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lunedì, gennaio 09, 2023

I 200 più grandi cantanti di tutti i tempi

 


Il principale media statunitense Rolling Stone ha pubblicato una lista costellata di stelle di quelli che considera i 200 più grandi cantanti di tutti i tempi, e tra questi ovviamente sono presenti una serie di grandi del rock e del metal.

La lista, guidata dall'icona soul Aretha Franklin, include cantanti provenienti da pop, rock, metal, jazz, soul, r'n'b e altro ancora, con tutti, da Beyoncé a Glenn Danzig rappresentati (anche se quest'ultimo si è attestato solamente al numero 199).

Presentissimi alcuni dei più importanti frontman della musica rock: gli ex "alunni" dei Beatles John Lennon e Paul McCartney (con Lennon che appare ben 14 posti più in alto del suo compagno di band dei Beatles), la leggenda dei Led Zeppelin Robert Plant (solo al 63° posto) e l'eroe heavy metal Ronnie James Dio, che è quasi in fondo alla lista essendo al 165° posto. In effetti, la lista comprende pochi nomi per i fan dell'heavy metal, con Ozzy Osbourne, primo tra i suoi al 112° posto.

"Questa lista è stata compilata [dal] nostro staff e dai principali contributori, e comprende 100 anni di musica pop come una conversazione globale in corso", spiega Rolling Stone, "dove l'iconica cantante indiana Lata Mangeshkar si posiziona tra Amy Winehouse e Johnny Cash, e la regina della salsa Celia Cruz è lassù in classifica con Prince e Marvin Gaye".

Non tutti saranno d'accordo ma ecco dove i cantanti rock sono stati inseriti nella lista:

12 – John Lennon
14 – Freddie Mercury
26 – Paul McCartney
32 – David Bowie 
52 – Mick Jagger
63 – Robert Plant
80 – Chris Cornell
82 – Steve Perry
105 – Eddie Vedder
109 – Roger Daltrey
112 – Ozzy Osbourne 
129 – Rob Halford
134 – Axl Rose
165 – Ronnie James Dio
176 - Iggy Pop
181 - Bob Seger
199 - Glenn Danzig

venerdì, gennaio 15, 2021

Jean de Breteuil: L'angelo della morte.





"Jean era un ragazzo orribile, sembrava qualcosa che era strisciato fuori da sotto una pietra. Era tutto droga e sesso." - Marianne Faithful

Jean de Breteuil nacque nel 1949 a Parigi da una famiglia aristocratica. Allo scoppio della rivoluzione culturale della seconda metà degli anni Sessanta, era ricco, giovane e attraente. Anche intelligente. Aveva tutto per avere successo nella vita, ma la tentazione di fare una passeggiata sul lato oscuro della luna era troppo seducente e finì per diventare un playboy che trafficò droga per le rockstar.

I suoi genitori avevano attività commerciali in Africa e, grazie a un contatto presso l'ambasciata marocchina a Parigi, iniziò a trafficare eroina, che in seguito vendette a personaggi e artisti dell'alta società in visita nella capitale francese. Stabilì anche un quartier generale per la sua attività a Londra, e nel 1967 si trasferì negli Stati Uniti e si iscrisse all'Università della California, Los Angeles. Ma i suoi studi non erano altro che una copertura: la sua vera attività era importare eroina e hashish ad alta purezza, che finì per vendere a musicisti della West Coast come Janis Joplin. In effetti, è del tutto possibile che l'overdose che ha ucciso la cantante sia stata fornita da Breteuil. Tuttavia, riuscì ad insabbiare la sua responsabilità e continuò a fare amicizie sempre più importanti all'interno della celebrità del rock, diventando il principale fornitore di Keith Richards. Così Jean incontrò Marianne Faithfull, allora fidanzata di Mick Jagger, una donna che presto avrebbe avuto un ruolo enorme nella sua vita.
Nel 1969 Breteuil era a capo di un intero impero del traffico di eroina per le celebrità e una rete sfavillante di contatti. Gay Mercader, il promoter di concerti spagnolo, aveva una relazione con Breteuil a Parigi in quel momento e raccontò in un'intervista a El País: «Era un ragazzo bello e comunicativo. Apparteneva a una cerchia di ragazzi bohémien provenienti da famiglie benestanti, che fumavano hashish, prendevano l'LSD e viaggiavano in India. Potevano permetterselo, erano eredi di grandi fortune. Il Breteuil aveva, tra le altre imprese, giornali in Africa ».

