venerdì, aprile 16, 2021

Rock 'n wine - Bush & RiFol Ezio Cerruti

 



Il mio background musicale si è formato nei primi anni 90, con l’esplosione del grunge rock.

Quindi dopo la sosta a Seattle (PJ e Nirvana), oggi torniamo dalla nostra parte di oceano e ci fermiamo in UK : nel 1992 in un pub di Londra, Gavin Rossdale (voce e chitarra) e Nigel Pulsford (chitarra) formarono i Future Primitive, che in seguito con l’aggiunta degli ultimi due componenti della band (il bassista Dave Parsons e il batterista Sasha Gervasi) divennero i Bush, dal nome del quartiere londinese (Sheperd’s Bush) dove i 4 vivevano.

La loro canzona iconica (per me) è Little Things, solitamente pezzo di chiusura dei loro live, situazione dove la band dava il meglio di se stessa condividendo la sua anima a metà tra il sound melodico giocato su suoni bassi e maliconici con i ritmi graffianti dettati dalla voce di Gavin.

L’ascolto dei Bush si accompagna ad un vino dotato di estrema follia e di una doppia anima come le canzoni della band : l’aromaticità del vitigno Moscato giocato con l’acidità della sua versione secca. Il vino in questione è un rifermentato in bottiglia , il RiFol del maestro del Moscato di Castiglione Tinella, Ezio Cerruti.

 

Canzone : Little Things - Bush

Vino : RiFol – Ezio Cerruti

Vitigno : Moscato

Fermentazione in acciaio, affinamento in cemento e rifermentazione con aggiunta di mosto in bottiglia. Una super “bitita” fresca estiva che gioca sui sentori di pesca matura in contrapposizione alla spiccata acidità e a note agrumate e di erbe balsamiche. Sapidità spinta. Vino conviviale e dalla beva compulsiva che crea dipendenza.


venerdì, aprile 09, 2021

Dave Grohl - The Storyteller


Il frontmen dei Foo Fighters ha raccolto Le storie del suo profilo Dave's True Stories per produrre un libro di memorie, che sarà pubblicato per la fine di quest'anno.

Dave Grohl ha annunciato i dettagli del suo primo libro.

Intitolato The Storyteller, il libro sarà pubblicato a livello internazionale il 5 ottobre.

Il libro di memorie è il risultato dell'account Dave's True Stories di Grohl su Instagram e Medium, in cui la star dei Foo Fighters e dei Nirvana ha condiviso ricordi della sua lunga carriera nella musica mentre era in lockdown.

Grohl descrive The Storyteller come "una raccolta di ricordi di una vita vissuta ad alta voce. Dai miei primi giorni crescendo nei sobborghi di Washington, DC, ai ricordi di "strada" all'età di 18 anni, e tutta la musica che seguì, ora posso condividere queste avventure con il mondo, come visto e sentito da dietro il microfono."

Il libro, che sarà pubblicato da Simon e Schuster, includerà racconti della vita di Dave da "le prime esperienze con gli Scream a 18 anni, al mio tempo nei Nirvana e Foo Fighters, all'incontro con Iggy Pop o suonare agli Academy Awards o ballare con gli AC / DC e la Preservation Hall Jazz Band, suonare la batteria per Tom Petty o incontrare Sir Paul McCartney alla Royal Albert Hall ..."

Nel febbraio di quest'anno, Grohl aveva accennato alla possibilità di un libro basato sui suoi ricordi a Radio X. "Suppongo che un giorno potrebbe essere un libro", ha detto a Chris Moyles. "Avevo questa lista di, tipo, 50 cose ridicole che mi sono successe negli ultimi 52 anni ed appena ho iniziato a scrivere l'ho trovato gratificante quanto scrivere canzoni ed esibirmi."

Per chiunque sia preoccupato sul futuro del frontmen dei Foo Fighters , Grohl ha rassicurato i fans, dicendo: "Questo certamente non significa che sto abbandonando il mio lavoro quotidiano, ma mi dà un posto dove fare un po 'di luce su cosa vuol dire essere un bambino di Springfield, in Virginia, che cammina attraverso la vita mentre vivo i sogni folli che avevo da giovane musicista".

The Storyteller di Dave Grohl è disponibile per il pre-ordine tramite il sito www.davegrohlstoryteller.com

Per chi invece preferisce la sua vena musicale vi invito ad ascoltare il decimo album in studio dei Foo Fighters, Medicine At Midnight, che è stato pubblicato a febbraio. La band inoltre è destinata a tornare in viaggio a giugno, esibendosi in una serie di festival europei.

venerdì, aprile 02, 2021

Divulgare Musica in TV sembrava impossibile....e invece...

 


"SI PUO' FARE!!!!!" è questa la frase, citando il celeberrimo film "Frankenstein Jr.", che ho gridato nella mia testa quando ho cominciato a vedere su RAI TRE alle ore 20.20 il programma "via dei Matti n.0" condotto dal grande Stefano Bollani e da sua moglie Valentina Cenni.

Si perché fino a questo programma non era mai successo che qualcuno si cimentasse, a orari "normali", nel divulgare Musica nel senso più stretto del termine: 25 minuti costruiti in maniera perfetta, che uniscono il linguaggio confidenziale e la tecnica musicale, capaci di scherzare con Checco Zalone e di parlare di intervallo di quinta diminuita, il tutto in maniera molto naturale.

E secondo me la chiave sta proprio nel linguaggio, la capacità della coppia di arrivare al pubblico anche parlando di tecnica...magari affiancando l'aneddoto divertente a Leonard Bernstein. E di fatto i numeri stanno dando ragione a questo esperimento: 1 milione e mezzo di media ascolti ogni sera è il risultato che la scommessa è stata vinta.

Tutto è posizionato nella maniera perfetta: viene introdotto il tema della serata, ogni sera viene invitato un ospite mai banale e in molti casi di peso (De Gregori, Vanoni, Capossela, Silvestri ecc.), gli viene fatto fare quello che sa fare meglio, quindi cantare o suonare, in tutto questo c'è anche lo spazio per apprezzare qualche pezzo di Bollani al piano e una "spruzzata" di spiegazione tecnica che arriva anche al totale inesperto; e magari scoprire che la musica Blues veniva considerata "la Musica del Diavolo" può essere interessante anche per il telespettatore che fino ad un minuto prima guardava "Domenica live" della D'Urso.

Ovviamente da appassionato di musica mi piacerebbe che questo concetto e questa formula avesse più imitazioni in altri programmi convinto del fatto che in ogni caso la televisione, oltre all'intrattenimento frivolo che non deve mai mancare, debba essere anche veicolo di cultura in tutti gli aspetti. Negli ultimi anni abbiamo avuto la fortuna di una fruibilità di contenuti molto più ampia: dai canali tematici satellitari e digitali, alle piattaforme on demand e questo sicuramente ci ha permesso di avere più scelta su cosa vedere; detto questo pensare di "ricevere" alti contenuti anche dalla TV di stato, che ancora oggi riunisce milioni di ascoltatori, non può che far ben sperare nel futuro.

Ma rimango anche realista: secondo me la formula è vincente anche perché il programma dura poco meno di mezz'ora. Magari sentire un'ora di lezione su semitoniche, diesis e bemolle non avrebbe lo stesso impatto e forse non sarebbe neanche il luogo giusto per farlo.

In ogni caso vedere mia figlia di 8 anni seduta vicino a me che ascolta in silenzio Bollani non ha prezzo e quindi ogni sera guardo "Via dei matti n° 0" e rimango stupito, piacevolmente stupito perché imbambolato mi dico: "Quindi si può fare!". Sì, si può fare.

  

venerdì, marzo 26, 2021

Today Nuovo Album : EVANESCENCE

 


Cari lettori, oggi è il giorno di uscita di un nuovo progetto musicale che abbiamo il piacere di condividere:

·       EVANESCENCE “THE BITTER TRUTH”

Il gruppo rock statunitense ha influenzato moltissimo la musica da metà dei primi anni 2000 in poi ed ha saputo sempre fondere con sapienza alternative metal, new metal e gothic, il tutto con forti influenze sinfoniche ed elettroniche.

