venerdì, gennaio 13, 2023

Il vinile è tornato con il botto !




Il vinile è tornato con il botto. Nel 2022 i dati di vendita sono cresciuti per il 15° anno consecutivo. Questa rapida crescita fa salire il formato al numero uno delle vendite di dischi fisici.

Ma questa attenzione mediatica lo sta rendendo anche un grande business. Negli Stati Uniti, il vinile ha superato la soglia di 1 miliardo di dollari di vendite nel 2021 e continua a salire. Pertanto, non sorprende che i trader stiano cercando di sostenere la loro nicchia nel mercato ed acquistare i dischi più preziosi.

E tra questi c'è un album là fuori in circolazione che potrebbe arrivare sul mercato in qualsiasi momento, e apparteneva nientemeno che a Ringo Starr.
Il batterista dei Beatles era una volta l'orgoglioso proprietario della primissima copia del White Album. Il famoso doppio album del 1968 è stato stampato in sequenza codificata e Ringo si è tenuto la copia numerata 0000001. Da allora, l'album ha venduto oltre 24 milioni di copie, per non parlare del suo enorme impatto culturale. Quindi, avere il primo vinile stampato è molto esclusivo.
Ringo ne è rimasto proprietario per un  parecchio tempo fino al 2015 quando decise di venderlo all'asta per la cifra record di  $ 790.000. 

Tuttavia, vale la pena notare che non tutti i vinili pregiati provengono da band o cantanti famosi e dai nomi altisonanti. 
Ad esempio, uno dei dischi più ricercati tra i collezionisti deriva dal nome meno conosciuto di Frank Wilson e dal suo brano "Do I Love You (Indeed I Do)". La collezionabilità, in questo caso, deriva dal fatto che sono state stampate solo 250 copie demo. Poi quel totale è stato ridotto a cinque dopo che il boss della Motown Berry Gordy ne ha distrutto la maggior parte in un impeto di rabbia improvviso.
Questo rende l'album non solo ultra-raro, ma anche una parte della storia della musica. Da allora, la canzone stessa è stata lodata come inno nonostante non abbia mai ottenuto l'approvazione di Gordy.

Quando l'ultimo è stato consapevolmente messo in vendita come oggetto di valore, ha recuperato £ 25.742 nel Regno Unito, dove la scena soul del nord dimostra di essere la mecca delle costose reliquie in vinile.

lunedì, gennaio 09, 2023

I 200 più grandi cantanti di tutti i tempi

 


Il principale media statunitense Rolling Stone ha pubblicato una lista costellata di stelle di quelli che considera i 200 più grandi cantanti di tutti i tempi, e tra questi ovviamente sono presenti una serie di grandi del rock e del metal.

La lista, guidata dall'icona soul Aretha Franklin, include cantanti provenienti da pop, rock, metal, jazz, soul, r'n'b e altro ancora, con tutti, da Beyoncé a Glenn Danzig rappresentati (anche se quest'ultimo si è attestato solamente al numero 199).

Presentissimi alcuni dei più importanti frontman della musica rock: gli ex "alunni" dei Beatles John Lennon e Paul McCartney (con Lennon che appare ben 14 posti più in alto del suo compagno di band dei Beatles), la leggenda dei Led Zeppelin Robert Plant (solo al 63° posto) e l'eroe heavy metal Ronnie James Dio, che è quasi in fondo alla lista essendo al 165° posto. In effetti, la lista comprende pochi nomi per i fan dell'heavy metal, con Ozzy Osbourne, primo tra i suoi al 112° posto.

"Questa lista è stata compilata [dal] nostro staff e dai principali contributori, e comprende 100 anni di musica pop come una conversazione globale in corso", spiega Rolling Stone, "dove l'iconica cantante indiana Lata Mangeshkar si posiziona tra Amy Winehouse e Johnny Cash, e la regina della salsa Celia Cruz è lassù in classifica con Prince e Marvin Gaye".

Non tutti saranno d'accordo ma ecco dove i cantanti rock sono stati inseriti nella lista:

12 – John Lennon
14 – Freddie Mercury
26 – Paul McCartney
32 – David Bowie 
52 – Mick Jagger
63 – Robert Plant
80 – Chris Cornell
82 – Steve Perry
105 – Eddie Vedder
109 – Roger Daltrey
112 – Ozzy Osbourne 
129 – Rob Halford
134 – Axl Rose
165 – Ronnie James Dio
176 - Iggy Pop
181 - Bob Seger
199 - Glenn Danzig

venerdì, gennaio 06, 2023

Chi era Mr. Mojo Risin ?

 



Mr. Mojo Risin', Mr. Mojo Risin'
Mr. Mojo Risin', Mr. Mojo Risin'

Got to keep on risin'
Mr. Mojo Risin', Mr. Mojo Risin'
Mojo Risin', gotta Mojo Risin'
Mr. Mojo Risin', gotta keep on risin'

Risin, risin'
Gone risin', risin'
I'm gone risin', risin'
I gotta risin', risin'
Well, risin', risin'
I gotta, wooo, yeah, risin'
Whoa, oh yeah

 

Cantava così Jim Morrison nell’ultima strofa di L.A. Woman del 1971.

Ma chi è Mr. Mojo Risin ?

Ovvio !! Lui, il Re Lucertola, che, come molti altri frontman, era ossessionato da se stesso. Lo amassero o lo detestassero, era una stella guidata da un senso di ego divino. In realtà, è un anagramma diretto del suo nome. E quando si tratta di amor proprio, non c'è niente di più chiaro che chiudere una canzone cantando un anagramma del proprio nome in un incantesimo sempre più voluminoso e veloce per rappresentare il culmine di un orgasmo.

Il misticismo nelle canzoni dei Doors non manca mai ed anche qui non a caso viene scelto il termine mojo che era un ciondolo voodoo costituito da una borsa piena di radici, sonagli di serpente a sonagli, denti di alligatore, erbe, profumi, monete, bambole, amuleti e qualsiasi altra cosa vista come qualcosa che rinvigorisse un uomo.

E nell’accezione più profonda serviva a liberarsi dalla routine dell’oppressione, come facevano gli schiavi africani che praticavano il Voodoo prima di essere portati negli Stati Uniti.