Ma nella seconda metà del 1970, le cose sono peggiorate. Diverse persone che avevano avuto una relazione con Breteuil come Brian Jones, Hendrix o la già citata Janis Joplin erano morte, e molti membri del mondo dello spettacolo rock iniziarono a vedere il playboy come una sorta di angelo della morte. Non è stato così per Keith Richards, che lo convocò un mese dopo nella villa della Costa Azzurra che i Rolling Stones affittarono per comporre "Exile on Main St", per condire le sessioni con la migliore eroina thailandese.

Quella stessa estate ci fu la tragica morte di Jim Morrison poche centinaia di chilometri più a nord. Il cantante dei Doors si era recato a Parigi con la sua fidanzata, Pamela Courson, e non appena arrivato si mise a cercare un pusher. Courson aveva avuto una relazione con Jean de Breteuil, quindi l'acquisto della droga fu molto facile per il frontman dei Doors.
Da lì ci sono due versioni di ciò che è successo, ma entrambe coinvolgono Breteuil, che a quel tempo usciva con Marianne Faithfull dopo la sua rottura con Jagger.

Il primo dice che Jim e Pamela sono andati al loro hotel dopo aver comprato l'eroina da Breteuil di persona. Nel cuore della notte, Morrison andò in bagno e consumò una dose fatale che pose fine alla sua vita. Pamela ha cercato di rianimarlo mettendolo in una vasca piena di acqua fredda e ha chiamato un medico, ma quando è arrivato non c'era niente da fare. La ragazza negò che la droga fosse la causa del decesso, e il medico incomprensibilmente le credette e definì la morte naturale.

La seconda versione dice che Morrison è morto per overdose, ma non nel suo hotel ma in un club vicino, Rock 'N' Roll Circus. Lì, Jean de Breteuil aveva due spacciatori che lavoravano per lui, e secondo questa teoria, furono loro a vendere l'eroina al cantante. Secondo Sam Bernett, un giornalista del New York Times che dice di essere stato lì quella notte, Morrison è morto nel bagno del locale. "Il buttafuori è venuto e mi ha detto che qualcuno era chiuso in uno dei bagni e non usciva", ha poi raccontato in un libro. "Così ho chiamato i ragazzi della sicurezza per sfondare la porta. Il cantante dei Doors, il bel e famoso ragazzo californiano, era accasciato e inerte. Ho chiamato un dottore di cui mi fidavo, e quando è arrivato lì ha ribaltato la testa di Jim indietro, ha alzato le palpebre, ha aperto la bocca e gli ha messo l'orecchio al petto per ascoltare il suo battito cardiaco. Ha cercato segni e lividi sul corpo e sulle braccia. È stata una visita medica rapida e professionale. La sua diagnosi era molto certa: "Quest'uomo è morto. A quanto pare è vittima di arresto cardiaco."

Secondo Bernett, i due spacciatori sono andati nel panico e hanno deciso di nascondere l'accaduto. Hanno messo Jim in macchina e l'hanno portato al suo hotel. E lì ci sarebbe stato l'esame del medico che ha redatto il suo referto ufficiale.

Dopo aver appreso di ciò che era accaduto, Jean de Breteuil e la sua fidanzata Marianne Faithfull decisero di fuggire. Si sono sbarazzati di tutta la droga che avevano lasciato e hanno preso un aereo per Casablanca, e da lì a Tangeri. Lì, lo spacciatore sarebbe morto pochi mesi dopo per un'altra overdose. La ragazza di Jim, Pamela, sarà sopraffatta, qualche anno dopo, dallo stesso destino

È sorprendente quanto poco letteratura ci sia su questo personaggio rock maledetto, che quasi tutti hanno finito per negare. Nessuno voleva parlare di lui da decenni, e quando qualcuno l'ha fatto, è stata la sua ultima ragazza, Marianne, e non proprio per scusarlo: "Quella notte a Parigi è andato a trovare Jim Morrison e lo ha ucciso", avrebbe dichiarato alla rivista Mojo nel 2014. Povero bastardo. La merda era troppo forte? Sì. Ed è morto ». 