Sono trascorsi esattamente 10 anni dall’ultimo disco d'inediti della band.

Alcuni brani sono stati presentati live in un evento in streaming come “Wasted On You”, “The Game Is Over”, “Use My Voice”. La leader/founder nonché vocalist del gruppo è Amy Lee che ha spiegato come le liriche siano arrivate da più fronti. "C’erano molti testi da scrivere... essere in quarantena forzata, quando stanno succedendo così tante cose... - ha detto - non solo per la pandemia, ma ci siamo sentiti privi di forze quando ci sono stati alcuni avvenimenti nel nostro governo. È stato un periodo di forte stress e la musica è stata la mia alleata e il mio rifugio ed è anche il posto in cui posso parlarne. Perciò sì, certo, ci sono riferimenti a ciò che stavamo sentendo e vivendo durante questa situazione mondiale".

Dominato dalla presenza di chitarre e atmosfere epiche, "The Bitter Truth" è una raccolta di tracce che si ispirano alle realtà spesso amare di questo XXI secolo.

Questo nuovo lavoro è ricco di collaborazioni inaspettate delle quali Amy è particolarmente orgogliosa: «Ho aperto la mia mente e i miei orizzonti in modo naturale e mi hanno portata alle varie collaborazioni. Ciò che mi attrae sin dall’inizio nella musica sono i contrasti. Mi interessa quando riesci a mixare vari generi e contaminazioni.»

Aggiunge Troy McLowHorn, chitarrista della band: «Non è stato semplice lavorare a quest’album e terminarlo, una grande sfida, proprio perché non potevano vederci ogni volta che volevamo. Molte cose le abbiamo dovuto fare ognuno per sè.»

The Bitter Truth è un album potente, che richiama i primi lavori della band, dopo la parentesi orchestrale: «Abbiamo voluto fare molto casino, ottenere un suono molto casinista e ci siamo divertiti molto nel farlo. L’album è super dark, siamo tornati al passato, al grunge, alle influenze del passato che più ho amato. Sono cose che sono sempre state dentro di me e fatto parte del mio gusto personale e che ora sono venute fuori.”  – spiega la Lee.

Questo lavoro arriva dopo anni travagliati per Amy e la band.  Dopo Evanescence, il gruppo si è preso una pausa mentre risolveva una disputa legale con la precedente etichetta discografica. Sono poi tornati in studio per Synthesis, l’album del 2017 in cui rifacevano i successi del passato con arrangiamenti orchestrali. Ma questo nuovo lavoro rappresenta davvero un nuovo inizio per l’intero gruppo ed è stato un nuovo percorso di consapevolezza e rinascita per la stessa Amy: «Già prima che il mondo si rovesciasse avevo così tanto da dire — spiega —. Per me scrivere è come una seduta terapeutica e quindi un po’ dell’oscurità delle nuove canzoni dipende per forza dall’isolamento dell’ultimo anno». Lo sforzo, però, è catartico: «Se da qualcosa di brutto crei qualcosa di bello, allora hai un senso e trovi speranza. Soprattutto se quel qualcosa arriva anche ad altre persone».

Tracklist:  Artifact/ The turn - Broken Pieces Shine - The Game is Over - Yeah Right - Feeding the dark - Wasted on You - Better without you - Use My Voice - Take Cover - Far from Heaven - Part of Me - Blind Belief.

Gli Evanescence sono tra i gruppi più noti al mondo per quando riguarda il genere musicale generalmente denominato Gothic metal. Nel corso della loro carriera ad oggi lunga venticinque anni, la qualità della band è stata sancita anche dai numerosi premi ricevuti, tra cui due Grammy Award, due Billboard Music Award e un World Music Award. Anche dal punto di vista delle vendite i risultati sono eccellenti, con circa 25 milioni di copie vendute.

L’origine del nome è piuttosto suggestivo e la decisione fu presa in virtù del significato letterale del termine. Questo esprime l’atto di sparire, diventare indistinto e così pure inafferrabile. È probabilmente la sensazione che la band vuole trasmettere all’ascoltatore nel momento in cui quest’ultimo ascolta un loro brano.


venerdì, marzo 19, 2021

Rock 'n wine - Kurt Cobain & Ageno La Stoppa


A volte, quando approcciamo nuove esperienze, che siano l’ascolto di una canzone o l’assaggio di un vino, possiamo essere folgorati dalla novità che ci troviamo davanti.

La mia folgorazione con la musica , da 16enne, avvenne con un grandissimo classico dei primi anni ’90, ovvero l’ascolto in radio di “Smells like teen spirit” dei Nirvana.

Non direi nulla di nuovo, se affermassi che i Nirvana aprirono le porte a un nuovo tipo di rock, incentrato sulla mescolanza tra alternative rock e hardcore punk associati al loro “amore” per la musica melodica.

Per loro suonare voleva dire essere liberi, soprattutto dalla sofferenza causata dal mondo esterno. Sofferenza che poi portò Kurt al gesto estremo del 1994.

La mia folgorazione in ambito enologico invece avvenne nel 2010, quando ad una fiera vinicola organizzata nel piacentino, assaggiai il mio primo vino macerato (o come viene chiamato tante volte secondo me in maniera inappropriata Orange Wine) : l’Ageno dell’azienda La Stoppa.

La macerazione del vino a contatto con le bucce dell’acino (tecnica usata per i vini rossi) era stata usata per produrre un vino bianco da classiche uve coltivate sulle colline piacentine, donando al vino caratteristiche totalmente fuori da ogni canone, oltre a un colore ambrato decisamente intrigante.

Benedetta fu quella gita ad Agazzano!

 

Canzone : Drain You - Nirvana

Vino : La Stoppa – Ageno 2007

Vitigno : Malvasia di Candia aromatica, Ortrugo e Trebbiano

Le uve vengono messe in macerazione per 30 giorni a contatto con le bucce per poi affinare 12 mesi in botti di legno e 36 mesi in bottiglia. Al naso abbiamo una predominanza aromatica data dalla Malvasia, ma in bocca c’è un mix esplosivo di spezie, erbe aromatiche e note ossidative. Elegantissimo l’equilibrio che si crea tra le note di morbidezza e freschezza e la componente tannica data dalle bucce in macerazione.



