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venerdì, settembre 11, 2020

YESTERDAY di Danny Boyle......storia di una musica che non morirà mai...

 


Premetto subito che se non avete ancora visto il film questo articolo potrebbe contenere SPOILER!!!

Nel 2019 Danny Boyle, regista degli acclamati Trainspotting e The Millionaire, firma questa leggera commedia musicale basata sull'immortale mito dei BEATLES.

la trama, in breve, racconta di Jack Malik  un cantautore di Lowestoft che non riesce a sfondare, seppur la sua manager e amica d'infanzia Ellie Appleton lo incoraggi a non rinunciare a tale sogno, che è più suo che non dell’uomo. Jack viene investito da un autobus durante un blackout globale, dopo il quale il mondo intero, tranne Jack, si risveglia senza il ricordo dei Beatles e della loro musica. Ancora incredulo per questo fatto decide di approfittare della situazione cominciando a cantare e a registrare le loro canzoni più famose dicendo a tutti di esserne l'unico autore conquistando in poco tempo, grazie anche ai social ed internet, un successo mondiale.

Il film è piacevole ma quello su cui mi volevo soffermare con questo articolo è proprio l'aspetto musicale e su alcuni particolari che mi sono subito balzati all'occhio:

Il primo, e secondo me il più importante, è che la musica, se fatta bene, non ha epoca; pensate che in un'epoca di evoluzione musicale rispetto agli anni sessanta, con ormai dappertutto influenze rap, trap, musica elettronica o altro, il Jack Malick propone,come nuove,canzoni che hanno più di sessantanni e il mondo, dai giovani ai più attempati, rimane semplicemente incantato da tanta bellezza. E questo secondo me lancia un messaggio forte e chiaro: se una canzone è fatta bene e trasmette emozioni non ha letteralmente età, e questo rafforza ancora di più l'idea di quanto i Beatles hanno rappresentato nella storia della musica.

E qui mi collego al secondo particolare che mi ha colpito del film e cioè mettermi a pensare a che mondo sarebbe stato se non fossero mai esistiti alcuni pilastri della musica....se non fossero mai esistiti i Pink Floyd, I Beatles appunto, Michael Jackson e tanti altri.....di sicuro sarebbe stato un mondo musicalmente molto più povero. E' vero voi mi direte "va beh ce ne sarebbero stati altri a colmare quel vuoto" si ma sarebbero stati ugualmente all'altezza??

Il terzo e ultimo particolare è senza dubbio una costatazione che il regista ha voluto trasmettere indirettamente: e cioè che in questo momento forse viviamo un periodo musicale abbastanza povero di genialità e di originalità tanto che basta che venga proposta una canzone, che si porta dietro 60 anni, a sbaragliare completamente il campo calpestando qualsiasi artista contemporaneo.

Eh questo ultimo concetto viene avvalorato da una bellissima scena del film: Ed Sheeran, che nel film impersona se stesso, colpito dalle canzoni "nuove" di Jack gli propone di fargli da spalla nel tour europeo della star che come prima tappa avrebbe avuto la città di Mosca; Jack accetta di buon grado l'invito e per quella data ha la geniale idea di proporre il brano "Back in U.S.S.R." che i Beatles composero nel 1968. Alla fine ritrovandosi in un locale di Mosca per rilassarsi, Ed Sheeran si complimenta per la performance e per l'idea della canzone a tema "Russia", Jack ringraziandolo sostiene di averla scritta nel viaggio in aereo tra Londra e Mosca proprio per l'occasione. Allora Ed, colpito da questa facilità di scrittura di Jack gli propone una sfida: i due sarebbero dovuti andare dietro il palco del locale e in dieci minuti avrebbero dovuto scrivere una canzone completamente nuova, mai composta prima. Jack accetta e la sfida inizia; Comincia a esibirsi Ed che propone una canzone sulla falsa riga del suo stile, comunque oracchiabile e carina.
Quando arriva il turno di Jack, si siede al piano e comincia ad intonare "THE LONG AND WINDING ROAD": tutto il pubblico compreso ED rimane completamente senza parole e quando arriva il turno di votare Ed zittisce il pubblico dicendo "Credo proprio che non ci sia bisogno di votare....chi mi sta vicino mi aveva sempre detto che prima o poi sarebbe arrivato qualcuno molto più bravo di me..e credo che sia arrivato...questa è una delle canzoni più belle che abbia mai ascoltato...e il fatto che tu l'abbia composta in 10 minuti è sconcertante....Direi proprio che ci troviamo di fronte a Mozart e Salieri, che sono io.....

e come si dice....quando non c'è gara c'è poco da fare..