Jean de Breiteuil. La colonna sonora della sua vita dovrebbe includere The Pusher, People Are Strange, e Angel of Death di Hank Williams. "L'Angelo della Morte/ Verrà dal cielo/ E rivendichi la tua anima / Quando arriverà il momento di morire"

venerdì, ottobre 16, 2020

L'eternità in questo 2020 : The Rolling Stones


 

Che fosse un anno funesto lo si poteva già immaginare dato che il 2020 è un anno bisestile e nella cultura popolare sono sempre stati portatori di sventure e disgrazie. Ma nessuno avrebbe potuto pensare di dover affrontare un anno talmente nefasto da dover ricercare motivi e stimoli di sopravvivenza e di speranza. Ma siamo fortunati, e noi amanti del rock, in pieno lockdown abbiamo trovato la forza nella musica delle band che hanno attraversato ogni epoca con sfrontatezza e coraggio. E chi meglio dei Rolling Stones ci ha insegnato la resilienza. " Ok ti farò sapere", era il lontano 1976 e questa fu la risposta di Keith Richards ad un cronista che gli chiedeva quanto ci avrebbe messo a tirare le cuoia. Non era certo il manifesto della salute, ma Keith aggiunse anche " Ho una notizia per voi bastardi: vi seppelliremo tutti". Ed aveva ragione lui. Poche settimane fa, in questo 2020 maledetto, i "vecchi" Rolling Stones sono stati primi in classifica con un disco del 1973, Goats head soup, che all'epoca fu bollato come il disco del declino. Hanno sfidato tutti e tutto e sono ancora qua, con un aurea di eternità che li rende magici. Era il 1977 e si sfiorò una crisi diplomatica per una scappatella tra lo stesso Keith e la signora Maggie, moglie del primo ministro canadese; si schierarono politicamente quando alla caduta del muro di Berlino accettarono l'invito del presidente Havel per un concerto gratuito a Praga con lo slogan "Tanks are rolling out, The Stones are rolling in"; nel 2006 per un concerto un Cina evitano la censura di Stato che poneva il divieto su alcuni loro brani dichiarando "Chi se ne frega, abbiamo altri 200 pezzi !"; dopo il concerto a Cuba nel 2016 contestano la visita del Papa, che avviene qualche giorno dopo, con parole al vetriolo "Ha una bella faccia tosta, quello: un anno che ci lavoriamo e arriva lui ? Che aspetti il suo turno". L'immortalità passa anche dalla voglia di dire e fare quello che si vuole, sempre, contro tutti  e contro tutto. 1982, durante il mundial azzurro, si permettono di trattare a pesci in faccia gli Agnelli, promotori del tour degli Stones in Italia.

Malavita, dolce vita e saper stare al mondo, nel mondo. Ed ora si preparano a pubblicare il nuovo album dopo ben 16 anni, mentre tutta l'industria della musica paga lo scotto del Covid, ed a proseguire la loro carriera fino al 2022-2023, celebrando i 60 anni di attività e gli 80 anni di Keith e Mick. Gli immortali non si arrendono mai.......grazie Stones per il vostro insegnamento.


venerdì, luglio 31, 2020

Sid Vs Mick - Sane Rivalità


In qualsiasi ambito, in qualsiasi realtà, da quando l'uomo ha messo piede sulla Terra, le rivalità, le guerre fredde, i contrasti, l'antagonismo, sono sempre esistiti.
Russia - Usa, McEnroe - Borg, Paul Gauguin - Van Gogh, Ferrari - Porshe; sta proprio nell'indole dell'uomo la competizione, ed è secondo me grazie a quest'ultima che si ha la possibilità di non accontentarsi mai, di cercare la perfezione, di mettersi in discussione per non annoiarsi e non annoiare, insomma la benzina giusta per fare sempre meglio.
Come potrebbero non esistere le contese, gli antagonismi nel mondo della musica... Ricordiamo infatti i più celebri, dai Deep Purple vs Led Zeppelin, agli U2 vs REM, dai Megadeth vs Metallica, ai Nirvana vs Guns N'Roses, dai Duran Duran vs Spandau Ballet, ai Beatles vs Rolling Stones... già, gli Stones...

Dovete sapere che la band di Jagger non era vista di buon occhio non solo dai Fab Four ma anche dal gruppo punk rock britannico più influente della storia: i Sex Pistols.
Infatti l'obiettivo della punk band era proprio quello di riportare con i piedi per terra i pezzi grossi della scena rock di quegli anni, e guarda caso gli Stones erano i primi attori, mentre questi ultimi non si fecero scalfire dalle loro provocazioni pensando che il punk non fosse un nuovo genere musicale e che cercavano, malamente, di imitare il rock senza però riuscirci.
Oggi vogliamo però raccontarvi che quando in uno dei due schieramenti è presente un Uomo con la U maiuscola, anche le guerre più sanguinose possono trasformarsi in storie a lieto fine.

