venerdì, giugno 26, 2020

I generi musicali del rock: A.O.R.





Mi soffermo su questo genere musicale o meglio nicchia di derivazione Heavy Metal, che ha avuto origine tra la fine degli anni ’70 e inizio anni ’80. Periodo di vero boom grazie anche a richiami cinematografici action/teatro/sport.

A.O.R. (Adult Oriented Rock) acronimo utilizzato per indentificare quel genere di sound sofisticato rispetto alla musica più commerciale che in quegli anni, dava adito ad un ascolto più maturo rispetto alla gioventù; amante di musica più veloce e semplice da gustare.  Questo stile, grazie alle produzioni di qualità superiore alla media (ampie melodie, grande utilizzo di tastiere, cori amplificati, vocalist dal cantato spesso pulito e in casi arrangiamenti orchestrali) ebbe grande successo tanto da divenire il genere radiofonico dell’epoca più trasmesso. Il tutto diede origine alle tanto amate/odiate POWER BALLAD.



Successivamente AOR fu modificato in Album Oriented Rock perché gli adulti erano più inclini a comprare l’intero album rispetto ai giovani che acquistavano solo i singoli.
Gli artisti di quel periodo tendevano spesso ad allungare la durata della canzone o meglio la concepivano come parte di un filone unico: l’album o LP (Long Playing). Non si volevano creare solo delle Hits, per rispettare le regole del business delle case discografiche, bensì i brani musicali facevano parte di un filo conduttore unico espresso nella totalità dall’album. Fu questa la grande novità; i conduttori radiofonici potevano prendere un disco appena rilasciato e scegliere di mandare in onda liberamente qualsiasi brano di lunghezza superiore anche ai 3/4 minuti.



Musica spesso utilizzata dall’industria cinematografica del tempo, una citazione su tutte: i Survivor.
La band raggiunse l'apice del successo negli Stati Uniti grazie a sonorità levigate e singoli come Eye of the Tiger, colonna sonora per Rocky III, numero 1 per sei settimane nelle classifiche del 1982, Burning Heart (numero 2 della classifica americana), The Search Is Over (numero 4), High on You (numero 8) e I Can't Hold Back (numero 13).
Grandi band hanno partecipato alla crescita e allo sviluppo del genere musicale, tra cui: Dream theater, Toto, Bon jovi, Def Leppard.
Tra i gruppi pioneristici vi indico: Foreigner, Journey, Boston, Kansas, Styx, Asia.

Per gli appassionati suggerisco di visitare il seguente sito: https://www.melodicrock.it

Viva il ROCK!

venerdì, giugno 19, 2020

Curiosità Rock




La musica rock è costellata di tantissime leggende, miti e curiosità. La doppia vita di Paul McCartney, i dischi da ascoltare al contrario per sentire messaggi demoniaci, le copertine dei Beatles dove poter trovare simboli e riferimenti esoterici, i capricci e le manie delle rockstar, le esibizioni live più assurde o particolari, molte vere ma molte frutto della fantasia di milioni di fans sempre in cerca di notizie particolari che possano rendere unici i propri miti.

Ma le curiosità che oggi vi voglio segnalare sono non molto conosciute e quindi spero possiate leggerle in un crescendo, sempre a bocca aperta per lo stupore. Siete pronti ?

