, da Honky Tonk Women a Brown Sugar, da Start Me Up a Satisfaction per citarne alcuni.

Per la maggior parte degli accompagnamenti ritmici Richards è più unico che raro per l'utilizzo della cosidetta accordatura aperta, accordatura in Sol aperto (o G Tune) di cui Vivaldi è stato precursore, per offrire al proprio pubblico un suono più fluido. L'omissione della 6° corda gli permette di suonare accordi maggiori e power chords utilizzando un solo dito. La 6° corda a detta di Richards interferisce troppo con il basso e la seconda chitarra nei registri bassi.
Questo tipo di modifica è stata da lui applicata su uno dei suoi "giocattoli" preferiti, una Telecaster del 1954 ragalatagli da Eric Clapton per il suo 27° compleanno: cinque corde, PAF al manico e vai di ritmica stellare!

La Telecaster del '54 è stata soprannominata da Richards Micawber, nome dell'irreprensibile personaggio del David Copperfield di Charles Dickens, per la sua grande passione per i romanzi dell'autore inglese.
Era in origine uno strumento con caratteristiche stock e cominciò a modificarlo durante la session di Exile on Main Street. All'inizio del tour per la promozione dell'album, nel 1972, Keith utilizzò la chitarra con solo le varianti sopra citate, poi il suo tecnico Ted Newman Jones III, sostituì il pickup al manico con un hambucher  Gibson PAF fine anni '50 montato in controfase. Il pickup al ponte fu rimpiazzato da un vecchio Fender Lapsteel che aveva un suono un po' più stile Broadcaster.
Il successivo tecnico di Keith, Alan Rogan, non soddisfatto del sound ottenuto in precedenza, montò delle meccaniche Sperzel, un ponte Schecter in ottone e modificò il wiring.

Diciamo che la passione dello stravagante chitarrista degli Stones per la sua Micawber è evidenziata dallo stato in cui si trova; vissuta, rovinata, piena di rughe dettate dal tempo e dai tour mondiali stressanti; sette tasti logorati dalla ritmica, il dot al 17° saltato via ed il body ormai scrostato e portato a legno vivo.
Leggende narrano che Richards abbia più di 4000 chitarre, ma la Telecaster Micawber, ormai in pensione ed utilizzata solo raramente in studio, rimane sempre un passo davanti alle altre...
Rock and Roll.

lunedì, giugno 04, 2018

Daniele, un sogno diventa realtà...

Segnatevi questa data: Napoli 7 dicembre 2018. Sarà la prima del musical che racchiuderà la musica di Pino Daniele in un tour che girerà per tutta Italia nel 2019. La maestria di Daniele verrà portata in scena nei più prestigiosi teatri d'Italia con il nome di "Musicanti".
Il musical è legato ad un grande nome della musica, quello di Fabio Massimo Colanti, uno tra i più stretti collaboratori del bluesman partenopeo, con il quale cominciò a collaborare nel 1996 e la sua firma nella sua lunga carriera è stata praticamente costante in tutti i dischi. Dopo la sua scomparsa ne ha rilevato lo studio romano in Piazza Mazzini, ed ha provato a rimettere in ordine la sua vita, artistica e privata, così colpita dalla scomparsa del grande maestro, e così si è armato di tempo e coraggio e si è gettato in un lavoro da far tremare i polsi: portare appunto le canzoni di Pino a teatro.
"Il progetto - afferma Colasanti- nasce dal mio bisogno di colmare il vuoto artistico e personale che ha lasciato la prematura scomparsa di Pino. Dalla scelta dei brani è scaturito il mio primo dilemma. Altrettanto impegnativo per me è stato raccontare Pino e la sua musica senza di lui, senza averlo accanto. Musicanti è un'opera emotivamente avvincente e appassionante."
I ruoli saranno affidati ad attori che sapranno cantare, non grandi voci, ma artisti capaci di portare in scena recitando e cantando le storie di Daniele e della sua città. Verranno utilizzati gli arrangiamenti originali, in scena sarà presente James Senese con il suo sax, Tony Esposito con i suoi tamburi, purtroppo De Piscopo non riuscirà a seguire tutta la tournée, quindi in sua sostituzione ci sarà Alfredo Golino, per lui comunque le porte saranno sempre aperte, ogni sera, per la scena della jam session, arriverà quando vuole, per lui una seconda batteria sarà sempre a disposizione.
Lo show racconta la storia di Antonio, un uomo che torna a Napoli dopo 25 anni, dopo averla lasciata da bambino, alla morte della madre. Detesta questa città, ma ha ricevuto un lascito testamentario dal padre, che gli affida uno storico locale del porto...basta, non sveliamo altro, non vediamo solo l'ora di poter rivivere le emozioni e la passione che il grande bluesman ci ha regalato durante la sua sfolgorante carriera.