Sid Vicious entrò nella band nel 1977 in sostituzione di Glenn Matlock, si definiva un fan sfegatato della band, ed anche se era un vero disastro in campo musicale ( Lydon affermò che la prima prova con Sid al basso fu infernale, non sapeva proprio suonare ) grazie al suo look, alla sua attitudine punk ed al suo comportamento pazzoide riuscì a lasciare il segno.
Sid era un giovane ragazzo problematico, con alle spalle un'adolescenza burrascosa, padre assente, madre tossicodipendente, e quando conobbe Nancy Spungen, ragazza con la fama di eroinomane, l'instabilità mentale del ragazzo ebbe un tracollo definitivo.
La storia tra i due nacque infatti sotto il segno della dipendenza, dell'eccesso; Nancy a detta di Lydon, era una persona orribile, votata all'autodistruzione ed il suo stile di vita l'ha portata alla morte il 12 Ottobre del 1978, in una camera d'albergo che condivideva con Sid Vicious, ritrovata pugnalata in una pozza di sangue.
Non sapremo mai se sia stato lui ad assassinarla o se sia stato un suicidio o un incidente, i due amanti erano sempre strafatti e come afferma Loyd "di misterioso in questa morte non c'è proprio niente", perché chiunque abbia mai avuto a che fare con certe sostanze sa benissimo che certi "incidenti" possono accadere.
Purtroppo però nascondersi dietro certi alibi non è servito a nulla, Vicious era l'unico presente sulla scena del crimine e di conseguenza venne accusato di omicidio ed arrestato.

Vicious si ritrovò così dietro le sbarre, finanziariamente al tracollo, Malcolm McLaren, il manager della band, non alzò un dito per aiutarlo, la situazione sembrava ormai definitivamente compromessa quando un ragazzo poco più grande di lui che divenne famoso intonando " Satisfaction" si accollò tutte le spese legali garantendo a Sid gli avvocati che lo seguirono durante la vicenda giudiziaria.

La turbolenta vita di Sid Vicious si interruppe bruscamente 4 mesi dopo a causa di una overdose.
Jagger non pubblicizzò mai questo suo nobile gesto, si sentì in dovere semplicemente di aiutare una persona in difficoltà, amico o "nemico" che fosse.
Stay Rock

venerdì, febbraio 16, 2018

La colonna del Falko: Mick Jagger – Vinyl serie tv (2016)

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VINYL è una serie televisiva statunitense creata da Mick Jagger, Martin Scorsese e Rich Cohen per HBO. La serie racconta l'ascesa del rock e del punk nella New York anni settanta.

Charlie Wilson, Iggy Pop, Chris Cornell, Julian Casablancas, Charli XCX, Jesse J, Nate Ruess e Royal Blood dunque un vero e proprio banchetto di musica di qualità..

Purtroppo, cocaina, sesso e rock’n’roll per una volta non sono bastati. Vinyl non ha sfondato e la HBO, alla fine, è stata costretta a cancellarla (2 stagioni).
Da un punto di vista puramente economico: Vinyl costava troppo; mantenere Martin Scorsese, Mick Jagger e un cast stellare senza ricevere dal pubblico la giusta attenzione era diventato una pretesa eccessiva.

Fin dall’inizio, Vinyl si era profilato come un progetto ambizioso, enorme, in cui la messa in scena andava di pari passo con la ricerca e la scrittura; in cui anche il pilot – persino il pilot – era sperimentale: due ore e più, dirette da Martin Scorsese, ne hanno fatto un episodio unico nel suo genere. E poi il citazionismo, la musica, gli anni ’70 nei ricordi di sua maestà Jagger.
Era tutto troppo per un pubblico – un’audience – non così appassionata alla musica.

Vi segnalo alcune canzoni della tracklist:

1. Ty Taylor – The World Is Yours
2. David Johansen – Personality Crisis
3. Kaleo – No Good
4. Sturgill Simpson – Sugar Daddy (Theme from Vinyl)
5. Ruth Brown – Mama He Treats Your Daughter Mean
6. Otis Redding – Mr. Pitiful
7. Dee Dee Warwick – Suspicious Minds
8. Mott the Hoople – All The Way From Memphis
9. David Johansen – Stranded In The Jungle
10. Chris Kenner – I Like It Like That
11. Ty Taylor – Cha Cha Twist
12. The Jimmy Castor Bunch – It’s Just Begun
13. Soda Machine – Want Ads
14. The Meters – Hand Clapping Song
15. Soda Machine – Slippin Into Darkness
16. Edgar Winter – Frankenstein
17. Nasty Bits – Rotten Apple
18. Foghat – I Just Want To Make Love To You




lunedì, maggio 23, 2011

Jagger: Scusate Stones ma...