venerdì, marzo 12, 2021

Il rock sbanca Sanremo per la prima volta



Dopo 71 edizioni ed a 70 anni precisi da quel lontano 1951 in cui nacque il festival della canzone italiana,  finalmente il rock sbanca Sanremo con la vittoria dei Maneskin con il brano "Zitti e Buoni". 
Molti hanno parlato di rivoluzione, di cambiamento, di distacco dal solito cliché sanremese, ma se analizziamo bene la genesi del successo della band romana le risposte ci portano in un'altra direzione. 
Fino alla serata finale la classifica parlava di un Ermal Meta in prima posizione e di Arisa sul gradino più basso del podio. La votazione delle giurie delle prime serate, quella demoscopica, composta da un campione statisticamente rappresentativo di almeno 300 persone selezionate tra abituali fruitori di musica, l'orchestra, composta dai musicisti e coristi professionisti componenti l’orchestra del Festival, e la Sala Stampa composta dai giornalisti accreditati dalla Rai, aveva portato al solito risultato con canzoni melodiche e dal testo nazionalpopolare in corsa per la vittoria finale. E quindi eravamo pronti all'ennesima vittoria in un festival che dalla sua storia e' sempre stato avulso dalla realtà e dai cambiamenti musicali che avvenivano fuori dal teatro dell'Ariston. Non dimentichiamo che a cavallo della più grande rivoluzione musicale, quella sviluppatasi negli anni 60/70, a Sanremo trionfavano artisti come Nicola Di Bari, Peppino di Capri e Iva Zanicchi che avevano poco a che fare con gli artisti in voga sulla scena internazionale e parlo dei Pink Floyd, Led Zeppelin, The Who, David Bowie solo per citarne alcuni. Negli anni 80 al Festival vincevano Riccardo Fogli, Tiziana Rivale, Massimo Ranieri che pochissimo avevano in comune con gli artisti che spopolavano nel mondo come Bruce Springsteen, AC/DC, Michael Jackson per citarne alcuni. Gli anni 90 e 2000 addirittura hanno visto ritirare l'ambita palma di Sanremo da meteore del palco come i Jalisse e Giò Di Tonno in coppia con Lola Ponce. Ma con l'avvento degli ultimi anni del 2000 qualcosa e' cambiato. La giuria popolare ha iniziato ad avere più peso ed i direttori artistici del festival, a causa degli ascolti in netto calo, hanno deciso di portare sul palco i cantanti emergenti usciti dai talent. Marco Carta, Valerio Scanu, Emma, Marco Mengoni, e poi recentemente Mahmood ne sono la prova incontrovertibile. 
Questa e' stata la vera rivoluzione. La giuria popolare, che grazie al televoto, vota i suoi beniamini usciti dai talent. Li segue sui social, ne decreta vittorie e vendite. Li osanna e li porta in trionfo. Non e' la rivoluzione del rock. E' la rivoluzione dei talent e del pubblico, specialmente nella fascia 20/30 anni che vota quel cantante che ha visto in TV.
I Maneskin, forti del loro percorso a X-Factor, e della loro giovane età ne sono l'esempio più lampante. Insomma non sarà una rivoluzione ma quest'anno finalmente una canzone che ci piace parecchio e che ascolteremo per molto tempo e poi staremo Zitti e Buoni

venerdì, marzo 05, 2021

La Teoria del "Less is More" - Viaggio nel cuore della musica

 


Oggi voglio approfondire un argomento che molto spesso nella musica viene sottovalutato, soprattutto dal punto di vista della tecnica sullo strumento. In realtà ci sono due aspetti di questa teoria di cui vorrei parlarvi: Il primo riguarda le emozioni che vengono trasmesse ascoltando questo tipo di brani e la seconda è la tecnica e/o il talento che ci vuole per realizzarli.

Il primo aspetto è molto semplice: viviamo in un periodo musicale spesso basato sull'artifizio; l'ausilio della tecnologia, Autotune su tutti ma anche campionamenti elettronici ecc., permette alla maggior parte degli artisti di produrre musica "ingannando" l'ascoltatore che viene ammaliato dalla molteplicità di suoni ed effetti dando l'idea di essere di fronte ad un artista degno di salire su un palco e produrre musica; molto spesso non è così. Se volessimo fare un parallelismo con la cucina e chiedessimo ad un qualsiasi grande chef qual è la cosa più importante di un grande piatto non ti risponderebbe "il numero di ingredienti, di tecniche utilizzate e l'impiattamento" ma "la qualità della materia prima abbinata alla tecnica". Ed il punto è tutto qui.

Attenzione non vuole essere il discorso del solito "boomer" che rimpiange i tempi passati e che sostiene che la buona musica era solo quella dei miei tempi: lungi da me dal farlo; anche oggi ci sono tantissimi artisti che, a mio giudizio, hanno gran talento e tecnica.....solo che attualmente, più di prima, sono attorniati da molta più gente che non ha nessuna delle due cose.

Il secondo aspetto riguarda la tecnica sullo strumento: chi suona sa perfettamente che il livello di difficoltà non è rappresentato soltanto dalla velocità e dalla quantità di note suonate ma anche dall'esatto opposto. Per farvi capire meglio vi porto l'esempio dello strumento che, molto indegnamente, mi riguarda: la batteria; Se prendessi un ritmo base avrebbe le stesse difficoltà sia suonato molto veloce che suonato lentissimo. Allo stesso modo la difficoltà è uguale sia quando il ritmo prevede l'utilizzo di più parti dello strumento, sia quando se ne utilizzano meno: in questo caso entrano in gioco altri fattori come il tocco, la dinamica ecc. che fanno sempre parte della tecnica e che sono fondamentali.

Gli artisti che vorrei segnalarvi, che ancora oggi fanno musica e dischi, che incarnano perfettamente la mia teoria sono sostanzialmente due: John Mayer e Paolo Nutini.


John Clayton Mayer è un cantautore e chitarrista statunitense che nella sua carriera, 10 album in tutto e ben 7 Grammy Awards, ha sempre cercato di esprimere la sua musica nella maniera più essenziale possibile. Il risultato è un qualcosa che arriva diretto, senza fronzoli, e che spiazza da quanto sia efficace.

Per introdurvi alla sua musica, nel caso non lo conosceste, vi segnalo uno dei suoi brani più significativi: "Gravity" ( John Mayer Trio - Gravity (Live) - YouTube ) . Questo brano è "nudo", 4 strumenti, pochi effetti ma nulla lasciato al caso. Al primo ascolto chiunque potrebbe dire che risuonare questo brano sia semplice, ma non lo è affatto; ogni colpo di batteria, ogni nota di basso o chitarra suonata, per non parlare della voce si porta dietro un grado di difficoltà altissimo proprio perché non c'è possibilità di inganno. Se sbagli una nota, se dai un colpo troppo forte o troppo piano balza subito all'orecchio, e il brano ne risente. Oltre a questo la sua semplicità lo fa essere dannatamente efficace anche in termini di emozione. Arriva diretto al cuore e la pelle d'oca è assicurata.


Un altro artista che vorrei segnalarvi è il Britannico, ma chiaramente di origini italiane, Paolo Giovanni Nutini.

3 album fino ad adesso per lui dove l'essenza del suono la fa da padrone. In questo caso, a differenza di John Mayer, Paolo utilizza molto spesso tanti strumenti (nutrita sezione fiati ecc.) ma il concetto di essenzialità del suono è comunque predominante. Pochi assoli, pochissimi effetti, ed anche qui una ricerca costante dell'importanza di ogni singola nota o colpo al momento e con l'intensità giusta. Per "parlarvi" di lui vi segnalo il brano "Let me down Easy" ( Paolo Nutini - Let Me Down Easy [Acoustic] - YouTube ) tratto dal suo ultimo album "Caustic Love". 


Ovviamente la quantità di musicisti che sposano il concetto di cui sopra è molto più ampia ma per me era importante far passare attraverso questi due artisti il concetto di un tipo di musica in cui, a mio avviso, molti artisti di adesso dovrebbero cimentarsi per far capire veramente se possono essere chiamati tali....e in questo caso sono convinto che ci sarebbero molte vittime!!!



venerdì, febbraio 26, 2021

Nostalgia - I mega concerti Rock


È trascorso un anno da quando il Covid-19 ha intaccato la nostra vita, cambiando le nostre abitudini e le nostre libertà. Tutto sembrava scontato…mangiare una pizza, andare al cinema, a teatro ed ancora andare allo stadio a tifare la propria squadra di calcio.

Oggi, soffriamo per la mancanza di socialità, ed i concerti musicali ne sono la massima rappresentazione.

Espressione pura dello stare insieme, molti rimangono nel cuore e certi superano la data o il momento storico in cui si sono tenuti, perché riescono ad attirare folle così numerose da non poter essere dimenticati. Alcuni rendono artisti e band immortali ed entrano di diritto nel firmamento musicale. Abbracciarsi, saltare,  cantare e ballare le canzoni davanti al palco dei propri idoli con spensieratezza e tanta emozione.

Per questo, il blog vuole ricordare i concerti più belli, più visti, più grandi della storia del rock (escludendo i classici come Woodstock o il Live Aid etc..), come buono auspicio a tutti noi per riprendere presto a godere della vita!

METALLICA AL TUSHINO AIRFIELD DI MOSCA

Per promuovere The Black Album, il quinto album in studio della band statunitense, i Metallica realizzarono uno dei concerti rock più belli di sempre, al Tushino Airfield di Mosca. Era il 28 settembre del 1991, si era nell’ambito del Monsters of Rock, e da quel momento in poi nella popolazione russa cambiò qualcosa.