  • Charlie Manson, uno dei serial killer più famosi della storia degli Stati Uniti, alla fine degli anni '60 era una figura marginale della scena musicale di Los Angeles ma nutriva ambizioni per diventare una rock star. I suoi provini non furono all'altezza ma sicuramente entrò in contatto con il batterista dei Beach Boys, Dennis Wilson, ed incontrò il cantautore Neil Young. Visse anche per un breve periodo nella casa di Dennis Wilson.
  •  "Because the night", successo mondiale di Patti Smith, fu in realtà scritta e registrata da Bruce Springsteen ma scartata tra le canzoni da inserire nell'album "Darkness". Patti Smith che stava lavorando all'uscita del suo album, "Easter", nello studio affianco a quello del Boss prese la canzone, ne adattò il testo per renderlo adatto ad una donna e la dedicò al marito Fred Smith.
  • Antonio Teocoli, più conosciuto come Teo Teocoli, ha iniziato la sua carriera come cantante e per 4 anni, dal 1964 al 1968, fu il cantante del gruppo beat "Quelli" che qualche anno dopo diventeranno una delle band rock italiane più conosciute al mondo con il nome di PFM, ovvero Premiata Forneria Marconi.
  • Il Teen Spirit è un deodorante prodotto per la prima volta da Mennen all'inizio del 1991, e con pesanti campagne pubblicitarie, riuscì presto a conquistarsi una nicchia di mercato tra le ragazze adolescenti americane. Ma le vendite sono state potenziate anche grazie al successo della band grunge dei Nirvana con la canzone "Smells Like Teen Spirit", anche se nel testo viene usato come dispregiativo l'utilizzo di quel deodorante perché "da ragazzini".
  • "Black Dog" dei Led Zeppelin, una delle canzoni più rappresentative della band, deve il titolo ad un cane di grossa taglia nero, probabilmente un labrador retriever che si aggirava attorno agli studi di Headley Grange dove la band stava appunto registrando. Il testo della canzone in effetti non parla in nessun modo di un cane nero ma bensì dell'amore nei confronti di una donna. 
  •  L'album "The Dark Side Of The Moon" dei Pink Floyd messo in sincrono con la pellicola " Il Mago di Oz" diretta da Fleming nel 1939 sembrano combaciare in modo perfetto. A volte tale sincronia si svela con un'affinità sensoriale, come quando la strega entra in scena in bicicletta e partono le campanelle dell'intro di "Time"; altre volte con affinità semantiche come se la canzone voglia descrivere la scena e quindi quando Dorothy torna a casa si sente cantare nel disco "Home, home again, I like to be here when I can" oppure quando nel film la protagonista inizia a correre, nel disco Roger Waters intona "no one told you when to run". Ed inoltre ogni cambio di scena corrisponde ad un nuovo brano del disco








venerdì, giugno 12, 2020

Black Lives Matter : la Musica contro il razzismo e la xenofobia


Negli ultimi giorni il fatto di cronaca nera riguardante George Floyd ha scosso tutti noi e ha riacceso le proteste mai del tutto sopite dei movimenti afroamericani contro la xenofobia e il razzismo.

Nonostante negli ultimi 70 anni, grazie alle continue lotte per i diritti civili, si siano raggiunti molti obbiettivi in termini di uguaglianza, non credo si riuscirà mai a debellare del tutto qualsiasi forma di razzismo e xenofobia e purtroppo ogni tanto c'è sempre qualche notizia o avvenimento che ci fa capire che non ne siamo mai del tutto usciti e che siamo lontani dall'esserlo.

Le manifestazioni, più o meno pacifiche, che in questi giorni sfilano nelle città americane e non solo, sono soprattutto lo sfogo di gente che il razzismo lo vive quotidianamente, nelle piccole cose di tutti i giorni...la continua consapevolezza che in qualche modo nella tua vita potresti ritrovarti in una situazione dove vieni considerato diverso o inferiore ad altri.

Molti artisti e musicisti, direttamente coinvolti e vittime di queste situazioni, hanno dedicato la loro vita per la conquista e la difesa dei diritti civili;
In questo articolo però voglio parlare delle canzoni scritte dagli artisti che, anche se non direttamente vittime, sono rimasti toccati e si sono sentiti vicini a queste vicende tanto da voler lanciare messaggi di sensibilizzazione a favore di queste tematiche.

BLACKBIRD - BEATLES (THE WHITE ALBUM 1968)

Questa bellissima canzone è stata scritta da Paul Mcartney durante il tour dei Beatles "Back in the U.S." nel 1968 come reazione alle tensioni razziali esplose negli Stati Uniti nella primavera di quell'anno.
La canzone sosteneva il Movimento per i diritti civili americano che aveva avuto molta eco in Europa e sulla stampa Britannica. In particolare la canzone - ha spiegato Paul in un intervista - è stata scritta per Rosa Parks, la "blackbird" che il 1° Dicembre 1955 salì su un autobus e decise di sedersi nella parte riservata ai bianchi rifiutandosi di spostarsi in fondo, nella parte riservata alla gente di colore.