Mick Jagger si prende una pausa da Rolling Stones e dà vita ad un nuovo supergruppo: i Super Heavy.
Al suo fianco Dave Stewart degli Eurythmics, Joss Stone e Damian Marley: ma c'è anche il compositore AR Rahman, definito anche il Mozart di Madras, noto come uno dei più prolifici autori di soundtrack del mondo e famoso per aver realizzato la musica di film di Danny Boyle come The Millionaire e 127 Ore.
Quella tra Stewart e Jagger e tra Stone e Jagger non è la prima collaborazione: i tre infatti hanno già unito le forze per la colonna sonora del remake Alfie nel brano Old Habits Die Hard (Jagger-Stewart) e Lonely Without You (This Christmas) (Jagger-Stone).

A R Rahman ha dichiarato all'Agenzia Masala che 18 mesi fa la band alternativa si è riunita in uno studio a Los Angeles ed ha cercato di comporre da subito delle canzoni che avessero del significato, qualche tempo dopo si sono rincontrati perfezionando il lavoro precedentemente eseguito e ad oggi la band può già vantare tra i 16 ed i 18 brani nel suo repertorio.

Il leader degli Stones ha successivamente dichiarato a proposito della band che "Noi quattro ci siamo riuniti e abbiamo pensato di andare in studio e buttare giù qualcosa, vedere cosa sarebbe successo. Non sapevamo che tipo di musica che ci sarebbe piaciuto fare. Sapevamo che sarebbe stato divertente. Avevamo tutti le nostre idee, e ci siamo caricati l'un l'altro. Siamo quattro vocalist, non abbiamo mai lavorato così prima. Ci sono un sacco di differenti stili musicali, forse alcuni li abbiamo inventati. Abbiamo alcune canzoni reggae più qualcuna rock, alcune ballate, una soul. Abbiamo anche una canzone in lingua urdu, sono riuscito a fare una linea in urdu, una sola! E' uno stile più accessibile però rispetto a cose tipo Womad Festival".

giovedì, marzo 03, 2011

Mick Solista!


Jagger, leader indiscusso della mitica Rock Band Rolling Stones, sarebbe al lavoro a Los Angeles su un nuovo album solista. L'informazione è stata diramata ad un' emittente televisiva portoghese da Chris, fratello del frontman delle "Pietre Rotolanti": "In questo momento sta facendo un disco a Los Angeles con Dave Stewart", ha detto Chris.

"Mi ha chiamato l'altra sera per dirmelo". Se così fosse, per il 67 cantante si tratterebbe del suo primo lavoro a propria firma da "Goddess in the Doorway" del 2001, disco peraltro dagli scarsi posizionamenti con un numero 39 negli USA e 44 nel Regno Unito.

Jagger e l' ex Eurythmics avevano già collaborato nel 1987 e 2004. Che qualcosa stia bollendo in pentola pare in ogni caso vero, visto che pochi giorni fa Questlove dei Roots ha riferito via Twitter d'essere in studio con Sir Mick.

lunedì, febbraio 28, 2011

Brian Jones e il J-27


Era il 28 febbraio del 1942 quando nasceva a Cheltenham, nella regione inglese del Gloucestershire, Lewis Brian Hopkin Jones, il grande chitarrista e cantante britannico.

Famoso per le sue doti di musicista poliedrico, per il suo look mod e per i suoi eccessi con alcool e droghe, Brian Jones è entrato nella leggenda del rock mondiale per due ragioni.
La prima perchè fu tra i fondatori dei Rolling Stones, la seconda perchè appartiene al famoso Club 27 anche detto J-27 (per via della ricorrente lettera J), quel gruppo di superstar del rock che sono morte alla giovane età di 27 anni: oltre a Brian Jones infatti fanno parte del gruppo Janis Joplin, Jim Morrison, Jimi Hendrix.

Morti diverse, accomunate tutte dall'alone di mistero che ne circonda le circostanze e dal vuoto che hanno lasciato nel mondo della musica rock.