Fu un concerto di proporzioni grandissime: si stima ci siano stati 1 milione di spettatori. C’è chi tende a raddoppiare il numero, chi si ferma a un milione e mezzo. Ad ogni modo, i Metallica erano, in quel momento, all’apice della loro carriera e in quel live diedero tutto ciò che potevano.

PINK FLOYD A VENEZIA

Era il 15 luglio 1989 quando i Pink Floyd si esibirono a Venezia, in uno dei concerti più belli (e problematici) di sempre. Colpa forse di un’organizzazione che non seppe tener conto di quella che sarebbe stata una folla mastodontica, per osservare gli idoli di sempre esibirsi gratuitamente. L’esibizione su un pontone galleggiante fu iconica, e ancora oggi la si ricorda come una delle migliori di sempre.

200 mila spettatori totali (più quelli che, attraverso la RAI, potevano osservare dalla televisione) piazzate in ogni dove: non c’erano transenne, protezioni, acqua o ristoro. Ognuno si posizionò dove poteva, anche per poter vedere al meglio. L’acustica non fu delle migliori ma, in mezzo a tutta questa catastrofe di Venezia, il concerto dei Pink Floyd rimane uno dei più belli di sempre.

ROLLING STONES – COPACABANA, RIO DE JANIERO 2006

Rio de Janeiro, città-simbolo del divertimento e degli eccessi, era il palcoscenico perfetto per un concerto dei Rolling Stones. Quello che si svelò agli occhi dell’oltre un milione di persone presenti fu un imponente scenario di 22 metri che costò agli Stones più di 5 milioni di dollari. Il concerto, gratuito, è ancora oggi considerato uno dei più grandi di tutti i tempi.

I Rolling Stones si sono esibiti davanti a una folla stimata di 1,5 milioni di fan sulla famosa distesa di sabbia e oceano di Copacabana.

Il concerto gratuito è stato sovvenzionato da un paio di società di telecomunicazioni ed è stato trasmesso in televisione in tutto il Brasile, trasmesso in tutto il mondo sulla radio satellitare e online e proiettato nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti.

Per lo spettacolo erano presenti più di 10.000 poliziotti, vigili del fuoco e professionisti dell'emergenza. Il Guardian ha scritto che durante il concerto sono state segnalate solo 33 rapine.

IRON MAIDEN- ROCK IN RIO DI RIO DE JANEIRO 2001

La Metal Band con la prevendita biglietti in sole due ore a fatto sold out, vendendo i 90,000 biglietti disponibili. alla terza partecipazione al Festival brasiliano, in occasione dell’ultima tappa del tour “Brave New World Tour”, si esibirono davanti un vasto pubblico, circa 250.000 persone. L’evento è stato immortalato in un cd anche per aiutare lo sfortunato ex batterista Clive Burr al quale gli fu diagnosticata una sclerosi multipla nel 1994 che lo porterà al decesso nel 2013 a soli 53 anni.

VASCO ROSSI – MODENA 2017

Il concerto di Vasco Rossi, che si è tenuto il 1 luglio al Modena Park rappresenta un vero e proprio concerto record mondiale con un totale di circa 220.000 biglietti venduti. Per tutti i fan che non sono riusciti a prendere in tempo un biglietto, è stato possibile assistere virtualmente al Modena park seduti su delle comode poltrone. Questo, grazie alla convenzione avvenuta con numerosi cinema sparsi in tutta Italia.

In più, il concerto evento di Vasco Rossi al Modena Park è stato trasmesso in diretta su Rai Uno, una sfida assolutamente vinta dato che il concerto ha ottenuto uno share del 36,1 % e più di 5,6 milioni di spettatori. La voce narrante del meraviglioso evento è stata affidata a Paolo Bonolis.

Sono state rispettate tutte le norme di sicurezza previste, soprattutto dopo l’attentato Kamikaze di Manchester. Il sindaco, Gian Carlo Muzzarelli, ha completamente vietato la vendita di bevande in contenitori di vetro, sia all’interno dell’aerea dell’evento, ma anche al di fuori della stessa. L’area a ridosso del parco è stata divisa in due cerchi: zona blu e zona rossa e gli spettatori potevano spostarsi solo a piedi. Inoltre, tramite una app gratuita i 220 mila fan, avevano la possibilità di seguire in tempo reale tutte le informazioni utili in tema di posteggi e mobilità.

Per i numerosi appassionati è stato creato in edizione numerata un kit ricordo completo di targhetta celebrativa dell’evento, CD, poster e molto altro che riuscirà a far rivivere la grande emozione del concerto di Modena.

 

 

venerdì, febbraio 19, 2021

Rock 'n wine - Eddie Vedder & Barbera d’Alba di Giuseppe Rinaldi


Edward Louis Severson nasce a in un piccolo sobborgo vicino a Chicago nel 1964. Edward diventerà poi noto nel mondo della musica con il nome di Eddie Vedder, leader dei Pearl Jam e di tutto il mondo che ruota intorno al grunge.

Cos’hanno in comune Eddie Vedder (ed i Pearl Jam) con il vino? Tanto.

Eddie ad ogni concerto sale sul palco con la sua boccia di vino (quasi sempre rosso e quasi sempre italiano), una bottiglia, o anche più di una, che gli piace condividere con i fans delle prime file, creando quel clima magico di ogni suo concerto.

Proprio come in una delle canzoni che spesso si sentono nei loro concerti, “Crazy Mary” (cover di una canzone di Victoria Williams) il cui testo dice : Take a Bottle / Drink it down / Pass it around.

Nel 2019 Eddie Vedder in versione solista fece un concerto a Barolo durante il festival Collisioni e proprio le Langhe sono una delle sue zone preferite per quanto riguarda il vino.

Proprio in virtù di questo, decido di abbandonarmi al sound dei Pearl Jam bevendo una Barbera di Langa, quella di un produttore storico della zona, Giuseppe Rinaldi, il “Citrico” com’era solito essere chiamato, l’anima di Barolo, venuto,  ahi noi, a mancare nell’autunno del 2018.

Alla salute di Eddie e di Beppe!

 

Canzone : Crazy Mary – Pearl Jam

Vino : Giuseppe Rinaldi – Barbera d’Alba 2017

Vitigno : Barbera

Vino dritto dall’acidità vibrante, al naso è ricchissima di fiori e frutta di sottobosco. Al palato è quasi vellutata, setosa, elegante, ti coccola e ti emoziona per poi darti una scarica quasi di elettricità. Un vitigno a volte spigoloso ma che grazie alla struttura del vino ti avvolge completamente.

venerdì, febbraio 12, 2021

Rock & Roll Hall of Fame 2021







La Rock & Roll Hall of Fame Foundation ha annunciato qualche giorno  i seguenti candidati per l'edizione 2021:Mary J. Blige, Kate Bush, Devo, Foo Fighters, The Go-Go's, Iron Maiden, JAY-Z, 
Chaka Khan, Carole King, Fela Kuti, LL Cool J, New York Dolls, Rage Against the Machine, Todd Rundgren, Tina Turner e Dionne Warwick

Per poter essere candidato, un singolo artista o band deve aver pubblicato la sua prima registrazione commerciale almeno 25 anni prima dell'anno di nomina. Sette dei 16 candidati sono al ballottaggio per la prima volta, tra cui Foo Fighters, The Go-Go's, Iron Maiden, JAY-Z, Mary J. Blige, Fela Kuti e Dionne Warwick. Chaka Khan è stato precedentemente nominato sia da solista che con la band Rufus. Se elette, Carole King e Tina Turner diventeranno rispettivamente la seconda e la terza artista femminile inserite due volte, dopo l'elezione di Stevie Nicks del 2019. Se i Foo Fighters venissero inseriti, per Dave Grohl sarebbe la seconda volta in carriera.