Ed L.A. Woman è proprio il senso più profondo di libertà, come spiega Ray Manzarek :"Una canzone sulla guida folle lungo l'autostrada di Los Angeles. Un beatnik sulla strada, come Kerouac e Neal Cassady, che percorre l'autostrada il più velocemente possibile"

lunedì, gennaio 02, 2023

Vivienne Westwood - La madre del Punk

 


La leggendaria stilista inglese Vivienne Westwood, il cui stile iconico e sovversivo ha svolto un ruolo importante nella creazione di un'immagine ribelle e anticonformista per il punk rock britannico nel 1970, è morta, all'età di 81 anni.

Gli abiti disegnati da Westwood per SEX, la boutique di Chelsea che gestiva insieme al futuro manager dei Sex Pistols Malcolm McLaren, erano indossati dai Pistols, Siouxsie e The Banshees, Adam and The Ants, e altro ancora: i suoi modelli distintivi - pantaloni bondage, T-shirt strappate e appuntate, top di gomma, maglioni mohair - hanno dato al punk rock un'estetica provocatoria anti-moda, in seguito cooptata dal mondo della moda mainstream. Il negozio di abbigliamento Kings Road, dove John Lydon fece notoriamente un'audizione per i Sex Pistols cantando insieme a I'm Eighteen di Alice Cooper sul jukebox interno, fu successivamente rinominato Seditionaries: Clothes for Heroes. Toyah, Chrissie Hynde e Glen Matlock erano tra i musicisti che in precedenza lavoravano nella boutique.

"Non credo che il punk sarebbe nato senza Vivienne e Malcolm", ha dichiarato una volta Chrissie Hynde.

"Ero messianica riguardo al punk", ha detto Westwood al quotidiano The Independent nel 2002, "vedendo se si poteva mettere un raggio nel sistema in qualche modo. Mi resi conto che non c'era sovversione senza idee. Non basta voler distruggere tutto".

La notizia della morte di Westwood ha attirato tributi da tutto il mondo della musica, dell'arte e della moda. a cantante dei Garbage Shirley Manson ha definito Westwood "un mio eroe", accompagnando il tweet con un'emoji dal cuore spezzato. Boy George ha twittato: "R.I.P alla grande e stimolante Vivienne Westwood che ci ha guidato attraverso il punk e oltre. Derisa dall'industria della moda, ma senza dubbio è la regina indiscussa della moda britannica. Ti amo! Tuo schiavo!" Chrissie Hynde ha reso il suo tributo, scrivendo: "Vivienne se n'è andata e il mondo è già un posto meno interessante. Ti amo Viv. Chrissie" mentre Billy Idol ha twittato #VivienneWestwood RIP mi ci vorrà un po 'per prendere questo ..."

Un tweet del negozio di dischi indipendente e dell'etichetta discografica Rough Trade ha salutato Westwood come la "Madre del punk", mentre un portavoce / social media manager del Victoria and Albert Museum di Londra ha salutato lo stilista come "Una vera forza rivoluzionaria e ribelle nella moda".

Anche la star del pop-punk dello Yorkshire Yungblud ha reso omaggio in un tweet, scrivendo "mi hai dato il coraggio di esprimermi. Sei stato il motivo per cui ho lasciato la casa con la sicurezza di apparire come ho fatto. dal cuore infarto. Grazie per tutto, Viv. RIP"

sabato, dicembre 31, 2022

Leggende del calcio cantate da star del rock e non solo....

 




Protagonisti nel rettangolo verde di gioco con dribbling, assist, gol, parate e gesti tecnici in grado di appassionare milioni e milioni di appassionati tifosi. Le leggende del calcio sono spesso state prese come protagoniste di versi o addirittura di titoli di canzoni. Da "Santa Maradona" di Manu Chao a "Baggio Baggio" di Lucio Dalla, da "Wayne Rooney" di Johnny Flynn a "Belfast Boy" di Don Fardon, Ma il verso più famoso in assoluto della canzone italiana dedicata ad un calciatore è sicuramente " ....era l'anno dei mondiali, quelli del '66, la regina di Inghilterra era Pelè....come cantava Antonello Venditti in Giulio Cesare. E proprio lui, O Rey, che è mancato da pochi giorni ha ispirato canzoni, film, libri ed ogni forma di arte perchè lui era l'arte quando calciava un pallone. E allora se volete ascoltare le canzoni dedicate ai vostri campioni vi segnalo una speciale playlist :

Come Totti di Fabri Fibra (Francesco Totti)
Anch’io sono Francesco di Marco Conidi (Francesco Totti)
Baggio Baggio di Lucio Dalla (Roberto Baggio)
Marmellata #25 di Cesare Cremonini (Roberto Baggio)
Non è un miraggio de Il Generale & Ludus Pinski (Roberto Baggio)
Mare Balotelli dei Thegiornalisti (Mario Balotelli)
Gaetano e Giacinto degli Stadio (Gaetano Scirea e Giacinto Facchetti)
Una vita da mediano di Luciano Ligabue (Gabriele Oriali)
Sudamerica di Paolo Conte (Juan Alberto Schiaffino)
Il mambo del matador di Mauro Perfetto (Edison Cavani)
La coscienza di Zeman di Antonello Venditti (Zdenek Zeman)
Correndo correndo di Antonello Venditti (Sebino Nela)
Gigi Riva degli Askra (Gigi Riva)
Quando Gigi Riva tornerà di Piero Marras (Gigi Riva)
Barbera e champagne di Giorgio Gaber (Gianni Rivera)
Mio fratello è figlio unico di Rino Gaetano (Giorgio Chinaglia)
Nun te reggae più di Rino Gaetano (Causio, Tardelli, Antognoni, Zaccharelli, Rivera, Bearzot, Gaetano Muselli, Gianni Brera)
Numero uno di Matze Knop (Luca Toni)
Giulio cesare di Antonello Venditti (Paolo Rossi, Pelè)
Er tifoso di Franco Califano (Falcao)
Desculpa Neymar di Edu Krieger (Neymar, Cafu, Felipão Solari)
I’m still standing di Elton John (Gheorghe Hagi)
My brilliant feat di Colin Hay (George Best)
Belfast boy di Don Fardon (George Best)
Wayne Rooney di Johnny Flynn (Wayne Rooney, George Best)
Wayne Rooney’s foot di Wreckless Eric (Wayne Rooney)
Ingimarrson dei Bluetones (Ivan Ingimarrson)
The man don’t give a fuck dei Super Furry Animals (Robin Friday)
Strachan degli Hitchers (Gordon Strachan)
And David Seaman will be very disappointed  about that… dei Lillies (David Seaman)
Give him a ball (and a yard of grass) dei Sultans of Ping FC (Brian Clough)
Rummenigge what a man di Alan & Denise (Karl Heinz Rummenigge)
Do you believe in me? dei Catatonia (Andy Cole)
Roy’s Keen di Morrissey (Roy Keane)
God’s footballer di Billy Bragg (Peter Knowles)
The Johnny Thomson song dei Blarney Pilgrims (Johnny Thomson)
Jack’s heroes dei Pogues con i Dubliners (Jackie Charlton)
Johnny Rep dei Mickey 3D’s (Johnny Rep)
Oh ah Cantona dei Drums (Eric Cantona)
Kubala di Joan Manuel Serrat (László Kubala)
Eto’o su jocador favorido dei La Granja (Samuel Eto’o)
Camisa 10 da gávea di Jorge Ben (Zico)
Filho maravilha di Jorge Ben (Joao Batista de Sales)
O homen de três corações di Noite Ilustrada (Pelé)
O rei Pelé di Jackson do Pandeiro (Pelé)
Camisa 10 di Luiz Américo (Pelé)
Garrincha di Alfredo Zitarrosa (Garrincha)
Balada N° 7 di Moacyr Franco (Garrincha)
1-0  dei Pixiguinha (Artur Friedenreich)
Kamisama degli Eyes of Shiva con Andrè Matos (Zico)
Didier Drogba di Billy Billy (Didier Drogba)
Kasey Keller dei Barcelona (Kasey Keller)
El Apache di Pablo Zarza (Carlos Tévez)
Cancion del matador di Ignacio Copani (Marcelo Salas)
El nino maravilla dei Tomo Como Rey (Alexis Sanchez)
Los goles del chupete di Wilfredo Chavana (Humberto Suazo)
Brindo por Messi di Maleso (Lionel Messi)
El pie de oro llego – Cancion de Messi de La Banda del Tigre Ariel (Lionel Messi)