Nella primavera del 1962 Ian Stewart e Mick Jagger assistettero ad una performance di Jones e gli proposero di entrare in prova nel loro gruppo. A loro si aggiunse anche Keith Richards e fu così che, pare proprio su proposta di Brian, che nacquero i Rolling Stones.

In quel periodo era lui il trascinatore, l'anima del gruppo dal punto di vista musicale, era lui infatti il polistrumentista eccezionale che arrangiava i brani della coppia Jagger-Richards, era lui l'ideatore delle melodie psichedeliche e della scelta di strumenti che sembravano fare a pugni con il rock come il clavicembalo, il flauto, il dulcimer il sitar. Ma Brian era anche l'anima estetica del gruppo, con i suoi ecessi, il suo stile di vita al limite, la sua continua trasgressione, la sua vita tutta sesso, droga e Rock&Roll.

Fu proprio questo suo stile di vita fu la causa dell'allontanamento dal gruppo degli altri 3 membri e purtroppo il 3 luglio 1969 Jones venne trovato immobile sul fondo della sua piscina nella sua casa a Hartfield, Inghilterra.

Nonostante il verdetto del medico legale, "Morte per Incidente", le circostanze della morte di Brian rimangono avvolte da un mistero che contribuisce tuttora a tenerne viva la leggenda, l'unica cosa certa è che quel maledetto 3 luglio il mondo rock ha perso uno dei più importanti esponenti.

venerdì, novembre 26, 2010

Mick Jagger. The photobook. Milano dal 3/12/10 al 13/02/11


Giovedì 2 Dicembre alle ore 18 inaugura presso la Fondazione Forma per la Fotografia, Mick Jagger. The photobook.
Dopo i Rencontres d'Arles, per la prima volta in Italia la retrospettiva dedicata all'immagine dell'uomo che non solo ha fatto la storia del rock, ma che è diventato icona di stile e di costume.

Un viso che cambia, una personalità da camaleonte, lo sguardo sfrontato, il corpo scattante, le labbra sensuali: ecco l’icona del rock che più di tutte ha attraversato la storia della musica degli ultimi quarant’anni popolando l’immaginario di generazioni di giovani e fan. Mick Jagger – The Photobook presenta una serie di 70 ritratti realizzati dai grandi fotografi che dall’inizio della sua carriera ad oggi lo hanno incontrato, fotografato, documentando il suo viso particolare e la sua capacità di essere un personaggio sempre nuovo, sempre diverso, sempre controcorrente.
“Mick Jagger è universale. Il suo viso così particolare ha fatto di lui l’archetipo della rock star”. Così François Hébel, direttore del festival Rencontres d’Arles, racconta l’essenza di questa mostra. “La raccolta di queste immagini è prima di tutto un progetto fotografico. Non è solo la carriera di Mick Jagger ad essere raccontata ma la storia di 50 anni di ritratto fotografico; dove la fisicità e la notorietà di un volto sono una sfida che spinge gli autori a rappresentarlo andando oltre la semplice documentazione. Attraverso gli scatti dei più importanti fotografi si può assistere alla nascita di quel legame, ormai indissolubile, che unisce personaggio e immagine”.

Dai primi scatti degli anni 60 di Goodwin, Mankowitz e Périer e attraverso le sperimentazioni di Cecil Beaton, fino ai recentissimi ritratti di Annie Leibovitz, Karl Lagerfeld, Anton Corbijn, Mark Seliger e Bryan Adams si ripercorre le metamorfosi di chi ha contribuito a creare l’estetica del rock e non solo. La mostra, una co-produzione di Forma e Rencontres d’Arles, è un progetto di François Hébel ed è accompagnata da un catalogo edito da Contrasto.

Fotografie di: Bryan Adams, Brian Aris, Enrique Badulescu, Cecil Beaton, Simone Cecchetti, William Christie, Anton Corbijn, K. Cummins, Sante D'Orazio, Deborah Feingold, Tony Frank, Claude Gassian, Harry Goodwin, Anwar Hussein, Peter Lindbergh, Gered Mankovitz, Jim Marshall, David Montgomery, Terry O'Neill, Guy Peellaert, Jean-Marie Périer, Michael Putland, K. Regan, Herb Ritts, Ethan Russell, Francesco Scavullo, Norman Seeff, Mark Seliger, Dominique Tarlé, Pierre Terrasson, Albert Watson, Robert Whitaker, Baron Wolman.