"Questo straordinario voto riflette la diversità e la profondità degli artisti e della musica che la Rock & Roll Hall of Fame celebra" afferma John Sykes, Presidente della Rock & Roll Hall of Fame Foundation. "Questi candidati hanno lasciato un impatto indelebile sul paesaggio sonoro del mondo e hanno influenzato innumerevoli artisti che li hanno seguiti."

I voti dei candidati vengono inviati a un organo di voto internazionale di oltre 1.000 artisti, storici e membri dell'industria musicale. Vengono presi in considerazione fattori come l'influenza musicale di un artista su altri artisti, la durata e la profondità della carriera e il corpo del lavoro, l'innovazione e la superiorità nello stile e nella tecnica.

La Rock & Roll Hall of Fame offre ai fan la possibilità di partecipare al processo di selezione con il Fan Vote. Da oggi fino al 30 aprile, i fan possono votare ogni giorno  sul sito www.rockhall.com o al Museum di Cleveland. I primi cinque artisti, selezionati dal pubblico, entreranno di diritto in un "ballottaggio dei fan" che sarà utilizzato insieme agli altri ballottaggi per selezionare gli eletti 2021. 

Gli eletti saranno annunciati a maggio 2021. La cerimonia di introduzione nella Rock & Roll Hall of Fame 2021 si svolgerà a Cleveland, Ohio, questo autunno.

I candidati sono stati annunciati sui canali social della Rock Hall e in diretta sul programma mattutino "Feedback" del canale 106 di Sirius XM VOLUME con i conduttori Nik Carter e Lori Majewski.

Dreamkoma esprime con forza il proprio voto per gli Iron Maiden ed i Foo Fighters. Sarà sufficiente per farli entrare nella Rock & Roll Hall Of Fame ?? Lo scopriremo tra qualche mese.

venerdì, febbraio 05, 2021

Phil Collins...i suoi primi 70 anni

 


“Da quando ho 5 anni suono la batteria, non ho fatto altri lavori ed è molto difficile pensare che altro lavoro avrei potuto fare. Mi sarebbe piaciuto fare il calciatore, il portiere.”

Philip David Charles Collins, conosciuto come Phil Collins , è un cantautore, polistrumentista e musicista britannico, noto sia come solista sia come componente dello storico gruppo dei Genesis. 

Collins è uno dei tre artisti, oltre a Paul Mcartney e Michael Jackson,  ad aver venduto oltre 100 milioni di album in tutto il mondo sia come solisti che come membri principali di una band.

Nato il 30 Gennaio 1951, ha spento da poco 70 candeline e in questo post mi piacerebbe celebrarlo non descrivendo la sua fantastica carriera, ma facendo più che altro una guida all'ascolto segnalandovi alcuni suoi brani che, secondo me, l'hanno reso il grande artista poliedrico che è attualmente, e senza dubbio uno dei miei dieci artisti preferiti in assoluto. Una sorta di percorso musicale per i pochi che non lo conoscono e per chi vorrebbe approfondire il suo lavoro.

EPOCA GENESIS

FOLLOW YOU, FOLLOW ME (1978) https://www.youtube.com/watch?v=DyDRXbP1MaY

Si tratta del primo grande successo dei Genesis, estratto dall'album "And Then There Where Three...."
La canzone è stata scritta da Tony Banks, Mike Rutherford e Phil Collins e nel video ufficiale si vede quest’ultimo ricoprire il ruolo di cantante con shaker e di batterista. “Era il nostro unico brano veramente scritto da un gruppo. Mike ha suonato il riff, poi ho iniziato a suonare una sequenza di accordi e una linea melodica, che Phil ha poi centralizzato. Ha funzionato così bene che abbia deciso di lavorarci”, ha dichiarato Tony Banks. Phil Collins invece ha sempre parlato di una grande traccia ritmica che però non doveva diventare un singolo di successo.


Ancora oggi con oltre 18 milioni di visualizzazioni, il video di “Mama” è uno dei più visti dei Genesis. La canzone è un singolo estratto dal dodicesimo album in studio del gruppo ed è il più grande successo commerciale della band dopo l’addio di Peter Gabriel. Il brano nasce dalla lettura del libro “The Moon’s Balloon” di David Niven e racconta la storia d’amore edipico tra una prostituta e un suo cliente che la chiama appunto “mamma”.

EPOCA SOLISTA


In the air tonight è il singolo di debutto da solista, incluso nell'album "Face Value" del 1981. E' senza ombra di dubbio il suo brano più rappresentativo, soprattutto per la sua costruzione musicale che "esplode" nel finale con un fill di batteria che è stato celebrato come uno dei 101 best drumming moments. La canzone, immancabile nei suoi live, diventa la protagonista principale di tutto lo show con Phil che in ogni tour tenta di coreografarla in vari modi per sbalordire il pubblico nel finale, io che ho avuto la fortuna di assistere ad un suo live sono letteralmente impazzito al suo primo colpo sui tamburi. 
Il testo in realtà non è molto festoso, infatti parla del dolore che ha provato dopo aver divorziato dalla sua prima moglie. Nel 2016 dichiarò che il brano nacque spontaneamente: “Non sono abbastanza sicuro di cosa parla la canzone, ma c'è molta rabbia, molta disperazione e molta frustrazione”.
Per farvelo godere a pieno vi lascio il link di una sua performance live.

I WISH IT WOULD RAIN DOWN (1989) https://www.youtube.com/watch?v=YcY3FH208l8

"I Wish It Would Rain Down
" è una canzone dell'album di Phil Collins '1989 "... But Seriously", con la collaborazione del grande Eric Clapton. Uno dei miei brani preferiti impreziosito dalla sontuosa chitarra di Clapton e una performance vocale perfetta. Vi consiglio di guardare anche il video, molto carino.

ANOTHER DAY IN PARADISE (1989) https://www.youtube.com/watch?v=Qt2mbGP6vFI

"Another Day in Paradise" è stato pubblicato come primo singolo da “...But Seriously” e affronta come tema il problema dei senzatetto. Phil Collins canta la canzone in terza persona, mentre osserva un uomo che attraversa la strada e ignora una donna senzatetto. Il cantante implora gli ascoltatori di non chiudere un occhio perché, tracciando un'allusione religiosa, "è solo un altro giorno per te e per me in paradiso". Collins si rivolge anche direttamente a Dio cantando: "Oh Signore, non c'è più niente che qualcuno possa fare? Oh Signore, ci deve essere qualcosa che puoi dire". “Another Day in Paradise” è stato l’ultimo singolo numero uno degli anni 80 e il primo degli anni 90.


Scritta per la colonna sonora del film “Due vite in gioco”, “Against All Odds” è una ballad in cui il protagonista implora la ex sapendo che la riconciliazione è contro ogni previsione. Il singolo ha raggiunto il numero 2 nel Regno Unito il numero 1 della Billboard Hot 100 negli Stati Uniti. Con il tempo la canzone è stata interpretata da diversi cantanti che hanno conquistato il primo posto in classifica. Nel 2000 è stato il turno di Mariah Carey e i Westlife, mentre nel 2005 è stato il turno di Steve Brookstein, primo vincitore di The X Factor. Vi lascio il Link della bellissima versione Live.

Nonostante ultimamente sia falcidiato da numerosi problemi alla schiena, Phil continua ad esibirsi live anche se fa male vederlo esibirsi con bastone e sedia....in ogni caso è lodevole quanta ancora energia abbia, segno di un enorme amore per quella che è stata la sua unica ragione di vita...la musica. Una curiosità; da qualche anno nei suoi concerti Phil è accompagnato alla batteria dal figlio Nicholas...che ha preso tutti i geni del padre. Lo stesso Nicholas dovrebbe accompagnarlo anche nella tanto annunciata reunion dei Genesis che purtroppo ha subito uno stop nel progetto per via del Covid.

Lunga vita a Phil..... buon ascolto

IL DOGUI


 

venerdì, gennaio 29, 2021

Il produttore musicale



Per la storia della musica, una figura a dir poco strategica e fondamentale è stata e sempre sarà quella del PRODUTTORE DISCOGRAFICO. Questa professione ha permesso ad innumerevoli capolavori di prendere forma: come bozze di idee, demo fumose e scheletri di canzoni siano state trasformate in vere e proprie opere compiute.