domenica, dicembre 18, 2022

Keith Richards - La lingua più acida del rock

 



Ci stiamo avvicinando al Natale e tutti siamo più buoni o forse dovremmo esserlo.....ma c'è chi nel mondo del rock è famoso per non avere peli sulla lingua e dire ciò che pensa dei propri colleghi senza mezze misure: Keith Richard, la lingua più acida del rock.
Di solito non lo fa con un intento calcolato per cercare copertura mediatica; è proprio un desiderio di  Richards di esprimere il suo sé naturale.  Per oltre mezzo secolo, il chitarrista ha operato esclusivamente secondo le sue regole, e dopo averlo fatto così bene per così tanto tempo, non c'è modo che il chitarrista abbia intenzione di modificare i suoi metodi per il futuro.
Una volta, Richards fu costretto a scusarsi con Mick Jagger per mantenere vivo il futuro dei Rolling Stones, ma questa fu un'anomalia. Per il resto degli insulti in questa lista, Richards rimane fermo e non nutre alcun rimpianto per come le sue vittime abbiano interpretato le sue osservazioni.
Ecco i suoi più duri attacchi :
vs. Prince : Nel 1981, il "Purple One" faceva da supporto per la band britannica a Los Angeles quando il loro pubblico reagì male e iniziò a sabotare lo show del musicista. Mick Jagger intervenne personalmente per assicurarsi che Prince rispettasse il resto delle sue date di supporto al gruppo, ma Richards era meno ospitale del suo compagno di band. "Un moscerino sopravvalutato, Prince deve scoprire cosa significa essere un principe. Questo è il problema di conferire un titolo a te stesso prima di averlo dimostrato", ha detto crudelmente Richards poco dopo l'evento. "Il suo atteggiamento quando ha aperto per noi è stato offensivo per il nostro pubblico. Non cerchi di cavarsela così quando stai suonando contro una folla di Stones. È un principe che pensa di essere già un re. Buona fortuna a lui", ha poi aggiunto. Otto anni dopo, Richards disse al Los Angeles Times: "Per me, Prince è come i Monkees. Penso che sia molto abile nel manipolare il business della musica e dell'intrattenimento".
vs. Elton John : Richards gettò per la prima volta ombra su Elton John quando Rolling Stone lo intervistò nel 1988. Al chitarrista quando gli è stato chiesto di fornire i suoi pensieri su una serie di canzoni pop contemporanee, tra cui "I Don't Wanna Go On With You Like That" di Elton, rispose che sembrava una canzone finta, costruita solo per fare soldi. Dopo la morte della principessa Diana, Elton ha rielaborato 'Candle In The Wind' come tributo alla sua amica scomparsa e questo ha irritato Richards. Una canzone solo per lo showbiz, ha detto a EW nel 1997.
vs. Bee Gees : Richards disse brutalmente a Rolling Stone nel 1969: "Beh, sono nel loro piccolo mondo fantastico. Basta leggere di cosa parlano nelle interviste... Quanti abiti hanno e quel tipo di merda. È tutta roba da bambini, non è vero?"
vs. Metallica : Innegabilmente, i Rolling Stones hanno influenzato un numero incommensurabile di band. Per la maggior parte di queste, Richards è orgoglioso del loro impatto sugli altri. Tuttavia, un gruppo da cui il chitarrista non vuole essere classificato come influenzato sono i Metallica. "Milioni di persone sono innamorate dei Metallica e dei Black Sabbath. Ho solo pensato che fosse un grande scherzo", ha detto al New York Daily News nel 2015. Richards ha continuato bruscamente: "Non so da dove venga l'ispirazione dei Metallica, ma se viene da me, allora sono fottuto".
vs. David Bowie : In un'intervista del 2008, Richards ha affermato che "Changes" era l'unica canzone di Hunky Dory che riusciva a ricordare. Ha commentato: "È tutta finzione. È tutta fottutamente finzione. Non ha nulla a che fare con la musica. Lo sa anche lui". Il Rolling Stone ha aggiunto a sangue freddo: "Non riesco a pensare a nient'altro che abbia fatto che mi faccia rizzare i capelli".
Un bel personaggio il nostro Keith.....

venerdì, ottobre 15, 2021

I Pink Floyd spiegati da Homer Simpson

 





Proprio quando pensavi che Internet avesse esaurito tutta la creatività dell'umanità, uno YouTuber di nome “revbleech” ha caricato un video in cui tutti gli album dei Pink Floyd "spiegati" da clip classiche dei Simpson.