IL DOGUI

venerdì, luglio 17, 2020

Rock e Scienza





Una scoperta di qualche anno fa ha davvero dell'incredibile.
Siamo nel 2012 ed in California, più precisamente alla UCLA, due docenti, Daniel Blumstein, ordinario del Dipartimento di ecologia e biologia evoluzionistica e Gary Bryant, docente di scienze della comunicazione, conducono uno studio analizzando le colone sonore dei film.
Per la precisione 102 colonne sonore di film appartenenti a quattro generi: avventura, drammatico, horror e guerra. Ben presto lo studio rivela che ogni genere è contraddistinto da una composizione musicale ben definita, per esempio nel genere drammatico si prediligono bruschi cambiamenti di frequenza, verso l'alto e verso il basso, nel genere horror invece hanno suoni molto distorti e grida, soprattutto di voci femminili.
E così lo studio, con l'aiuto del compositore Peter Kaye, si sposta su un piano di sperimentazione.
E dopo aver creato musiche originali sulla base dei vari parametri musicali identificati, vennero presentate e fatte ascoltare ad un gruppo di volontari sottoposti a differenti condizioni.
Come scrive lo stesso Blumstein nell'articolo pubblicato sulla rivista Biology Letters: "Abbiamo voluto vedere se era possibile aumentare o sopprimere i sentimenti di chi ascolta in base a ciò che sta succedendo in contemporanea alla musica".
Durante l'esperimento ai volontari veniva fatta ascoltare musica in modalità neutra, senza distorsioni o cambi di ritmo, oppure veniva presentata con un crescendo di volume e distorsioni. Tutto questo per ottenere poi dai partecipanti una votazione riguardo alla felicità o tristezza che generava l'ascolto.
Il risultato fu che la musica generata da distorsioni fu valutata come più emozionante, ma anche carica di emozioni negative. Ascoltare musica rock distorta pare sia simile all'ascolto di grida di animali in difficoltà. Ci genera emozioni forti, animalesche. Per questo Gary Bryant ha affermato che: "Questo studio aiuta a spiegare perché la distorsione del rock eccita le persone: tira fuori l'animale in noi"

Lo studio poi è proseguito abbinando all'ascolto dei medesimi brani la visione di brevi video neutri ( persone che camminano per strada o persone che sorseggiano un caffè) ed il risultato generato dagli stessi volontari fu che distogliere la concentrazione dal solo ascolto faceva perdere ogni stimolo. Tutta la musica veniva percepita in modo più neutro.

Quindi ascoltate la musica rock , sempre, ma mi raccomando....rigorosamente al buio ed in silenzio….con meno distrazioni possibili.

P.s.:  A questo link trovate l'articolo presente sulla rivista Biology Letters

mercoledì, aprile 18, 2018

Una serata da passare sul divano a "guardare" il rock

Rumble: Il grande spirito del rock (Rumble: The Indians Who Rocked the World) è un documentario canadese del 2017 diretto da Catherine Bainbridge e Alfonso Maiorana.
Il film mostra l'impatto dei musicisti indigeni in Canada e negli Stati Uniti nello sviluppo della musica rock. Tra gli artisti mostrati, Charley Patton, Mildred Bailey, Link Wray, Jesse Ed Davis, Stevie Salas, Buffy Sainte-Marie, Robbie Robertson, Randy Castillo, Jimi Hendrix e molti altri.
Il titolo del film si riferisce al componimento strumentale pionieristico chiamato "Rumble", pubblicato nel 1958 dal gruppo americano Link Wray & His Ray Men. Questo pezzo strumentale fu importante per molti artisti.
Ci sono molte sezioni in cui musicisti influenti parlano dei contributi portati dagli artisti indigeni, compresi commenti di Quincy Jones, George Clinton, Taj Mahal, Martin Scorsese, John Trudell, Steven Tyler e altri.

lunedì, febbraio 26, 2018

I 4 del New Jersey

Una produzione del Teatro Nuovo di Milano con la collaborazione del Theatrical Rights (NY); torna in Italia il pluripremiato musical campione di incassi a Broadway e nel West End di Londra: "Jersey Boys il Musical".
Un musical ispirato ai The Four Seasons, gruppo di italoamericani del New Jersey che hanno fatto la storia della musica.
Perchè gli anni '60 non vissero solo di Beatles ma anche dei brani dei The Four Seasons, conosciuti anche come Jersey Boys, interpretati addirittura da artisti di primo livello come Elvis Presley, Frank Sinatra, The Temptation, Diana Ross & The Supreme, i Muse, i Killers, Gloria Gaynor e molti altri.
Jersey Boys il Musical è un magnifico viaggio musicale tra i successi che hanno scalato le classifiche di tutto il mondo tra gli anni '50 e gli anni '70, ha debuttato a Broadway nell'agosto del 2005 ed ha vinto in quasi 11 anni di repliche tra New York, Londra e Las Vegas 54 premi tra cui il Laurence Olivier Awards (massimo riconoscimento europeo per i musical) ed i celebri Grammy Awards e Tony Awards. 
E' anche il titolo del film firmato da Clint Eastwood nel 2014, dove appunto si narra l'ascesa verso la notorietà di Frankie Valli, il chitarrista Tommy DeVito, il bassista Nick Massied il tastierista Bob Gaudio i quali hanno fondato una delle band di maggiore successo nella storia del pop rock. 
Si narra delle loro vicende artistiche e familiari, la folla, le angosce, la musica ed i trionfi segnati da un susseguirsi di alti e bassi ed anche dei loro rapporti con la mafia.
Nella versione italiana Frankie Valli è interpretato da Alex Mastromarino che grazie alla sua interpretazione ha conquistato il premio come "Migliore Attore Protagonista", Marco Stabile è DeVito, Flavio Gismondi nei panni di Gaudio e Claudio Zanelli nei panni di Massi. Regia del grande Claudio Insegno.

dal 02 al 04 marzo 2018 LAC (Lugano -Svizzera-)
dal 10 al 11 marzo 2018 Teatro Coccia (Novara)
12 marzo 2018 Nuovo Teatro Verdi (Montecatini PT)