Tra i principali protagonisti di epoche passate che hanno reso alcune band e canzoni immortali segnalo Harvey Philip Spector, nato il 26 dicembre del 1939 a New York è scomparso qualche giorno fa, il 16 gennaio 2021. Uno dei più influenti e rivoluzionari produttori discografici della storia della musica. Il suo approccio era a dir poco maniacale al limite dell’esasperazione: non si limitava solo a produrre l’album, ma ne seguiva scrupolosamente ogni piccolo passo. Riusciva ad immedesimarsi in ogni singolo lavoro che produceva, egli stesso era sia compositore che musicista e sapeva cogliere perfettamente tutte le esigenze di ogni artista che trattava.

Pioniere di alcuni gruppi femminili degli anni sessanta come The Crystals e The Ronettes, Spector ha collaborato con alcuni dei più grandi musicisti della scena mondiale. Tra l’altro è stato anche l’inventore del cosiddetto “Wall of Sound”: una speciale tecnica di registrazione che consisteva nell’aggiunta di strumenti tipici della musica orchestrale (archi, ottoni, timpani ecc.) alle classiche strumentazioni rock. Il risultato finale era quello di un suono unisono e di un effetto riverbero che avvolgeva l’ascoltatore in quello che lo stesso Spector definì “un approccio wagneriano al rock and roll”. In Inghilterra Spector produsse uno dei primi singoli di John Lennon da solista, Instant Karma!, e continuò la sua collaborazione con i Fab Four anche dopo lo scioglimento dei Beatles. Nel 1970, infatti, cooperò con George Harrison per l’album All Things Must Pass. Sempre nello stesso anno fu contattato da Eric Clapton per produrre un singolo del suo nuovo gruppo, Derek and the Dominos. Appena un anno più tardi Phil Spector lavorò di nuovo con Lennon ad uno dei suoi più grandi successi: Imagine.

Le collaborazioni con i Fab Four terminarono nel 1973 a causa di divergenze artistiche e problemi di carattere personale dovuti ai primi sintomi di follia di Spector. Nel 1977, infatti, mentre Phil lavorava all’album di Leonard Cohen “Death Of A Ladies Man”, andò in escandescenza e minacciò l’artista con una pistola.


Il suo carattere burrascoso, eccentrico ed ossessivo, alla fine, sfociò nell’omicidio di Lana Clarkson. Fu condannato a 19 anni di reclusione per omicidio di secondo grado. Da oltre dieci anni era in prigione dove morte all’età di 81 anni.

Nella musica possiamo avere due declinazioni, nella quale l'artista è indipendente nel processo creativo  e quella di produttore, generalmente quella di maggiore successo commerciale dove il musicista è un semplice interprete della visione sonora e delle idee del produttore.

Nel nostro amato mondo ROCK tra i protagonisti di categoria segnalo Butch Vig che è riuscito a rendere orecchiabile il rock alternativo chiamato “grunge” provocando l’enorme successo del genere agli inizi degli anni ’90 con i Nirvana e l’album “Nevermind”. Poi, ha proseguito con il progetto Garbage, una band alternative rock da lui fondata nel 1993, nella quale suonò come batterista. La sua carriera di produttore proseguì con gli Smashing Pumpkins fino ad arrivare ai Wasting Light e Sonic Highways dei Foo Fighters. 

Altra figura di “peso” è stata quella di Rick Rubin. Guru della produzione, fondatore della Def Jam Records, figura chiave nello sviluppo del suono hip-hop anni ’80, produttore storico di Beastie Boys, Slayer e Red Hot Chili Peppers. Molti degli album da lui prodotti, come Californication dei Red Hot Chili Peppers, presentano volumi molto alti che vanno spesso a discapito della qualità. Ciononostante, Rubin è stato più volte riconosciuto come una figura chiave nella storia della produzione discografica.

Profilo ancora più importante è stato George Martin, il quinto beatle, l’uomo che ha reso realtà i sogni di quattro ragazzi poco più che ventenni con una minima esperienza musicale e tante ambizioni. È in gran parte suo il merito del successo dei Beatles. Sue le orchestrazioni di I Am the Walrus, suo il lavoro di collage in Strawberry Fields Forever. La grandezza di George Martin è stata quella di essere complice dei Beatles nel processo di trasformazione del rock and roll da musica di intrattenimento ad arte. 

Concludo questa selezione di professionisti della musica con Robert John "Mutt" Lange che è stata la figura di riferimento per quanto riguarda i successi e del rock live.Tra le decine e decine di successi cito un disco in particolare che ha rappresentato una svolta importante per la musica rock commerciale, trattasi di Pyromania (1983) dei Def Leppard. Con il loro terzo album la band raggiunge dei livelli inimmaginabili.  Il look, il suono, il marketing, il coinvolgimento del pubblico femminile, non erano mai stati spinti così in alto da una rock band. Pyromania è la genesi di un mostro commerciale (1983-87) che sarà imitato da centinaia di band che esaspereranno l’approccio finendo spesso per diventare grottesche e ridicole. I Def Leppard raccontano come il processo compositivo fu molto lungo e travagliato. Il batterista Rick Allen ricorda Mutt: “ragazzi venite in studio con il vostro materiale ma non credeteci troppo perché lo cambieremo". Ci vollero 11 mesi e oltre 700.000 sterline (dell'epoca...) per completare un album che avrebbe potuto rovinare la Phonogram e i giovanissimi Leppard. Il risultato fu stupefacente, un album che superò i 10 milioni di copie vendute negli Usa. Pubblicato il 20 gennaio 1983 vide la band andare in tour negli Usa per 40 date come spalla a Billy Squier. Alla fine del tour i Leppard erano diventati il gruppo principale e le arene di medie dimensioni erano diventati stadi da oltre 50.000 posti. Sempre con Mutt, supereranno i 10 milioni di copie vendute anche con il seguente album "Hysteria" entrando così a far parte del club degli unici 5 gruppi al mondo ad avere raggiunto questo traguardo negli Usa.

Tra i diversi lavori che sottolineano lo spessore vi elenco i seguenti:

AC/DC – Highway to Hell, 1979

AC/DC – Back in Black, 1980

Foreigner – 4, 1981

Def Leppard – High 'N' Dry, 1981

AC/DC – For Those About to Rock We Salute You, 1981

Def Leppard – Hysteria, 1987

Bryan Adams – Waking Up the Neighbours, 1991

Def Leppard – Adrenalize (executive producer), 1992

Michael Bolton – The One Thing, 1993

Stevie Vann – Stevie Vann, 1995

Bryan Adams – 18 til I Die, 1996

Nickelback – Dark Horse, 2008

Maroon 5 – Hands All Over, 2010


mercoledì, gennaio 20, 2021

Rock 'n wine - Maynard James Keenan & Bolgheri Rosso Michele Satta

Tante volte vino e musica vanno a braccetto più di quello che si creda.
Molti cantanti, soprattutto inglesi e americani, hanno acquistato terreni e hanno iniziato a produrre i loro vini. 
Uno dei primi a farlo è stato l’istrionico cantante dei Tool, dei Perfect Circle e dei Puscifer ,  Maynard James Keenan.  
Maynard è stato uno dei personaggi che hanno animato i primi anni 90 e il periodo grunge : è sempre riuscito in tutti i suoi progetti a fondere la sua anima melodica a quella più cupa e introspettiva.
Una dei primi singoli dei Tool nell’album Undertow (1992) fu la canzone “Sober”,in cui si fa riferimento ad un amico della band , in perenne crisi creativa se sobrio, ma che riusciva ad essere ispirato solo se ubriaco. Un giro di basso che continua a ripetersi, la voce cantilenante di Maynard che ci porta quasi all’oblio. Una canzone oscura che mostra le inquietudine dell’animo umano. Per me un capolavoro.
Il minimo per una persona che parla di ispirazione dovuta all’alcool (e alla droga…) era quello di produrre vino quasi a tempo pieno : la sua cantina si trova in Arizona e si chiama Caduceus ,il simbolo di pace e prosperità, associato al dio greco Hermes (insomma tutto in linea con il personaggio).    
Il suo vino più famoso nasce da un blend di Tempranillo e Cabernet  Sauvignon , il Judith (dal titolo di una delle canzoni più famose dei A Perfect Circle).    
Non avendo mai avuto la fortuna di assaggiare uno dei vini di Maynard, mi abbandonerei sulle note di Sober bevendo un vino della zona di Bolgheri del produttore Michele Satta :  il Bolgheri Rosso, un blend di uve rosse  con proprio il Cabernet Sauvignon come vitigno principale.
Alla salute!