 

Da Piper At The Gates Of Dawn del 1967 a The Endless River del 2014, revbleech ha associato una clip dei Simpson ad ogni album dei Pink Floyd, cercando di catturare le sensazioni di ogni album attraverso Homer Simpson, Krusty The Clown e altri abitanti di Springfield

Dalla pura follia di The Dark Side Of The Moon alla struggente solitudine di Wish You Were Here, sono due minuti e 11 secondi di filmati spesso sorprendenti. Siamo  stati particolarmente colpiti dalla clip di Animals, che presenta un maiale volante e Mr Burns - proprietario della centrale nucleare di Springfield - il cui desiderio avido e rapace di ricchezza riflette perfettamente le critiche al capitalismo presenti nei testi dell'album originale di Roger Waters.

L'associazione dei Pink Floyd con I Simpson è iniziata con l'episodio Homerpalooza del maggio 1996, in cui Homer Simpson calciando con rabbia un cannone spara uno dei maiali gonfiabili  di  Peter Frampton  e si autocolpisce nello stomaco

Il connubio cartoni e musica rock ha sempre funzionato ma spiegare le canzoni e riprodurre gli stati d’animo è veramente qualcosa di innovativo.

venerdì, maggio 28, 2021

Today Nuovo Album - BLACKBERRY SMOKE

 

Oggi è il giorno della pubblicazione del nuovo progetto dei Blackberry Smoke, You Hear Georgia.

Il nuovo album della band guidata dal cantante Charlie Starr è stato prodotto da Dave Cobb e vanta special guest di lusso come Jamey Johnson – Give ita way e Warren Haynes – leader dei The Allman Brothers Band.

Un gruppo che suona un rock “on the road” made in Usa, con influenze blues, folk proprie del Sud del paese a stelle e strisce.

All’ascolto si percepisce qualche riff di hard rock alla AC/DC o più vecchio style alla Eagles. Non per niente il loro quarto album di studio "Holding All The Roses", è stato prodotto dal noto discografico Brendan O'Brien, già produttore di band di fama mondiale tra le quali appunto gli AC/DC e Pearl Jam.

Come anticipato il leader del gruppo nonché frontman è Charlie Starr,il quale ha rilasciato diverse interviste pubblicate in rete che vogliamo riproporvi perché delineano il pensiero e le idee che sono alla base delle canzoni e degli album realizzati da questo artista e che meritano più di un ascolto.

Intervista del 2019:

FIND A LIGHT riesce a esprimere emozioni complesse, spesso dal sapore agrodolce. Quanto riflette le tue esperienze personali?

A volte scrivi partendo dalla tua esperienza, altre inventi una storia. O magari, cerchi di immaginare i sentimenti di qualcun altro. Cercare di essere un poco più profondo è una cosa che ora apprezzo più di prima… Credo si possa dire che Flesh And Bone parla del fatto che invecchiamo e di botto capisci che “Cristo!, tutto quello che mi piace mi fa male”. È uno scherzo crudele del destino. “Ma perché non posso mangiarlo, berlo, o spararmelo nel naso?”. Capisci? Tutto quello che ti piace, all’improvviso, scopri che è dannoso. Ma credo sia quasi inevitabile, andando avanti con gli anni.

E se ripensi ai tuoi tempi di bisboccia, qual era il tuo veleno preferito?

Tutti quanti. Non saprei dire da cosa cercassi di fuggire. Non ho alle spalle una storia lacrimosa da usare come alibi. Semplicemente, mi piaceva. Mi piaceva davvero essere strafatto. Ma ero anche uno stronzetto e rompevo il cazzo a tutti, e stavo sempre a scusarmi – o anche no. Poi un giorno mi sono svegliato e mi sono detto: “Basta. Non ce la faccio più: ho 30 anni e me ne sento addosso 50”. E a quel punto, hanno iniziato a succedere cose belle. Anni fa dissi a mia moglie: “Quando diventerò vecchio, troppo vecchio per cacciarmi nei guai, allora magari ci berremo assieme un bicchiere di bourbon”. Ma fino ad allora mi comporterò bene.

Dai l’idea di essere stato uno tosto. Quand’è stata l’ultima volta che ti sei ritrovato in una rissa?

Be’, l’ultima volta che ho litigato in un bar è stato nel 2001 o nel 2002, e hanno dovuto portarmi in ospedale per mettermi dei punti. Fu una cosa brutta. C’era questo buco in Georgia e dovevamo esibirci per un paio di serate. Quattro set a sera. Eravamo uno dei tanti gruppi da bar che si smazzano la gavetta. Quella fu una rissa cattiva. La prima sera, non so come, ci fu un qui pro quo e Brit [Turner, batteria] saltò addosso a questo tipo che ci stava provando con la sua ragazza al bar – ragazza che ora è sua moglie.

E com’è finita?

La prima sera bene – il tipo fu sbattuto fuori. La sera dopo tornò con cinque o sei amici e ci saltarono addosso. A quel punto, la gente se ne andò di corsa mentre ce le davamo di santa ragione, e il proprietario del locale ci licenziò. Ci scrissi sopra una canzone per THE WHIPPOORWILL, Sleeping Dogs. La cosa buffa quando scrivi canzoni e ti concedi certe licenze poetiche è che puoi scrivere che la rissa l’hai vinta tu… Ma quella volta ci andò male. Fummo fortunati che nessuno ci restò secco.

 

C’è qualcosa nella tua collezione di dischi che potrebbe lasciare tutti a bocca aperta?

Adoro i Beach Boys. È stata mia madre. Sai, per me quell’armonia musicalmente è molto importante, non importa che siano i Beach Boys, il bluegrass o le armonie gospel. E poi adoro Captain Beefheart: è diverso da tutto il resto. TROUT MASK REPLICA è un disco assolutamente d’avanguardia, anche se molti pensano sia solo rumore. E in effetti un po’ lo è. E non a tutti piace.

Provieni da un posto dove la Bibbia ha molta importanza. Come ti poni riguardo la religione?

Credo in Dio. Ma il modo in cui descrivi Dio cambia da persona a persona, ed è quando aggiungi al tutto l’elemento umano – le religioni organizzate – che le cose si incasinano. Non esiste una chiesa che mi convinca al cento per cento.

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In Charlie Starr c’è molto di più del suo legame con i Lynyrd Skynyrd, il suo “chitarrismo” spettacolare e quella sua voce, una delle più gloriosamente southern dal 1977 in poi. Fin dalla sua infanzia a Lanett in Alabama, il cantante/chitarrista nato col nome di Charlie Gray ha assorbito una vibrante moltitudine di suoni, compresi bluegrass, metal, rock’n’roll, punk e gospel. Indizi di questa varietà d’influenze si possono cogliere in FIND A LIGHT, il sesto disco del suo gruppo, i Blackberry Smoke, per il quale Starr ha scritto alcuni dei brani più intensi ed emozionanti della sua carriera. “A un certo punto ti stufi di scrivere sempre e solo canzoni su feste, fica e alcool”, ci dice, “e ti viene voglia di essere un po’ più profondo”. Starr ha smesso di bere in favore di caffè e nicotina 11 anni fa, ha due figli e vive ad Atlanta con sua moglie, un camper vintage e una rispettabile collezione di chitarre.