A Woodstock, nel 1969 la canzone fu interpretata anche a tre voci da Crosby, Still & Nash:

"Blackbird singing in the dead of night
Take these broken wings and learn to fly.
All your life

You were only waiting for this moment to arise."
"Merlo che canti nel cuore della notte
prendi queste ali spezzate e impara a volare
per tutta la vita
hai atteso che questo momento arrivasse"


https://www.youtube.com/watch?v=JiL5JpUtjqY

HURRICANE - BOB DYLAN (DESIRE 1975)

La canzone è ispirata alle vicende del pugile Rubin "HURRICANE" Carter che venne accusato, senza prove, di un triplice omicidio avvenuto durante una sparatoria al La Fayette Bar nel New Jersey.
Era il 1966, Carter venne scarcerato solo nel 1985 quando un giudice Federale riaprì il caso e stabilì che non aveva avuto un equo processo e che l'accusa era basata su "motivazioni razziali". Il 26 Febbraio 1988 caddero tutte le accuse nei suoi confronti. Dylan conobbe il suo caso leggendo la sua autobiografia, THE SIXTEENTH ROUND, che lo stesso Carter gli spedì per posta. Durante il tour del 1975 Dylan tenne un concerto di beneficenza in onore di Carter al Madison Square Garden cantando per la prima volta questa canzone. Successivamente si esibiì anche alla Clinton State Prison dove Carter salì sul palco per sensibilizzare l'opinione pubblica e convincere i media a parlare del suo caso.

Rubin Carter was falsely tried.
The crime was murder "one," guess who testified?
Bello and Bradley and they both baldly lied
And the newspapers, they all went along for the ride.
How can the life of such a man
Be in the palm of some fool's hand?
To see him obviously framed
Couldn't help but make me feel ashamed to live in a land
Where justice is a game.

Rubin Carter fu ingiustamente condannato
L'accusa fu omicidio, indovina chi ha testimoniato?
Bello e Bradley ed entrambi mentirono
E i giornali, tutti ci mangiarono sopra
Come può la vita di un uomo
Essere nelle mani di qualche pazzo?
Vederlo ovviamente incastrato
Non può aiutarlo ma mi fa vergognare di vivere in un paese
Dove la giustizia è un gioco.


https://www.youtube.com/watch?v=b_SUNDJT9DY

KILLING IN THE NAME - RAGE AGAINST THE MACHINE (RAGE AGAINST THE MACHINE 1992)

Il brano fu pubblicato il 2 Novembre 1992 ma più che mai attuale se si pensa alla vicenda di George Floyd. Il testo è un accusa ben precisa: all'interno delle forze dell'ordine americane ci sarebbero alcuni membri attivi del KU KLUX KLAN, il cui simbolo è la croce che brucia.

"Some of those that work forces, are the same that burn crosses"

"Tra le forze dell'ordine ci sono gli stessi che bruciano le croci"

"Those who are died are justified
for wearing the badges
theyre the choosen whites"

"Sono morti giustificati
chi li ha uccisi indossava un distintivo

PEOPLE ARE PEOPLE - DEPECHE MODE (SOME GREAT REWARD 1984)

Uscito nel Marzo del 1984, il brano lancia una dura accusa al pregiudizio nei confronti di gente di un altra razza.
Il singolo ebbe da subito un enorme successo in tutta Europa mentre negli Stati Uniti scalò le classifiche solamente un anno dopo, nel 1985, diventando il primo brano della band ad entrare nella prestigiosa BILLBOARD HOT 100, alla posizione numero 13. Ancora oggi è considerato uno dei brani simbolo della band britannica.