Canzone : Tool – Sober
Vino : Michele Satta – Bolgheri Rosso 2016
Vitigni : Cabernet Sauvignon 50% Sangiovese 30% Merlot 20%

Un vino nato per valorizzare in pieno il territorio di Bolgheri, un vino veramente succoso dotato di un bouquet di frutta rossa matura , spezie e cuoio. Sorso molto pulito, in bocca ha una decisa morbidezza e risulta quasi vellutato. 

venerdì, gennaio 15, 2021

Jean de Breteuil: L'angelo della morte.





"Jean era un ragazzo orribile, sembrava qualcosa che era strisciato fuori da sotto una pietra. Era tutto droga e sesso." - Marianne Faithful

Jean de Breteuil nacque nel 1949 a Parigi da una famiglia aristocratica. Allo scoppio della rivoluzione culturale della seconda metà degli anni Sessanta, era ricco, giovane e attraente. Anche intelligente. Aveva tutto per avere successo nella vita, ma la tentazione di fare una passeggiata sul lato oscuro della luna era troppo seducente e finì per diventare un playboy che trafficò droga per le rockstar.

I suoi genitori avevano attività commerciali in Africa e, grazie a un contatto presso l'ambasciata marocchina a Parigi, iniziò a trafficare eroina, che in seguito vendette a personaggi e artisti dell'alta società in visita nella capitale francese. Stabilì anche un quartier generale per la sua attività a Londra, e nel 1967 si trasferì negli Stati Uniti e si iscrisse all'Università della California, Los Angeles. Ma i suoi studi non erano altro che una copertura: la sua vera attività era importare eroina e hashish ad alta purezza, che finì per vendere a musicisti della West Coast come Janis Joplin. In effetti, è del tutto possibile che l'overdose che ha ucciso la cantante sia stata fornita da Breteuil. Tuttavia, riuscì ad insabbiare la sua responsabilità e continuò a fare amicizie sempre più importanti all'interno della celebrità del rock, diventando il principale fornitore di Keith Richards. Così Jean incontrò Marianne Faithfull, allora fidanzata di Mick Jagger, una donna che presto avrebbe avuto un ruolo enorme nella sua vita.
Nel 1969 Breteuil era a capo di un intero impero del traffico di eroina per le celebrità e una rete sfavillante di contatti. Gay Mercader, il promoter di concerti spagnolo, aveva una relazione con Breteuil a Parigi in quel momento e raccontò in un'intervista a El País: «Era un ragazzo bello e comunicativo. Apparteneva a una cerchia di ragazzi bohémien provenienti da famiglie benestanti, che fumavano hashish, prendevano l'LSD e viaggiavano in India. Potevano permetterselo, erano eredi di grandi fortune. Il Breteuil aveva, tra le altre imprese, giornali in Africa ».

Ma nella seconda metà del 1970, le cose sono peggiorate. Diverse persone che avevano avuto una relazione con Breteuil come Brian Jones, Hendrix o la già citata Janis Joplin erano morte, e molti membri del mondo dello spettacolo rock iniziarono a vedere il playboy come una sorta di angelo della morte. Non è stato così per Keith Richards, che lo convocò un mese dopo nella villa della Costa Azzurra che i Rolling Stones affittarono per comporre "Exile on Main St", per condire le sessioni con la migliore eroina thailandese.

Quella stessa estate ci fu la tragica morte di Jim Morrison poche centinaia di chilometri più a nord. Il cantante dei Doors si era recato a Parigi con la sua fidanzata, Pamela Courson, e non appena arrivato si mise a cercare un pusher. Courson aveva avuto una relazione con Jean de Breteuil, quindi l'acquisto della droga fu molto facile per il frontman dei Doors.
Da lì ci sono due versioni di ciò che è successo, ma entrambe coinvolgono Breteuil, che a quel tempo usciva con Marianne Faithfull dopo la sua rottura con Jagger.

Il primo dice che Jim e Pamela sono andati al loro hotel dopo aver comprato l'eroina da Breteuil di persona. Nel cuore della notte, Morrison andò in bagno e consumò una dose fatale che pose fine alla sua vita. Pamela ha cercato di rianimarlo mettendolo in una vasca piena di acqua fredda e ha chiamato un medico, ma quando è arrivato non c'era niente da fare. La ragazza negò che la droga fosse la causa del decesso, e il medico incomprensibilmente le credette e definì la morte naturale.

La seconda versione dice che Morrison è morto per overdose, ma non nel suo hotel ma in un club vicino, Rock 'N' Roll Circus. Lì, Jean de Breteuil aveva due spacciatori che lavoravano per lui, e secondo questa teoria, furono loro a vendere l'eroina al cantante. Secondo Sam Bernett, un giornalista del New York Times che dice di essere stato lì quella notte, Morrison è morto nel bagno del locale. "Il buttafuori è venuto e mi ha detto che qualcuno era chiuso in uno dei bagni e non usciva", ha poi raccontato in un libro. "Così ho chiamato i ragazzi della sicurezza per sfondare la porta. Il cantante dei Doors, il bel e famoso ragazzo californiano, era accasciato e inerte. Ho chiamato un dottore di cui mi fidavo, e quando è arrivato lì ha ribaltato la testa di Jim indietro, ha alzato le palpebre, ha aperto la bocca e gli ha messo l'orecchio al petto per ascoltare il suo battito cardiaco. Ha cercato segni e lividi sul corpo e sulle braccia. È stata una visita medica rapida e professionale. La sua diagnosi era molto certa: "Quest'uomo è morto. A quanto pare è vittima di arresto cardiaco."

Secondo Bernett, i due spacciatori sono andati nel panico e hanno deciso di nascondere l'accaduto. Hanno messo Jim in macchina e l'hanno portato al suo hotel. E lì ci sarebbe stato l'esame del medico che ha redatto il suo referto ufficiale.

Dopo aver appreso di ciò che era accaduto, Jean de Breteuil e la sua fidanzata Marianne Faithfull decisero di fuggire. Si sono sbarazzati di tutta la droga che avevano lasciato e hanno preso un aereo per Casablanca, e da lì a Tangeri. Lì, lo spacciatore sarebbe morto pochi mesi dopo per un'altra overdose. La ragazza di Jim, Pamela, sarà sopraffatta, qualche anno dopo, dallo stesso destino

È sorprendente quanto poco letteratura ci sia su questo personaggio rock maledetto, che quasi tutti hanno finito per negare. Nessuno voleva parlare di lui da decenni, e quando qualcuno l'ha fatto, è stata la sua ultima ragazza, Marianne, e non proprio per scusarlo: "Quella notte a Parigi è andato a trovare Jim Morrison e lo ha ucciso", avrebbe dichiarato alla rivista Mojo nel 2014. Povero bastardo. La merda era troppo forte? Sì. Ed è morto ». 

Jean de Breiteuil. La colonna sonora della sua vita dovrebbe includere The Pusher, People Are Strange, e Angel of Death di Hank Williams. "L'Angelo della Morte/ Verrà dal cielo/ E rivendichi la tua anima / Quando arriverà il momento di morire"

venerdì, gennaio 08, 2021

Storie e curiosità sui videoclip

 

La realizzazione di videoclip come strumento di promozione da parte di una band o di un artista si perde già dagli inizi del secolo scorso. Se dapprima però veniva usato unicamente per dare una versione visiva alla canzone, e quindi a sincrono con performance live come facevano i Beatles, è alla fine degli anni '70 che nacquero i primi videoclip come forma d'arte complementare alla canzone ma molto spesso che andava ad aggiungere contenuti e arricchire il brano stesso.