Bologna 19-20 gennaio 2019
Padova 25-26 gennaio 2019
Firenze 14-15 febbraio 2019
Torino 23-24 febbraio 2009
Milano dal 7 al 17 marzo 2019
Roma dal 7 al 12 maggio 2019

lunedì, gennaio 22, 2018

Pretty Woman formato ROCK

ROCK. Una sola parola per descrivere le musiche di Pretty Woman il Musical presto in teatro nel 2018. E' così che Jerry Mitchell, il coreografo dello spettacolo, ha risposto alla domanda su come poteva descrivere la musica dello show: "Le canzoni saranno rock e bellissime coreografate con balli frenetici e ritmo incalzante".
E come fare ad avere una colonna sonora rock all'altezza di uno spettacolo teatrale di tale livello? Ingaggiando uno dei rocker in grado di restare per sedici settimane consecutive al top della UK Singles Chart (record tuttora imbattuto) con "(Everything I Do) I Do It For You" ed in grado di vendere più di 100 milioni di dischi in tutto il mondo in oltre 35 anni di carriera: Bryan Adams.
Per il rocker canadese sarà la prima esperienza teatrale con debutto a Manhattan in estate, con cinque settimane di anteprima all' Oriental Theater di Chicago a partire dal 13 marzo 2018.
La produttrice Paula Wagner ha garantito agli svariati fan della pellicola cinematografica del 1990 uno sforzo finanziario adeguato al successo del film.
I protagonisti chiamati a sostituire due mostri sacri come Richard Gere e Julia Roberts saranno due cantanti abituati a recitare nei musical, poco esperti di cinema e televisione ma con grande e comprovata capacità musicale: Steve Kazee e Samantha Barks.
Per Kazee il ruolo sarà meno "impegnativo" rispetto alla collega visto che l' Edward teatrale non dovrà subire nessuna miglioria interpretativa rispetto all' Edward di Gere, per la Barks invece l'impegno sarà maggiore, visto che la produzione ha deciso addolcire la figura di Vivian trasformandola da prostituta a ragazza comune finita nel giro sbagliato a causa della sua ingenuità.
La domanda a questo punto è: riuscirà la Barks a far digerire al numeroso pubblico le varianti di trama? 

sabato, dicembre 02, 2017

Identità Musicale: Mark Knopfler - Dire Straits

A partire da oggi, e per tutti i fine settimana, inauguriamo una nuova rubrica dedicata a tutti quei musicisti o cantanti, perchè anche la voce può e deve essere considerata uno strumento, che con la loro tecnica e/o con il loro ingegno hanno saputo dare un'impronta definitiva e originale nel panorama musicale. Non basta essere dei bravi musicisti, avere una tecnica al limite della perfezione, copiare suoni e tecniche già fatte da altri; per emergere dalla massa devi essere RICONOSCIBILE in qualsiasi forma si voglia: ricerca di nuove sonorità in uno strumento, tecniche originali,ritmi particolari ecc.
Oggi parliamo del "sultano del rock": Mark Knopfler.



Dapprima chitarra solista nei Dire Straits e poi solista di successo, è considerato il Dio del "fingerpicking" dato che suona sempre senza plettro: grazie ad un personalissimo stile mutuato dai suonatori di banjo, usa il pollice, l’indice e il medio della mano destra per pizzicare le corde. Fu il primo a esportare questo tipo di tecnica nella musica rock creando di fatto un suono originale e riconoscibile al primo ascolto. La sua particolarità è anche data dal fatto che Mark ha sempre utilizzato un gran numero di chitarre diverse, quasi 200 modelli in tutta la sua carriera, ricercando in esse un suono unico e personale. Oltre alle sue due Fender stratocaster, compagne inseparabili in tutti i suoi album, come non citare la chitarra resofonica National Style O-14 Fret riconoscibile in una delle loro canzoni più famose "Romeo and Juliet".

A mio modesto parere un ruolo fondamentale lo ricopre anche la sua particolarissima voce. Eh si perchè il suo modo di cantare, quasi sussurrato, ha permesso al suono della sua chitarra di salire in cattedra e di diventare protagonista, il vero marchio di fabbrica di Mark e dei Dire Straits.

Vi racconto una curiosità: erano gli anni che Mark stava cominciando a coltivare pensieri da solista di fatto sciogliendo il gruppo dei Dire Straits. A quei tempi, parliamo del 2005, io frequentavo per lavoro una persona di Roma che coltivava l'hobby, a quei tempi era ancora così, di suonare la chitarra e in particolare aveva affinato proprio la tecnica di Mark, suo grande idolo. Un giorno questa persona, durante un viaggio a New York da turista, entra in un negozio di strumenti musicali e comincia a suonare una Stratocaster con il "fingerpicking"; Nello stesso negozio c'era lì per caso anche il produttore storico dei Dire Straits che ,sentendolo suonare, rimane colpito dalla sua bravura e cerca di conoscerlo. Il produttore aveva in mente un progetto che permettesse ai musicisti rimasti orfani di Mark di continuare a suonare live le leggendarie canzoni del gruppo scozzese, ma di fatto fino a quel giorno non aveva trovato un degno sostituto di Knopfler, almeno fino a quel giorno.

Oggi c'è ancora, con date in tutto il mondo, il progetto "DIRE STRAITS LEGACY" che con i musicisti storici (Phil Palmer, Alan Clark, Danny Cummings), capitanati dal romano Marco Caviglia, portano la musica dei Dire Straits live per la gioia di tutti i fan sparsi nel pianeta. ( www.dslegacy.com ) ....quando si dice la fortuna!!!

(released by ILDOGUI)