"I can't undertsand
what makes a man
hate another man
help me undertsand"

"Non riesco a capire
cosa spinga un uomo
ad odiare un altro uomo
aiutami a capirlo"
BORDER SONG - ELTON JOHN (ELTON JOHN 1970)

Musica di Elton John e testo scritto da Bernie Taupin. Elton la eseguì anche recentemente durante il concerto in occasione dei 90 anni di Nelson Mandela.
La canzone fu anche ricantata e registrata da due grandi artisti: Aretha Franklin, con una interpretazione magistrale, ed Eric Clapton che la cantò in unna raccolta dedicata alle canzoni di Elton e Bernie Taupin.
Fu il primo signolo dell'artista inglese a raggiungere la classifica statunitense posizionandosi al 92° posto. Il brano, nonostante sia un gospel, presenta dei toni cupi e un chiaro messaggio contro il razzismo, soprattutto nell'ultima strofa della canzone, scritta dallo stesso Elton:

"Holy Moses let us live in peace
Let us strive to find a way to make all hatred cease
There’s a man over there
What’s his color I don’t care
He’s my brother let us live in peace"

"Santo Mosè fa che viviamo in pace
Fa che ci impegniamo a trovare un modo per porre fine all’ odio
C’è un uomo laggiù
Qual è il suo colore non mi interessa
E’ mio fratello fa che viviamo in pace"


VERSIONE DI ELTON JOHN: https://www.youtube.com/watch?v=Lm7b-32Mpbs

VERSIONE DI ARETHA FRANKLINhttps://www.youtube.com/watch?v=OzY45mZNIHU

BIKO - PETER GABRIEL (PETER GABRIEL III 1980)

Il brano racconta la vicenda di Stephen Biko, noto attivista anti-apartheid sudafricano. Biko fu arrestato dalla polizia sudafricana nel 1977 e, dopo essere stato tenuto in custodia per giorni, fu interrogato nella prigione di Walmer Street a Poth Elisabeth. Biko uscì dall'interrogatorio con evidenti e numerose ferite alla testa e morì poco dopo una volta trasferito alla prigione di Pretoria.
La versione del brano tratta dall'album comincia e finisce con le registrazioni di due canzoni sudafricane "Ngomhla sibuyayo" e "Senzeni Na?" cantate al funerale di Biko.


"You can blow out a candle
but you can’t blow out a fire
once the flames begin to catch
the wind will blow it higher
oh Biko, Biko, because Biko
Yihla Moja, Yihla Moja
the man is dead

And the eyes of the world
are watching now, watching now”.

"Potete spegnere una candela
ma non potete spegnere un fuoco
quando la fiamma comincia a bruciare
sarà proprio il vento a renderla indomabile
oh, Biko, Biko, perché Biko
l’uomo è morto.

Ma gli occhi del mondo
vi stanno guardando, ora”.


https://www.youtube.com/watch?v=luVpsM3YAgw

IL DOGUI





venerdì, giugno 05, 2020

Collaborazione a sei mani per un gioiello del rock (Fripp-Eno-Bowie)