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Segue l’intervista rilasciata da a Starr nella presentazione del nuovo disco e prende spunto da come sia nato il singolo da cui prende il nome l’intero album:

“È iniziato con l’idea di come la gente possa avere un’opinione preconcetta di te a causa di uno spesso accento del sud, poi si è espanso nella realtà di come alcune persone sembrano avere difficoltà ad andare d’accordo, grazie a opinioni politiche o religiose, o semplicemente da quale parte del paese vieni”.

‘You Hear Georgia’ è stato registrato a Nashville con il produttore Dave Cobb, meglio conosciuto per il suo lavoro con artisti come Rival Sons, Chris Stapleton, Sturgill Simpson e Jason Isbel.

“È un tipo molto rilassato con idee eccellenti, ma è molto entusiasta di fare musica, ed è proprio lì con te a divertirsi”, dice Starr. “È una presenza calmante e così competente musicalmente, e sa come ottenere ciò che vuole in studio. Non so se avremmo potuto fare un disco in 10 giorni con tutti, e questo parla sicuramente dell’abilità di Dave”.

‘You Hear Georgia’ tracklist:

1. Live It Down 2. You Hear Georgia 3. Hey Delilah 4. Ain’t The Same 5. Lonesome For A Livin’ (feat. Jamey Johnson) 6. All Rise Again (feat. Warren Haynes) 7. Old Enough To Know 8. Morningside 9. All Over The Road 10. Old Scarecrow

venerdì, maggio 21, 2021

Rock 'n wine - The Rattlesnackes & Danger 380 Volts 2019 di Milan Nestarec





Ormai l’avete capito, sono un fan dei mitici anni 90-00, di quel grunge rock , del nu-metal, di quel rock contaminato da tantissima elettronica e distorsioni.

Molte volte mi trovo a vagare sulle radio alla ricerca di note che mi ricordino quegli anni.

Finalmente come un fulmine a cielo sereno, mi sono imbattuto in un gruppo inglese, i Franck Carter and The Rattlesnakes, che mi ha subito fatto tornare indietro nel tempo.

Un rock brutale ed esplosivo, che tanto deve al suo frontman Franck Carter, alle sue perfomance vocali e alla sua grande attenzioni per gli arrangiamenti dei loro pezzi. I testi sono un bel pugno nello stomaco, anche per i disturbi mentali di cui soffre Franck e che lo hanno portato in passato ad abbandonare tour, concerti e musica.

Per ascoltare al meglio la loro musica, perché non accompagnarla con un’altra decisa scarica di elettricità? Chi meglio di Milan Nestarec, giovane vignaiolo della Repubblica Ceca?

Per darvi un’idea del personaggio e dei suoi vini, ecco cosa scrive sul suo sito :

“Non vendo vino. Sto servendo una visione del mondo. Usare il vino come mezzo”

Prosit!



Canzone : Devil inside me – Franck Carter and The Rattlesnackes

Vino : Danger 380 Volts 2019 – Milan Nestarec

Vitigno : Neurberger, Muller Thurgau e Muscat

Fermentazione spontanea in botti di legno da 600 litri per 2 mesi. Rifermenta spontaneamente in bottiglia a primavera. Vino non filtrato e senza solfti aggiunti.

Vino elettrico! Selvaggio. Con sentori quasi animali al naso che virano poi verso i fiori bianchi e gli agrumi.

Il colore ricorda quello di una limonata fresca estiva ; anche in bocca proprio come una limonata è super dissetante, con una beva compulsiva aiutata dalla freschezza e dalla mineralità

venerdì, maggio 07, 2021

La Royal Mail omaggia Sir Paul con 12 francobolli

La Royal Mail, azienda postale britannica famosa nota ai collezionisti e non,  ha rivelato le immagini di una serie di 12 francobolli speciali per onorare la leggenda della musica Sir Paul McCartney.
Il set di francobolli principali presenta una selezione di otto LP che hanno definito la carriera dell'ex Beatle dal suo primo album solista, McCartney, pubblicato nel 1970, fino al suo ultimo album, McCartney III, che è stato registrato e pubblicato durante il lockdown nel 2020.
Sarà disponibile anche un foglio in miniatura di quattro francobolli, con fotografie che coprono tre decenni di Sir Paul nello studio di registrazione.
La Royal Mail ha collaborato strettamente con il protagonista della collezione, ed infatti l'ex Beatle ha avuto un coinvolgimento personale nelle immagini utilizzate ed in tutti i prodotti che verranno pubblicati.
Sir Paul ha scritto o co-scritto 188 dischi che sono andati in classifica nel Regno Unito, ed addirittura 91 hanno raggiunto la top 10 e 33 sono saliti fino al primo posto.
È l'artista di maggior successo nella storia ufficiale della classifica britannica ed è stato premiato con più di 60 dischi d'oro.
Sir Paul è uno dei soli tre artisti musicali singoli ad essere presente in un'emissione di francobolli dedicata dalla Royal Mail: gli altri sono David Bowie (2017) e Sir Elton John (2019).
David Gold di Royal Mail ha dichiarato: "Paul McCartney rimane una figura vitale al centro del rock e del pop, un artista la cui eredità è immensa, ma il cui lavoro continua a generare attenzione popolare e plauso della critica.
Questa emissione di francobolli dedicata è un giusto tributo a una delle icone musicali molto amate e venerate del Regno Unito."
I francobolli sono in vendita il 28 maggio.

venerdì, aprile 30, 2021

I Gruppi e gli artisti rock più "odiati" di sempre? risponde un sofisticato algoritmo.

 

Devo ammettere che quando ho letto i risultati di questa ricerca, condotta dal team di BESTLIFE, sono rimasto alquanto sbalordito nel leggere i risultati, quasi incredulo; eppure come vedremo poi la sua attendibilità e l'algoritmo che ha calcolato questa "strana" classifica non ha lasciato nulla al caso.