A partire dal 1981, con la nascita di MTV, il videoclip diventa mainstream e tutti gli artisti dell'epoca cominciarono a dargli la giusta importanza considerandolo un forma artistica indipendente dal brano stesso o che comunque riuscisse ad aggiungere popolarità alle loro canzoni. Per fare questo però il livello qualitativo doveva raggiungere quasi quella di un film racchiuso però in pochi minuti. E' per questo che molti registi cinematografici si avvicinarono a questo mondo mettendo al servizio dell'artista le loro doti e capacità; Martin Scorsese, John Landis, Brian De Palma, Tim Burton sono solo alcuni dei grandi registi cinematografici ad aver girato videoclip, realizzando in molti casi delle vere e proprie chicche che in alcuni casi hanno raggiunto un successo maggiore del brano stesso.

Ma andiamo ad analizzare alcuni videoclip che, a mio parere, sono e rimarranno nella storia della musica:

PETER GABRIEL - SLEDGEHAMMER (1986) https://www.youtube.com/watch?v=OJWJE0x7T4Q

Il video è stato diretto da Stephen R. Johnson e firmato dalla Aardman Animations. Esso è stato realizzato con la tecnica dello stop motion animata, all’avanguardia in quel periodo. Il video ha avuto molto successo e ha vinto ben nove MTV Video Music Awards 1987 e un BRIT Awards 1987. In un'intervista Peter Gabriel raccontò la fatica nel realizzarlo, in particolare per la scena che vedete nella foto, dove questo treno girava intorno al suo volto, Peter dovette stare fermo per più di sei ore in modo tale che il treno ad ogni frame venisse spostato per creare appunto questa tecnica di movimento utilizzata principalmente all'epoca nei film di animazione.

BLUR - COFFE & TV (1999) https://www.youtube.com/watch?v=6oqXVx3sBOk


Il videoclip del brano è diretto da Garth Jennings e narra la storia di un contenitore del latte che parte alla ricerca del chitarrista del gruppo, Graham Coxon, apparentemente scomparso di casa. E' il classico esempio di come un video possa raccontare un qualcosa totalmente diverso rispetto al testo della canzone diventando un'opera a se stante. La storia nella sua irrealtà riesce ad essere molto divertente e a tratti commovente.



Il video di Virtual Insanity è sicuramente uno dei videoclip di musica pop più conosciuti, oltre che sicuramente quello di maggior successo dei Jamiroquai. Nel settembre 1997 ebbe dieci nomination agli MTV Video Music Awards, di cui ne vinse quattro, incluso quello più prestigioso ("video dell'anno"). Nel 2006 è stato posizionato al nono posto dagli spettatori di MTV in un sondaggio per scegliere il video più "trasgressivo" della storia.
Il video, diretto da Jonathan Glazer consiste principalmente di una inquadratura fissa su Jay Kay che esegue il brano e danza in una stanza semivuota, dal soffitto grigio e dall'atmosfera asettica. Nel corso del video tre divani di colore nero, unici oggetti d'arredamento della stanza, si muovono da soli. Di tanto in tanto sullo schermo passano scarafaggi o un corvo; alla fine si vedrà fuoriuscire sangue da sotto i divani e da una delle pareti.
Il video ebbe molti consensi per i suoi effetti speciali: il pavimento infatti sembra muoversi mentre il resto della stanza è fisso, permettendo a Kay di eseguire passi e movimenti normalmente impossibili.



Anno d'oro il 1999 per questa alternative rock band americana che in quell'anno esce con il loro album di maggior successo, "A place in the Sun", ottenendo anche il disco di Platino. Il singolo di cui parliamo , "Miserable", sarà la canzone più ascoltata dell'anno 2000, sicuramente grazie anche a questo curioso e simpatico Video: Il regista Evan Bernard decide di trasformare la band in novelli Lillipuziani, solo che al posto di Gulliver abbiamo Pamela Anderson, in quegli anni l'icona sexi per eccellenza. Dopo aver suonato in varie parti del corpo della bella Pamela il finale però non è proprio dei migliori per i musicisti: Infatti La "biondona" se li mangia ad uno ad uno in un sol boccone lasciando solo una scarpa del chitarrista come ricordo.



Buddy Holly è un singolo del gruppo musicale americano Weezer, secondo estratto dall'omonimo album di debutto e pubblicato il 7 settembre 1994.
Considerato come uno dei fiori all'occhiello del power pop moderno, per il sound che si presenta come un mix di chitarre di stampo rock e melodie pop, Buddy Holly venne pubblicato in occasione del 58º compleanno del celebre cantautore, morto in un incidente aereo.
l video del singolo venne diretto da Spike Jonze, e riprendeva la band che suonava nel locale "Arnold's", sullo scenario della serie televisiva Happy Days, per gli amanti del famoso telefilm un video da non perdere!!
Il videoclip della canzone diventò così popolare che Microsoft lo incluse tra i contenuti bonus del CD-ROM di Windows 95.

30 SECONDS TO MARS - FROM YESTERDAY (2006) https://www.youtube.com/watch?v=RpG7FzXrNSs


From Yesterday è un singolo del gruppo musicale statunitense Thirty Seconds to Mars, pubblicato il 7 novembre 2006 come terzo estratto dal secondo album in studio A Beautiful Lie.
Il brano ha vinto il premio "Miglior singolo" ai Kerrang! Awards 2008, mentre il relativo videoclip, realizzato dal frontman Jared Leto, è il primo video americano realizzato in Cina.
Jared, che ha dimestichezza con il mondo del cinema, realizza un cortometraggio che va al di là della canzone stessa trasformandolo in una vera e propria storia, nel mondo degli imperatori Cinesi, tutta da gustare. Infatti per poter spiegare al meglio il tutto la canzone viene interrotta in più punti inframezzandola con scene e dialoghi.



Per questo singolare e angosciante video ritroviamo il regista Jonathan Glazer, citato in Virtual Insanity di Jamiroquai. In questo caso la macchina da presa si sotituisce al guidatore di una macchina che insegue nella notte un fuggitivo. La musica è perfetta nel descrivere la faticosa corsa dell'uomo, ormai stremato, che tenta di sottrarsi alla cattura. Il tutto intervallato da inquadrature del cantante Tom York che si trova seduto nel sedile posteriore della vettura. Il finale però in un certo senso ribalta le posizioni.....ma non ve lo svelo e vi invito a godervelo.

Per adesso ci fermiamo qui......riprenderemo di sicuro questa rubrica in futuro per segnalarvi i tanti videoclip belli, strani e curiosi. Stay Tuned

IL DOGUI




martedì, gennaio 05, 2021

Un regalo di Buon Anno - Podcast Rock


Ci siamo lasciati alle spalle un nefasto 2020 e quindi, per cominciare, lo staff di Dreamkoma vi augura un sentito Buon 2021.
Ma tutto ciò non basta. Dreamkoma e' sempre attenta alle novità ed alle tendenze e quindi ha deciso di farvi un regalo.
Da qualche giorno sono disponibili sulle più importanti piattaforme online ( Spotify, Spreaker, Google Podcast e molte altre ) i nostri podcast.
Si chiamano Rock Pills, ovvero pillole di rock, e vi cureranno dai piccoli acciacchi della vita. Una al giorno e scoprirete curiosità e notizie sulle star del rock e non solo.  
Una volta al mese vi racconteremo anche un abbinamento Rock e Vino nella rubrica Rock 'n Wine. Un modo diverso per assaggiare il nostro caro amato rock.
Ora non rimane che ascoltarli ed attendere ogni settimana una nuova puntata di Rock Pills, il podcast rock da godersi in 5 minuti.