Spesso mettere in collaborazione grandi menti, imprenditori capaci, artisti dalle qualità eccelse porta ad ottenere prodotti, risultati eccellenti. Soprattutto in campo artistico e nello specifico nel mondo musicale chiedere il contributo di qualche "amico" ha sempre solleticato le aspettative dei produttori e le curiosità dei fan.
Le influenze musicali sono da sempre state d'aiuto per colmare tasselli mancanti in una produzione, per offrire freschezza e novità ai progetti, per superare blocchi creativi che purtroppo anche i più grandi hanno dovuto subire nelle loro carriere.
La collaborazione nel fare musica porta tutte le persone coinvolte a fare un salto di qualità inevitabile, collaborare significa orecchie in più, cervelli extra con cui lavorare, avere accesso al flusso di lavoro di qualcun altro ed oltretutto a tirar fuori quella parte creativa da tempo dispersa in qualche angolo.
Ma attenzione, non tutte le collaborazioni hanno un lieto fine...
Oggi cari amici rock fanatici parleremo di uno dei chitarristi più geniali di sempre, uno dei più "riconoscibili", un chitarrista con uno stile completamente differente rispetto a tutti i più grandi della sua epoca, così come il suo approccio ad uno strumento tanto semplice quanto complesso: Robert Fripp....e la sua collaborazione.
Fripp è considerato uno dei chitarristi più originali e sofisticati di sempre inserito al 62° posto nella classifica dei migliori chitarristi di tutti i tempi di Rolling Stones; a differenza degli altri grandi chitarristi della sua generazione (da Page a Clapton, da Blackmore a Jeff Back), la tecnica compositiva di Fripp non si basa sul blues ma sulla musica classica, sul jazz, sulla musica contemporanea ed etnica caratterizzata da spunti di notevole virtuosismo e marcata ecletticità.
Dal genio di Fripp senza una precisa collocazione artistica, nascono nel 1969 i King Crimson, il gruppo raprresenta sin dalle origini l'anima del suo leader, sfugge dalla catalogazione, si libera il più possibile dai vincoli, un'entità cangiante, multiforme, artisticamente alla ricerca del "senza compromesso", una band disciplinata con tanto cuore, cervello e REGOLATEZZA.
I Crimson sono il risultato dell'incrocio di strade di un manipolo di musicisti dall'indiscussa capacità strumentale e dalla superiore visione artistica, segnati da ricorrenti periodi di stasi hanno sempre saputo rinnovarsi anche grazie ai continui cambiamenti della formazione fatta eccezione per Fripp.
Durante questi periodi di "riflessione" infatti il leader dei Crimson (anche se non amava farsi così denominare) si è spesso dedicato a progetti paralleli, per soddisfare la sua vena creativa e per mettersi in gioco con sperimentazioni sempre più ardite per le quali sarebbe poi diventato famoso.
Le sinergie create da Fripp durante la sua carriera sono molte e con nomi altisonanti degni della sua fama, da Peter Gabriel a Peter Hammill, da Van Der Graaf Generator a David Sylvian e Andy Summers, ma è con l'amico e collega Brian Eno, con il quale perfezione oltretutto la tecnica detta Frippertronics, che Fripp ottiene i suoi più grandi riconoscimenti.
Era infatti il 1977 quando Eno chiamò al telefono Fripp per proporgli un progetto che contribuì a cambiare per sempre la storia del rock. Eno stava infatti collaborando a Berlino al nuovo album del Duca Bianco, Heroes, capolavoro indiscusso, e fu prorpio Eno a proporre a Bowie la collaborazione dell'amico Fripp.
La mente dei King Crimson arrivato a Berlino prese la sua chitarra e si mise a suonare sulle note di Beauty and the Beast ottenendo una registrazione perfetta al primo tentativo, anche nella title track Heroes i virtuosismi di Fripp hanno contribuito ad ottenere un riff di chitarra originale utile alla messa a punto di un gioiello del rock.
Purtroppo però anche nell'arte il dio soldo ha la potenza e la malvagità di distruggere ed inclinare anche i sodalizi più preziosi.
Infatti Fripp è al momento in disputa con gli eredi di Bowie a causa di quella che ritiene essere una dicitura impropria ed ingiusta per la sua collaborazione all'album Heroes ed al successivo album Scary Monsters.
In gioco c'è la designazione di "Featured Player", un termine usato dalla società di gestione dei diritti d'autore britannica che indica un interprete principale e che garantisce a quest'ultimo una maggiore remunerazione ed importanza.
Fripp fu riconosciuto solo come un semplice turnista ed anche se il musicista Tony Visconti e Brian Eno affermano che il motivo della chitarra che si trova alla base dell'intera canzone Heroes è stata interamente invenzione di Robert, il conferimento allo status di Featured Player non è stato accolto dagli eredi.
Che dire, a noi non resta altro che goderci in eterno il frutto di questa collaborazione, per tutto il resto, passiamo la palla a qualcun altro.
Rock and Roll