Ebbene sì, nonostante molte di queste band hanno raggiunto un successo planetario e una carriera degna di nota, pubblico e critica li hanno spesso additati e criticati al punto di risultare molto "odiati". Ma veniamo alla classifica e poi vediamo come è stata condotta la ricerca:

  1. Nickelback
  2. Limp Bizkit
  3. Creed
  4. U2
  5. Mumford & Sons
  6. Bob Dylan
  7. Phish
  8. Radiohead
  9. KISS
  10. Dave Matthews Band
  11. Coldplay
  12. Green Day
  13. The Doors
  14. Metallica
  15. Korn
  16. Oasis
  17. Pearl Jam
  18. Rush
  19. Nirvana
  20. Spin Doctors
  21. Linkin Park

 Una classifica impietosa e che non fa sconti a nessuno, e anche se in alcuni casi si capisce come mai una band si trova in quella posizione, per altre la sorpresa è tanta, ma analizzando i criteri di ricerca che vi descriverò non è difficile capire che in alcune situazioni, nonostante il valore degli artisti, si può "scivolare" in facili critiche. 

Per trovare i 21 artisti della classifica la rivista americana online BESTLIFE ha condotto un'approfondita ricerca su Forum, parole chiave, commenti social, articoli e qualsiasi traccia on line che trattasse di questo argomento; successivamente ha deciso di utilizzare 5 valori di riferimento per stilare la classifica. 

Per prima cosa è stata analizzata la classifica delle 20 peggiori band stilata da LA Weekly, poi la lista dei 123 peggiori musicisti stilata da Vice, non contenti hanno poi preso la classifica delle 21 band più odiate creata da Ultimate Guitar e infine hanno attinto dal portale Ranker e in particolare in due sondaggi: quello delle 102 band più sopravvalutate e quello delle 421 peggiori rock band. Assegnando poi un punteggio ad ogni riferimento e dandolo in pasto ad un algoritmo che analzasse il tutto, si è arrivati a questo impietoso risultato.

 Sono proprio i Nickelback a vincere, si fa per dire, questa classifica e in questo caso la sorpesa è pari a zero: è ormai noto che nel mondo del rock la formazione di Chad Kroeger non ha mai appassionato e le critiche sono all'ordine del giorno. Ma senza stare ad analizzare le singole posizioni, per quelle lascio i giudizi e commenti a voi, vi dico quali, secondo i miei gusti personali, non dovrebbero essere presenti nell'elenco.

Mi fa male vedere la Dave Matthews band al decimo posto anche se da un certo punto di vista lo posso comprendere; la formazione è formata da ottimi musicisti, alcuni anche eccellenti come Carter Beuford alla batteria (uno dei miei idoli), ma è indubbio che la loro musica risulti un po' di nicchia, la voce di Dave Matthews o la ami o la odi e in alcuni casi non si possono veramente definire rock band.

Sorpende forse di più la presenza dei Pearl Jam al diciassettesimo posto perchè a mio modo di vedere rappresentano a pieno il prototipo di rock band: la figura carismatica di Eddie Vedder, una buona preparazione musicale e pezzi che hanno fatto la storia....ma chi sono io per dubitare della scienza?

Per molti casi però ogni artista presente in classifica ha dei punti deboli che li hanno fortemente penalizzati: Gli Oasis, amati alla follia dai loro fan, ma odiati per l'antipatia dei fratelli Gallagher, I Doors forse penalizzati dalla figura quasi divina di Jim Morrison, I Rush forse più appartnenenti al mondo PROG che ha molti fan ma anche molti detrattori, Infine i Coldplay che raccolgono un pubblico molto ampio ma vengono spesso messi sulla graticola dai cultori più critici.

Concludendo, ho già affrontato in un altro post quanto le classifiche alla fine lasciano il tempo che trovano, detto questo è indubbio che i "colleghi" di Bestlife abbiano condotto una ricerca molto approfondita e dettagliata e forse alla fine non si può far altro che accettare il risultato.... ma voi amanti del rock, quale band odiate di più?

IL DOGUI


venerdì, aprile 23, 2021

Today Nuovo Album - MOTORHEAD

 

Oggi, 23 Aprile 2021 è disponibile CD con bonus DVD, doppio vinile e box in edizione limitata “Louder Than Noise... Live in Berlin", il concerto dei Motörhead del 2012. Registrato da Herwig Meyszne a Berlino di fronte a 12.000 fan. Un’occasione imperdibile per ogni buon fan dei Motörhead, ma anche per chi volesse avere un pezzo unico, iconico, di una delle band britanniche che hanno fatto fumare le casse di tutto il mondo.

“Ace Of Spades “, la title track dell’album originariamente pubblicata nel 1980, può essere considerata da chiunque come una delle migliori hit hard rock di tutti i tempi. Negli anni è diventata un inno, addirittura uno stile di vita per molte generazioni di rocker. Pochi brani della storia della musica posseggono la stessa carica adrenalinica, da zero a 100 in pochi secondi!

Un brano che ha cambiato il corso dell’hard rock… per sempre. Ricordiamo a distanza di quarant’anni questa pietra miliare della musica per il “Motörhead day 2020“, il giorno più rumoroso, “The 8th Of May “. Si racconta che durante il concerto al Velodrom di Berlino del ’79, i Motorhead raggiunsero i 130 decibel. Il concerto più potente della storia. Pensate che un fan uscendo dal bagno perse l'equilibrio per via del suono e cadde giù per le scale. Fu un vero delirio.

La formazione dei Motörhead si consolidò con l'entrata di Phil Campbell nel 1984 e Mikkey Dee nel 1992 nella band. Il trio suonò fino allo scioglimento della band, avvenuto nel 2015 a causa della morte dello storico fondatore Lemmy Kilmister. Personaggio iconico della scena Hard rock, originale anche post mortem...A quanto pare era un desiderio di Lemmy quello di mettere, dopo la sua morte, le sue ceneri in alcuni proiettili da inviare ai suoi amici più cari.

70 anni vissuti spericolatamente applicando a fatti, e non a parole, il motto sesso (tanto), droga (molta, ma selezionata) e rock'n'roll (in una variante estrema, radicale, fra metal e punk). Un'esistenza letteralmente leggendaria la sua: fra vizi e stravizi, come abbia fatto a firmare il suo ultimo album a pochi mesi dalla fine, macinando concerti devasta-orecchi praticamente fino all'ultimo, tenendo fede ad uno stile di vita da anti-rockstar, è una domanda che resterà per sempre senza risposta. Voce abrasiva, suoni da mitragliatore, ispirazione blues di fondo.

Le origini:

Fu nel 1971 che Kilmister entrò nella formazione degli Hawkwind, storico gruppo Space Rock britannico. Lemmy si distinse sin dal primo momento per il suo modo molto particolare di suonare il basso, successivamente divenuto iconico. Il Leader dei Motorhead ha sempre suonato il basso come fosse una chitarra, strimpellando gli accordi piuttosto che suonando le singole note.

Il nome del gruppo venne cambiato in Motorhead; tratto dal titolo dell’ultima canzone che Lemmy Kilmister scrisse per gli Hawkwind. L’espressione deriva da uno slang inglese che indica un soggetto fortemente dipendente da anfetamina, una sostanza stupefacente, che accelera il metabolismo, gettando chi ne fa uso, in un profondo stato d’euforia.

W IL ROCK!


 


venerdì, aprile 16, 2021

Rock 'n wine - Bush & RiFol Ezio Cerruti

 



Il mio background musicale si è formato nei primi anni 90, con l’esplosione del grunge rock.

Quindi dopo la sosta a Seattle (PJ e Nirvana), oggi torniamo dalla nostra parte di oceano e ci fermiamo in UK : nel 1992 in un pub di Londra, Gavin Rossdale (voce e chitarra) e Nigel Pulsford (chitarra) formarono i Future Primitive, che in seguito con l’aggiunta degli ultimi due componenti della band (il bassista Dave Parsons e il batterista Sasha Gervasi) divennero i Bush, dal nome del quartiere londinese (Sheperd’s Bush) dove i 4 vivevano.

La loro canzona iconica (per me) è Little Things, solitamente pezzo di chiusura dei loro live, situazione dove la band dava il meglio di se stessa condividendo la sua anima a metà tra il sound melodico giocato su suoni bassi e maliconici con i ritmi graffianti dettati dalla voce di Gavin.

L’ascolto dei Bush si accompagna ad un vino dotato di estrema follia e di una doppia anima come le canzoni della band : l’aromaticità del vitigno Moscato giocato con l’acidità della sua versione secca. Il vino in questione è un rifermentato in bottiglia , il RiFol del maestro del Moscato di Castiglione Tinella, Ezio Cerruti.

 

Canzone : Little Things - Bush

Vino : RiFol – Ezio Cerruti

Vitigno : Moscato

Fermentazione in acciaio, affinamento in cemento e rifermentazione con aggiunta di mosto in bottiglia. Una super “bitita” fresca estiva che gioca sui sentori di pesca matura in contrapposizione alla spiccata acidità e a note agrumate e di erbe balsamiche. Sapidità spinta. Vino conviviale e dalla beva compulsiva che crea dipendenza.


venerdì, aprile 09, 2021

Dave Grohl - The Storyteller


Il frontmen dei Foo Fighters ha raccolto Le storie del suo profilo Dave's True Stories per produrre un libro di memorie, che sarà pubblicato per la fine di quest'anno.

Dave Grohl ha annunciato i dettagli del suo primo libro.

Intitolato The Storyteller, il libro sarà pubblicato a livello internazionale il 5 ottobre.

Il libro di memorie è il risultato dell'account Dave's True Stories di Grohl su Instagram e Medium, in cui la star dei Foo Fighters e dei Nirvana ha condiviso ricordi della sua lunga carriera nella musica mentre era in lockdown.

Grohl descrive The Storyteller come "una raccolta di ricordi di una vita vissuta ad alta voce. Dai miei primi giorni crescendo nei sobborghi di Washington, DC, ai ricordi di "strada" all'età di 18 anni, e tutta la musica che seguì, ora posso condividere queste avventure con il mondo, come visto e sentito da dietro il microfono."

Il libro, che sarà pubblicato da Simon e Schuster, includerà racconti della vita di Dave da "le prime esperienze con gli Scream a 18 anni, al mio tempo nei Nirvana e Foo Fighters, all'incontro con Iggy Pop o suonare agli Academy Awards o ballare con gli AC / DC e la Preservation Hall Jazz Band, suonare la batteria per Tom Petty o incontrare Sir Paul McCartney alla Royal Albert Hall ..."

Nel febbraio di quest'anno, Grohl aveva accennato alla possibilità di un libro basato sui suoi ricordi a Radio X. "Suppongo che un giorno potrebbe essere un libro", ha detto a Chris Moyles. "Avevo questa lista di, tipo, 50 cose ridicole che mi sono successe negli ultimi 52 anni ed appena ho iniziato a scrivere l'ho trovato gratificante quanto scrivere canzoni ed esibirmi."

Per chiunque sia preoccupato sul futuro del frontmen dei Foo Fighters , Grohl ha rassicurato i fans, dicendo: "Questo certamente non significa che sto abbandonando il mio lavoro quotidiano, ma mi dà un posto dove fare un po 'di luce su cosa vuol dire essere un bambino di Springfield, in Virginia, che cammina attraverso la vita mentre vivo i sogni folli che avevo da giovane musicista".

The Storyteller di Dave Grohl è disponibile per il pre-ordine tramite il sito www.davegrohlstoryteller.com

Per chi invece preferisce la sua vena musicale vi invito ad ascoltare il decimo album in studio dei Foo Fighters, Medicine At Midnight, che è stato pubblicato a febbraio. La band inoltre è destinata a tornare in viaggio a giugno, esibendosi in una serie di festival europei.

venerdì, aprile 02, 2021

Divulgare Musica in TV sembrava impossibile....e invece...

 


"SI PUO' FARE!!!!!" è questa la frase, citando il celeberrimo film "Frankenstein Jr.", che ho gridato nella mia testa quando ho cominciato a vedere su RAI TRE alle ore 20.20 il programma "via dei Matti n.0" condotto dal grande Stefano Bollani e da sua moglie Valentina Cenni.

Si perché fino a questo programma non era mai successo che qualcuno si cimentasse, a orari "normali", nel divulgare Musica nel senso più stretto del termine: 25 minuti costruiti in maniera perfetta, che uniscono il linguaggio confidenziale e la tecnica musicale, capaci di scherzare con Checco Zalone e di parlare di intervallo di quinta diminuita, il tutto in maniera molto naturale.

E secondo me la chiave sta proprio nel linguaggio, la capacità della coppia di arrivare al pubblico anche parlando di tecnica...magari affiancando l'aneddoto divertente a Leonard Bernstein. E di fatto i numeri stanno dando ragione a questo esperimento: 1 milione e mezzo di media ascolti ogni sera è il risultato che la scommessa è stata vinta.

Tutto è posizionato nella maniera perfetta: viene introdotto il tema della serata, ogni sera viene invitato un ospite mai banale e in molti casi di peso (De Gregori, Vanoni, Capossela, Silvestri ecc.), gli viene fatto fare quello che sa fare meglio, quindi cantare o suonare, in tutto questo c'è anche lo spazio per apprezzare qualche pezzo di Bollani al piano e una "spruzzata" di spiegazione tecnica che arriva anche al totale inesperto; e magari scoprire che la musica Blues veniva considerata "la Musica del Diavolo" può essere interessante anche per il telespettatore che fino ad un minuto prima guardava "Domenica live" della D'Urso.

Ovviamente da appassionato di musica mi piacerebbe che questo concetto e questa formula avesse più imitazioni in altri programmi convinto del fatto che in ogni caso la televisione, oltre all'intrattenimento frivolo che non deve mai mancare, debba essere anche veicolo di cultura in tutti gli aspetti. Negli ultimi anni abbiamo avuto la fortuna di una fruibilità di contenuti molto più ampia: dai canali tematici satellitari e digitali, alle piattaforme on demand e questo sicuramente ci ha permesso di avere più scelta su cosa vedere; detto questo pensare di "ricevere" alti contenuti anche dalla TV di stato, che ancora oggi riunisce milioni di ascoltatori, non può che far ben sperare nel futuro.

Ma rimango anche realista: secondo me la formula è vincente anche perché il programma dura poco meno di mezz'ora. Magari sentire un'ora di lezione su semitoniche, diesis e bemolle non avrebbe lo stesso impatto e forse non sarebbe neanche il luogo giusto per farlo.

In ogni caso vedere mia figlia di 8 anni seduta vicino a me che ascolta in silenzio Bollani non ha prezzo e quindi ogni sera guardo "Via dei matti n° 0" e rimango stupito, piacevolmente stupito perché imbambolato mi dico: "Quindi si può fare!". Sì, si può fare.

  

venerdì, marzo 26, 2021

Today Nuovo Album : EVANESCENCE

 


Cari lettori, oggi è il giorno di uscita di un nuovo progetto musicale che abbiamo il piacere di condividere:

·       EVANESCENCE “THE BITTER TRUTH”

Il gruppo rock statunitense ha influenzato moltissimo la musica da metà dei primi anni 2000 in poi ed ha saputo sempre fondere con sapienza alternative metal, new metal e gothic, il tutto con forti influenze sinfoniche ed elettroniche.

Sono trascorsi esattamente 10 anni dall’ultimo disco d'inediti della band.

Alcuni brani sono stati presentati live in un evento in streaming come “Wasted On You”, “The Game Is Over”, “Use My Voice”. La leader/founder nonché vocalist del gruppo è Amy Lee che ha spiegato come le liriche siano arrivate da più fronti. "C’erano molti testi da scrivere... essere in quarantena forzata, quando stanno succedendo così tante cose... - ha detto - non solo per la pandemia, ma ci siamo sentiti privi di forze quando ci sono stati alcuni avvenimenti nel nostro governo. È stato un periodo di forte stress e la musica è stata la mia alleata e il mio rifugio ed è anche il posto in cui posso parlarne. Perciò sì, certo, ci sono riferimenti a ciò che stavamo sentendo e vivendo durante questa situazione mondiale".

Dominato dalla presenza di chitarre e atmosfere epiche, "The Bitter Truth" è una raccolta di tracce che si ispirano alle realtà spesso amare di questo XXI secolo.

Questo nuovo lavoro è ricco di collaborazioni inaspettate delle quali Amy è particolarmente orgogliosa: «Ho aperto la mia mente e i miei orizzonti in modo naturale e mi hanno portata alle varie collaborazioni. Ciò che mi attrae sin dall’inizio nella musica sono i contrasti. Mi interessa quando riesci a mixare vari generi e contaminazioni.»

Aggiunge Troy McLowHorn, chitarrista della band: «Non è stato semplice lavorare a quest’album e terminarlo, una grande sfida, proprio perché non potevano vederci ogni volta che volevamo. Molte cose le abbiamo dovuto fare ognuno per sè.»

The Bitter Truth è un album potente, che richiama i primi lavori della band, dopo la parentesi orchestrale: «Abbiamo voluto fare molto casino, ottenere un suono molto casinista e ci siamo divertiti molto nel farlo. L’album è super dark, siamo tornati al passato, al grunge, alle influenze del passato che più ho amato. Sono cose che sono sempre state dentro di me e fatto parte del mio gusto personale e che ora sono venute fuori.”  – spiega la Lee.

Questo lavoro arriva dopo anni travagliati per Amy e la band.  Dopo Evanescence, il gruppo si è preso una pausa mentre risolveva una disputa legale con la precedente etichetta discografica. Sono poi tornati in studio per Synthesis, l’album del 2017 in cui rifacevano i successi del passato con arrangiamenti orchestrali. Ma questo nuovo lavoro rappresenta davvero un nuovo inizio per l’intero gruppo ed è stato un nuovo percorso di consapevolezza e rinascita per la stessa Amy: «Già prima che il mondo si rovesciasse avevo così tanto da dire — spiega —. Per me scrivere è come una seduta terapeutica e quindi un po’ dell’oscurità delle nuove canzoni dipende per forza dall’isolamento dell’ultimo anno». Lo sforzo, però, è catartico: «Se da qualcosa di brutto crei qualcosa di bello, allora hai un senso e trovi speranza. Soprattutto se quel qualcosa arriva anche ad altre persone».

Tracklist:  Artifact/ The turn - Broken Pieces Shine - The Game is Over - Yeah Right - Feeding the dark - Wasted on You - Better without you - Use My Voice - Take Cover - Far from Heaven - Part of Me - Blind Belief.

Gli Evanescence sono tra i gruppi più noti al mondo per quando riguarda il genere musicale generalmente denominato Gothic metal. Nel corso della loro carriera ad oggi lunga venticinque anni, la qualità della band è stata sancita anche dai numerosi premi ricevuti, tra cui due Grammy Award, due Billboard Music Award e un World Music Award. Anche dal punto di vista delle vendite i risultati sono eccellenti, con circa 25 milioni di copie vendute.

L’origine del nome è piuttosto suggestivo e la decisione fu presa in virtù del significato letterale del termine. Questo esprime l’atto di sparire, diventare indistinto e così pure inafferrabile. È probabilmente la sensazione che la band vuole trasmettere all’ascoltatore nel momento in cui quest’ultimo ascolta un loro brano.